domenica 19 aprile 2015

Un nemico più insidioso: nuovi rischi dell’alcol. Prime bevute a 13 anni

Chi fa abuso di alcol ha sempre meno anni e non beve abitualmente, bensì è incline al «binge drinking », l’equivalente liquido di un’abbuffata episodica ma ricorrente

di Daniela Natali

Tratto Dal Corriere della Sera

Fino a non molto tempo fa quando si pensava all’alcolista veniva in mente 
il cliché  del vecchio dalla barba sfatta e afflitto dalla cirrosi. Oggi tutto è diverso. 
«Adesso chi beve non è quasi mai considerato uno “perso”, un “drop out”,
 ma piuttosto un tipo “giusto”, uno che “spacca” come dicono i giovani — 
esordisce Emanuele Scafato, presidente della Società italiana di alcologia e 
direttore dell’Osservatorio nazionale alcol dell’Istituto Superiore di Sanità —
. E sono proprio i ragazzi 
( ai quali, è bene ricordarlo, l’alcol non dovrebbe essere venduto)  a
d aver cambiato la complessità del “mondo liquido”. Non solo si incomincia a bere
alcolici a un’età sempre più precoce, ma si è consolidata una modifica sostanziale
 del modello del bere. Il 17% di tutte le intossicazioni alcoliche che giungono nei 
Pronto Soccorso si registra tra i ragazzi, spesso minori, perfino di soli undici, dodici anni,
 vittime del «binge drinking», il corrispondente alcolico dell’abbuffata episodica 
ma ricorrente».
La quantità di alcol consumata tra i 16 e i 25 anni influisce sullo sviluppo del cervello dell’adulto
Ma non si tratta forse di bravate, non si esagererà con l’allarmismo? «Niente affatto,
 — ribatte Scafato — consumare sei o più bicchieri in poche ore e anche una sola volta a settimana conduce, al di sotto dei 25 anni, nel giro di poco tempo, a una riduzione del volume 
dell’ippocampo, parte del cervello deputata all’orientamento e alla memoria. 
Il cervello tra i 16 ed i 25 anni va incontro a un rimodellamento che porta alla definizione 
del cervello adulto, ma l’alcol consumato in questa “finestra” di massima vulnerabilità
 interferisce sul suo sviluppo, cristallizzando le modalità cognitive e comportamentali
 in una fase in cui prevale l’attività cerebrale legata all’impulsività e all’emotività,
 tipiche della gioventù». Perché oggi si inizia a bere così presto? 
«I giovanissimi non bevono in solitudine, per dimenticare i loro guai: la bevuta 
è il modo per entrare al far parte del gruppo, per sentirsi disinibiti. 
E la sbornia non è quasi mai un incidente di percorso, ma quello che si cercava. 
Difficile capire quando il bere diventa un problema e per i giovani 
è tutto più rapido e tragico. Alla particolare vulnerabilità, connessa 
all’incapacità di metabolizzare l’alcol, si aggiunge la difficoltà di 
“agganciare” i minori indirizzandoli verso programmi i cui approcci motivazionali 
al cambiamento sono calibrati sugli adulti e fanno leva sull’ affetto per la famiglia,
 i figli, sulle responsabilità connesse al lavoro».
Cambiamenti nelle modalità di assunzione degli alcolici
Il mondo dell’alcolismo è cambiato anche sotto altri aspetti? . «Il consumo abituale di alcol è meno diffuso, — risponde Scafato — ma questo non deve rallegrarci perché è salito, e in tutte le fasce di età, quello occasionale, caratterizzato spesso da grandi bevute, ed è aumentato anche il consumo di alcol fuori dai pasti. Altro elemento pericoloso perché è evidente che il “fuori” pasto è a tutte le ore del giorno». E per quanto riguarda gli anziani? « Precisiamo innanzitutto che dopo i 65 anni si ridiventa adolescenti, incapaci di metabolizzare completamente l’alcol , con conseguenze e danni più gravi. Detto questo, come è sempre stato, l’alcolismo è più diffuso tra gli uomini che tra le donne di una certa età». «A proposito di donne, va detto — aggiunge però Scafato — che in generale oggi bevono di più: il modello culturale è cambiato. Se vent’anni fa per una donna era considerato “sconveniente” bere alcolici in pubblico, ora per una ragazza bere, meglio se molto, è il modo ideale per mettersi al centro dell’attenzione».
All’alcol sono riconducibili oltre 200 patologie e 12 tipi di cancro
Non esiste un consumo di alcol accettabile? «Per i ragazzi la risposta è no — dice l’esperto —. Per gli adulti i nuovi Larn, la bibbia nutrizionale italiana, hanno ridotto a uno e due bicchieri il livello massimo quotidiano di consumo rispettivamente per le donne e per gli uomini; gli ultrasessantacinquenni non dovrebbero andare oltre un bicchiere al giorno». «All’alcol —sottolinea Scafato — sono riconducibili oltre 200 patologie e 12 tipi di cancro. Non solo l’alcol non nutre ma è un anti-nutriente perché non fa, per esempio, assorbire le vitamine. Ed è ormai ridimensionato il possibile ruolo degli effetti benefici del famoso resveratrolo o dei polifenoli presenti nel vino rosso o nella birra: per ottenere effetti derivanti dal principio attivo bisognerebbe bere cento bicchieri al giorno...». «Dare informazioni valide e oggettive, favorire scelte informate è un dovere — conclude lo specialista —. E se occorre bisogna saper trovare strategie realistiche, considerando che anche una diminuzione graduale dell’alcol può garantire la riduzione progressiva del danno. L’obiettivo resta l’astinenza, ma in alcuni casi è meglio negoziare piuttosto che rischiare di veder fuggire il paziente».


sabato 18 aprile 2015

Morbo Sacro di Orlando oggi alle 18 nella Biblioteca Comunale

È uscito a febbraio di quest’anno, per la collana Giallo H della HERKULES BOOKS, casa editrice fondata dall’autore, il secondo romanzo thriller di Antonio Orlando dal titolo MORBO SACRO.
Orlando, scrittore emergente, vanta ottimi riscontri, a livello nazionale, grazie alla sua opera prima: IL KILLER DI SAN DOMENICO  ( ediz. Herkules Books Marzo 2015 – collana Giallo H), già protagonista di un book-tour nazionale in diverse città italiane, e a luglio 2014, protagonista a CaffeRaiUno – UnoMattina – intervistato da Gemma Favia.
Decide con coraggio di dar vita alla “sua” casa editrice, la HERKULES BOOKS, partendo con il piede giusto: difatti, sin da subito, sarà distribuita a livello nazionale da LibroCo ( Firenze) - FastBook ( Milano) – CentroLibri ( Brescia) – GiorgiLibri (Firenze) – e presente con i vari formati e-book in oltre 32 librerie in tutto il mondo.

L’ha scritto anche nel sito www.herkulesbooks.com:

Lo scrittore è un operaio dell’animo umano: con le parole, forgia la vita che gli scorre accanto raccontandola con onestà e determinazione.

E con determinazione ci presenta questo nuovo giallo: MORBO SACRO.

Sinossi:

Roma nord: Il famoso neurochirurgo Giacomo Frizzapane, fondatore e presidente dell’ Istituto Neurologico Italiano, combatte l’epilessia con tecniche scientifiche all’avanguardia.

Roma e dintorni: diversi senzatetto svaniscono nel nulla senza lasciare traccia. Don Pino, responsabile della sezione Caritas di San Lorenzo, si mette sulle loro tracce per ritrovarli.
Zona Prati: un’associazione segreta, denominata la “ Sacra Milizia di Giulio II”, difende la dottrina cattolica con ogni mezzo a disposizione, sottoponendo i miliziani a prove durissime.
In tv: vengono spediti inquietanti rebus di morte che la conduttrice Miriana Sculletti è costretta a leggere durante la messa in onda della trasmissione. L’assassino uccide 8 ore dopo la diretta.

Un intreccio vorticoso di storie, di personaggi, di stati d’animo incolla il lettore dalla prima all’ultima pagina. La poesia e la tenerezza si alterna alla cruenta scia di sangue che terrorizza la città eterna. Il confine tra la fantasia e la realtà è così labile da rendere vulnerabili gli inquirenti, che vagano nel vuoto, fino all’ultimo minuto. Sullo sfondo, il genio di Leonardo da Vinci diventa fonte d’ispirazione per il Male Assoluto. Dopo “ il Killer di San Domenico”, sua opera prima, Antonio Orlando ci regala un romanzo straordinario, geniale, a tratti agghiacciante.

          

venerdì 17 aprile 2015

Tocchi Ferrara , arrivano le minacce del Sicario " Tano li facciamo saltare in aria"

Un articolo che ha fatto parlare la città e soprattutto i giovani , tante opinioni , tanti
Banchi della Provincia o del comune
insulti e va bene anche questo  , ma le minacce no , quelle sono intollerabili  e inaccettabili. Quel  post vittimistico del Tano e quella minaccia , "
Tano organizza un contest e li facciamo saltare in aria tranquillo!"
 non ci spaventano ma ci danno l'idea del contesto e del clima . Poi il diritto di una cittadina tranquilla di vivere la sua vita , e di non essere turbata dal sacrosanto diritto dei ragazzi di Trasgredire e divertirsi , ma anche il sacrosanto diritto dei cittadini di vivere la piazza non vendendo scene che con il decoro urbano non hanno nulla da fare.
le minacce sul prof, Fb di Tano
Poi parleremo di come si riqualifica una piazza la si rende luogo fruibile , e parte viva della città , una piazza dove non c'è un wifi  , dove doveva sorgere il caffè letterario , una piazza dove doveva sorgere un centro commerciale naturale , svuotata degli uffici che la popolavano  , dove organizzare eventi , che ormai per scelta dell'amministrazione si concentrano altrove. Aveva bisogno di altro  p.zza Eraclea , ma non della Movida fine a se stessa.
Quest'estate il Bar dei portici aveva dato un segnale importante in questo senso , nessuno ha protestato , anzi l'ho abbiamo indicato come esempio , non c'erano schiamazzi  ed altro , c'erano le famiglie policoresi con figli e nonni che si sono goduti la piazza , oggi sentiamo la protesta dei cittadini e l'indignazione .
I luoghi per fare la movida Policoro è piena , I casalini , il secondo piano di zona , dove i ragazzi che hanno il diritto di trasgredire si possano ritrovare ( ma noi abbiamo da genitori il diritto di non condividere certe trasgressioni)  ma non in Piazza , quella deve essere fruibile da tutti , e il Tano è famoso . per la capacità che ha avuto di far sollevare un intero quartiere , quando la sua attività la svolgeva in via Siris .
Non un cittadino , ma un intero quartiere sollevo il problema , questo per capire che quella attività e quel modo di fare un'attività ,  legittimo , non è adatto ad essere collocato nella P.zza centrale della città. Questa è una mia opinione , criticabile , ma le minacce no.
Poi chiamiamola come il Sicario , il contest , la questione banchi e la questione autorizzazione. Se io mi chiamassi  Tarantino e non Ferrara  chiedessi dei banchi , alcuni nuovi , e non avessi un fratello deus ex machina della Politica locale manutentore ufficiale del comune e della provincia ,  li avrei avuti ?
Tano dice cosa c'entra la Politica , ebbene mi domando io
Se quei banchi li avesse chiesti una che si chiama Tarantino e non Ferrara li avrebbe avuti ?
Quei banchi chi li ha dati la provincia o il comune ?
Che alcuni banchi sono nuovi li dimostra la foto che ho pubblicato ieri e quella che ripubblico oggi
Il Tano ha diritto di fare quello che vuole con i soldi suoi , io da comunista radical chic  , manettaro , avrò il diritto di sapere come viene utilizzato il bene pubblico ? 
 , dopotutto pago le tasse , sono soldi anche miei.'
Sempre se io mi chiamassi tarantino e avessi una scia che non mi autorizza di vendere super alcolici e alcolici , e lo facessi , cosa succederebbe , avrei i vigili e sigilli alle serrande del mio bel negozio , o costoro sarebbero silenti ?
Se io fossi tarantino , è una cittadina che in questi 30 anni non si è mai lamentata , pur essendo la piazza luogo anche di varie iniziative , chiedesse l'intervento del comune per gli schiamazzi che si protraggono fino a notte inoltrata , secondo vuoi il comune sarebbe stato silente o come hanno fatto in altre occasione avrebbe sollevato un bel verbalone ?
Tano si chiede cosa c'entra la Politica , ma sa di mentire , c'entra , infatti se si chiamasse Tarantino , e un locale adiacente venisse autorizzato ad aprire come magazzino e poi invece effettivamente  ha un'  altra destinazione , non sarebbe successo nulla ?  
La politica , cosa c'entra si domanda Tano  ,infatti  Leone e il Fratellone vennero  eletti  anche perchè solennemente promisero in quella piazza ,  che non avrebbe concesso il Luogo pubblico per chi vendeva alcolici ai minori , anzi ai bar che si impegnavano a fare questo sarebbe stata concessa la Tosap in maniera gratuita ,  ho visto quella p.zza con minori e gli alcolici  , loro hanno diritto a trasgredire io di non condividere , fatelo dove volete ma in p.zza no.
Caro Leone in quella P,zza qualcuno ha fatto mettere per il cognome che portava (il cognome non era Tarantino )  il cartello vietato GIOCARE A PALLONE .

E' vero ci sono cittadini di seria A e di serie B , io non ci sto 

giovedì 16 aprile 2015

Da P.zza Heraclea a Salotto Ferrara , Le mani di Leone sulla città

 una volta era il luogo dove i ragazzzi del Metapontino si raccoglievano per incontrarsi , stiamo parlando di Piazza Eraclea , simbolo negli anni passati della Policoro Città leader del metapontino , quando i sindaci si chiamavano Vicino , Montesano , finanche Antonio Di Sanza e mario Arbia. Poi l'era della decadenza con il duo Lopatriello - Leone , il primo vissuto di redita  e il secondo , che sarà ricordato per aver affossato la città-
E simbolicamente Leone conclude un ciclo di quasi tre anni di amministrazione , dove al peggio non c'è stato mai fine , proprio da Piazza Eraclea , oggi ribattezzata dai Policorese a qui  acuto è diventato il senso dell'ironia (ironia  aiuta a sfuggire alla rabbia)  salotto Ferrara. 
Si proprio così , nel nome del manutentore alla provincia e deus ex machina dell'amministrazione Leone ,  che con Carrera sono la centrale di controllo del potere politico di Policoro. Promesso vicesindaco , con tanto di giuramento in piazza , promessa poi normalmente non mantenuta da Leone , Ferrara decide quando deve piovere , e quando deve sorgere il sole.
In P.zza Eraclea ha deciso che deve essere il salotto di famiglia , non solo ma  con un'occhio attento alla cultura e alla scuola , infatti l'arredamento pregiato che ci mostrano per questo salottino del bar del Ferrara  , è la riproduzione simulata di una scuola , con banchi utilizzati a mo di tavoli , dove i libri di Shakespeare si mescolano alla buona birra  quelle dove vengono mescolate alte quantità di particolari Luppoli  dal un colore ambrato intenso, che hanno un  corpo eccezionale ed un carattere molto complesso , che a vederle ti viene voglia di berle , poi quanto sei un pò brillo cominci a chiederti , ma questi banchi alcuni nuovi dove li avrà comprati ? Sai , se il prezzo è buono , si potrebbe indicare al comune il fornitore , ma il sospetto ( malelingue maledette) che qua siamo all'unicum la variante dell'Italicum , gira e rigira si finisce sempre al comune.
 Sospetti naturalmente , ma che avrebbero bisogno di una risposta pacata per tranquillizzarci , come risposte meriterebbero se i cittadini che abitano in quell'edificio hanno diritto a una normale esistenza , oppure saranno condannati alla movida che tanto piace a Leone e i trentenni ?
Se la Piazza centrale della città , prima utilizzata come monnezzaio della Tradeco e oggi diventato  salotto privato , emblema del fallimento di leone dove al caffè letterario ci hanno imposto la legge del più forte , ritornerà un luogo fruibile e tranquillo , e soprattutto con i portici fruibili dai cittadini , o ci dovremmo arrendere all'arroganza del potere e del più forte.
Noi non ci arrendiamo e sabato (25 aprile ) piazza Eraclea , diventerà il nostro salotto , e nel giorno della liberazione , simbolicamente saremo là.




mercoledì 15 aprile 2015

Ai Materani e Potentini gli incarichi , ai Policoresi le tasse. La sprecopoli ufficio Stampa. Amici loro con i soldi nostri

le strade del signore sono infinite , come quelle dello spreco dell'amministrazione
leone. Il comune più tassato e tartassato della Basilicata , dove lo spreco è norma , e come l'illegalità la fa da padrona
Oggi ci occuperemmo della comunicazione e degli scandalosi affidamenti messi in atto dall'amministrazione Leone e i suoi compari.
Cominciamo con una considerazione prettamente politica , in questi anni a Policoro e nel nostro circondario sono nate esperienze importanti nel mondo della comunicazione , pensiamo a Jonica Tv a il Metapontino o emme news , esperienze che non hanno nulla da invidiare alle altre importanti realtà della Basilicata. Tanto è vero che lo stesso Marcello Pittella , ha utilizzato ed utilizza per la sua campagna promozionale , una nostra professionista  (Angela Di Vincenzo ) , o come Mario De Pizzo , contrattualizzato in rai , a dimostrazione dell'elevato grado di professionalità raggiunto dai nostri ragazzi , veri  talenti , ancora una volta mortificati dai Leone e i Trentenni , pronti ad assecondare gli appetiti degli amici degli amici e mortificando il valore aggiunto dei nostri ragazzi . Si ripete la storia che ieri abbiamo raccontato , quelle degli affidamenti a professionisti potentini a discapito dei nostri.
Il primo vergognoso affidamento avviene con determina  25 del 13 gennaio  , che si affidava alla RTM per la somma di 6.100 euro + iva l'affidamento a TRM network  il servizio del piano di informazione sensibilizzazione  e comunicazione istituzionale , in barba alla legge 150 del 2000.
Poi non contenti pubblicavano il bando per "l'affidamento  di comunicazione e informazione  istituzionale "( tra i due affidamenti cambia solo la parola sensibilizzazione , presente nel primo affidamento , magie di Silvan e della finanza creativa ) per una somma totale di 22 mila euro + Iva.
L'appalto veniva aggiudicato a una ditta di Potenza ( l'asse Potenza -Matera  tanto caro al duo Ferrara -Carrera ) anche questo in totale disprezzo del territorio e della legge.
Infatti  nel Bando , non vi era la condizione principe che richiede la legge , cioè l'obbligo per i partecipanti di essere iscritti all'ordine dei giornalisti , ma poi la stessa legge (150 del 2000) prevede che (art.9) che i coordinatori , gli addetti stampa non possono esercitare per tutta la durata dell'incarico altre attività giornalistiche , quindi sia TRM , che il nuovo affidatario devono lavorare esclusivamente per il comune di Policoro. Ma poi tale servizio (ufficio stampa ) è stato previsto nel piano delle assunzioni triennale ? o un'altro fuori sacco ? Magie di Silvan.....

Umiliano i nostri ragazzi e svuotano le nostre tasche , 

martedì 14 aprile 2015

Beffati e Mazziati i giovani professionisti della città. Per Leone I Policoresi sono buoni solo per pagare le Tasse.

Ve li ricordate gli impegni solenni dello sbugiardato sindaco Rocco Leone in
campagna elettorale sugli incarichi ? e quelli del vicesindaco Enrico Bianco ? Impegni solenni , medaglia da appendere al petto , nel nome della valorizzazione dei professionisti Policoresi , dare trasparenza alla mucillagine della pratica clientelare , valorizzare le professionalità senza guardare il colore della casacca , dare pari opportunità che significava albo dei conferimento degli incarichi , l’assessore Bianco , vicesindaco per volere divino ,  addirittura si spinse più in la , promettendo , una volta verificato i requisiti il sorteggio, addirittura pubblico.
Altro che rivoluzione Gentile , pensavamo noi ,  questa si che sarà una rivoluzione copernicana , il nuovo che avanza.
Pratiche queste ormai da tempo utilizzate da molti comuni , esempio Matera , ma per Policoro la città degli amici degli amici , era un passo avanti.
E partono subito  con un bel avviso , dove partecipano con entusiasmo facendo domanda  moltissimi ingegneri architetti ecc. Policoresi , nella speranza che finalmente a Policoro si aprisse la porta dell’opportunità per i tanti nostri Talenti , che con tanti sacrifici avevano tagliato il nastro di una laurea , e poi superato i master ecc.e che la loro città dopo il monopolio dei soliti noti aprisse le porte della speranza.
Ci dicono (non ci vorremmo sbagliare ) oltre 400 le domande per entrare a far parte dell’albo dei professionisti , quasi tutti figli d questa città
Che fine ha fatto quell’albo?
Siamo a Chi l’Ha visto , giace nei meandri maleodoranti della Politica dei fatti attuata da leone e la sua ciurma.
Si lo ripeto “ciurma” , perché non c’è peggior male che quello di tradire le aspettative dei giovani , così si uccide la speranza.
E in questi mesi ne abbiamo visti di tutti i colori , esemplare e quell’incarico di 33 mila euro a un geometra , noto una volta per essere un frequentatore clandestino del comune , componente di una commissione di gara dell’appalto della strada di via siris ( il prolungamento della vergogna) di cui non si è mai saputo a che titolo ne facesse parte ,    presentatore di una lista a sostegno del centrosinistra , gruppo politico che oggi si dice vicino a Impegno comune . Come si dice , cambiano le amministrazioni ma i faccendieri stanno sempre coerentemente con chi vince.
Oggi dobbiamo constatare che alla beffa , si aggiunge anche il danno. Infatti basta leggere le  determine di affidamento d’incarico per l’allargamento e manutenzione di via Massimo D’Azeglio e via Giustino Fortunato (precisamente determina 1814 & 1815 ) deliberate UTC la notte di capodanno (31/12/2014) a significare simbolicamente che abbiamo lasciato alle spalle l'anno vecchio ma non le deleterie pratiche della mala amministrazione ,  e pubblicate solo due giorni fa ,  due affidamenti diretti , a due professionisti , uno di Polla provincia di Salerno e uno di Potenza città. E poi quell'affidamento da 7000 mila euro a un avvocato di Matera per una semplice causa di lavoro , come se i principi del foro siano solo stranieri , uno spreco la somma  , ma anche un'altro immotivato affidamento del Mago Silvan , tanto i soldi non sono i suoi.

Uno schiaffo alla città , ai tanti professionisti Policoresi , ai tanti ragazzi laureati e non “laureandi  caro Leone” , che ancora una volta la Politica lascia ai margini senza dare nessuna opportunità. Noi Policoresi buoni solo a pagare le tasse , VERGOGNATEVI SE AVETE ANCORA IL SENSO DEL PUDORE.

lunedì 13 aprile 2015

INTIMIDAZIONE MAFIOSA AL SINDACO DI SCANZANO JONICO.

LA MALA CI RIPROVA. METAPONTINO SOTTO ASSEDIO
TESTA DI AGNELLO MOZZATA. “AUGURI DI PASQUA”: UNA TESTA D'AGNELLO IN UNA BUSTA DI PLASTICA ATTACCATA AL CANCELLO DELLA PIZZERIA DI FAMIGLIA
IACOBELLIS: “LA BESTIA FERITA STA READENDO MA IO VADO AVANTI”
LA MALA CI RIPROVA. METAPONTINO SOTTO ASSEDIO


 IACOBELLIS: “LA BESTIA FERITA STA READENDO MA IO VADO AVANTI”

LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 12.4.15

 SCANZANO JONICO - “La bestia ferita sta reagendo. Ma io non ho paura. Sono il sindaco di questa città da cui o andrà via la gente per bene o i delinquenti. Credo che loro stiano finendo tutti in galera”. Lo ha detto Salvatore Iacobellis, sindaco Pd del centro del Metapontino dove nell'ultimo decennio si sono verificati fatti col chiaro stampo della criminalità organizzata, dopo il macabro messaggio recapitatogli nella serata del venerdì santo. “Mi hanno fatto un piccolo regalo di Pasqua – ha detto il primo cittadino alla Gazzetta. Una testa di agnello in una busta di plastica attaccata al cancello della pizzeria di famiglia, in via Lido Torre, in cui io vado ogni sera. E' stata attaccata prima della chiusura, mezz'ora dopo la mezzanotte. Con la testa mozzata anche un biglietto, “Piccoli auguri di buona Pasqua”. Abbiamo subito chiamato i carabinieri. Che stanno indagando. E sono arrivati anche uomini specializzati nel settore”. Esigenze investigative hanno ritardato la diffusione della notizia. La risposta al perchè di un gesto simile, poi, non è difficile. Iacobellis è impegnato da anni nel contrasto all'infiltrazione della criminalità organizzata nel suo comune. Qualche mese dopo la sua prima elezione, il 16 maggio 2007, il primo “avviso”: due proiettili in un busta a lui indirizzata. Ed il 12 aprile 2099 la consegna del Premio Beneventano istituito da Libera Basilicata, Comune di Sasso di Castalda, Fondazione Mimmo Beneventano e Legambiente, per ricordare il medico, giornalista e amministratore locale ucciso dalla camorra. Premio assegnatogli dopo una sua intervista alla Gazzetta dal titolo: “La 'ndrangheta vuole le nostre aziende”. “Oggi – ha spiegato il nostro interlocutore – alla delinquenza locale si sta sferrando un colpo mortale. Oltre alla denuncia, le forze dell'ordine, in particolare i carabinieri della Compagnia di Policoro, stanno arrestando uno ad uno i malavitosi del posto. Al premio Beneventano ci tengo particolarmente. Già allora denunciavo come 'ndrangheta e Sacra corona unita cercavano intese con la mala locale. E le operazioni “Gentleman”, della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, e “Neve tarantina”, della Dda di Lecce, hanno dimostrato che sono stati i “nostri” a proporsi come intermediari. Insomma, per passare sulla 106 Jonica le organizzazione criminali delle regioni vicine dovevano pagare una sorta di dazio. I frutti, però, sono maturi per essere colti. E' una questione di sopravvivenza: o noi o loro. Credo che saranno loro ad andare in galera”. Paura? “Paura no, preoccupazione si. Da più parti mi chiedono cosa me lo faccia fare. Io sono il sindaco e vivo qui. E' facile parlare dei delinquenti della Sicilia o della Calabria. E' più difficile parlare di quello che ti sta al fianco, al bar. La mia famiglia è con me. Ed ai miei cittadini dico di denunciare, denunciare, denunciare. Sento il dovere di dare l'esempio”.


I PRECEDENTI. C'È UN FILO ROSSO DAL 2004 AD OGGI
  
Un filo rosso lega gli episodi criminosi consumatisi a Scanzano Jonico dal 2004 ai giorni nostri. Si tratta di decine di incendi dolosi notturni verificatisi con lo stesso modus operandi: fiamme accese in magazzini per la commercializzazione di ortofrutta e di altre attività imprenditoriali. Attacchi di cui non è stato individuato alcun colpevole. Ovviamente, eventi similari si sono verificati anche nei centri vicini. Qui, però, c'è stata la stragrande maggioranza. Le interpretazioni, mancando risultati operativi, sono state diversificate. Da una parte chi, come il sindaco Salvatore Iacobellis, l'associazione antimafia Libera, Altragricoltura ed altre associazioni, ha puntato il dito contro la delinquenza organizzata di Puglia e Calabria con addentellati locali. Altre centrali istituzionali, invece, hanno ritenuto trattarsi di attacchi frutto di delinquenza locale e slegati fra loro. Sino a due date importanti. Il 13 gennaio del 2014 scatta l'operazione “Neve tarantina”, della Dda di Lecce contro la Sacra corona unita con tre arresti a Scanzano Jonico. Il 16 febbraio e l'11 marzo scorso, ecco il primo ed il secondo atto della operazione “Gentleman” della Dda di Catanzaro contro la 'ndrangheta con tre ordinanze di custodia cautelare in carcere a carico di due persone di Policoro e di una di Scanzano Jonico. Per chiudere, la testa di agnello recapitata a Iacobellis, il 3 aprile scorso, e l'incendio doloso notturno, l'ultimo della serie, al disco pub Eva Kant, al lido Torre.



E NELL'ULTIMO CONSIGLIO COMUNALE LA DURA DENUNCIA CONTRO I CLAN


L'ultimo consiglio comunale di Scanzano Jonico, riunitosi il 26 marzo scorso, fu unanime contro la criminalità. Furono votati due documenti. Il primo elaborato dalla conferenza dei capigruppo con cui fu chiesto di non lasciare a lungo il Comune l'unico della fascia jonica lucana privo di un presidio fisso delle forze dell'ordine. Per questo l'assise impegnò sindaco e Giunta “a predisporre ogni documento utile a completare con urgenza l’iter finalizzato all’istituzione di una caserma dei carabinieri”. L'assise, poi, fece proprio il documento presentato dal sindaco Salvatore Iacobellis (Pd). In esso si espresse “una forte posizione di sostegno alle inchieste della Direzione distrettuale antimafia di Lecce (Neve tarantina, ndr) e di Catanzaro (Gentleman, ndr), che hanno coinvolto anche cittadini di Scanzano Jonico. Per troppi anni si è sottovalutato il ruolo che la delinquenza locale ha assunto nel Metapontino tanto da diventare propaggine delle mafie delle vicine Calabria e Puglia”.
Di Filippo Mele 

sabato 11 aprile 2015

Rimborsopoli infinita Ora si indaga anche sul 2012

La Corte dei conti acquisisce in Regione scontrini e fatture dell’ultimo anno

POTENZA - Le condanne di febbraio per 21 consiglieri ed ex hanno dato fiducia all’operato
degli inquirenti. Per questo dopo 2009, 2010 e 2011 la procura regionale della Corte dei conti ha disposto l’acquisizione di scontrini e fatture anche del 2012. L’ultimo anno disponibile prima della legge che ha reintrodotto il forfait abolendo l’obbligo di rendicontazione delle spese di rappresentanza dei membri del parlamentino lucano. Perché più indietro incombe la prescrizione. 
Sono di nuovo al lavoro gli investigatori del nucleo di polizia tributaria della Finanza distaccati negli uffici della magistratura contabile. Dopo essersi presentati nei giorni scorsi negli uffici del parlamentino lucano per recuperare le carte rimaste nell’archivio dell’ufficio di presidenza.
Intanto ieri mattina nel Palazzo di giustizia di Potenza alcuni di loro sono stati sentiti come testimoni nel processo a carico di 30 consiglieri regionali ed ex accusati di falso e peculato. 
Di fronte al collegio si sono seduti l’ex comandante dell’aliquota di polizia giudiziaria dei carabinieri di Potenza, Gianfilippo Simoniello, il comandante della polizia tribunaria Antonio Vernillo e il capo della Squadra mobile Carlo Pagano. 
Altri seguiranno nelle prossime udienze poi verrà il turno di collaboratori politici, veri o presunti, ristoratori, commercianti e quant’altro. Centinaia stando alle liste depositate da accusa e difesa. Perciò soltanto per sentirli tutti potrebbero volerci mesi. 
Molto più rapido il lavoro della Corte dei conti che a febbraio ha già emesso la prima condanna nei confronti di 21 consiglieri ed ex tra i quali anche il presidente della Regione Marcello Pittella, il suo predecessore e attuale sottosegretario alla Salute Vito De Filippo, e il deputato Vincenzo Folino. Per i rimborsi intascati tra il 2009 e il 2010. Totale da risarcire alle casse del parlamentino lucano: 206mila euro complessivi. dai 28mila euro di Gennaro Straziuso ai 1.200 di Giovanni Carelli. 
Il collegio presieduto da Maurizio Tocca (consigliere Giuseppe Tagliamonte ed estensore Vincenzo Pergola) ha rivisto al ribasso le contestazioni per tutti, sulla base delle giustificazioni portate in udienza dai difensori. Ma in sostanza ha confermato l’impianto dell’accusa per cui i beneficiari del rimborso per le spese di segreteria e rappresentanza, oltre 2.500 euro al mese, avrebbero dovuto rendicontare non solo l’esborso, presentando il relativo scontrino (o fattura), ma anche il nesso tra la spesa e l’attività politica svolta. A cominciare dai pranzi, le cene, i caffè, e i pernottamenti in albergo. In caso contrario devono restituire al Consiglio regionale le somme utilizzate. E non spetta alla procura contabile dimostrare a cosa siano serviti realmente quei soldi, ma viceversa. 
«La giurisprudenza della Corte dei conti – spiega la sentenza - ha costantemente affermato che le spese di rappresentanza vanno rigorosamente giustificate e documentate, con analitica indicazione, per ciascuna di esse, delle finalità istituzionali perseguite, del rapporto di pertinenza tra attività dell’ente e spesa, della qualificazione del soggetto destinatario rispetto alla spesa, della sua natura e della sua legittima misura e che devono rispondere a rigorosi criteri di ragionevolezza esplicati attraverso una rigorosa documentazione delle circostanze e dei motivi che le occasionarono». 
«Detto onere non risulta certamente soddisfatto nella maggior parte dei casi all’esame - proseguono i giudici della Corte dei conti - nei quali gli odierni convenuti, producendo i richiesti rendiconti, si sono limitati a depositare solo ricevute fiscali o fatture, da cui è evincibile unicamente che la spesa è avvenuta, ma del tutto inidonee a far emergere la sua finalizzazione “a rendere possibile l’esercizio del mandato”». 
«Più in particolare - aggiungono - , se per le spese univocamente riferibili “all’esercizio del mandato” - come ad esempio, quelle relative alla stampa di pubblicazioni divulgative, ovvero rappresentate in fatture esplicitamente riportanti che la spesa era relativa a nolo sale per convegni (...) - può essere sufficiente la mera allegazione del documento fiscale sufficientemente analitico, altrettanto non può ritenersi per le spese di ristorazione, bar, o alloggio alberghiero (che costituiscono la preponderante parte delle spese contestate dall’attore), o gli acquisti di beni o servizi, in quanto privi di un’oggettiva ed immediata riferibilità alle esigenze “di rappresentanza”. Risponde, infatti, a criteri logico - giuridici di immediata percezione, nonché ai consolidati principi generali innanzi richiamati, che per quest’ultima categoria di spese, non distinguibili da quelle di carattere privato o effettuate per finalità di personale propaganda elettorale, il legittimo e trasparente utilizzo del denaro pubblico non possa prescindere da una adeguata dimostrazione del collegamento tra l’esborso sostenuto e l’ attività svolta per fini istituzionali».
«La colpevolezza degli odierni convenuti - aggiunge ancora la Corte - risiede essenzialmente nell’avere inescusabilmente disatteso il “dovere di “dar conto” delle modalità di impiego del denaro pubblico in conformità alle regole di gestione dei fondi ed alla loro attinenza alle funzioni istituzionali”».
E non possono valere come causa di giustificazione i richiami delle difese «a un affidamento indotto da prassi decennali di rendicontazione senza alcun rilievo da parte del controllo interno sulle spese in trattazione, affidato all’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale». 
Controlli che in realtà dal 2006 erano stati praticamente aboliti. 
Se non per addebitare, in parte, la responsabilità «in ragione degli omessi dovuti controlli» ai membri dell’Ufficio di presidenza. 
Per questo i giudici hanno deciso di ridurre del 20% le contestazioni a tutti, rinviando gli atti alla procura regionale perché lo addebiti ai membri dell’Ufficio di presidenza in carica all’epoca dei fatti.



 l.amato@luedi.it

venerdì 10 aprile 2015

Il pentito delle coop svela: così facevamo affari col Pd

Il Pd, adesso, trema sul serio. Perché, altro che coop «problema per il Paese, non del Pd»,
come ha detto la renziana doc e vice segretario dei democratici Debora Serracchiani due giorni fa.
Il rapporto della Cpl Concordia, coi dem, c'era eccome. Parola non di uno, ma di ben due testimoni, finiti agli arresti nel blitz di dieci giorni fa sulle grandi opere a Ischia. E già, perché oltre a Francesco Simone, che già dall'inizio parla e che adesso è diventato un fiume in piena, si aggiunge un altro «pentito» della Cpl Concordia che ha cominciato a vuotare il sacco. Si tratta di Nicola Verrini, responsabile di area della Cpl per il Lazio, la Campania e la Sardegna, anche lui arrestato lo scorso 30 marzo nel blitz sulla metanizzazione di Ischia. Verrini, che all'inizio col gip si era avvalso della facoltà di non rispondere, martedì sera ha invece fatto sapere che gradiva parlare con la Procura. E delle cinque ore di colloquio fitto con i pm di Napoli – Henry John Woodcock in testa - è trapelata una notizia che certamente non farà piacere al Pd. Verrini si sarebbe infatti soffermato sui rapporti tra Francesco Simone - il manager ex responsabile delle Relazioni istituzionali della Cpl anche lui arrestato e che invece ha risposto sin dall'inizio alle domande degli inquirenti - e l'ex presidente della Cpl Concordia Roberto Casari, e tra Casari e Simone ed esponenti del Partito democratico. E proprio negli uffici di Casari, durante una perquisizione eseguita il giorno dell'arresto, è venuta fuori una busta, con dentro 16mila euro in contanti e la scritta «Baffo». Su questo e su tutto il materiale sequestrato sono in corso accertamenti.
Una ulteriore batosta, per il Pd, in aggiunta alle intercettazioni che impietosamente hanno portato alla ribalta personaggi pure non indagati, come l'ex premier Massimo D'Alema. Altro che coop rosse sganciate dal partito. Su Simone gli inquirenti hanno annotato la fitta rete di rapporti istituzionali, arrivando addirittura a scrivere - lo fanno i carabinieri del Noe in un'informativa - che poteva contare anche «su un canale preferenziale sia con il segretario del Pd, Matteo Renzi, sia con Luca Lotti e Dario Nardella». E Verrini, dei rapporti politici della Cpl Concordia con i dem, avrebbe offerto conferme. Il dirigente, secondo quanto trapelato, avrebbe protestato la sua innocenza rispetto alle accuse che gli vengono mosse. Avrebbe però dato il suo contributo, parlando degli intrecci tra affari, politica e pubblica amministrazione. Ora le sue dichiarazioni sono al vaglio del pool di sostituti. E vanno a sommarsi con quelle del fiume in piena Simone che ha parlato del presunto sistema corruttivo («un protocollo ben collaudato», così lo ha definito) attraverso il quale la coop modenese si sarebbe aggiudicata grossi appalti in diverse regioni d'Italia. Un «protocollo ben collaudato» che chiamerebbe in causa politici e amministratori locali, che sarebbero stati corrotti con consulenze fittizie a familiari o prestanome e subappalti affidati a società costituite ad hoc . A Verrini, nell'inchiesta sulla metanizzazione a Ischia, vengono contestate alcune irregolarità. Nell'ordinanza di custodia cautelare si fa riferimento ad una mail, sequestrata durante una perquisizione, inviata dal presidente di Cpl Casari nella quale si sollecitava «l'intervento della Cpl affinché sensibilizzi qualche esponente del Pd per l'approvazione di un emendamento per il completamento della metanizzazione proposto da un senatore del Pdl».
È probabile che gli inquirenti, dopo le dichiarazioni di Verrini, chiedano un nuovo interrogatorio di Simone, che ha parlato tanto (era anche il più intercettato) ma che sinora è entrato nei dettagli di una sola vicenda: i lavori della metanizzazione sull'isola di Procida. È sulla base delle sue dichiarazioni che i magistrati hanno acquisito documenti custoditi nel municipio e hanno deciso di emettere - dopo gli 11 arresti del 30 marzo, tra cui quello del sindaco di Ischia Pd Giuseppe “Giosi” Ferrandino - avvisi di garanzia per corruzione nei confronti dell'ex sindaco di Procida ed ex deputato di An Luigi Muro, di Casari e dello stesso Verrini. Lunedì intanto per l'accusa sarà la prova della verità. Si svolgerà infatti, davanti al Tribunale del Riesame, l'udienza dei primi due indagati detenuti che hanno impugnato il provvedimento restrittivo: Francesco Simone e Maurizio Rinaldi, quest'ultimo presidente del consiglio di amministrazione della Cpl Distribuzione srl.

giovedì 9 aprile 2015

Il ritorno dal Senegal , con tanti rimpianti ma con grande speranze .


Sono state i nove giorni indimenticabili , quelle senegalesi.

 Un'esperienza per me unica , che mi ha arricchito e mi ha fatto conciliare con me stesso. Ho appagato quel desiderio che covavo dentro da molto tempo di tornare nella mia Africa , oggi ho ritrovato una serenità è una voglia di ricominciare ed una energia che porto come dal Senegal , e che solo questo viaggio come immaginavo mi poteva dare. Come Italiano dico di essere orgoglioso della mia nazionalità , i senegalesi ci amano e ci rispettano , un amore fraterno , perchè loro popolo di migrante , con tutte le difficolta che incontrano quando vengono in l'italia  , la trovano la nazione più ospitale con la gente che li rispetta. Me ne sono accorto di tale atteggiamento della gente nei nostri confronti già all'aeroporto , I poliziotti trattenevano per molto tempo per sbrigare le formalità i tanti stranieri presenti ( Francesi e Belgi) mentre a me e bastato leggere la mia nazionalità , per passare senza nessuna perdità di tempo , solo un "o Italiano " al mio si un grande sorriso e " vai vai e buona permanenza"

La gente senegalese sono come i napoletani , simpatici , sempre allegra , con la musica nel sangue e il sorriso stampato nel viso. Gli uomini ( ne vedi centinaia con donne Bianche accompagnati da ragazzi con un fisico statuario ) alti e imponenti , mentre le donne altrettanto alte e belle dispnibite , dove basta un sorriso per fare amicizia. Il il vero spettacolo sono i bambini , ti innamori di tutti , Sono tutti poveri , nonostante questo vivono con dignità , con gioia , sempre con un attrezzo che diventa uno strumento musicale o una sfera rotonda fatta di pezze che diventa un pallone. Migliaia di ragazzi che giocano a Pallone , che dopo la lotta senegalese e lo sport più amato dai senegalesi. Poi al centro c'è la Dakar ricca , anzi straricca , fatta di ville da sogno e macchine da sogno , ricchi che passano il loro tempo nei due Casino della città.

Dakar è una grande mercato , tutti tti vendono qualcosa , grande confusione e grande smog , traffico insopportabile. Il mercato è colonizzato dai cinesi , che fanno affari sia nei lavori pubblici , dove vi sono ingenti investimenti del fondo monetario , che nel commercio , poi i francesi che però stanno perdendo il loro potere di colonizzatori di questa parte di africa francofona , dove come segno della loro potenza è rimasta la moneta (franco 1 euro pari al cambio reale di 655.56 fr) e la lingua , quello del francese che è la lingua ufficiali.

Ma un italiano cosa può fare in Senegal.?

Molto , dal medi in Italy , quella dell'alta moda ai prodotti alimentari , dove secondo molti miei amici senegalesi c'è un mercato tutto da scoprire. Come interessante può essere per le imprese lucane , il movimento terra o l'investimento  dall'edilizia , dove grazie allla banca mondiale , che sta finanziando somme ingenti in infrastrutture , Il senegal può rappresentare il nuovo eldorado dell'africa. Qualche dato interessante , oltre alle rimesse degli emigranti , contribuisce alla ricchezza nazionale gli oltre 800000 mila francesi con reditto di oltre 60000 mila euro che vivono tra Dakar e Saly , e il 300000 belgi , oltre una folte comunità cinese. la meta dei residenti Senegalesi guadagna tra i 7000 e  10000 mille euro  , i commercianti , quelli affermati vanno oltre come i medici , tutti laureati in francia. Il problema è l'altro 50% della popolazione che è disoccupata.

Per questo che le nostre imprese i , che stanno o vivendo una crisi senza precedenti , o ci aprono e sfidiano questo mercato o perdono un'accassione

1 Parte


lunedì 30 marzo 2015

Vergognosa anticipazione del cañone alla Tradeco , mentre Gli operai sono senza stipendio

Poche settimane fa avevamo segnalato il vergognoso comportamento dell'amministrazione comunale di Policoro  nei confronti degli operai della Tradeco ,rei di aver  rivendicato due mensilità ,e a detta Di un sindacato sembrerebbe che il sindaco sia arrivato a minacciare perché sospendesserò l'agitazione in atto per rivendicare il salario maturato. Ma l'altro ieri l'amministrazione guidata dal rivoluzionario Leone cuor  Di coniglio quando é di fronte
al padron  Culumella , sí é superata,   adddirittura anticipando il saldo del mese Di marzo ,  ben prima dello scadere naturale del mese, cosî come previsto dal contratto.  Cose é pazz , verrebbe da dire , ma qui comandano le due C , Carrera e Culumella . Leone é il figurante ,rilegato a ruolo di Dipendente della Tradeco , infatti da Buon dipendente  sí occupa non del.comune ma degli operai della Tradeco. Ma perché questa anticipazione illegittima? Qualcuno dice che la Tradeco sta per fallire ,qualcun'altro dice che Culumella ha ordinato una nave di ostriche e champagne per festeggiare il 61% (sic) Di differenziata e aveva bisogno di contanti ,tutte ipotesi o leggende metropolitane , una cosa é certa gli operai non avranno il dovuto . Ancora una voltà lor Signori fanno pagare il prezzo a quelli piú deboli, come dire la truffa continua ....
.Dal senegal con affetto

domenica 29 marzo 2015

La Mia Africa.

Mentre molti di voi stanno leggendo questo post , io sto volando verso l’africa , quella occidentale e  Francofona. Stasera alle 20 sarò a dakar per fare ritorno 8 aprile.
 Ho scelto il Senegal per questa mia nuova avventura , più che spinto dal senso degli affari (il motivo ufficiale di questo mio viaggio ) ma da quel mal d’africa , che più volte mio padre che è morto con l’africa nel cuore cercò di farmi capire , che io solo adesso in tarda e matura età sento dentro. E’ qualcosa difficile da spiegare , bisogna conoscere l’africa , averci vissuto o come me esserci nato , per sentirlo.
Ti prende dentro , è un richiamo forte , una voce dentro che ti prende e si placa solo andandoci.
Perché il Senegal e non l’etiopia , dove sono nato. Solo perché alla mia età contano anche le condizioni fisiche  , sotto l’aspetto sanitario ,  L’etiopia per adesso per me sarebbe stato un rischio , il senegal sotto questo aspetto da ampie garanzie.
La mi aspetta un amico Senegalese , conosciuto per caso su Fb , dove è nato un intesa e forse domani un impresa , dove le mie due anime quella Lucana ( mio padre nativo di Roccanova ) e quella Africana ( mia madre bellissima donna etiope)  trovino il giusto equilibrio.

Ma cosa fare in Senegal , questa è la sfida difficile . Esportare un pezzo di questo territorio di  questo sud martoriato e povero che trova l’altro sud quello della miseria dell’africa.
Missione impossibile , proprio per questo la sfida è ancora piu bella , ma vi garantisco che un risultato l’ho raggiunto , sento lo stesso entusiasmo e voglia di fare , di un vent’enne , vado con il cuore pieno di gioia e tante idee , ma anche con la consapevolezza che alto il rischio di non raggiungere il risultato sperato   ( come spera la mia compagna , mentre mio figlio tifa per me) ma anche fosse , ne sarà valsa la pena tentare e viverla.

La vita è una sola , bisogna viverla fino in fondo , e qualche volta cercare di realizzare un sogno , ti aiuta a non avere rimpianti , quando sarai chiamato a fare il bilancio della tua vita.

Gli amici i molti amici , sono preoccupati  ma io li ho rassicurati , il mondo globale e la tecnologia , hanno abbattuto le distanze e i tempi , io dal Senegal continuerò a fare quello che quotidianamente faccio con questo blog. Quanto mi candidai promisi ai miei elettori che avrei fatto fino in fondo il mio dovere di oppositore in caso di sconfitta , io mantengo sempre gli impegni. Non ci sarà nessuna battuta d’arresto.

sabato 28 marzo 2015

Indagine dell'antimafia sul petrolio si allarga , gli affari di famiglia

L’inchiesta avviata dopo la serie di articoli pubblicati dal Quotidiano già a dicembre 2013 e dedicati al 3 volte sindaco Rosaria Vicino del Pd

I.Amato

POTENZA – Assunzioni in cambio di commesse. Ma non è la
solita storia di appalti truccati e clientele, quella che emerge dall’ultima inchiesta della procura del capoluogo. Perché di mezzo ci sono il petrolio e la Direzione nazionale antimafia. Lavori per centinaia di milioni di euro del programma di estrazioni di Total nella Valle del Sauro. Imprese al soldo della multinazionale. E un Comune, quello di Corleto, che da controllore inflessibile si trasforma in una specie di ufficio di collocamento.
Dall’inquinamento del Centro oli Eni di Viggiano, agli affari all'ombra delle trivelle della compagnia francese. Si è allargata al caso scoperchiato dal Quotidiano della Basilicata l’indagine condotta dai pm potentini Laura Triassi e Francesco Basentini coordinati dal procuratore Luigi Gay. Un’indagine su cui ha acceso i riflettori anche la superprocura guidata da Franco Roberti.
Ieri mattina a Potenza si è tenuto un nuovo incontro tra i magistrati che si stanno occupando del fascicolo con la referente per la Puglia e la Basilicata della Dna, Elisabetta Pugliese. Il secondo da febbraio quando sono stati depositati i risultati della perizia sui reflui di scarto del Centro oli Eni di Viggiano. Perizia “secretata” dagli inquirenti, che stanno ancora valutando il da farsi per evitare rischi per l’ambiente e la salute di chi vive a valle degli scarichi del depuratore di Tecnoparco nell’area industriale di Pisticci.
In quel tratto del Basento dove si trova il terminal finale di gran parte rifiuti prodotti dalle estrazioni petrolifere in Val d’Agri.
A ottobre il Quotidiano aveva raccontato l’arrivo degli agenti della Mobile di Potenza nel municipio della nuova capitale dell’oro nero, in cui sta sorgendo il secondo centro oli lucano. Un’opera che da sola vale oltre 600 milioni di euro. A cui andrebbero aggiunti i lavori per mettere in produzione tutti e 6 i pozzi della concessione Tempa Rossa (5 a Corleto e uno a Gorgoglione). Più la costruzione di un centro di stoccaggio a Guardia Perticara per il gas associato al greggio estratto, e le condutture necessarie per trasportare il petrolio dai pozzi al centro oli, e di qui all’oleodotto Monte Alpi verso il porto di Taranto. Infine accessori e servizi vari: come le strade per il traffico di mezzi pesanti, il vitto e l’alloggio per il personale impiegato.
Un ritorno, in realtà, dopo l’inchiesta del 2007-2008 per cui è finito in carcere il sindaco di Gorgoglione, e di recente è stato condannato in Appello il senatore Pd Salvatore Margiotta.
All’epoca il Comune di Corleto venne soltanto sfiorato dalle indagini, con l’accusa al capo dell’ufficio tecnico di aver “imposto” ai proprietari dei terreni scelti per la localizzazione del nuovo centro oli un risarcimento per gli espropri di gran lunga inferiore al loro valore reale. A tutto vantaggio della compagnia francese. Ma a distanza di 7 anni l’attenzione degli investigatori si è spostata da un paese all’altro, fino alla zona industriale di Guardia Perticara.
I rapporti tra Total e l’amministrazione corletana erano stati denunciati dal Quotidiano della Basilicata già a dicembre del 2013. Con una serie di articoli-inchiesta dedicati agli “affari di famiglia” del 3 volte sindaco, Rosaria Vicino, ex assessore provinciale del Pd e fedelissima del sottosegretario Vito De Filippo. Oltre che di alcuni dei suoi assessori e diversi consiglieri comunali.
Nei mesi scorsi gli investigatori della Mobile di Potenza hanno già sentito molti di loro come persone informate sui fatti. oltre a raccogliere atti e documentazione.

tratto dal quotidiano della Basilicata di l.amato