venerdì 25 aprile 2014

il 25 Aprile secondo Sandro Pertini

«Oggi la nuova Resistenza in cosa consiste… ? Ecco l’appello ai giovani: di difendere queste posizioni
che noi abbiamo conquistato, di difendere la Repubblica e la Democrazia. E cioè, oggi, ci vogliono due qualità a mio avviso, cara amica: l’onestà e il coraggio… l’onestà… l’onestà… l’onestà. E quindi l’appello che io faccio ai giovani è questo: di cercare di essere onesti, prima di tutto la politica deve essere fatta CON LE MANI PULITE ! Non ci possono essere… se c’è qualche scandalo… se c’è… se c’è qualcheduno che dà scandalo…  se c’è qualche uomo politico che approfitta della politica per fare i propri sporchi interessi DEVE ESSERE DENUNCIATO SENZA ALCUN TIMORE!»
Sandro Pertini, 1980

giovedì 24 aprile 2014

Il furto "Oneri di urbanizzazione". Interrogazione, anzi interrogatorio all'amministrazione di Policoro

Finalmente si apre la discussione sullo scandalo degli oneri di urbanizzazione che si perpetra da più amministrazioni a Policoro.
Come abbiamo ripetuto più volte e lo andiamo ripetendo da diversi anni, a nostro parere si tratta di un vero e proprio furto ai danni della città e dei cittadini, organizzato in maniera complice dai responsabili tecnici e politici e da alcune imprese che hanno abbondantemente lucrato sul territorio, grazie alla compiacenza speculativa (economica e/o elettorale) di chi non ha mai voluto interessarsi della questione e riportare la legalità lì dove hanno spadroneggiato i palazzinari e i loro complici.
Il coordinatore di Policoro Futura, Giuseppe Maiuri, ci ha inviato il testo dell'interrogazione. Lo pubblichiamo integralmente sperando che il Consiglio Comunale accenda seriamente i riflettori su questo dramma urbanistico della città e che li tenga accessi fino a quando città e cittadini non saranno risarciti di quanto gli è stato sottratto.
Comune di Policoro
All’Assessore ai Lavori Pubblici
Interrogazione a risposta scritta ex art. 19 co. 2 Regolamento per il funzionamento del Consiglio e delle Commissioni Consiliari.
PREMESSO
  • CHE la Legge 17 agosto 1942, n. 1150 (Legge urbanistica) all’Art. 28 definisce le modalità per la lottizzazione delle aree;
  • CHE il D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 reca il Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia e che l’ Art. 16 dello stesso definisce le modalità per il rilascio del permesso di costruire, stabilendo che gli oneri di urbanizzazione primaria sono relativi ai seguenti interventi: strade residenziali, spazi di sosta o di parcheggio, fognature, rete idrica, rete di distribuzione dell'energia elettrica e del gas, pubblica illuminazione, spazi di verde attrezzato nonché le opere relative, in forza dell'articolo 86, comma 3, del decreto legislativo n. 259 del 2003;
  • CHE il Decreto interministeriale 2 aprile 1968, n. 1444 fissa Limiti inderogabili di densità edilizia, di altezza, di distanza fra i fabbricati e rapporti massimi tra gli spazi destinati agli insediamenti residenziali e produttivi e spazi pubblici o riservati alle attività collettive, al verde pubblico o a parcheggi, da osservare ai fini della formazione dei nuovi strumenti urbanistici o della revisione di quelli esistenti.
CONSIDERATO
-CHE nel territorio della Città di Policoro nel corso degli anni sono state realizzate numerose lottizzazioni;
- CHE in alcuni casi risulterebbe che le opere di urbanizzazione primaria ancora non siano state realizzate, collaudate o cedute al Comune;
- CHE, dalla normativa sopra richiamata risulta che le opere di urbanizzazione primaria devono essere completate entro un termine non superiore ai dieci anni e che devono essere stabilite congrue garanzie finanziarie per l’adempimento degli obblighi derivanti dalla convenzione;
- CHE attualmente anche il rilascio del permesso di costruire è subordinato all’esistenza delle opere di urbanizzazione per cui la mancanza di collaudo e di presa in consegna da parte del Comune delle opere di urbanizzazione primaria comporta la impossibilità di procedere al rilascio di detto permesso;
TENUTO CONTO:
- CHE già in un recente passato comitati di quartiere e singoli cittadini hanno intrapreso azioni volte a dar voce ai disagi che da tali condizioni derivano (vedasi ad esempio  comparto C3 /4B);
- CHE tale tematica è stata già, più volte, oggetto di attenzione da parte degli organi di stampa locale.
- CHE si ritiene doveroso che anche i cittadini acquirenti di immobili siti nel Comune di Policoro si sentano tutelati e garantiti dalle istituzioni presenti sul territorio,
Tanto premesso e considerato
CHIEDO
1. Di conoscere se vero che vi siano lottizzazioni eseguite in assenza della realizzazione delle opere di urbanizzazione previste come da normativa vigente;
2. Le procedure seguite per il rilascio dei  certificati di abitabilità / agibilità in carenza  di realizzazione delle opere di urbanizzazione;
3. I provvedimenti assunti dall’Ente nei casi di inottemperanza alla normativa vigente in materia di esecuzione delle urbanizzazioni nonché delle convenzioni stipulate;
  1. Le azioni intraprese dal Comune nei casi in cui le polizze fideiussorie rilasciate a garanzia della esecuzione delle opere si siano eventualmente rivelate inadeguate.
Con osservanza
Gianni Di Pierri

mercoledì 23 aprile 2014

IN TRISAIA UNA FABBRICA SEGRETA DI COMBUSTIBILE NUCLEARE

di Gianni Lannes


Fior di magistrati l'hanno cercata, ma non l'hanno mai trovata. Forse perché era ben mascherata nel vasto ed impenetrabile - se non per l'ecomafia di Stato - centro Enea della Trisaia, ed è stata confusa con l'Itrec. La documentazione ufficiale e un'ispezione del sito ne provano l'esistenza e le ignote attività. In altri termini: un sito di produzione industriale di combustibile nucleare mimetizzato dentro un centro di ricerca. La popolazione della Lucania, ovviamente, non è stata ma informata sul conto di queste pericolose attività.

il centro nucleare dell'Enea - foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)


In Basilicata l'Eni ha fabbricato combustibile nucleare destinato alla centrale atomica di Latina, al fine di produrre plutonio. Infatti, il 7 ottobre 1967 fu costituita la società Combustibili Nucleari fra l’UKAEA, ente di Stato inglese per l’energia atomica, e la società Somiren del gruppo ENI con quote paritetiche del capitale sociale. Attività prevista per la società: assemblaggio e fornitura all’Enel del combustibile nucleare necessario per alimentare la centrale a sistema Magnox. La centrale di Latina fu costruita dalla società Agip Nucleare Spa del gruppo ENI e dalla società ingleseNUCLEAR POWER PLANT Company, su know-how inglese. Il combustibile per alimentare centrali a grafite di quel tipo era fornito esclusivamente dall’UKAEA. 



Nel luglio 1968 il Comitato Nazionale per l’Energia Nucleare (in seguito denominato ENEA) concesse in locazione all’ENI un’area compresa nel centro di sperimentazione nucleare della Trisaia, in agro di Rotondella (provincia di Matera), al fine di installarvi un impianto per la fabbricazione di combustibile nucleare. Successivamente l’ENI cedette il predetto contratto con tutti gli obblighi conseguenti alla Combustibili Nucleari. Il 15 febbraio 1969 lo Stato rilasciava l'autorizzaizone a fabbricare combustibile nucleare.


Nel corso del tempo l’UKAEA è stata costituita nella Combustibili Nucleari dalla British Nuclear Fuel Ltd (BNFL), sua controllata al cento per cento. La partecipazione dell’ENI è transitata da Somiren all’Agip Nucleare, e infine all’Agip, overo semrpe ENI. I due soci della Combustibili Nucleari, ossia quello inglese e quello italiano, sono stati proprietari paritetici al 50 per cento fino al 22 aprile 1988, quando l’Agip acquisì l’intera quota inglese, divenendo l’unico azionista della Combustibili Nucleari. L’organico della Combustibili Nucleari (una società privata) è stato assunto in blocco dall’Enea (lo Stato) nel 1988. Lo stabilimento di assemblaggio fu costruito dalla Combustibili Nucleari (che aveva sede legale a Milano e sede operativa a Rotondella) su di un terreno di proprietà dell’Enea, sito dentro il centro Ricerche Enea della Trisaia, in riva al mar Jonio. La Combustibili Nucleari ha svolto attività di assemblaggio e fornitura di combustibile Nucleare all’Enel per la centrale di Latina, è in liquidazione dal 22 gennaio 1994.






Nel decreto di sospensione della licenza di esercizio datato 18 aprile 1988, si legge:

«Visto il proprio decreto n. VIII – 18 del 15.2.1969 con il quale la Combustibili Nucleari S.p.A., con sede in Rotondella (Matera), è stata autorizzata a costruire un impianto per la fabbricazione di elementi di combustibile nucleare (Magnox) nel proprio stabilimento di Rotondella… E’ fatto obbligo alla predetta Società, decorsi cinque anni dalla data di rilascio della nuova licenza di esercizio, citata in premessa, di presentare una relazione sullo stato di conservazione delle condizioni di sicurezza e di radioprotezione dell’impianto».


Oggi per lo Stato, in ragione dei soliti giochi di prestigio, questo fantasma nucleare dell'ENI che ha operato per 18 anni, non esiste, ma la popolazione italiana è obbligata a farci i conti in termini di salute perduta per sempre.


RIFERIMENTI:





lunedì 21 aprile 2014

Sconfitto il Duo Leone -Vitale. Il bando illegittimo sui servizi sociali non è stato assegnato

La notizia è arrivata venerdì sera, Silvan (Vitale) e l'inconsapevole Leone, fanno dietro front sull'affidamento sull'appalto per il servizio di segretariato sui servizi sociali. Ufficialmente la scusa e che le ditte partecipanti non avevano i requisiti richiesti dal bando,  sulle garanzie bancarie, ma va bene anche così , quello scempio per adesso è stato evitato. Le  nostre sollecitazioni sulla procedura tutta illegittima ha contribuito a questo risultato. Silvan nulla poteva contro le solide argomentazioni da noi sollevate con vari post su questo sito e le nostre pec al segretario e al Revisori dei Conti.

Ma lo scempio su questo problema continua con affidamenti del tutto illegittimi che segnaleremo in settimana ai revisori dei conti ed al segretario comunale , e se non avremmo risposta porremmo il quesito alla corte dei conti. Questo è un'altro risultato ( dopo quello dei revisori , della bando di piazza roma ec..) di una opposizione serrata e senza tregua che loro non nascondono di mal sopportare tanto da schierasi con chi ci minaccia. Come dire adesso si alleano con quelli "poco raccomandabili" pur di farci fuori.

La nostra iniziativa dovrà servire a ripristinare i servizi sociali direttamente alle dipendenze del comune, unica garanzia per i cittadini di corretto funzionamento , senza che chi deve essere controllato per i servizi faccia anche da controllore. Sconfitta la linea della clientela sociale a spese dei cittadini di Leone , ma la strada è ancora lunga........

sabato 19 aprile 2014

Happy Policoro , un modo allegro e divertente per augurarvi Buona Pasqua

Il video Happy Policoro , è il miglior prodotto video per promuovere la nostra città Quello del Happy è una mania , cartoline video molto gettonate sulla rete , che servono a lanciare con allegria e quel pizzico di fantasia i luoghi ed i personaggi delle nostre comunità. Noi oltre a complimentarci con chi ha realizzato il video,che ha avuto un numero eccezionale di visite , destinato a salire,  lo usiamo come cartolina di Buona Pasqua del nostro Blog.. Happy a tutti vuoi e buona pasqua.


venerdì 18 aprile 2014

Basilicata colonizzata e ammalata. Policoro un caso esemplare: spuntano giardini sulle scorie nucleari

Tratto da Karakteria.it
Il carico di materiale radioattivo trasportato in segreto il 29 luglio 2013 non era arrivato a destinazione negli USA come ci avevano raccontato al Tavolo della Trasparenza. Ci è voluto Obama al summit internazionale sul nucleare, tenutosi all'Aja due settimane fa, per scoprirlo. E ci è voluta una nave sospetta nel porto di La Spezia.
Il 24 e il 25 marzo è stato "Il Secolo XIX" a rivelare la notizia che i 20 kg di uranio e plutonio sono partiti proprio da La Spezia solo il 3 marzo 2014.
http://www.ilsecoloxix.it/p/la_spezia/2014/03/25/AQE339DC-mistero_svelato_plutonio.shtml;http://www.ilsecoloxix.it/p/la_spezia/2014/03/24/AQO7BiDC-radioattivi_caricati_america.shtml
Dov'è stato tutto questo tempo il materiale prelevato quella notte di nascosto da Rotondella e fatto transitare in mezzo ai nostri paesi? Se è vero quanto ha affermato recentemente la Sogin, sempre sulle pagine del Secolo XIX, rispondendo all'onorevole Stefano Quaranta (SEL) e al presidente ligure di Legambiente  Stefano Sarti (vatti a fidare della Sogin!), che l'operazione era pianificata da mesi, perchè trasportarlo così in anticipo e per tenerlo depositato dove? O per fargli fare quale giro?
L'on. Quaranta ha predisposto un'interrogazione parlamentare al Ministero dell'Ambiente sul caso della nave contenente 20 kg di uranio e plutonio ormeggiata per giorni nel porto di La Spezia, un'altra interrogazione a quello stesso ministero che rispose alle interrogazioni dei deputati lucani tranquillizzandoli e facendo calare il sipario sul contenuto trasportato dall'Itrec lucana: circa 1 kg di uranio arricchito, trasportato in assoluta sicurezza e riservatezza, rispose.
Il problema, però, non era mai stato solo il contenuto, non era nemmeno solo il trasporto: era ed è il contenuto, il trasporto segreto, dov'è approdato, perchè e perchè con tanta segretezza.
Sul contenuto l'unica voce che si è alzata, proprio ieri, nel deserto istituzionale lucano è quella del consigliere regionale Gianni Leggieri (M5S), al quale pare giustamente eccessivo che da Sallugia e Casaccia siano stati prelevati 19 kg di uranio arricchito e plutonio, mentre dalla Trisaia un chilo soltanto. Aggiungiamo noi che, da questa prospettiva, appare oltremodo strano che dagli altri due centri sia stato tra l'altro trasportato con metodologie più trasparenti di quanto non sia avvenuto nell'operazione top secret del 29 luglio.
Leggieri ha chiesto l'impegno di Pittella ad intervenire sulla questione e di conoscere con esattezza cosa ha combinato il governo italiano sulle barre di Elk River: se è vero quanto ha lasciato intendere l'Ambasciata americana ai deputati 5 stelle che il governo italiano, sempre di nascosto (in segreto), ha ormai riconosciuto le barre nucleari statunitensi di proprietà della Repubblica Italiana, ossia le ha caricate per sempre sulla nostra pelle. 
E sempre a proposito del contenuto, vogliamo continuare a far finta che le scoperte del giudice Pace sugli incidenti e i traffici non siano mai esistite o che le dichiarazioni di un altro magistrato lucano, Giuseppe Galante, e le ultime inchieste di Basentini siano parole al vento?
"I miei consulenti trovarono tracce di Plutonio. Plutonio che non doveva esserci perchè il ciclo studiato a Rotondella era quello Uranio - torio" dichiarò Giuseppe Galante, mentre Basentini è stato costretto ad archiviare l'inchiesta sui rifiuti nucleari e il loro impatto ambientale per una serie di reticenze anche istituzionali gravissime (abbiamo iniziato a pubblicare la sua inchiesta a puntate http://www.karakteria.org/contenuti/categorie/il-libro).
Preferiamo evitare di intendere quanto Obama ha lasciato trasparire, sempre al summit dellAja, sul fatto che anche la nostra Trisaia è un obiettivo militare, come tutti i centri che ancora detengono materiale pericoloso utile per le armi nucleari, ma con l'aggravante di una posizione geografica strategica?
Vogliamo far finta di non sapere che con il decomissioning si stanno attuando proprio in questo periodo le operazione più delicate e rischiose riguardanti i materiali nucleari più pericolosi e cancerogeni presenti nel centro Itrec?
Noi non vogliamo coprire queste conoscenze, ma a quanto pare in Basilicata gli enti locali sì: stanno meglio se continuano a girarsi dall'altra parte, in modo da non prendersi rogne, non vedere il problema e di conseguenza di non farlo vedere.  Muti, non come i pesci, ma come gli omertosi, i codardi o i conniventi, così stanno i nostri governanti mentre la terra cede sotto i piedi, i tumori aumentano e il loro silenzio rende lecita ogni angheria. Lì c'è l'amico di partito da non disturbare, lì c'è da rischiare consensi elettorali, lì c'è il segreto di stato, lì ci sono dei soldi da poter usare per fare qualcosa che aumenti il nostro consenso elettorale, magari un bel giardino, anzi due e da sprecarci soldi senza risparmio..tanto sono piovuti dal cielo!
Tanto tutto è normale. Ci hanno abituati al peggio, alla sopportazione, all'apatia, ai silenzi e alle menzogne. E rassicurandoci col loro silenzio, coprendo sotto il tappeto tutti i mali del territorio, ci hanno educato al disinteresse esponendoci ai pericoli più atroci.
Dove finiscono i soldi statali della compensazione? Quei soldi che lo stato italiano da ai comuni di Rotondella, Nova Siri, Tursi, Policoro e alla Provincia di Matera, per compensarci del grave danno e per adottare misure di salvaguardia, di monitoraggio e di precauzione sul territorio?
Si consumano atti segretissimi e pericolosi in quel centro, fanno circolare di nascosto uranio e forse anche plutonio lungo le nostre strade, siamo un obiettivo militare e non esiste un monitoraggio serio, una valutazione dell'impatto reale sulla salute degli abitanti, un piano di evaquazione di cui i cittadini sono a conoscenza, un ospedale attrezzato in caso di emergenza nucleare.
Non esiste un'indagine epidemiologica, nonostante le deliberazioni provinciali. Perchè? Perchè i nostri amministratori locali invece di interessarsi alla salute degli abitanti e della salvaguardia del territorio sono interessati a tutt'altro? 
I malati di cancro aumentano (ce lo dicono l'esperienza e  le statistiche), ma un'indagine epidemiologica è una sacrosanta esigenza per accertarne il dato. Ci darebbe tra l'altro il dato dell'inquinamento complessivo (non solo nucleare) di tutto il territorio. Cosa fanno invece con i soldi della compensazione che sono deputati a questo?
Se coloro che hanno pianto o si stanno straziando in questo momento per una madre, un padre, un figlio malati di cancro, fossero messi nelle condizioni di conoscere scientificamente la relazione che esiste fra la morte e l'inquinamento del nostro territorio, cambierebbero molte cose.
Non sarebbe come ora, quando il dolore della malattia e della morte si crogiola in dubbi e congetture.
Se avessimo le prove, avremmo rabbia motivata e creativa e la scoperta di un'emergenza da risolvere. Allora la politica non potrebbe più continuare a sopravvivere nella propria distruttiva mediocrità, non potrebbe più esimersi dall'esprimersi, dall' intervenire.
Forse è per questo motivo che nonostante due delibere provinciali in tal senso e le richieste incessanti delle associazioni ambientaliste, qualcuno impedisce che vengano svolte?
Forse è per questi motivi che, proprio come si fa in ogni Paese di conquista, nelle leggi per le compensazioni quando si vuole dare solo la parvenza di un intervento mirato, si lasciano sempre ampi margini di movimento nello spreco di soldi, affinchè i politici locali, ben noti per la loro mediocrità, possano scialaquarli in opere inutili, purchè stiano zitti e non arrechino disturbo a chi ha deciso di operare in segreto su quel territorio?
E' per questo che quando Basentini chiese di monitorare il territorio con arei rivelatori di radioattività, gli venne negato con motivazioni alquanto banali?
E' per questo che viviamo come se niente fosse nell'assurdità di un Paese democratico pieno di segreti di stato e li subiamo persino nel bel mezzo del nostro territorio! E' tutto normale! Come se la nostra vita e quella della nostra terra contassero poco o niente.
E' colpa di chi tace, di chi acconsente e agevola, per spietatezza, per mediocrità o semplicemente per pigrizia e ignoranza.

giovedì 17 aprile 2014

CHE COSA E’ LA DIGNITA’? NELLA MIA LUCANIA SI VIVE SOLO DI ILLUSIONI.

Vorrei chiedere al presidente, alla giunta e a tutti i dirigenti della mia regione se sanno cosa
significa la parola dignità. Se hanno mai provato a vivere con 1500 euro al mese, ai giorni d’oggi
con tasse da pagare, aumento del costo della via, uno, due o più figli a carica che magari studiano
fuori per stanno programmando il loro futuro sperando che sia migliore di quello dei loro genitori
e magari sognano di realizzare i propri progetti proprio nella loro regione di nascita. Di certo però
se sono lucani questo desiderio è destinato a rimanere tale se si continua ad essere amministrati
così. Tralasciando i sogni di noi ragazzi quello che vi voglio chiedere se realmente pensate che si
riesca a condurre una vita dignitosa se tale mensilità viene a mancare. In una famiglia
monoreddito come si sente un padre che non riceve uno stipendio da 4 mesi? Ha ancora una
dignità quando il figlio preoccupato chiede al padre se è stato chiamato per andare a firmare il
contratto? Penso che una risposta la dovete dare a queste domande e dovete dare delle risposte
alle famiglie dei 48 precari dell’Alsia. Sono ormai anni che va avanti questa “ telenovela “ di questi
lavoratori, dipendenti della regione e delle vostre decisioni. Lavorano con un contratto a tempo
determinato e quando scade sono poi costretti a stare a casa qualche mese. Nemmeno se
prendessero grandi stipendi tali da poter gestire i proprio risparmi in quei mesi senza lavoro per
poter vivere in maniera tranquilla, senza ansie, paure , si gioca sulla loro pazienza, lealtà, serietà e
bontà e vengono tenuti in questa condizione e si continua a prenderli in giro. Eppure ai sensi della
legge dovrebbero essere ingaggiati con contratto a tempo indeterminato avendo fatto i mesi
stabiliti e ne tempi giusti. Ma l’amministrazione della Basilicata ha una grande capacità, ossia
riesce a non rispettare questa legge all’ennesima potenza, non solo non li garantisce un contratto
a tempo indeterminato, ma nemmeno più quello a tempo determinato. Il presidente e la giunta
appena insediati nel Novembre del 2013 conoscevano la condizione di questi dipendenti il cui
contratto scadeva il 31 Dicembre 2013 e da subito promise di prendere provvedimenti per
stabilizzarli subito, in realtà oggi ancora non si è fatto nulla. Mi viene da pensare che poi questi
dipendenti non vengono illusi per poi “usarli” come bacino di voti per le elezioni. Facendo un
semplice calcolo con l’ipotesi che ciascuno riesca a convincere altre sette persone sono minimo 8
voti per 48 dipendenti il che significa 384 voti, che per il candidato di turno che mostra un minimo
di interesse non sono pochi se poi sommati agli altri. Potrei aver fatto un ragionamenti sbagliato e
quindi evito di fare altre ipotesi che potrebbero risultare non vere e che in ogni caso voi come
anche la prima rinneghereste. Se come amministrazione dite che le responsabilità sono dei
dirigenti e dei funzionari e che voi avete fatto ciò che potevate fare allora prendete provvedimenti
nei loro confronti, abbiate il coraggio di licenziarli, così funzione una grande aziende, chi non
produce se ne va a casa. Il problema è però che loro danno la colpa all’amministrazione, allora dico
io decidetevi mettetevi d’accordo manco più le bugie sapete dire. Da questo scarica barile chi ci va
di mezzo sono solo le 48 famiglie perché voi state tranquilli lo stesso, non vi preoccupate di loro e
con i vostri stipendi che nessuno vi leva state bene comunque o lavorano i 48 dipendenti Alsia o
non lavorano. E non voglio alzare una polemica sulle cifre dei vostri stipendi perché se una 

mercoledì 16 aprile 2014

Vitale - Leone giocano sporco sui servizi sociali. Quella commissione di Gara è illegittima.

Sui servizi sociali stanno giocando sporco , perchè la scelta di appaltare il servizi sociali  a una cooperativa sociale non solo è sbagliata ma creerà  una serie di problemi sia di conflitti che di gestione , senza nessun controllo da parte del comune con danni incalcolabili per un settore delicato ed importante. Ma quella della privatizzazione e della clientela ad essa collegata è un idea o vizio che l'attuale sindaco ha sempre avuto, insensibile ad ogni altra considerazione. In primis quella dei costi come abbiamo dimostrato con i precedenti post, il servizio  esternalizzato costerà un 50% in più alle casse del comune , tanto a loro se ne fregano , paghiamo sempre noi, infatti tra irap , tares , irpef , noi risultiamo i cittadini più tartassati del metapontino. Nel merito  poi oltre ai problemi che abbiamo evidenziato, oggi concentriamo la nostra attenzione sulla commissione di gara , messa in piedi dal nostro Silvan- Vitale. Comunque con una precisazione, non mettiamo in discussione la buona fede e la  correttezza dei funzionari comunali nominati , ma ne contestiamo la legittimità sotto il profilo della competenza nel merito specifico di questo appalto.

T.A.R. Piemonte, Sezione I, 8 aprile 2009. Argomenti trattati:
(Sulla corretta interpretazione dell’art. 83 del D.lgs 163 del 2006 laddove richiede che i membri della commissione siano esperti dello specifico settore cui si riferisce l’appalto)

SENTENZA N. 954

Il criterio interpretativo dell’art. 83 del d.lgs. n. 163/2006 che richiede che i membri della commissione siano esperti dello specifico settore cui si riferisce l’appalto va individuato in un canone di ragionevolezza, richiedendo la norma soltanto che il commissari abbiano un background di competenze tecniche tali da consentire loro di apprezzare i contenuti tecnici delle proposte provenienti dai concorrenti, per il che è sufficiente che i componenti la commissione posseggano un bagaglio di conoscenze, sicuramente afferenti allo specifico settore oggetto della gara, ma al tempo stesso di base, in modo tale da poter valutare con sufficiente grado di consapevolezza i contenuti delle proposte sottoposte al loro esame. Del resto la giurisprudenza, nel vigore dell’omologa abrogata norma di cui all’art. 55 del D.P.R. n. 554/1999 aveva precisato che “per "membro tecnico esperto nella materia oggetto del concorso", deve intendersi colui che abbia i requisiti professionali per poter esso stesso effettuare le progettazioni oggetto della gara nonché i requisiti minimi richiesti dal bando per potere quantomeno partecipare alla gara. Deve quindi escludersi, ai fini di cui all'art. 55 cit., che possa essere considerato "membro tecnico esperto nella materia oggetto del concorso" il membro esperto della procedura amministrativa”.(T.A.R. Campania - Napoli, Sez. II, 6 settembre 2004, n. 11652). Si impone quindi della norma di cui all’art. 84 del Codice di contratti un’interpretazione che rifugga da sterili formalismi, in omaggio a un principio di sostanzialità ed effettività. 

 infatti L’art. 84, comma 2, del D.Lgs. 12.4.2006, n. 163, stabilisce che, per le gare, come quella oggetto della presente controversia, da aggiudicare con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, la commissione giudicatrice debba essere composta da un numero dispari di componenti (massimo da cinque componenti) “esperti nello specifico settore cui si riferisce l’oggetto del contratto”. 
 
La necessità di una pertinente qualificazione professionale è ri-badita ulteriormente dai successivi commi dell’art. 84 citato._Ed invero, fatta eccezione per il presidente della commissione giudicatrice che, in base al comma 3, può essere un dirigente del-la stazione appaltante o, in mancanza, un funzionario con posi-zione apicale nominato dall’organo competente, quindi anche un funzionario 
non appartenente a ruoli tecnici specificamente specializzato nel settore, gli altri componenti devono essere necessariamente muniti della qualificazione professionale nel particolare settore cui si riferisce l’oggetto dell’appalto
                                                              
La norma, infatti, al comma 8, stabilisce che i componenti diversi dal presidente della commissione sono selezionati tra i funzionari della stazione appaltante ma che, in caso di accertata carenza in organico di adeguate professionalità, debba farsi ricorso a funzionari statali o di altre amministrazioni pubbliche ovvero a professionisti appartenenti alle categorie da essa stessa indicate (ingegneri o professori universitari con determinati requisiti).

E proprio così caro Dott.re Vitale , la commissione da lei nominata non avendo i componenti , specifici requisiti professionali nel campo , essa non è legittima. Le sue magie e gli effetti speciali penso proprio che non potranno modificare la norma , convinca il suo Sindaco che questa è una porcata nella porcata e non se può fa…….. quando non se può non se può……

martedì 15 aprile 2014

A un consigliere della maggioranza di Leone "Piace" le minacce rivolte a noi dal dipendente della Tradeco. Noi non siamo mafiosi.

Proprio così , ma non c’è molto da stupirsi , che a larga parte della maggioranza di Leone piacessero le minacce neanche tante velate  dell’operaio della Tradeco nei miei confronti , non era una novità. Bisogna fermare a tutti i costi la bocca ma soprattutto i post di denuncia di questo rompiballe e del suo movimento compreso quell’altro rompiballe di Farina.  Eppure sti signori alla provocazione in consiglio , quando si parlo che la disperazione poteva portare ad armare le persone , gridarono allo scandalo , additarono chi pronunciò queste frasi come un violento , alle parole invece di Santino e la  sua violenza invece piace , tanto da non nasconderlo anzi da esplicitarlo apertamente con un bel Mi PIACE su FB . Tanto che costui sentitosi legittimato nientemeno che da un consigliere di maggioranza a cui fa riferimento il Vicesindaco e il potente consigliere Ferrara , ritorna all’attacco , non solo mio ma di un altro cittadino , reo di avermi difeso con altri insulti e altre minacce . Chi ha parlato di elementi di mafiosità e di poca raccomandabilità della tradeco, non siamo stati certi noi ma in consiglio comunale fu  Lippo , tante che il consigliere non è mai stato smentito per le sue gravi affermazioni. Queste parole insieme ad altri elementi sono un viatico pericoloso per la città , se essa non reagisce con determinazione e subito. Oggi l'amministrazione da che parte sta?

 Purtroppo in questa situazione ci ha messo ancora una volta Rocco Leone , ci siamo ritrovati la Tradeco che subentra a se stessa dopo i guai combinati della vecchia gestione sulla spazzatura , oggi loro si sentono  intoccabile tanto che un loro operaio si sente legittimato a minacciarci. Sappiano CHE NON ABBIAMO PAURA , ne tanto meno ci sentiamo isolati come sperava il Sindaco Leone quando ci adito come persone da confinare ai margini della città o da” immortalare” come piacerebbe ad Angelo Porsia , la mafiosità è anche un fatto culturale.

Ringrazio i tanti che ieri mi hanno fatto sentire il loro calore e la loro solidarietà , specie i ragazzi del Liceo , Noi siamo contro la cultura della mafia mi hanno detto , questo volevo sentire , grazie a dio ……….. 

lunedì 14 aprile 2014

Minacciato da un operaio della Tradeco per le mie denunce.. Non mi intimidite........

 La legge presuppone che nel metodo mafioso ci sia la forza dell'intimidazione. Che nella Tradeco ci fossero aspetti poco raccomandabili, non siamo stati noi a dirlo ma in consiglio comunale il mancato assessore Lippo. Che siamo passati dal vecchio appalto al nuovo (eche ci costerà in termini di tasse l’ira di Dio  lo vedremmo nelle prossime bollete) non lo sa nessuno , infatti non c’è ne siamo ancora accorti se non per la polemica sulle assunzioni clientelari che riprenderemo. Ma che nel nuovo bando di appalto ci fosse anche  l’elemento dell’intimidazioni per le rivendicazione sbagliate o giuste da parte dei cittadini questa non era prevista , ma da oggi ne terremo conto. I fatti :
Sabato verso le 17 recatomi da casa a Policoro , fotografo e pubblico si FB delle foto sulla sporcizia presente vicino alle case popolare in via Gonzaga. Non qualche bustarella , in effetti si nota dalla foto che la munezza è tanta , a testimonianza che pur essendo nel nuovo regime la situazione è ancora emergenziale. Tra i commenti sulla mia bacheca trovo quella di un certo Gerry Interista Gerardo che dice :
Carissimo frammartino sei un grandissimo VIGLIACCO e una persona più falsa di te non esiste sulla faccia della terra perchè fai credere alle persone delle falsità ti arrampichi agli specchi e scivoli e vai sempre per terra e li devi rimanere pochi istanti prima sei passato davanti a noi dove stavamo pulendo e tagliando l'erba perchè non fai vedere quello che stiamo facendo per questa città visto che fai vedere solo quello che piace a te VERGOGNATI BUGIARDO cmq anche se fai vedere quelle immagini solo le persone come te ci possono credere perchè c'è gente che passa si ferma e apprezza il lavoro che stiamo facendo in tutto Policoro al villaggio e in varie parti di Policoro mica le persone sono tutte come te che strappano i manifesti dal camper e li buttano a terra per sporcare la prossima volta se tieni coraggio fermati e fatti vedere quando fai le fotografie perchè solo i VIGLIACCHI come te fanno queste cose di nascosto ringrazia a DIO che non me ne sono accorto quando hai fatto le foto se no ti dovevo prendere a calci nel C..O ci stiamo facendo un mazzo cosi e tu fai vedere le tue SCEMENZE. Sono l'autista che tagliava l'erba Santino Bruno ti dico anche chi sono vediamo se tieni il coraggio di venire ti aspetto.
Non contento questo signore continua a minacciare anche un altro cittadino con queste parole:
Motola Antonio cerca di fare meno lo spiritoso che tu si un altro strazzone peggio di frammartino a capit vist che fai u tost vieni pure tu insieme a frammartino cosi vi immortalo io a tutte e due.   Non sappiamo se ci immortalerà con una f oto con le mani o con una pistola…..
Al di la che le foto non l’ho fatto di nascosto ma tranquillamente alla luce del sole, è continuerò a farle a rischio di un paliatone o chi sa di cosa altro, ma questa se non è un’intimidazione che cosa è ? Cosa significa questa vicenda, un salto di qualità dell’amministrazione Leone o della Tradeco o tutte due insieme ? Chi oggi si permette di parlare del servizio in termini critici rischia la minaccia del Santino di turno.
La gravità dell’accaduto sta tutto in quelle parole scritte sulla mia bacheca di FB, (https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10202283716831716&set=a.3485358370076.132777.1154906749&type=1&theater&notif_t=photo_comment ) e se colleghiamo a questo fatto le parole di Lippo dette nell’assise comunale  sulla poco raccomandabilità della Tradeco e come diceva lui le sue questioni antimafia a bari , ci chiediamo quali misure intenderanno prendere le autorità in difesa dell’incolumità dei cittadini ? O l’intimidazione che la legge dice che è uno dei metodi Mafiosi sarà la regola dovremmo rassegnarci ? E Leone cosa farà , giustificherà o sarà in silenzio ? Noi comunque lo sappiano non ci facciamo intimidire e per precauzione abbiamo ripreso ad allenarci per tornare ai vecchi tempi , solo la pistola fumante ci può fermare………
(Per ogni evenienza ho fotografato la bacheca come prova documentale)

domenica 13 aprile 2014

Il bonus idrocarburi è diventato una chimera. Tutti ne parlano, nessuno ne conosce i futuri sviluppi.

Il bonus idrocarburi è diventato una chimera. Tutti ne parlano, nessuno ne conosce i futuri sviluppi.

La Lucania è terra di boschi, di acqua e di petrolio. Con riferimento particolare a quest'ultima
risorsa, nella sola valle del fiume Agri, e un pò più a monte nella zona dell'alto Sauro, gli addetti ai lavori hanno stimato una presenza di idrocarburi davvero importante.
Il primato energetico
E' un fatto che più dell'80 per cento della produzione nazionale di idrocarburi sia concentrata in questa piccola regione del sud Italia, e che dal sottosuolo lucano venga estratto tanto petrolio da soddisfare, ogni anno, circa il 6-7 per cento del fabbisogno energetico degli italiani.
Parliamo del più grandegiacimento di idrocarburi in Europa su terraferma, e crediamo di non essere del tutto avulsi dalla realtà, se riteniamo che le riserve siano stimate per difetto...
Il contentino che scontenta tutti
In virtù del contributo energetico che la Basilicata da alla nazione ormai da decenni, una legge dello Stato ha istituito il Fondo per la riduzione del prezzo dei carburanti alla pompa, di cui tutti i cittadini lucani residenti, di maggiore età e provvisti di patente di guida, possano usufruire annualmente.
Si tratta di uno sconto sul prezzo di benzina e gasolio, possibile grazie all'utilizzo di una carta prepagata, rilasciata da Poste Italiane S.p.A. previa richiesta dell'avente diritto, e ricaricata sulla base delle risorse del Fondo, accumulate l'anno precedente. Derivano direttamente dall'aumento del 3% (dal 7 al 10 %) delle royalties che il titolare delle concessioni di coltivazione di idrocarburi deve per legge allo Stato italiano, per ogni anno di concessione. E' il Bonus Idrocarburi.
Significato e funzione del Bonus
Non si tratta di una forma di assistenzialismo, e neppure di compensazione ambientale, perché questo bonus è inteso quale "generico ristoro del consumo energetico, in favore dei residenti" (come ha definitivamente stabilito il Consiglio di Stato con la sentenza n. 4134 del 06/08/2013).
In buona sostanza, la ratio della norma è quella di privilegiare il legame tra la provenienza delle risorse energetiche e i soggetti destinatari, in applicazione del principio di territorialità.
Bene, fin qui ci siamo arrivati, e un punto definitivo alla questione sembra sia stato finalmente messo ma...a questo punto, il Bonus dov'è? Che fine ha fatto?
Sappiamo che i lucani hanno potuto incassare i primi 100,70 euro riferiti all'anno 2010, mentre non tutti gli aventi diritto si sono visti accreditare la somma di 140,25 euro spettante per il 2011.
Del contributo per gli anni 2012 -13, al momento in cui si scrive, ancora non vi è traccia.
L'ultimo comunicato ufficiale del Ministero dello Sviluppo economico porta la data del 18.11.2013.
In esso è riportata la notizia della temporanea sospensione dell'erogazione dei contributi. Contestualmente vi si dice che entro alcuni mesi saranno consegnate le carte prepagate a coloro che nel corso del 2013 ne abbiano fatto richiesta.
Insomma, niente di nuovo sotto il sole, se non la rinnovata consapevole amarezza che, oltre al danno (quello per una regione produttrice di petrolio, in cui il prezzo dei carburanti è paradossalmente più elevato anche di 10-12 centesimi che in molti altri luoghi della penisola) i lucani hanno avuto l'ennesima beffa.
Essi sapevano dai tempi antichi che "Cristo si è fermato ad Eboli". Speravano ora che almeno il bonus tanto propagandato avrebbe fatto un pò più di strada, piuttosto che fermarsi ancor prima di Eboli.
Tratto da news.supermoney.eu

sabato 12 aprile 2014

Il bluff dell’oro nero lucano: non ha portato né lavoro né soldi. E i giovani emigrano

 Altro che "Libia di casa nostra" come diceva il governatore Pd De Filippo: le royalties sono troppo basse, alla regione restano le briciole di un grande business che arricchisce multinazionali e Stato italiano. Così la Basilicata resta la più povera d'Italia
“Richiamate i vostri uomini, fateli venire da qualsiasi paese straniero si trovino e dite loro che qui
finalmente c’è lavoro”. Era lo slogan preferito di Enrico Mattei cinquant’anni fa. Lo aveva scandito col suo accento marchigiano anche in Basilicata, a Ferrandina, mentre dava il via alla prima trivella della regione. Con lui Emilio Colombo, allora giovane ministro dell’Industria e padrone del grande serbatoio di voti Dc in Lucania. È il sud in bianco e nero degli anni Sessanta, terre tagliate fuori dal boom economico e famiglie intere che chiudevano in una valigia di cartone disperazione e speranze. Nelle viscere di monti e pianure c’è l’oro nero. “Richiamate i vostri uomini…”. E invece i nonni non tornarono più, i padri partirono, e ora emigrano anche i figli. Più di tremila giovani ogni anno lasciano la Basilicata. Le trivelle continuano a pompare una ricchezza che non li sfiora. E loro vanno via dalla regione più povera d’Italia dove il 31,6% di chi ha dai 15 ai 34 anni non ha uno straccio di lavoro, e più del 28% delle famiglie vive al di sotto della soglia di povertà.
“Governo e multinazionali possono maneggiare le statistiche come vogliono, ma dai pozzi di petrolio non sono usciti né lavoro, né sviluppo”, ci dice Pietro Simonetti, un passato da operaio sindacalista e un presente di direttore del “Centro studi e ricerche economico-sociali”. “Il petrolio si serve della marginalità e del sottosviluppo”, nota l’antropologo Enzo Alliegro. Altro che Texas, altro che “Libia di casa nostra”, come andava dicendo l’entusiasta governatore Vito De Filippo, Pd. Dopo decenni di trivellazioni Potenza non è Dubai, la Val d’Agri non ha l’aspetto di un emirato e la “Basilicata coast-to coast” è solo un bel film.
Per capire il grande inganno del petrolio bisogna aggrapparsi ai numeri. Dai 25 pozzi attivi in Val d’Agri, la Basilicata estrae l’80 per cento della produzione petrolifera italiana, il 5-6 del fabbisogno nazionale. Le compagnie petrolifere, l’Eni e la Shell, in particolare, puntano a passare dagli attuali 80mila barili al giorno ai 104 mila previsti da un accordo del 1998, più altri 25 mila che dovrebbero venir fuori dal miglioramento delle tecniche estrattive. Con l’ampliamento del Centro oli di Viggianoe l’entrata in funzione dell’impianto Total di Tempa Rossa, a Corleto Perticara, la Basilicata raddoppierebbe la sua produzione petrolifera fino a 175 mila barili al giorno, il 12% del consumo italiano.
“Così tra i lucani crescerà la potenza attrattiva del totem nero”. È il titolo di un libro di prossima uscita dell’antropologo Enzo Alliegro, lucano trapiantato all’Università napoletana Federico II. “Il petrolio è un totem, un oggetto ambivalente, desiderato ma anche temuto, che ha ridefinito l’immaginario collettivo. Si sogna la ricchezza, ma si teme la catastrofe”. L’illusione di un improvviso benessere si chiama royalty, la quota che le compagnie pagano allo Stato italiano per lo sfruttamento dei pozzi. Una legge del 1957 definiva un sistema di sliding scale royalties che andava dal 2 al 22% a barile, nel ‘96 una nuova normativa bloccò la percentuale al 7, successivamente portata al 10. Un vero eldorado per le compagnie. Che in Italia pagano molto di meno rispetto alla Norvegia e all’Indonesia, dove le royalties sono all’80%, o alla Libia, 90, mentre in Canada i governi locali si lamentano perché giudicano insufficiente il 45% che incassano su ogni barile. Pochi soldi, ma comunque tanti per la Basilicata che in 11 anni si è vista piovere addosso 669 milioni, 800 se si calcolano anche quelli destinati ai comuni. Un mare di “petroleuro”, in apparenza, in realtà solo le briciole di un grande business che arricchisce multinazionali e Stato italiano.
NEL 2010, anno d’oro per l’Eni (utile netto di 6,89 miliardi), la quota destinata alla regione e ai comuni lucani, più il 2,10% per il fondo benzina, è stata di 110 milioni. Pochissima cosa rispetto a quella che qui chiamano la “royalty camuffata”, quel 42% di tasse che lo Stato impone alle compagnie petrolifere: 450 milioni di euro solo per il 2010. Ma è come sono stati spesi i 33 miliardi del Fondo Benzina, ad indignare i lucani. È la storia della card da 100 euro di carburante arrivata ai 335 mila patentati della Basilicata. In pratica un paio di pieni per una macchina media. “Un’ingiustizia, quei soldi dovevano andare a tutti i residenti”, dice il governatore De Filippo. “Abbiamo restituito ai lucani soldi che gli appartengono. Una rivoluzione”, replica l’ex sottosegretario Pdl Guido Viceconte. Un vero affare per Poste Italiane, visto che ogni card costa 20 euro. Archiviata questa polemica, gli adoratori ottimisti del “totem petrolio”, calcolano che per il prossimo decennio saranno almeno 6 i miliardi di royalties che piomberanno su queste terre. “Una visione miope – dice Pietro Simonetti –, i giacimenti possono essere sfruttati per altri 20-30 anni, in Val d’Agri siamo alla metà del ciclo. Quando i pozzi chiuderanno cosa faremo? Bisogna ricontrattare tutto con lo Stato e le multinazionali, se è necessario anche con movimenti di lotta come abbiamo fatto a Scanzano contro le scorie nucleari”. Le parole d’ordine che si sentono nelle assemblee e nei consigli comunali aperti sono “blocco delle perforazioni, moratoria”. “No a nuovi pozzi – dice il governatore Vito De Filippo – nel 1998, quando sono cominciate le estrazioni non potevamo opporci, ma ora vogliamo imporre all’Eni una svolta radicale. O fanno sul serio o troveranno un muro”.
Tutto è affidato a un “memorandum”, una intesa per lo sviluppo tra Regione e Stato. Al centro i problemi della tutela ambientale e della salute. Allarmano le emissioni e le fuoriuscite di greggio. “Per 13 anni si è vissuti nella più totale opacità. Chi ha fatto i controlli, i monitoraggi? L’Arpab, vale a dire la Regione, ammette che finora non è stato fatto granché, siamo al buio. Solo ora sono partite quattro nuove centraline e tra due anni avremo i risultati degli effetti sul territorio”, dice Ennio Di Lorenzo di Legambiente. “No a nuove trivellazioni, fermiamoci dove siamo e cerchiamo di capire cosa è successo in tredici anni”, aggiunge Giovanbattista Mele, medico della Val d’Agri. Qui c’è l’oleodotto più grande d’Europa. Le sue luci, i bagliori del petrolio che brucia, si vedono dal punto più alto di Viggiano, la basilica dove si prega una Madonna tutta d’oro. Poco più di 3 mila abitanti, un tesoretto da 8 milioni e 300 mila euro di royalties solo quest’anno. Spesi per finanziare gli imprenditori che assumono disoccupati (1.000 euro al mese per tre anni), aiuti alle famiglie, tante opere pubbliche che alimentano il ciclo del cemento. C’è il campo da calcio, quello per il tennis e si sta costruendo la piscina comunale. “Ma non posso prevedere cosa accadrà tra vent’anni alla salute dei cittadini e all’ambiente”, ammette il sindaco Giuseppe Alberti. “Il petrolio porta soldi, ma non risolve i problemi sociali”. I ragazzi di Viggiano prendono l’ascensore del megagalattico e deserto parcheggio multipiano per salire sulla piazza della basilica. Poi scendono giù, a piedi, per le vie strette del paese. Molti, quelli che possono, vanno via. Altri, disillusi dal petrolio-totem, sognano di scappare. Sono i “basilischi” del Duemila. A differenza dei loro nonni raccontati da Lina Wertmüller, non fantasticano più su una Lucania diversa
di Erico Fierro
Tratto dal quotidiano della basilicat

venerdì 11 aprile 2014

Policoro. Appalto dei servizi sociali : Giocano con la vita dei minori. Segnaleremo il fatto al tribunale dei Minori e al Procuratore Generale di Potenza..

Certo guadagnare 5 0 6  mila euro al mese per sperperare il denaro pubblico, è un’impresa, non è facile,
F.to tratta da Internet
operazione questa che invece con Leone riesce sempre e bene . Infatti il dirigente del 1 e 2° settore, della spesa pubblica dalle mani  bucate è un campione. L’appalto dell’esternalizzazione   professionali e segretariato dei servizi sociali porterà il costo orario degli assistenti sociali dai 15 euro all’ora previsti come tariffa dalla legge regionale dei servizi di zona ed applicata fino ad oggi dal comune ai due professionisti alle sue dipendenze  , ai 20 euro a ora che saranno previste nell’appalto  perché la tariffa non potrà essere  più quella della legge Regionale ma del ccnl delle cooperative sociali. Infatti per due assistenti sociali per tre anni il comune spendeva circa 126 mila euro , oggi l’appalto e di 190 mila euro più l’eventuale ribasso. Chi pagherà il maggior costo ? Vitale dal suo lauto compenso o Leone dalla sua altrettanto lauta indennità ? No saremo ancora una volta noi cittadini a pagare il costo della bagianaggine di costoro. Quesito questo che porremmo alla corte dei conti. Eppure siamo di fronte allo stesso servizio , le stesse ore e negli stessi locali , quelli comunali.
Motivo per cui è in forse anche il contributo del 50% previsto dalla Regione al comune per tale servizio, infatti se la tabella professionale per i piani sociali della Regione  per gli assistenti sociali come liberi professionisti  è di 15 euro  , ci chiediamo per quale motivazione dovranno rimborsare il 50% di 20 Euro? Oltre il danno anche la beffa. Ma non finisce qui, perche il dott.re Ivano che è un vero illusionista , si cimenta in un’altra delle sue alchimie magiche, infatti le ditte da invitare come scrive nella determina n°353 del 13/03 sono quelle iscritte all’albo dei fornitori comunali (allegato 10 det.620/1680) comprendente il punto 79 “servizi sociali e sanitari ”.Peccato che la cooperativa Genesis a cui è stata affidata anche il servizio temporaneo in questione , non è iscritta all’albo comunale al punto 79 come richiesto dal Bando di Gara.
Ma lui vede dove noi non riusciamo a Vedere, siamo all’albo magico che sostituisce quello comunale. Altro che Silvan, qua siamo ai livelli di Uri Geller . Certo che pescare fra 5 ditte per l’affidamento momentaneo la sola che non ha l’iscrizione per quel servizio ci vuole scienza ma tanta, che vale un indennità ad personam. Ma anche la stessa delibera del Bando di Gara che parla di 5 ditte da invitare è ormai superata dai fatti per lo stesso motivo (c’è da escludere la Genesis) quindi sarebbero 4. Ma ci sarebbe da escludere anche o la Nuovass o la Heraclea News Services, in quando fanno parte dello stesso consorzio. Quindi siamo a 3. Ma se scopriamo le carte ci accorgiamo di altri conflitti stessi consorzi stesse ditte ecc … alla fine ne rimane solo una con i requisiti , come per la munezza unico ammesso unico vincitore ……altro che cottimo fiduciario.

Ma non solo , così come è congegnato l’appalto e le sue modalità violano secondo noi la legge 1369 del 60 ma di questo parleremo domani.
Chiederemo al segretario comunale in qualità di responsabile anticorruzione , a cui la legge demanda il compito di monitoraggio e di controllo degli atti , che segnali alla corte dei conti ed alle autorità preposte o chieda in autotutela  il ritiro    della delibera di affidamento temporaneo diretto  del servizio di assistente sociale e segretariato alla cooperativa Genessis, stessa richiesta facciamo per la determina di Gara. Inoltre l’affidamento del servizio professionale di assistente sociale Temporaneamente è stato dato a una cooperativa affidataria   di minori da parte del tribunale , ed venendo meno il ruolo di monitoraggio e controllo affidato dalla legge al comune, segnaleremo tale anomalia al Tribunale dei minori ed al Procuratore Generale della Procura della Repubblica di Potenza , affinché attuino i provvedimenti di competenza a tutela dei minori. Solleciteremo i Revisori dei conti affinché evidenzino il maggior costo del servizio  per le casse comunali , ragioni per cui il provvedimento è immotivato,  e che tale provvedimento lede l’autonomia di indirizzo politico che sta in capo alla giunta e al consiglio.
Domani Ultima parte, come si viola la legge sulle assunzioni nella pubblica amministrazione.


P.S. Ieri avevamo attribuito a Lopatriello la delibera n° 8 del 2011 , ci siamo sbagliati la delibera è stata fatta da Leone quando fungeva da Facente Funzione,  ed era un’atto di indirizzo , infatti la delibera parla di assistenti sociali all’interno del servizio sociale comunale , la sostanza non cambia. 

giovedì 10 aprile 2014

Policoro : l'affare servizi sociali, quando il controllore fa anche il controllato.

 Ieri abbiamo raccontato la prima parte di un’operazione di privatizzazione dei servizi sociali attuati da questa amministrazione con una procedura discutibile. Tra l’altro il procedimento di privatizzazione viene deciso  con un atto gestionale (determina ) senza cha a monte vi sia un indirizzo politico che vada in questo senso, infatti ad oggi è ancora in vigore la delibera di giunta fatta da Lopatriello (n°8 del 11/02/2011) che dispone l’assunzione  con contratto determinato di due assistenti sociali , motivando questa scelta dall’opportunità di utilizzare il contributo del 50% della regione , riconosciuto sul costo del personale. La domanda che ci poniamo e se il dirigente autonomamente poteva decidere diverso indirizzo , che in termini assoluti significano maggiori oneri al comune ? Tanto e vero che se non avremo il ritiro della determina in questione porremmo il quesito al Revisori dei Conti e alla corte dei conti. Ma i problemi non finiscono qua , infatti il dott.re Ivano affida momentaneamente il servizio a una cooperativa sociale fino all'espletamento dell'appalto. La Cooperativa che già svolge una serie di prestazione per il comune , come per esempio quello dell’assistenza dei minori dati in affidamento dal tribunale. Questi rapporti così come quelli in genere sull’assistenza sociale prevedono per convenzioni scritte o per disposizioni legislative , il monitoraggio e il controllo sulle attività svolte dalle cooperative da parte del comune , che viene espletata da figure professionali iscritte all’albo degli assistenti sociali o psicologici. Oggi invece , visto l’assoluta mancanza di queste figure all’interno degli organici del comune , ci troveremo l’affidatario dell’appalto fare il controllore e il controllato , infatti chi dovrà relazionare sull’attività sono gli stessi assistenti sociali assunti dalla cooperativa per l’esternalizzazione dell’assistenza sociale posta da questa delibera ? O ci spieghi il dott.re Vitale,  il Silvan del Bilancio nominato Tuttologo da Leone come provvederà a tale incombenza?   Siamo della serie IO ME LA CANTO E IO ME LA SUONO , in un settore delicato e sensibile dove in gioco ci sono le vite umane. Ma la domanda che ci chiediamo e che pesa politicamente come un macigno , come mai il comune di Policoro in questi anni non si è dotato in organico di figure professionale adeguate per tale servizio ?  E Leone che per almeno un decennio ha fatto l’assessore non ci dica che non ha responsabilità di tale caos ……scordavamo lui è l’eterno INCONSAPEVOLE

mercoledì 9 aprile 2014

Policoro.Caduta dal balcone, grave un'anziana signora

Un'anziana signora,Vedova con una dinamica tutta da capire è caduta dal balcone in via Salerno a Policoro,
vicino alla gioielleria . Visto le sue condizioni definite critiche dai medici  del pronto soccorso di Policoro, la donna è stata accompagnata con un elicottero all'Ospedale San Carlo di Potenza. La dinamica semprerebbe che sia un incidente in quanto la signora di nome Antonietta di circa 75 anni si sia affacciata a una finestra che dava sulla strada. Infatti la polizia sta facendo i rilievi proprio da quella finestra (foto)






Luogo dove è caduta la signora