venerdì 24 luglio 2015

Contratto di quartiere , La strada della vergogna : Si dimette il presidente della commissione di Collaudo. Adesso chi paga i Danni?

Appena due settimane fa , parlavamo che sul contratto di quartiere si stava consumando la più grande truffa degli ultimi anni che la provincia di Matera abbia conosciuto. L'amministrazione Leone sta consumando atti di una gravità inaudità sia per le casse del comune , che per il principio di legalità , che per dimensione possiamo paragonare a quella di Roma , ma con una sostanziale differenza , la una magistratura attenta ha scoperchiato il vaso di Pandora , qui siamo ancora all'anno zero e non si capisce perché. Inoltre lo scandalo non coinvolge solo la maggioranza di Leone , ma tocca pezzi importanti de lla minoranza , che su questa questione gestisce gli affari insieme , hanno le mani ed i piedi in pasta , altro che rivoluzione Gentile , siamo alla restaurazione , che possiamo riassumere con un ritornello di una vecchia canzone “come prima più di prima”.
Ma un segnale di cedimento della macchina da guerra del comitato “contratto di Quartiere” una vera cupola , si sta cominciando a vedere , la prima . Le crepa di un muro che prima poi crollerà e travolengerà leone , si sta vedendo.
Infatti , l'ingegnere Perrone funzionario della regione e presidente della commissione di callaudo della strada Vergogna del contratto , ha rassegnato le dimissione. Noi le avevamo chieste , soprattutto per motivi di incompatibilità , oltre che per le questioni tecniche. Adesso ci domandiamo se Le dimissioni sono avvenute per motivi tecnici , perché sono avvenute dopo il carotaggio sulla strada , e quali sono (se ci sono) le questione che hanno portato a questa decisione. Noi le abbiamo denunciati in tempi non sospetti , tanto da chiedere al comune , che si attivasse a contestare la mancata realizzazione dell'opera come era prevista in appalto , prima della scadenza dei sei mesi previsti dal contratto dal Giorno della consegna. Se i problemi ci sono , e sono cosi importanti da indurre L'ing, Perrone a dimettersi , qualcuno deve pagare gli errori , questa volta facciamo l'ennesimo appello alle autorità di intervenire prima che vengono consumati altri ai danni della città ulteriori Danni.

Chediamo a qualche consigliere di Opposizione di fare un'interrogazione affinchè qualcuno spieghi le ragioni delle dimissioni di Perrone

giovedì 23 luglio 2015

Quello che non Fa Leone lo fa Jacobellis . Trivelle nel mar Jonio, Scanzano corre ai ripari Ordinanza che vieta le ricerca

Trivelle nel mar Jonio, Scanzano corre ai ripari
Ordinanza  che vieta le ricercaProprio cosi , quello che non fa floppino lo fa Jacobellis che sposa l'ordinanza delle associazioni (no Triv ,Karakteria , Trisaia No Scorie)  e la fa sua .  Per rocchino il floppino finita l'ammuina pur essendo stato sollecitato in tal senso dal consigliere Gianni Di Pierro , nulla a fatto e sembrerebbe che nulla voglia fare. Aveva promesso anche la continuazione dello sciopero della fame se il governo non avesse ritirato il provvedimento , l'ennesima Bugia.
 Pubblichiamo in proposito l'articolo del quotidiano:

con un’ordinanza emanata ieri da parte del primo cittadino, Salvatore Iacobellis, che impedisce le ricerche di idrocarburi nel mar Jonio, il Comune di Scanzano Jonico ha dato seguito alle iniziative intraprese per dire “No alle trivelle nello Jonio”
La catena umana organizzata recentemente a Policoro per protestare contro le trivellazioni
SCANZANO JONICO - Con un’ordinanza emanata ieri da parte del primo cittadino, Salvatore Iacobellis, che impedisce le ricerche di idrocarburi nel mar Jonio, il Comune di Scanzano Jonico ha dato seguito alle iniziative intraprese per dire “No alle trivelle nello Jonio”.
A darne notizia é il presidente del Consiglio comunale, Claudio Scarnato, tra l'altro anche segretario cittadino del Partito democratico.
«Grazie alla collaborazione da parte delle associazioni ambientaliste NoTriv, Karakteria, No-Scorie e alla stretta collaborazione dell'avvocato Giovanna Bellizzi - spiega il presidente in una nota - Iacobellis ha emanato un'ordinanza (la numero 84/2015) per impedire le attività di ricerca di idrocarburi nel mar Jonio. Così facendo - aggiunge Scarnato - si risponde anche ai solleciti dei segretari di circolo del Pd del Metapontino, intraprendendo una forte azione nei confronti del ministero dello Sviluppo Economico che ha decretato vari permessi per le ricerche di idrocarburi nel nostro mare. Inoltre, invitiamo gli altri sindaci dei Comuni della fascia jonico-metapontina ad adottare lo stesso provvedimento in modo da dare più peso alla forte espressione di contrarietà che le istituzioni e i cittadini hanno manifestato in questo arco di tempo. Si, fa presente che, - conclude l'esponente istituzionale della cittadina jonica che nel 2003 si oppose alla realizzazione del Sito unico nazionale di stoccaggio delle scorie nucleari - qualora non dovessimo avere alcun riscontro da parte del governo Renzi, noi non ci fermeremo».
Nel corpo del l'ordinanza si fa riferimento ai danni che le trivellazioni comporterebbero al territorio.
In particolare, si contesta l’utilizzo della tecnica dell’air gun, potenziale fonte di inquinamento acustico, che potrebbe compromettere la fauna marina, con il conseguente danno economico che ne deriverebbe per la pesca, che rappresenta una voce imprenditoriale e occupazionale importante per la popolazione che vive e lavora lungo le coste ioniche. L’ordinanza mette in evidenza come recenti studi scientifici hanno provato che la probabilità di arrecare danni sfiorerebbe i livello della certezza.
E che, recentemente, ottanta scienziati americani hanno scritto una lettera al presidente Obama chiedendo di impedire l'uso, in mare. Nel testo sugli ecoreati approvati adi recente in Parlamento, la tecnica dell’air gun, nonostante inizialmente prevista, non è contemplata. Dunque, il suo utilizzo è legale.
A dispetto delle conseguenze che questo tipo di attività di ricerca potrebbero avere, per le popolazioni che vivono e lavorano lungo le coste del Mar Ionio. Tanto più che - si sottolinea ancora nell’ ordinanza - il Comune di Scanzano Jonico è interessato da due siti Natura 2000.
Quindi le conclusioni del sindaco Jacobellis, nel provvedimento adottato: “si ordina il divieto o la sospensione con decorrenza immediata e per quanto di competenza, nel proprio territorio e nel bacino Jonico antistante, dell’esecuzione di ogni lavoro installazione di macchine o attività presupposta, connessa e consequenziale alla ricerca di idrocarburi solidi e gassosi e collegate alle attività di ispezione e trivellazione”.

martedì 21 luglio 2015

Trivelle nello Ionio , pubblicato il Decreto , adesso Leone faccia sul serio lo sciopero della fame. Di Pierri formalizza la richiesta dell'ordinanza blocca Trivelle.

Ve lo ricordate le parole di Leone , quando smise lo sciopero della fame. Lui non se lo
ricorda , ma noi siamo qui proprio per questo , per fargli venire la memoria. Disse solennemente in mondovisione se i tentativi Politici andavano a vuoto , non avrebbe esitato a riprendere l'estremag protesta dello sciopero della fame.

Ebbene il 16 luglio è stato pubblicato sulla gazzetta del mezzoodrocarburi nello Ionio , conseguenza leone dovrebbe mantenere la parola e riprendere lo sciopero della fame ad oltranza , almeno fino al ritiro dell'autorizzazione.

pproendersi sul serioi , e dopo il floppino della manifestazione siamo al flop delle promesse mancate , l'uomo ormai di menzogne ne ha raccontato tante , dal non una lira in piu di Tasse , a caccerò la Tradeco , infatti oggi sono pappa e ciccia , protogonisti i due della più grande truffa mai consumata ai danni dei cittadicni di Policoro, quella di aver applicato per un anno una tariffa senza che il corrispondente servizio fosse partito , un indebito arricchimento ai danni della città

 Ma ormai che sia come un pugile stonato dopo il floppino del 15 Luglio mi dicono i miei amici di Policoro che è evidente , Infatti il consigliere Di Pierro ha chiesto al Sindaco Leone di emettere ordinanza sindacale 
, ordinanza elaborata dalle associazioni (No Triv , Karakteria , No scorie ecc..) il sindaco no da cenni di risposta come senza risposta è rimasta la richiesta di consiglio comunale aperta. Si vede evidentemente che a leone piacciono le sceneggiate ma non i fatti , ho è lui l'ombellico del mondo o caschi il mondo , altro che amore per il territorio.

mercoledì 15 luglio 2015

Flop della paraculata di Leone. Vacilla l'alleanza tra Pittella u trivellatore e Rocchino u Floppino. Adesso i Fatti

E' stato un fallimento ? No , è stata la prima manifestazione di tre Regioni e molti sindaci , dove è sintetizzato dal titolo di un giornale che dice , Tre Governatori senza Popolo e saprattutto aggiungiamo noi , un sindaco , il pentito scioperante senza un minimo di seguito nella sua città.
Una manifestazione senza manifestanti , anzi con la presenza solo di contromanifestati , che per tutto il tempo non hanno fatto altro che fischiare gli oraganizzatori , l'assurdo dell'assurdo , un fallimento Politico di chi umbriaco di se (Leone ) pensava di rappresentare da solo l'anima No Triv senza avere nel la capacità propositiva , ne la statura , ne la credibilità Politica , ormai considerato il peggior sindaco di Policoro dalla sua nascità , che prima organizza uno sciopero farsa finito all'ora di pranzo , e poi una manifestazione farsa , una passarella , che sarà ricordata per il suo totale fallimento  , la paraculata dell'anno , tra l'altro commettendo un errore madorrnale , alleandosi con maggior Responsabile di questo stato di Fatto ; MARCELLO PITTELLA U TRIVELLATORE , e sfidando le associazioni. 
Non solo li ha sfidati , ma insultati come suo solito e nel caso del consigliere Di Pierri riempito di frasi calunniosi , come solito fa quando è a corto di argomentazioni.

Il risultato : fallimento totale , una paraculata pericolosa , sventata grazie al buon senso di tanta gente che se ne stata a casa aspettando , proposte vere e concrete per dire no a questo scempio del nostro mare e del nostro territorio.
E da qui che bisogna partire , lasciandosi alle spalle Leone e la sua ciurma , 
partendo dalle proposte , quelle oggi ribadite dal consigliere Di Pierri capogruppo di Policoro Futura , ma anche dalle varie associazione oltre che dal presidente del consiglio Regionale Pugliese , dell'indizione del referedum abrogativo dell'articolo 38 dello sblocca Italia , e che per ottenerlo sarebbe sufficiente ai sensi dell'art. 75 che lo richiedano 5 Regioni ,
Inoltre sia Di Pierri che le associazione , che tutte unite hanno boicottato la paraculata , propongono l'emanazione immediata di un'aordinanaza di precauzione , sul modello di trebisacce .
Lo stesso movimento No Triv , attraverso l' avv.to G. Bellizzi , ci invia una nota con delle proposte articolate , le uniche vere che possono arginare le Trivelle . Dice la Bellizzi :
Ora, al di là delle questioni politiche resta il dato di fatto di un Governo Regionale che non rappresenta i cittadini e che non è in grado di rappresentarli. Noi come associazioni abbiamo fatto proposte concrete: 1) ordinanza sindacale per inibire l'attività di ricerca ( i sindaci che vogliono adottarla devono solo chiederne copia)2) referendum abrogativo dell'art.35 del decreto Sviluppo che di fatto consente di trivellare entro le 12 miglia dalal costa (referendum che potrebbe già promuovere la regione Basilicata) 3) applicazione dell'IMU a tutte le piattaforme petrolifere 4) garanzia fideiussoria per garantire i danni subiti 5) ordinanza sindacale urgente per inibire il transito dei camion che trasportano rifiuti derivanti dall'estrazione, 6) ricorso al TAR contro il decreto 0122 e ....tanto altro ancora. Eppure c'è chi ancora è capace di dire che non vi è soluzione al problema trivelle. Pittella ha dichiarato che lo Sblocca italia non ha nulla a che vedere con il mare. Questo ci conferma che non si ha rigorosa conoscenza della questione e soprattutto che per il Governatore esistono due categorie di cittadini lucani: quelli di categoria B (dell'entroterra ) dove si può applicare lo Sblocca trivelle e quello di categoria C ( quelli della costa) perché mentre gli si dice di voler difendere il mar ionio al tempo stesso i pareri contrari alla d 79 ( ricerca idrocarburi nel golfo di taranto)sono inviati al Ministero un anno e mezzo oltre i termini prescritti per legge.

Basta Paraculate adesso i fatti senza ambiguità .

Lippo : La finanza indaga sull'appalto dei rifiuti alla Tradeco. Violato il segreto istruttorio. Perchè? chi vuole avvisare Lippo ?

Verso la fine di un consiglio comunale , dove Leone si è ancora una volta contradistinto per la mole di insulti vomitati con la solità cafonagine che lo contradistingue al consigliere Di Pierri Reo di svolgere il suo ruolo di oppositore serio e rigoroso , arriva la notizia Bomba , Lippo, presidrente del consiglio comunale e portavoce della spazzatura , annuncia che vi è in corso una indagine della finanza sull'appalto spazzatura.

Notizia che passa inosservata dai media , infatti ieri nessun giornalista o giornale ha dato risalto alla notizia Bomba , distratti verosibilmente dalla manifestazione Paraculta di oggi no triv con in testa il Pittella che ha consentito senza colpo ferire a Renzi di approvare la legge che permette le trivelle sia a terra che a mare.

La domanda che ci poniamo , perché Lippo da la notizia , tra l'altro da nessuno richiesta ?
Chi voleva avvertire ? A Chi voleva mandare il messaggio forte e chiaro dagli scranni della piu alta carica del consiglio comiunale , quella del presidente del consiglio ?

E poi come mai Lippo sapeva di questa indagine ? Se siamo in una fase istruttoria , dove non sono stati individuati i reati ne avvisati le eventuali persone , oppure il Pm ha gia notificato gli avvisi ?
Se ha notificato gli avvisi a chi e perché . Altrimenti siamo i fronte a una gravissima violazione del segreto investigativo regolato dal art.329 cpp.

ove si sancisce, al primo comma, la segretezza degli atti d'indagine compiuti dalpubblico ministero e dalla polizia giudiziaria fino a quando gli stessi non possono essere conosciuti dall'imputato, ma non oltre le indagini preliminari
Chi ha dato la notizia a Lippo e perché ?
Perchè Lippo l'ha resa pubblica?
Chi voleva avvertire?
La tradeco , gli uffici , il Dec , chi ?
Cosa pensa la procura e la procuratrice Capo , dott.ressa Gravina , che in un caso analogo nel procedimento Lopatriello , fece condannare per direttissima una radio che trasmise un cd coperto da segreto istruttorio ?
Due pesi e due misure o cosa ?
Vogliamo capire subito e senza ambiguità , perché quella dell'appalto spazzatura è una truffa di dimensione colossale perpetrata da Leone – Lippo ai danni dei cittadini , così evidente e plateale , che ci chiediamo come mai non è ancora accaduto niente , poi le fughe di notizie , noi non stiamo tranquilli .
Invieremo questo post ai Carabinieri di Policoro , alla Finanza , affinche facciano recapitare alla procuratrice le nostre perplessità.



martedì 14 luglio 2015

Gli affari sporchi che uniscono Pittella a Leone , tra trivelle e discariche abusive dimenticate. Lippo : La finanza sta indagando ?

Ebbene si dietro la sceneggiata o pagliacciata di Leone dello sciopero della fame ,
durata il tempo dell'orario di pranzo , è il soccorso rosso del l'amico di Renzi , Pitella , si cela la copertura della Regione sull'affare sporco milionario del contratto di quartiere.

Infatti , la cosa non ne mai stata nascosta dal pentito scioperante Leone , anzi piu volte , sbeffeggiando noi si è vantato dei suoi incontri con Pittella , accompagnato dal Renziano Vetere , proprio per risolvere (nascondere ) i problemi su contratto di quartiere , una storia fatta di appalti fasulli , lavori da cani , compravendite illegittime e soprattutto , la Regione compre e continua a coprire , che sotto quella collina e sotto quella strada c'è la piu grossa discarica degli anni 70 di Policoro mai bonificata.

Che c'è una discarica e che andava Bonificata , non è solo una nostra convinzione , ma è accertata da una perizia geologica commissionata con tanto di delibera n. 13 del 20/04/2001,  e pagata con una determina , dove il professionista diceva senza ombra di dubbio , che vi è una discarica e che prima di ogni intervento andava Bonificata.

Ma la fretta di fare andare avanti appalti per amici e qualchè parente , si è andata avanti anche di fronte all'evidenza , la schifezza li fa il comune le cooperture le da la Regione di Marcellino pane e vino

Di questa relazione geologica ne è a conoscenza il funzionario Regionale (PERRONE) , che allora chiese egli stesso tale perizia , e che oggi avendo cambiato ruolo , fa il collaudatore della strada vergogna , ma fa finta di non ricordare.

Lui che incompatibile per una serie di ragioni che abbiamo già ampiamente spiegato , fa finta di non sapere , forse certo che Marcellino pane e vino e il finto scioperante gli coprono il culo. Ma stia sicuro che noi smuoveremo l'acqua quieta della procura , su questa vicenda si aspetti le ondate del pacifico , il tsunami asiatico

A noi viene da pensare degli incontri tra Leone e Pittela accompagnato da vetere , avranno parlato anche di questo?

Certo , basta sbobinare (un consiglio a qualche procuratore che vuole una traccia) alcuni consigli comunali , la c'è la prova documentale di ciò che affermiamo , una mezza confessione . Altro che divisione tra il ruolo politico e quello amministrativo.

Le porcate uniscono i due , quindi la fontomima della manifestazione del 15 , una presa per il culo , la classica paraculata , di chi nella manifestazione contro il decreto Salva Italia che ha permesso OK alle autorizzazioni a perforare il mare , votava in consiglio a difesa del decreto di Renzi.

Vedremo come andrà , se ci saranno i 30 mila di Potenza a manifestare sul Lungomare di Policoro , o almeno i 10 mila della catena umana che siamo riusciti a mobilitare l'anno scorso. Sotto questi numeri sarà un FLOP , la dimostrazione che il Popolo li da un bel andate a FANCULO.

Ladri di democrazia ladri di Futuro


Sulla finanza che indaga e su Lippo , parliamo domani , questo anche per dire che siamo qui , dal senegal , almeno tre volte alla settimana faremo sentire la nostra piccola voce

mercoledì 8 luglio 2015

condannato l'amico di Pittella che é amico a leone per tangenti sul petrolio

Margiotta super renziano e grande sostenitore di Marcello Pittella viene condannato anche dalla Corte d'Appello di Potenza per aver preso  mazzette per il Centro Olio total. come si vede Leone sta in buona compagnia sulla lotta contro le trivelle gente  dura per dire no alle trivelle nello Ionio.  questa  condanna conferma che quello dello sciopero della fame e le promesse pirla di Pittella sono una grande pagliacciata di questi uominicchi. Dove erano quando facevamo la grande mobilitazione a Potenza tutti questi personaggi. se non al tavolo insieme petrolieri a concordare appalti e altro. due sono le iniziative da fare subito,  un referendum tra la popolazione la seconda il consiglio comunale aperto per coinvolgere il popolo. Non sappiamo e non si capirebbe perché la Puglia e le marche le altre regioni che hanno detto no al decreto Renzi impugnando lo davanti alla Corte Costituzionale dovrebbero venire a Policoro a parlare sedersi su un tavolo a Policoro per parlare con Pittella amico del mazzettaró colui che non si è opposto al Salva Italia legge che ha dato il via alla trrivelazione nello Ionio. poi perché si ha un tavolo interregionale e nessuna risposta alla richiesta di un consiglio comunale. di cosa hanno paura questi signori: del Popolo ?

lunedì 6 luglio 2015

Pagliacciata napoletana atto secondo . Leone e lo sciopero della fame durata una nottata.



Lo avevamo previsto , che l'atto dello sciopero della fame si sarebbe
consumato l'ennesima farsa da parte di Leone . Che lui sia il maggior alleato di Pittella lo sapevamo da tempo , noti sono i suoi rapporti con Berlinquer , e con il governatore , come noto è che il pittella è preconsole in terra lucana di Renzi e degli interessi delle Lobby del petrolio.

La sceneggiata Napoletana andata in onda ieri al comune è vergognosa , una presa per il culo ai Lucani , uno sciopero della fame concordato per dare in pasto al popolo l'ennesima Bugia e per dirci alla fine c'è l'abbiamo messa tutta ma non ci siamo riusciti. Che il salva Italia era il via alle trivelle nello Jonio lo sapevano tutti , tanto è vero che la Regione Puglia e il Governatore pugliese prima Vendola e Poi Emiliano ne hanno contestato la costituzionalità davanti la corte. La scelta Pittella e del consiglio Regionale Lucano fu di diverso avviso.

A nulla è servito la manifestazione partecipata da oltre 30000 persone a Potenza. Pittella garanti che non una trivella sarebbe stata autorizzata a Mare.

Infatti dopo appena 6 mesi eccoti l'autorizzazione

Ricordava ieri su Fb il rappresentate del liceo scientifico a Leone , dove era quando sono partiti due Pulman da Policoro per contestare quella scellerata scelta , lui e la sua amministrazione , lo stesso giorno , siedevano davanti al governatore per concordare gli appalti del contratto di quartiere. (testimone F. Labriola)

Fuori il popoli a cercare di salvare la sua terra , la sua storia il suo vissuto , dentro questi sporcaccioni a fregare i cittadini Policoresi , con una storia quella del contratto di quartiere fatta di furti , attentati alla salute , e appalti farsa.

Adesso subito consiglio comunale aperto come chiesto da Di Pierri , e i movimenti riprendano in mano la battaglia contro le Lobby del Petrolio con iniziative sul territorio e mobilitazioni nei comuni , a cominciare dall'intelligente proposta del referendum , come Tspiras in Grecia , il popolo li caccerà questi mercati dal  tempio della democrazia e li caccerà a pedate.

Uomini senza Pudore e

VERGOGNA

venerdì 3 luglio 2015

Trivelle : Sciopero della Fame postumo di Leone , Di Pierri invece chiede Consiglio comunale aperto subito e mobilitazione.

 Troppo tardi , troppo tardi per salvare il nostro mare , il nostro
territorio,
All'annuncio dello sciopero della fame del sindaco Leone contro le trivelle a mare , il primo commento sarcastico è duro e di Maurizio Bolognetti Leader dei Radicali Lucani , che di sciopero della fame sono dei maestri.
Dice Bolognetti sull'iniziativa del sindaco : “i Inerti sullo sblocca Italia. Inerti quando si son creati i presupposti per trivellare un'intera regione e ora lo sciopero della fame. Ma dai...vediamo di fare le persone serie.”

Che dire , quando noi organizzavamo le catene umane a Mare contro le trivelle , ci trovavamo di fronte ai sorrisi sarcastici di questi signori , che ci accusavano di fare allarmismo infondato , mentre loro stingevano realazioni con i responsabili di questo scempio.

Cosa è successo de core a core tra Leone e Berlinguer , appena una settimana fa contestati in platea dagli ambientalisti proprio a Policoro ?

Berlinguer con Pittella sono i massimi responsabili di questo scempio delle trivelle a Mare , Leone su questo ha tenuto sempre un profilo basso , privilegiando il rapporto personale alla difesa del territorio , oggi cambia strategia , e speriamo che non sia molto tardi , e che faccia uno sciopero della fame serio , non la solita ammuina.

Intanto il Consigliere Di Pierri allo sciopero della fame postumo (comincia sabato) chiede un consiglio comunale aperto subito , in cui annuncia proposte forte , per dire no a questo scempio annunciato da anni che adesso vedra luce.

Noi in questi anni insieme a migliaia di cittadini siamo stati profeti inascoltati , e lo diciamo con grande amarezza , anni e anni di battaglie in solitudine , servite a poco , le speranza che ciò non accada sono residue , ma bisogna provarci fino in fondo a fermare questo furto di futuro , questo scempio alla basilicata , alla sua identità e alla sua storia.
MALEDETTO RENZI MALEDETTO PITTELLA

giovedì 2 luglio 2015

Salviamo il Fratello Tano. Summit al comune per salvare Ferrara

 In periodo ci eravamo distratti , ma quando ci distraiamo noi , molte volte accadono
delle cose che a raccontarle sono inverosimili , specie se a compierle sono persone che bene o male stimi , ma ti accorgi che la tua stima e mal riposta

Galeotta fu quella telefonata di un avvocato che mi provoca un grande disturbo di stomaco , nell' apprende che aveva visto uscire dalla stanza del Vicesindaco (Bianco 1 ) in fila il Dott.re Vitale noto come Silvan , e poi l'ing. De Marco , Poi il potente manutentore Ferrara , ed infine L'assessore Bianco e  un l'imprenditore .

Il mio interlocutore , mi fa una profezia , vuoi vedere che essendoci una ordinanza di chiusura del Tano Bar , l'associazione (di che tipo c'è lo spiegherò lo studioso Bianco ) si è riunità per salvare il Fratello del super consigliere ?
Che ci fa il titolare di un l'impresa , impresa che ha fatto i lavori di ristrutturazione del Bar  , nel summit , che ci fanno i dirigenti , quale carte devono essere aggiustate .

Io rassicuravo il mio interlocutore che non era possibile che sti signori arrivassero a tanto ?

Ma mi sbagliavo , evidentemente allo schifo non c'è più limite , ormai il comune e cosa loro , fanno e disfanno nella totale illegalità quello che vogliono. Quella p.zza ormai è diventata la latrina di Policoro , il centro di raccolta dell'alcool e dello spaccio di droga.

Ed ecco qui alle 5 di mattina piombare l'impresa ad aggiustare l'inaggiustabile , nel locale del soldato Tano , senza autorizzazione , senza niente , come dire la città è nostra , facciamo quello che vogliamo.
Ma per fortuna intervengono i carabinieri bloccano lo scempio , e qui si apre la seconda puntata ,
che racconteremo la prossima volta.
Adesso Bianco 1 faccia chiarezza , lui che ha studiato diritto , ci renda dotti , approfondisca e ci dica in quella stanza che tipo di associazione si è riunita , di beneficenza , culturale , o una riconducibile a un famoso articolo del codice penale , il nome se c'è lo permette lo mettiamo noi : “ Salviamo il Fratello Tano “
Si Tano come il personaggio di un famoso film , questa volta cambia il regista …...si chiama Ferrara

VERGOGNA ladri di legalità.

mercoledì 1 luglio 2015

Gianni Di Pierri ; "L'indifferenza può uccidere" , Leone si unisca ai Lavoratori in tutela del territorio contro i Furbi.

G. Di Pierri durante cons. Comunale
Il grido disperato di 40 Lavoratori , abbandonati dalle istituzioni , è stato raccolta dal consigliere di opposizione Gianni Di Pierri , che con una nota indirizzata al comune e al prefetto invita formalmente l'amministrazione comunale a fare fronte comune con i lavoratori per trovare una equa soluzione alla loro vertenza.
per questo blog questa questione sarà una questione di principio , per noi è intollerabile che i soliti furbi la facciano franca , facendo pagare il prezzo ai soliti fessi che sono i lavoratori ed il territorio.
Chiederemo anche un intervento parlamentare con una interrogazione ,affinchè si faccia chiarezza sul ruolo giocato dall'ispettorato del Lavoro e dagli organi di controllo , preposti al controllo
sollecitato nel merito che qualche procuratore abbia voglia di fare chiarezza in una vicenda che non fa onore a nessuno.

Segue il comunicato integrale del consigliere Di Pierri

Prendo atto, per averne avuto notizia da un noto blog locale (ottavioframmartino.blogspot.com) e dalle informazioni di seguito raccolte, della incresciosa situazione che ha travolto gli ex lavoratori delle società che gestivano l’Oro Hotel di Policoro.
Per quanto mi consta, infatti, circa 40 lavoratori sono rimasti ingabbiati in un vortice di artifici più o meno legali di accordi tra società, liquidazioni varie e fallimenti attraverso i quali, a farla breve, gli stessi sono stati abbondantemente presi in giro e per circa due anni si sono visti negare il loro diritto più sacrosanto ed inviolabile : lo stipendio.
Analogo destino, mi risulta, è toccato a molti fornitori della stessa struttura alberghiera che, nel frattempo, però, cambiata ancora la pelle, lavora indisturbata (magari sotto la guida dello stesso regista delle operazioni di cui sopra).
Lavoratori spremuti e buttati in mezzo alla strada con le loro famiglie e il loro fardello di impegni e preoccupazioni, imprese grandi e piccole bidonate che, a loro volta, trovano difficoltà ad onorare i loro impegni, insomma un girone infernale nel quale non si doveva entrare e dal quale ora è arduo uscire.
Questo dramma umano e sociale è del tutto inammissibile e non può vederci restare in silenzio : l’indifferenza può uccidere.
Invito, pertanto, formalmente il Sindaco di Policoro ed il Prefetto di Matera a farsi senza indugio promotori di un sollecito incontro con i lavoratori interessati, i sindacati e le rappresentanze aziendali al fine di approfondire la questione e individuare una mediazione che possa tutelare i diritti costituzionalmente garantiti dei lavoratori oltre che la loro dignità di esseri umani e contestualmente a valutare l’eventualità di sollecitare l’intervento della Magistratura perché possa fare chiarezza sulla intera vicenda.

                                                            Gianni Di Pierri
                                                    Cons. Comunale Policoro Futura


martedì 30 giugno 2015

Policoro in lutto , è morto Nicola Buccolo la memoria di questa città .

Policoro perde uno dei suoi più illustri cittadini Nicola Buccolo , memoria storica della città perchè
con Policoro lui è nato e cresciuto , portandola per mano dalla sua nascita fino ai giorni nostri. Noi conosciamo tutto di Policoro , grazie ai suoi racconti e ai suoi libri , che ci ha lasciato come una preziosa eredità.
Infatti la sua ultima uscita pubblica è stata nel giorno in cui si è organizzato il memorial dell'anniversario della morte del segretario Comunale Pasquale di Brizio , a testimonianza del profondo legame tra Nicola e Policoro.

Giornalista di punta della Gazzetta , e dipendente comunale , era una persona schietta ,  amava la discussione e il confronto ,  che affrontava con una passione che lo contraddistingueva.

Numerosi gli incarichi che ha ricoperto nella sua vita , da consigliere provinciale per la DC a vice direttore dei Giornalisti Lucani , autore di due spenditi Libri sulla citta di Policoro , preziosa eredità lasciata alla città.

Scrive la giornalista Angela Di Vicenzo e fondatrice del giornale online il Metapontino su il suo profilo FB:

 " Ci ha raccontato chi siamo stati e ci ha lasciato in eredità la memoria della nostra storia. 
Aveva l'entusiasmo di un ragazzino e grinta da vendere, a dispetto di una figura piccola e delicata.
La città di Policoro perde un pezzo della propria identità e la categoria giornalistica un professionista serio e leale. 
Mancherai, caro Nicola"

Nicola mancherà a POLICORO.

lunedì 29 giugno 2015

Policoro , altro che turismo come l'eldorado , per 40 lavoratori è un dramma , sono in mezzo alla strada


Quando parliamo di turismo , a Policoro come altrove sembra che stiamo parlando dell'eldorado , dell'oro , dove chi lavora , fatica ma guadagna. Molte volte non è così , dietro si nascondono anche storie di fallimenti , di stipendi non pagati , di un dramma che coinvolge molte persone , di cui nessuno ne parla , come a voler dire , quando si parla dell'industria del turismo bisogna raccontare le cose belle e buone , nascondere la sporcizia sotto la Sabbia.

Nessuno sa e molti fanno finta di non sapere , che l'oro Hotel di Policoro, almeno la società che gestiva l' Hotel è fallita , ma non solo ha lasciato per strada i propri dipendenti (40 persone) è una trentina di imprese locali che avanzano Soldi. Tutto questo nel totale e vergognoso silenzio delle istituzione , dell'amministrazione Cacao Meravigliao di Policoro ai sindacati  , vite disperate che avanzano in alcuni casi anche un anno di stipendio .
La storia e simile a quello di tantte le società , che sono come scatole cinesi , fittizie , infatti autorizzati dalla legge alla truffa

Nel 2008 la LBM spa di Raffaele Labarile rileva attraverso il leasing l'Hotel , immediatamente affida la gestione dello stesso alla GESCOM di cui lui è proprietario ( non ricordo se era anche amministratore) , dopo circa un anno affida la gestione sempre ad una sua società la GESCOM 2 durante questo periodo una parte dei dipendenti vengono assunti da un'altra società sempre del gruppo la LBM service srl. Dopo un paio di anni anche la GESCOM 2 e la LBM service srl chiudono i battenti e vengono rimpiazzate dalla KLARK srl di cui Labarile ne è il proprietario ma non l'Amministratore(lo è il cognato) . Arriviamo ad ottobre dello scorso anno il gruppo entra in crisi iniziano a mettere in liquidazione le varie società e per non perdere la proprietà dell'Oro Hotel affidano, sempre attraverso l'affitto del ramo d'azienda, la gestione alla Piramide srl con amministratore il dott. Alessandro Benevento.
Labarile resta il socio di fatto, verificabile attraverso varie testimonianze.
Di fatto la gestione dell'hotel , nonostante fatturati importanti crea una serie interminabile di debiti con enti come ENEL circa 120 mila euro, AQL circa 50 mila euro, Eon circa 70 mila euro , fornitori vari circa 100 mila euro  ( tra cui FE.VI. frutta circa 20 mila euro )  senza parlare dei dipendenti che tra le varie società vantano circa 200 mila euro. Di fronte a tale situazione questi, i dipendenti, non hanno avuto nessun tipo di tutela perchè anche l'attivazione delle Monocratiche dinanzi alla Direzione Territoriale del Lavoro non ha sortito nessun risultato. Infatti mentre si procedeva a fare gli atti innanzi al Giudice la proprietà mandava in liquidazione prima ed in fallimento poi le varie società (le lungaggini burocratiche della Direzione Territoriale del lavoro aiutavano questo gioco). Un dramma per i dipendenti e i fornitori i primi lasciati soli sia dai sindacati che dalle istituzioni ,
i secondi ormai rassegnati.
Non quantificabile il danno alle casse del comune per il mancato introito delle varie tasse (spazzatura) di cui costo l'amministrazione se non interviene sarà pagato interamente dalla collettività.

Che fare ?

Intanto il sindaco convochi i lavoratori , le OO.SS. latitanti ed insieme intraprendano iniziative per rivendicare sia lo stipendio che il mancato introito del dovuto nelle casse del comune , il prefetto convochi le parti per trovare soluzioni nei confronti del proprietario che portino almeno al pagamento degli stipendi.

Ecco una cosa che Leone potrebbe fare in difesa dei cittadini e dei lavoratori dei territori , convochi i lavoratori , faccia fronte unito , solleciti il prefetto ad un'azione risarcitoria nei confronti del Proprietario Vero ,

Noi su questa vicenda ci torneremo
NON MOLLIAMO

domenica 28 giugno 2015

Incontro a Policoro dei sindaci contro le trivellazioni a mare: tensioni e insegnamenti

Tratto da Karakteria

La riunione dei sindaci contro le trivellazioni che si è svolta il 24 giugno presso
la sala consiliare di Policoro ha vissuto momenti di alta tensione stranamente non riportati dagli organi di informazione, o almeno da quegli organi che noi abbiamo consultato.
Il pomo della discordia ha riguardato principalmente la presenza a sorpresa (non presente nell'elenco degli invitati) dell'Assessore Regionale, Aldo Berlinguer.
Proprio quel Berlinguer, importato dalla Toscana dal renziano Pittella per occuparsi dell'assessorato regionale più delicato e ricco quello all'ambiente; quel Berlinguer che ha portato la Basilicata (la più trivellata d'Italia) a non opporsi allo Sblocca Italia; quel Berlinguer che ha trattato col governo per aumentare le estrazioni (154.000 barili estendibili anche oltre il territorio lucano, anche verso la Calabria); quel Berlinguer che in merito proprio all’istanza d 79 F. R della Enel Longanesi di cercare petrolio con air-guns nel mar Jonio aveva fatto decorerre i termini  per la presentazione delle osservazioni al ministero contro le ispezioni della società petrolifera (sul decreto ministeriale infatti risultano solo le osservazioni di Med No Triv, fatte proprie in un secondo momento anche dal Comune di Policoro): non bisogna essere nè esperti di diritto nè assessori all'ambiente per sapere che le osservazioni si presentano entro 60 giorni dalla data di pubblicazione dell'atto che si desidera impugnare. Infatti la Regione Calabria le ha presentate in tempo, mentre (come con lo Sblocca Italia) Aldo Berlinguer, esperto di diritto e assessore all'Ambiente, aveva fatto decorrere i tempi, deliberando in Consiglio Regionale, un inutile atto solo dopo un anno e mezzo (delibera della Regione Basilicata del 4 dicembre 2014). Insomma un bel lasciapassare per la Enel Longanesi.
Parliamo proprio di quell'Aldo Berlinguer che ad un certo punto ha tirato fuori la micidiale arma di distrazione di massa delle Zone Franche: un istituto permesso solo alle aree fortemente depresse economicamente che permetterebbe alla Regione Basilicata di diventare una sorta di territorio defiscalizzato. Un istituto che aveva fatto tremare e inorridire ogni coscienza No Triv della regione, che ci aveva visto il tentativo di aprire definitivamente la porta ad ogni sorta di trivellazione, l'intenzione di deprimere ogni altra economia per poi permettere l'istituzione della Zona Franca come una sorta di lauto indenizzo alla catastrofe che verrà.
La riunione del 24 giugno era stata indetta dal sindaco Leone ed erano stati invitati i sindaci della costa jonica lucana più l'assessore all'ambiente di Taranto, salvo poi trovarci il magico Aldo Berlinguer; si era capito che l'incontro doveva riguardare sindaci e movimenti (come era avvenuto e riavverrà il 28 giugno a Trebisacce) al fine di elaborare strategie di lotta e di opposizioni (istituzionali e sociali) alla ricerca di idrocarburi in mare.
La presenza di Berlinguer ha fatto trasalire i pochi movimenti NO TRIV presenti all'incontro, i quali hanno tolto lo striscione dall'evento e sono andati via. Solo a fatica sono riusciti a prendere la parola per esprimere il loro dissenso. Gli è stato detto che potevano parlare solo le istituzioni, è stato invocato l'intervento dei vigili per non farli intervenire. Ci riferiamo a cittadini e movimenti che fino ad oggi, da soli e spesso sostituendosi alla latitanza delle istituzioni, hanno affrontato le compagnie petrolifere con le osservazioni ai progetti petroliferi, con le opposizioni al TAR e alla Corte Europea, con manifestazioni, con l'informazione e la vigilanza costante, con i prelievi ambientali, dimostrando inquinamenti dove gli enti regionali mistificavano o "dimenticavano", con il sollecito incessante ai comuni e alle regioni.
E' chiaro che se il "buongiorno si vede dal mattino", questo ultimo Round che deciderà se nel nostro mare verrano o meno impiantate le trivelle, dalla sponda lucana inizia male, mentre quella calabrese si dimostra almeno per il momento più chiara e risoluta.
E' chiaro che le divisioni in questi momenti sono deleterie, ma è altrettanto chiaro che ora bisogna essere molto chiari e decisi (i sindaci in primis devono esserlo). Sono troppe le esperienze negative in questo senso, che ci hanno ridotto già ad un territorio colabrodo.

Sappiamo fin troppo bene che basta rallentare una protesta, far scadere un’opposizione, convincere la popolazione ad adoperarsi per una rivolta inconcludente perché la battaglia venga persa senza colpevoli. Gli interessi in ballo sono troppi e troppo alti, i rischi troppo reali e imminenti per permetterci errori di questo tipo. 

Noi non pensiamo che il sindaco di Policoro stia lavorando con Berlinguer a questo fine, sarebbe troppo, ma sicuramente ha sbagliato completamente strategia e ci espone a troppi rischi.
E' anche vero che a livello locale noi siamo suoi diretti e aspri oppositori, ma quella sulle trivellazioni in mare è una battaglia che va al di là delle faccende locali, saremmo troppo stupidi e irresponsabili se confondessimo i due livelli, ma saremmo ancora più stupidi e irresponsabili se non mettessimo in risalto ambiguità e pericoli in questo momento. Abbiamo bisogno di guide decise e senza compromessi in questo momento, perchè le trivelle a mare non possono avere compormessi.
Quello che ci preoccupa sono i rapporti di amicizia del sindaco con Aldo Berlinguer e le sue cene con lui (rapporti dichiarati dallo stesso sindaco in un Consiglio Comunale), il fatto che il Comune di Policoro sia stato uno dei primi e uno dei pochi a deliberare in favore delle Zone Franche e il fallimento di quel Protocollo di Eraclea che non ci avrebbe portato all'emergenza di dover contrastare i petrolieri quando hanno ottenuto le autorizzazioni ad esplorare con air-gun le nostre coste, se invece di essere abbandonato sulle prime pagine dei giornali avesse veramente compiuto in questi anni ciò che si era proposto di fare, ossia di unire i sindaci e i Comuni Jonici nello sforzo comune di vigilare e opporsi a tempo debito contro le richieste delle compagnie petrolifere.
Questi sono tutti elementi che impongono a tutti uno sforzo di pazienza e di umiltà.
Non è il momento delle divisioni, questo è il momento dell'intelligenza e dell'unione e vorremmo che il Comune di Policoro e tutti gli altri comuni metapontini, in questa occasione, si schierassero senza indugi e ambiguità con le loro comunità. Il grosso della riuscita della battaglia dipende da loro. Solo loro hanno il potere di un'opposizione istituzionale ferma e di coinvolgere le comunità a questo punto.
E' necessario che sindaci, operatori turistici e cittadini dialoghino e si uniscano tutti in uno sforzo comune, abbandonando ogni ambiguità e ogni altro interesse che non riguardi l'obiettivo di scongiurare le trivellazioni a mare.
E' necessario, in questo momento, ragionare con estrema coscienza e con estrema serietà, non utilizzare la battaglia NO Triv come opportunità elettoralistica. Non ci servono protagonismi, ci servono determinatezza e chiarezza.   Anche sulle frettolose proposte ad effetto uscite dalla riunione di Policoro del 24 giugno di occupare la 106, bisognerebbe chiedersi se questa non potrebbe rivelarsi una forma di protesta controproducente, dal momento che in questo momento danneggeremmo proprio quel flusso economico di turisti diretti ai nostri mari ancora liberi da trivelle.
E' necessario approfondire e condividere insieme a tutte le realtà calbresi, lucane e pugliesi, forme di proteste. Non ha senso combattersi fra sindaci a chi prende prima l'iniziativa. Non ci interessa. I sindaci devono dare spazio e ascolto alla politica disinteressata e pronta dei movimenti NO TRIV, coadiuvarla, non cercare di strappargliela di mano. 
E' necessario rimanere molto vigili e attenti, perchè non so se è chiaro a tutti, ma il Governo è stato più che esplicito nel dichiarare le sue intenzioni di trivellare tutto il mare italiano e il Ministero ha già rilasciato le concessioni per esplorarlo (anche proprio di fronte a casa nostra) con tecniche invasive e pericolose come l'air-gun. Non stiamo più parlando di un'eventualità, ma di una realtà. Non ci sono più scadenze a 60 giorni, 60 mesi, 60 lustri, il tempo è ora o mai più.

sabato 27 giugno 2015

No Scorie Trisaia. Deposito nazionale scorie: Nuove mappe divulgate dal deputato sardo Pili


dal 7 giugno 2015 è in atto una mobilitazione generale della Sardegna contro il deposito nazionale di scorie nucleari da parte di associazioni, cittadini e istituzioni in attesa del 15 giugno, giorno in cui dovrebbe essere pubblicata la rosa dei siti candidati a ospitare il futuro deposito nazionale di scorie nucleari da parte dei ministeri competenti. Il governo ha rinviato volutamente la pubblicazione dei siti a dopo elezioni amministrative.  I sardi temono il deposito nazionale e oggi si fermeranno alle ore 11 facendo suonare allarmi, sirene, ma anche le campane delle chiese in tutta la Sardegna. Manifestazioni sono previste in più piazze per il "Nonucle die” organizzata dal comitato Nonucle-Noscorie sardo. Flash mob organizzati, le squadre sportive oggi scenderanno in campo con la bandiera no nucle mentre le istituzioni esporranno le bandiere del coordinamento Noscorie sulle proprie sedi. E’ stato chiesto agli studenti sabato mattina alle ore 11 di far squillare i propri telefonini nelle classi anche contro la volontà dei propri presidi.   (http://www.sardiniapost.it/politica/nucleare-il-7-giugno-manifestazione-contro-il-deposito-scorie-nellisola/). . Il deputato sardo Mauro Pili mostra le mappe che destinerebbero la Sardegna a ospitare il sito nazionale delle scorie nucleari. Sono tre le mappe che secondo il deputato accompagnerebbero la documentazione per la scelta della Sardegna ,  sono quelle della sismicità, delle frane  e una terza  su fonti  sismogenetiche   che secondo Pili  è della Nasa ,lo fa direttamente dal social fb   https://www.facebook.com/pages/Mauro-Pili/197371640291789 ,  la notizia è riportata su numerose testate sarde  e nazionali. Le mappe sono abbastanza chiare, le altre aree potenzialmente interessate restano per esclusione in base a questi criteri , la Puglia ai confini della Basilicata, la Campania, il Lazio, la Toscana e il Piemonte. L’area della Puglia ai confini della Basilicata, in particolare quella  dell’alta murgia continua  a rimanere nelle combinazioni  delle  mappe  a partire da quella diffusa nel 2010  sulle  testate nazionali per i  siti potenzialmente idonei alla realizzazione del deposito nazionale di scorie  (smentita da Sogin) . D’altronde l’Italia fisica non cambia negli anni , ma cambia la conoscenza  che dovrebbe migliorare la sicurezza e la  qualità di vita delle popolazioni , magari  studiando come  ridurre il potenziale radioattivo delle scorie nucleari ed evitare di costruire depositi millenari.

giovedì 25 giugno 2015

Contratto di quartiere : Una truffa da SEICENTOMILA EURO alle casse del comune . .. e tutto tace

Perchè parliamo della grande truffa in riferimento al contratto di quartiere

di sperpero di denaro pubblico

Cominciamo facendoci una domanda e dandoci la relativa risposta:

Può un'opera pubblica essere appaltata senza avere le aeree nella disponibilità dell'ente appaltante ?

No , qualsiasi appalto deve avere un pre requisito , che la disponibilità dell'aeree interessate alla realizzazione delle opere

Perchè allora questo prerequisito non è stato rispettato nel caso del contratto di quartiere e cosa a tutt'oggi ha significato ?

Difficile dare una risposta del perché , diciamo un po per incompetenza per sciatteria un po' per malafede

Nel contratto di quartiere sono stati appaltati lavori in pur essendoci degli occupanti tanto è vero che tutti i lavori sono partiti in ritardo ed alcuni ancora devono partire , pur essendo i relativi appaltati da oltre 6 anni , come le piste ciclabili.

Ma la cosa grave e che mentre i due commissari succedutosi tra Serafino Di Sanza e Leone , la Dott.ssa Iaculli e il dott.re Gentile , deliberavano due atti in cui chiedevano , lo sgombero immediato delle aree interessati ai lavori essendo i soggetti occupanti senza nessun titolo , prima Lopatriello poi soprattutto Leone non erano dello stesso avviso , o almeno mai l'ufficio tecnico non ha mai provveduto a sgombrare le aree interessati , ma si è andati a delle transazioni , costati oltre un seicentomila  euro alle casse del comune , senza che mai gli atti esecutivi dei commissari fossero stati  annullati , ma sono stati semplicemente ignorati.

Quale è stato il presupposto del riconoscimento di un titolo al risarcimento agli occupanti senza titolo ?

Perchè questo spreco enorme di denaro pubblico questa truffa di enorme proporzione ?

Incopetenza , clientelismo o l'Italica mazzetta ?

Non sta a noi terminare le ragioni , ma stai a noi raccontare i fatti.

Infatti uno degli atti che giustificano tali transazioni e una determinazione dell'ingegnere Viceconte , sposata dall'amministrazione Leone , che riconosce la miglioria di alcuni lavori fatti dagli occupanti , che è stata quella del riempimento del fosso antistante il campo sportivo con misto stabilizzato.

Ma se la perizia del Geologo Gallicchio del 2001 approvata dalla giunta e pagata dall'amministrazione , ed allegata alla regione per l'approvazione dei lotti del prolungamento di via siris , dice senza ombra di dubbio a pag. 15 : , che li siamo in presenza di :
 … particolar attenzione merita l’area antistante il parcheggio a servizio del campo sportivo in quanto destinata in passato a discarica di RSU (vedi planimetria allegata) … quale ex cava e usata per scarico di rifiuti solidi urbani … l’area è molto antropizzata ed ha subito negli anni numerose modifiche … pag. 17 .. parere dello scrivente l’azione più opportuna sarebbe la rimozione totale dei rifiuti. … ecc. ecc.

Chi mente ? Il geologo che afferma che non vi è nessun misto stabilizzato e che l'area va BONIFICATA o l'ingegnere Viceconte o addirittura Leone che regala soldi a manca e a destra invece di impossessarsi di aeree che sono nella disponibilità pubblica come hanno accertato i commissari prefettizi , Iaculli e Gentile ?

C'è misto stabilizzato o MUNEZZA ?

Siamo di fronte a una colossale truffa , di cui ancora nessuno vuole mettere luce

un MILIONE di Euro dei cittadini , messi nelle tasche dei soliti amici degli amici

Ma noi NON MOLLIAMO

altro che mafia romana , siamo......................


mercoledì 24 giugno 2015

Prolungamento Via Siris , La strada della vergogna o la grande Truffa ? L'inconsapevole Leone non sa dell 'incompatibilità Ing.Perrone

La strada della vergogna ,l'abbiamo definita in questi anni , non solo perché le condizioni in
Foto dalla rel. geologica 2011 Dott. Gallicchio
cui è stata lasciata sono pietose , ed è in fase di collaudo , ma anche perche come il parco vicino sorge su una discarica che doveva essere Bonificata , che invece hanno fatto finta che non ci fosse e sono andati avanti.

Ma Come dice Bianco , (Bianco 1 da non confondere con Bianco 2) le perizie geologiche dicono altro e quindi noi dovremmo smettere di fare i tuttologi ma studiare studiare studiare .

Ebbene si , abbiamo ascoltato il consiglio di Bianco 1 , e ci siamo messi a studiare , dall'origine della strada fino ad oggi , una bella ricerca tra carte delibere e determinazione , e a quale conclusione siamo arrivati ?

Che ci troviamo di fronte a una grande truffa di enorme proporzioni e che la commissione di callauado del trio Perrone (presidente , funzionario regionale) , Delli Veneri e Agresti il solo povero innocuo Agresti non ha nessuna incompatibilità.

Ma andiamo in Ordine
le incompatibilità : adesso chi lo dice all'inconsapevole Leone ?

l Consiglio Comunale, nella seduta n. 13 del 20/04/2001, approvava il programma triennale delle opere pubbliche con i lavori di “prolungamento di via Siris 1° - 2° - 3° lotto” e la “strada di collegamento Policoro – Sinnica”.
Poiché occorrevano redigere i progetti definitivi ed esecutivi, come previsto dalla L. 109/1994 e succ. mod. ed int., furono contratti n. 4 mutui con Cassa Depositi e Prestiti per finanziare gli oneri di progettazione sul Fondo Rotativo per la Progettualità.
Per la redazione di dette progettazioni è stato necessario preliminarmente dotarsi delle rispettive relazioni geologiche che, con la deliberazione di G.M. n. 183 del 07/05/2001 e la determinazione n. 73 del 22/05/2001, fu conferito incarico professionale.
Furono affidati gli incarichi professionali e liquidate le prestazioni, comprese quelle del geologo.
Seguirono le relative approvazioni dei progetti con le acquisizioni dei pareri dei vari Enti preposti, ed in particolare, il parere n. 04/2002 della Regione Basilicata, ai sensi della legge regionale n. 23 del 24/04/1990, rilasciato dall’Ufficio Infrastrutture e Difesa del Suolo a firma del Dirigente dell’Ufficio e del Relatore, dopo che il Responsabile della P.O. ha richiesto specifica integrazione documentale, tra cui, la relazione geologica, geotecnica e idraulica.

Riepilogando, si ha un commissione di collaudo composta da tre membri, di cui uno è il presidente, e circa il collaudo statico non è dato sapere chi lo eseguirà all’interno della commissione (a dire il vero lo avrebbero già dovuto eseguire) perché, l’Ing. Demarco è dimissionario come componente, ma ha ancora l’incarico all’epoca affidato di cui non ha formalizzato le dimissioni. Non lo potrà fare neanche il Presidente Ing. Perrone perché incompatibile avendo assentito il deposito dei calcoli, in quanto P.O. Attività Edilizia in zona sismica dell’Ufficio Infrastrutture e Difesa del Suolo della Regione Basilicata. Restano altri due componenti della commissione, l’Ing. Delli Veneri – responsabile dei LL.PP. del Comune, ma egli dovrà essere estraneo ai lavori, cosa che non risulta affatto, a questo punto resta l’unico componente che è il geom. Agresti – responsabile del servizio Urbanistica, se è estraneo ai lavori e ne ha le competenze.

Inoltre, sull’incompatibilità del Presidente della Commissione di Collaudo, CHI GLIELO DICE ALL’INCONSAPEVOLE LEONE che l’Ing. Perrone è INCOMPATIBILE ai sensi dell’art. 141 comma 5 del Codice dei Contratti e art. 216 comma 7 del Regolamento ?
L’ing. Perrone è colui che:
  1. a capo della P.O., quale Responsabile ha richiesto, tra l’altro, specifica integrazione documentale, tra cui, la relazione geologica, geotecnica e idraulica per poi esprimere;
  2. in qualità di relatore, il parere n. 04/2002 della Regione Basilicata, rilasciato dall’Ufficio Infrastrutture e Difesa del Suolo, atteso che la relazione geologica, geotecnica e idraulica integrata, riguarda indistintamente la strada di collegamento Policoro – Sinnica e di Prolungamento di via Siris Lotto I, II e III, che la strada oggetto di collaudo è parte integrante e di connessione a quella di collegamento Policoro – Sinnica, è e resta la stessa strada su cui sono stati eseguiti i lavori del Prolungamento di via Siris Lotto I;
  3. in qualità di P.O. quale Responsabile dell’Attività Edilizia in zona sismica dell’Ufficio Infrastrutture e Difesa del Suolo della Regione Basilicata, ha assentito il deposito dei calcoli in c.a. di un tombino (ponte sul canale fosso ricino), rilasciato a maggio 2011 dall’Ufficio Infrastrutture e Difesa del Suolo della Regione Basilicata, accettando a deposito una nuova perizia geologica di altro professionista dai contenuti e risultanze diverse dalla precedente, ben consapevole dell’esistenza all’origine per oggetto di specifica richiesta di integrazione documentale e agli atti in procedimento connesso di cui egli è la medesima persona, addetta appunto, allo svolgimento di attività di controllo, approvazione, autorizzazione e vigilanza sui lavori da collaudare.
  4. avendo sottoscritto il suddetto parere n. 04/2002, e richiesto preliminarmente la relazione geologica, geotecnica e idraulica così integrata dal Comune, Egli ha la Relazione così integrata e ne conosce il contenuto anche sul sito oggetto dei lavori del Prolungamento di via Siris ed in particolare per il Primo Lotto.
E dunque, sorgono spontanee le domande:
  1. con che imbarazzo si potrà collaudare l’opera?
  2. ma davvero sarebbe credibile un collaudo da tale commissione?
  3. il collaudatore conosce il corso d’opera?
  4. per quelle opere o lavorazioni non più ispezionabili come si comporterà non essendoci verbali e ispezioni in corso d’opera?
  5. il collaudatore e la commissione sono consapevoli di cosa è accaduto tra la sez. 1 e sez. 5 di cui all’Ord. di Servizio n. 2 della Direzione dei Lavori, oggetto anche delle domande dell’appaltatore  
  6. come sopra, che dire della variante suppletiva approvata successivamente al suddetto Ord. di Servizio? E circa la legittimità sul ricorso alle Varianti?
  7. e sui maggiori tempi di esecuzione, oppure sul mancato inizio dei lavori, cioè parziale inizio a causa della non disponibilità delle aree che ha condizionato i tempi di esecuzione e il protrarsi degli stessi, nonostante le certificazioni e le asserzioni documentali (art. 106 del D.P.R. n. 207/2010 ex art. 71 del D.P.R. n. 554/1999 sull’attestazione della DL in merito alla lett. a), b) e c), ed inoltre, in nessun caso si procede alla stipulazione del contratto o alla consegna dei lavori se il responsabile del procedimento e l’esecutore non abbiano concordemente dato atto, con verbale da entrambi sottoscritto, del permanere delle condizioni che consentono l'immediata esecuzione dei lavori, con riferimento a quelle di cui al comma 1, lettere a), b) e c)?
  8. e in merito ai mancati adempimenti, circa l'avvio delle procedure di esecuzione del decreto di esproprio e conseguente immissione in possesso o per l’emissione del decreto di occupazione di urgenza, da porre in essere in tempi compatibili con la stipulazione del contratto ? (siamo certi che con le transazioni operate con occupanti senza titolo siamo tutto a posto e si è recuperato tempo)? Si era o no a conoscenza già nella fase della progettazione della indisponibilità delle aree? Cosa si risponde in merito?
  9. sui maggiori costi per liberare le predette aree, in surroga alle normali e prevedibili procedure di esproprio, oltre alle opere somministrate dal Comune agli occupanti, saranno regolarmente documentate e rendicontate per il lavoro eseguito perchè previsto dal progetto?
  1. poiché è commissione di collaudo anche di altre opere, tra cui una opera adiacente alla predetta strada (parco urbano), come sia possibile che l’altra varia planimetricamente (modifica, trasla orizzontalmente rispetto al rondò esistente) mentre la strada resta come da previsioni?
  2. si è consapevole di che tipo di sottosuolo è interessato dai lavori dalla sez. 1 e sez. 5 in poi? Re-visionando la relazione geologica del 2001, necessaria per il parere n. 04/2002 della Regione Basilicata, ma necessaria anche per la strada oggetto del collaudo poiché anch’essa interessata dal medesimo studio geologico, magari avremmo la risposta o la sorpresa, a pag. 15 riporta: … particolar attenzione merita l’area antistante il parcheggio a servizio del campo sportivo in quanto destinata in passato a discarica di RSU (vedi planimetria allegata) … quale ex cava e usata per scarico di rifiuti solidi urbani … l’area è molto antropizzata ed ha subito negli anni numerose modifiche … pag. 17 .. parere dello scrivente l’azione più opportuna sarebbe la rimozione totale dei rifiuti. … ecc. ecc.
  3. delle due relazioni geologiche (l’una del 2001, l’altra del 2011) quale è lo studio a cui la progettazione si è ispirata per i lavori in oggetto, posto che la prima è antecedentemente alla progettazione, mentre l’altra è a posteriori? Per la prima, è stato conferito incarico professionale e liquidate le competenze, per la seconda, invece, interpellando il portale istituzionale e l’archivio delibere/determine dal 2011 in poi non risulta alcun incarico professionale e ne alcuna liquidazione di prestazione per quella relazione geologica.
  4. conseguentemente, ai fini della rendicontazione delle spese, cosa si rendiconta allo Stato e alla Regione? Si rendicontano le spese per la prima perizia geologica o le spese per la seconda? E ,se a questa risposta facile, facile si rispondesse con le spese per la seconda, le spese della prima a cosa sono servite?
  5. se la relazione geologica occorre per il progetto preliminare e per il definitivo, perché servirsi di una diversa relazione geologica in corso d’opera senza alcuna correlazione con la precedente? In cosa differiscono l’una dall’altra? Cosa si omette con la seconda relazione geologica? Chi ha commissionato la seconda relazione e soprattutto chi ha pagato tale prestazione?
  6. l’Ing. Perrone ci dicesse se è o non è incompatibile col predetto incarico?

DITEGLIELO ALL’INCONSAPEVOLE LEONE ….
Perrone è incompatibile

Ci dica il Prof.re Bianco 1 , abbiamo studiato o no, se si 
ci dica adesso cosa farà . Un consiglio , prenda le carte , prenda questo articolo esca dal comune e li porti dai  carabinieri o finanza. O ci quereli o denunci i fatti.
Non c'è lo faccia fare a noi.

Domani la truffa