venerdì 24 ottobre 2014

Bomba ecologica , Scoperti rifiuti speciali sotto terra

Maxi operazione del Corpo forestale. Quindici sequestri e venti segnalazioni per svariati reati ambientali


FERRANDINA - Quindici sequestrati e venti segnalazioni all’autorità giudiziaria. E’ questo l’esito della maxi
operazione denominata “Uggiano”, dal nome della zona valbasentana, dove è intervenuto il Comando provinciale del Corpo forestale dello Stato, con il coordinamento del Comandante del N.i.p.a.f. (Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale e Forestale) e del Cfs di Matera.
Una vasta attività investigativa, che ha coinvolto venti pattuglie del Cfs mediante l’impiego di trentacinque uomini, impegnati sia in attività investigative che in posti di controllo, con l’ausilio e supporto tecnico del Comando Stazione Mobile, presso la zona industriale sita in Valbasento.
Gli accertamenti hanno portato gli agenti a dare seguito a quindici sequestri con venti comunicazioni di notizia di reato all’Autorità giudiziaria per numerosi illeciti compiuti in danno dell’ambiente, quali abbandoni di rifiuti, depositi incontrollati di rifiuti sul suolo, attività di gestione di rifiuti non autorizzata, deturpamento di bellezze naturali, occupazioni abusive, realizzazione di opere edilizie in assenza di titoli abilitativi; e ancora scarichi illeciti di acque reflue industriali, oltre che scarichi non autorizzati. Ufficiali e agenti del Comando provinciale di Matera coadiuvati dai Comandi Stazione, hanno svolto una complessa attività sinergica, denunciando molteplici reati contemplati nel Decreto legislativo numero 152/2006, oltre che nel codice penale. 
«Un’operazione connotata da rilevante delicatezza -si legge in una nota del Cfs-atteso che alcuni illeciti accertati, hanno prodotto invasione di aree golenali esondabili del fiume Basento, con seppellimento e tombamento di un’ingente quantità di rifiuti speciali anche di natura pericolosa, in modo tale da costituire pericolo per la salute e la pubblica incolumità in areale vincolato per scopi paesaggistici». Dopo aver effettuato il deferimento dei responsabili all’Autorità giudiziaria competente, nonchè le comunicazioni alle Autorità amministrative per gli adempimenti di rito, continuano e si intensificano le indagini del Corpo forestale dello Stato, al fine di assicurare il rispetto della legge e la tutela dell’ambiente e del paesaggio offeso e oltraggiato da chi, agendo senza scrupoli, crea nocumento grave all’ambiente ed al territorio, in totale spregio alla normativa vigente.
Tratto dal quotidiano della Basilicata

giovedì 23 ottobre 2014

Commissione invalidi civili , spoliazione del territorio ma anche tanta confusione. Alle loro chiacchiere le nostre azioni.

Ieri si è svolto il consiglio comunale aperto , ma vuoto di cittadini  ,  dove si doveva affrontare la questione della commissione
consiglio comunale vuoto
invalidi civile e della sua soppressione  , come sempre oltre la passerella , non si è centrato il problema per quella che era , per difetto di conoscenza , e ne uscito un deliberato per noi insoddisfacente, Per cui velocemente , sia policoro e tua che Policoro Futura con il consigliere Di Pierri , abbiamo deciso di inviare una nota –diffida alla regione di cui daremo seguito , in caso di risposta negativa , azione di tutela amministrativa in sede legale per difendere gli interessi della città e del comprensorio.                                         

                                                                    AL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE
DI BASILICATA
marcello.pittella@regione.basilicata.it

ALL’ASSESSORE ALLE POLITICHE DELLA PERSONA
DELLA REGIONE BASILICATA
DR. SSA FLAVIA FRANCONI
ass_sanita@regione.basilicata.it

AL DIRIGENTE GENERALE DEL DIPARTIMENTO POLITICHE DELLA PERSONA
DELLA REGIONE BASILICATA
DR. DONATO PAFUNDI

AL RESPONSABILE DELL’UFFICIO  LEGALE
DELLA REGIONE BASILICATA
AVV. ANTONIO PASQUALE GOLIA
ufficio.legale@cert.regione.basilicata.it

AL DIRETTORE REGIONALE DELL’INPS
DI BASILICATA
DR. ANTONIO D’AGO

AL SINDACO DEL COMUNE DI MARSICO VETERE
DR. CLAUDIO SERGIO CANTIANI
comune.marsicovetere@cert.ruparbasilicata.it


OGGETTO : protocollo sperimentale d’intesa da stipularsi tra la Regione Basilicata e la Direzione Generale INPS Basilicata per l’affidamento delle funzioni relative all’accertamento dei requisiti sanitari in materia di invalidità civile (art. 18 co. 22 DL 6 luglio 2011 n. 98 convertito con  modificazioni dalla legge 15 luglio 2011 n. 111).

I sottoscritti Gianni Di Pierri, nato a Policoro (MT) il 31.10.1967 ed ivi residente alla via D’Azeglio Comp. C3/3a, capogruppo consiliare di “Policoro Futura” al Comune di Policoro e Ottavio Frammartino, portavoce del movimento civico “Policoro è tua”,
PREMESSO CHE
Con delibera n. 794 del 27.06.2014 la Giunta Regionale di Basilicata approvava il protocollo d’intesa da stipularsi con la Direzione Regionale dell’Inps Basilicata per l’affidamento, in via sperimentale, delle funzioni relative all’accertamento dei requisiti sanitari in materia di invalidità civile - che veniva allegato alla  delibera stessa - e delegava alla relativa firma l’Assessore alle Politiche della Persona;
Detto protocollo d’intesa, all’art. 3, prevede che “le attività di accertamento sanitario oggetto del presente protocollo d’intesa si svolgeranno nei locali delle sedi provinciali e delle agenzie territoriali dell’Inps site in :
-         Direzione Prov. Le Potenza – via Pretoria n. 263;
-         Direzione Prov. Le Matera – via Cappelluti 2/b;
-         Agenzia territoriale Melfi – via Aldo Moro;
-         Agenzia territoriale Lagonegro – via Colombo n. 147;
-         Agenzia territoriale Villa d’Agri – via P. Festa Campanile;
-         Agenzia territoriale Policoro (MT) – Piazza Aldo Moro
E nelle sedi ospedaliere ed ambulatoriali rese disponibili dalle Aziende Sanitarie”.

In data 07.10.2014 la Regione Basilicata e l’INPS – Direzione Regionale Basilicata procedevano alla sottoscrizione del detto protocollo d’intesa.
Sta di fatto che l’art. 3 sopra citato veniva modificato rispetto al testo corrispondente del protocollo approvato dalla Regione Basilicata dal momento che le agenzie territoriali di Villa d’Agri e di Policoro non venivano riportate nell’elenco delle agenzie ove – per espressa disposizione della sopra riportata delibera di Giunta Regionale n. 794 del 27.06.2014 – dovranno svolgersi le attività di accertamento sanitario.
Tale pur grave omissione appare verosimilmente dettata da un mero errore di trascrizione del testo definitivo del protocollo d’intesa tanto più dal momento che quest’ultimo – in virtù del riferimento operato nella relativa premessa – richiama espressamente la delibera n. 794 del 27.06.2014 più volte citata.
In ragione di ciò, i sottoscritti, nella spiegata qualità, con la presente
INVITANO
I destinatari della presente a voler sollecitamente provvedere – anche in sede di autotutela - alla rettifica della disposizione dell’art. 3 del protocollo d’intesa sottoscritto in data 07.10.2014 sopra citato mediante integrazione dello stesso in senso conforme alla DGR n. 794 del 27.06.2014 ovvero a mezzo inserimento, nella stessa, dell’agenzia territoriale di Policoro nell’elenco delle agenzie ove si svolgeranno le attività di accertamento sanitario in oggetto.
In difetto – configurandosi una grave, palese ed immotivata violazione della delibera regionale di cui sopra, oltre che una grave e diffusa compromissione del fondamentale diritto alla salute dei cittadini dell’intera comunità di Policoro e di tutti i paesi limitrofi – esprimono ampia riserva di tutela giudiziale in ogni competente sede.
Certi di non dover ricorrere a tanto ed in attesa di celere e definitivo riscontro,  gli scriventi porgono
Distinti Saluti
Policoro, 21.10.2014
Gianni Di Pierri                                                                                             Ottavio Frammartino



mercoledì 22 ottobre 2014

Nel futuro di Matera 2019 il “tesoretto” delle royalties del petrolio

Illuminante è in proposito il servizio giornalistico andato in onda al TG3 all’indomani della “vittoria” dove, ad un certo punto compare un cartello con il marchio di una compagnia petrolifera e la scritta “No Triv”. Quasi un presagio: sarebbero secondo il servizio giornalistico RAI “51 i milioni di euro da spendere fino al 2020. Il “tesoretto” – continua il servizio RAI – a disposizione di Matera, questa volta, contrariamente alle consuete politiche economiche per il sud, non arriva da Bruxellés, o almeno non direttamente. Il grosso, 25 milioni di euro lo ha messo in campo la Regione Basilicata attraverso fondi propri, comunitari e derivanti dalle “royalties”… 
L’altra cifra più cospicua deriva dallo stesso comune di Matera con 5 milioni di euro. Dall’Europa  – riferisce il servizio televisivo – un “premio di un milione e mezzo di euro che sarà disponibile nel 2019. Il resto del pacchetto previsto è finanziato in parte dal Governo che partecipa con il 14% del totale dell’investimento, in parte da sponsor privati che assicura il sindaco Adduce stanno già partecipando attivamente (ndr chi sono?). Il ruolo principale dell’Europa in questo caso sta nel presticio del marchio di “capitale” del quale potrà benificiare Matera“.
Fin qui il servizio giornalistico della RAI dal titolo “Matera nuove sfide…ora bisogna programmare il futuro”, che confermerebbe come in gioco vi sarebbero anche le royalties, di quelle già derivanti dalle estrazioni di idrocarburi in Val d’Agri, un “tesoretto” versato dalle compagnie petrolifere nelle casse regionali e disponibili per “matera 2019″ con una serie di progetti multimediali ed iniziative elencati nella deliberazione n. 1040 del 3/9/2014 e di quelle che potrebbero derivare dall’incremento degli idrocarburi prefigurato dal decreto legge “sblocca Italia” che si appresterebbe ad essere convertito in legge con voto di fiducia imposto dal governo Renzi.
Bisognerà – è stato detto da alcuni commenti circolati in questi giorni – vigilare affinchè tali fondi, ivi comprese le royalties, non finiscano in iniziative inutili e costose. Ma il quadro che prefigurato non lascerebbe intravedere nulla di buono, sia in termini di benefici diretti a favorire l’occupazione, specialmente giovanile, sia per una reale opera di salvaguardia del patrimonio storico, architettonico e monumentale di Matera e del suo hinterland.
Il servizio giornalistico prefigura opere infrastrutturali (ndr – quelle promesse dall’articolo 16 e dal Memorandum ?) come il potenziamento dei collegamenti con l’areoporto di Bari, l’adeguamento della Matera – Ferrandina, il miglioramento della linea delle FAL.
Opere che potrebbero, dopo la “vincita” che Matera ha conseguito di ” capitale europea della cultura 2019″ dell’etichetta di “opere strategiche”, quindi finanziabili con il pacchetto previsto dal governo con l’incremento del gettito fiscale da parte delle compagnie petrolifere da destinare ad infrastrutture, che i ben informati servizi giornalistici del servizio pubblico stimato nel 14% del totale (51 milioni di euro).
Tratto da Olambientalista.it

martedì 21 ottobre 2014

Quando l'assessore intasco due Volte.Pranzo «alla romana» ma l'assessore chiese rimborso anche alla Regione

le fatture dell'assessore F.to Gazzetta del Mezzogiorno

























POTENZA - Un pranzo per 54 persone, tra cui alcuni dipendenti del Dipartimento alle Infrastrutture, costato 1.620 euro alla Regione Basilicata nel 2011, ma «fruttato» il doppio all’allora assessore regionale Rosa Gentile (ora presidente di Acquedotto lucano), che non solo se lo è fatto rimborsare dall’ente, ma ha chiesto anche ai commensali di darle la loro quota (30-35 euro a testa). C’è poi chi ha abusato del telefono per quasi 6mila euro, chi ha ospitato persone «non autorizzate» nella camera da letto e poi si è fatto rimborsare dalla Regione e chi ha detto il falso - secondo l’accusa - pur di salvare l’ex governatore. La Procura di Potenza ha chiesto il rinvio a giudizio per 14 persone tra cui dieci ex consiglieri regionali. L’udienza preliminare comincia oggi in tribunale a Potenza.

Per quel pranzo l’ex assessore e attuale presidente di Acquedotto lucano Rosa Gentile è stata accusata di peculato. Ma a vedersi notificare l’avviso di fissazione dell’udienza preliminare sono stati anche gli ex consiglieri regionali Antonio Autilio, Roberto Falotico, Agatino Mancusi, Franco Mattia, Nicola Pagliuca, Mario Venezia, Vincenzo Viti, Vincenzo Ruggiero, Giacomo Nardiello, il dipendente regionale Nicola Brenna (a cui viene contestato di aver detto il falso per «assicurare l’impunità» all’ex presidente della giunta, Vito De Filippo per la storia del rimborso per i francobolli), la ristoratrice Carmela Mancino e i commercialisti Angelo Santo Galgano ed Emanuele Ascanio Turco.

Diverse le spese contestate tra cui il cambio di pneumatici, fatture false e mai emesse dalle ditte, conti di ristoranti e hotel con mogli, figli o «persone non identificate», e un documento fiscale relativo all’acquisto per il gruppo consiliare dei Dem di un’automobile di proprietà del cugino del capogruppo, e poi rivenduta allo stesso allo stesso consigliere. Spese diverse, quindi, per somme diverse: da poche centinaia di euro ad un totale di 33mila e 300 euro. Si tratta del secondo filone dell’inchiesta «Rimborsopoli».

Il troncone principale è già a giudizio. L’ex assessore regionale alla Sanità, Attilio Martorano, che scelse il rito abbreviato, è stato condannato a un anno e sei mesi di reclusione (il pm Francesco Basentini aveva chiesto 2 anni). Gli altri consiglieri regionali accusati di aver lucrato sui rimborsi della Regione Basilicata furono invece rinviati a giudizio.

La prima udienza del processo per la prima «Rimborsopoli» si terrà il 31 ottobre. In quella sede dovranno difendersi il presidente della giunta regionale Marcello Pittella e l’ex governatore ora sottosegretario Vito De Filippo. C’è tutta la vecchia giunta. E poi ci sono i consiglieri.

L’inchiesta, che oltre un anno fa portò all’emissione di misure cautelari nei confronti di due ex assessori di centrosinistra e di un consigliere di centrodestra, ha riguardato i resoconti delle spese presentate agli uffici regionali dai consiglieri e dai gruppi consiliari. I controlli sono stati effettuati da carabinieri, polizia di Stato e Guardia di finanza, confrontando le fatture allegate alle richieste di rimborso con l’ammissibilità di queste ultime in base alle norme. La Regione è costituita parte civile. E ha creato una situazione inedita: l’ente contro se stesso. Chi ha firmato la richiesta è la giunta uscente, ovvero presidente e assessori che risultano tra gli imputati. Per loro non c’è costituzione di parte civile. Il gup ha ammesso la richiesta per tutti gli imputati, tranne che per coloro che hanno votato la delibera che dava mandato all’ufficio legale regionale di preparare la richiesta di costituzione di parte civile. La nuova giunta non ha fatto lo stesso. E ora per Vito De Filippo e i suoi assessori non c’è richiesta di risarcimento del danno da parte della Regione. La costituzione di parte civile però potrà essere presentata alla prima udienza del dibattimento, se il giudice dovesse decidere di rinviare a giudizio gli imputati. 

di Fabio Amendolara  

lunedì 20 ottobre 2014

Via Siris: solo il prolungamento di una strada o anche di un certo modo di fare? Rubberia o sciatteria ?


Tra le notizie apparse sul blog di Ottavio Frammartino  una in particolar modo non può essere sottaciuta, ma pretende una risposta documentata e chiara da parte delle istituzioni.
Il 17 settembre il suo blog ha raccontato di una "strada ancora sgarrupata", nonostante il Comune di Policoro sia arrivato al quinto esborso per un ammontare che sfiora "il milione di euro".
Fin quì la notizia potrebbe anche non avere alcuna importanza, nel senso che -  essendo la strada ancora in attesa di collaudo - potrebbe trattarsi semplicemente di un lavoro non ancora ultimato.
Però Frammartino aggiunge altri particolari. Innanzitutto ci dice che la data della consegna dei lavori era prevista per giugno, ma soprattutto afferma che - in seguito al confronto fra il progetto "originario ed esecutivo" e ciò che ha visto percorrendo la strada a lavori eseguiti - ha registrato parecchie, gravi, incongruenze. 
Eccole:
- Nel progetto erano previsti 17 pozzetti - l'occhio umano che ha perlustrato i luoghi ne è riusciti a scorgere solo 8;
- per ogni pozzetto, nel progetto, erano disegnati 2 caditoi, per un totale di 34 caditoi - sempre lo stesso occhio ne ha registrati solo 16;
- il progetto garantiva 10 allacci di acqua potabile e gli allacci degli idranti per i vigili del fuoco - questa volta l'esploratore della strada non ne ha visto nemmeno uno;
- stessa cosa dicasi per il materiale previsto, cioè 20 cm di asfalto, 10 cm di Tuvernat , 7 cm di Blinder e 3 di tappetino di usura - nuovamente il blogger si chiede: dove sono andati a finire 17 cm fra Tuvernat e Blinder? Per i 3 centimetri di tappetino, era intervenuta ad eliminarli una variante, definita da Frammartino "variante truffa" perchè a suo dire aveva autorizzato lavori già eseguiti, ma degli altri 17 cm fra Tuvernat e Blinder che ne è stato?
- Sempre secondo quanto apprendiamo dal suo blog pare che il Consorzio di Bonifica  non avrebbe rilasciato alcuna autorizzazione per il ponte sul fosso Ricino, il che lascia intendere al blogger  che nessun parere si è potuto chiedere all'autorità di bacino, com'è obbligo di legge per un canale a rischio di straripamento su una via così importante per la città come via Siris.
Di tutti questi elementi, Frammartino è talmente certo che chiede espressamente all'amministrazione di essere smentito oppure querelato. Non lo  ha chiesto solo su internet, ma anche con una lettera indirizzata al segretario comunale, al sindaco e per conoscenza alla corte dei conti. Ha chiesto inoltre, in maniera ufficiale, di verificare quanto ha scritto e, a verità riscontrata, di attivare immediatamente le polizze attivate dall'appaltatore affinchè, a garanzia della corretta esecuzione dei lavori, il Comune di Policoro trattenga quanto necessario per l'ultimazione... a regola d'arte. Questo per non far pesare di nuovo tali "disservizi" (se non disastri trattandosi di una strada in prossimità di un canale a rischio esondazione) sulle tasche e sulle vite dei policoresi e sull'idreologia del nostro territorio, che poi chissà perchè continuamente si allaga ad ogni pioggia un pò più abbondante.
Noi non sappiamo altro di questa faccenda se non quello che abbiamo letto, ma a nome della città intera, a questo punto, pretendiamo un chiarimento esaustivo. Non un comunicato stampa pieno di aggressioni e offese, ma carotaggi dell'asfalto, le verifiche che ha chiesto Frammartino. Non per una questione di lotta politica, come qualcuno tenta di menarla ogni volta, ma per una lotta di civiltà, giustizia e progresso, nella quale il Comune di Policoro deve esserci alleato, non nemico, se è vero che come noi persegue il bene comune.
Di fronte a rischi così gravi, ma anche semplicemente di fronte a qualsiasi altra strada della città, pur senza rischi di allagamento (e non poche volte abbiamo visto logorarsi strade da poco costruite da queste parti), l'amministrazione comunale è obbligata a dare risposte (non solo a parole ma soprattutto nei fatti). Possono dirci quello che vogliono, aggredirci come al solito anche dopo questo comunicato, ma alla città devono rispondere (coi fatti, non solo a parole). 
Tratto da Karakteria.org

domenica 19 ottobre 2014

In commissione approvata lo sblocca Italia , affondata la Basilicata. Per Liuzzi e Petrocelli svenduta la Basilicata

POTENZA - La replica di Mirella Liuzzi e Vito Petrocelli è durissima. I due parlamentari lucani grillini sulla soddisfazione del Partito democratico per gli emendamenti approvati allo Sblocca Italia in Commissione ambiente non ci stanno. E attaccano in particolare i tre deputati lucani del Partito democratico che a margine di due loro emendamenti all’articolo 36 del decreto del governo nazionale avevano palesato soddisfazioni. 
Dall’altro lato, la segretaria regionale di Sinistra ecologia e libertà, Maria Murante se la prende con il presidente della Regione Marcello Pittella. Un doppio fronte contro gli esponenti del Pd e le loro scelte comunicative. 
Prima i grillini. La deputata Mirella Liuzzi e il senatore Vito Petrocelli del M5S, in una nota congiunta si scagliano: «Maria Antezza, Roberto Speranza e persino l’autosospeso dal Pd, Vincenzo Folino (ma non era in dissenso proprio sulla gestione politica del petrolio in Basilicata?) hanno presentato un emendamento, poi approvato dal Pd e dai suoi complici alla Camera dei Deputati, con il quale si istituisce “una social card nei territori interessati alle estrazioni di idrocarburi liquidi e gassosi”. Una socialcard di berlusconiana memoria, che non risolverà i problemi diinquinamento dell’aria, dell’acqua e delle incidenze tumorali dei cittadini lucani». Insomma per i due grillini lucani in parlamento di tratta di un’operazione spot e poco più. E l’attacco dei pentastellati prosegue: «Incapaci di capire che la svolta economica in Basilicata si può avere solo investendo nell’autonomia energetica di famiglie e imprese e non certo nella favola del petrolio, impotenti verso la liberalizzazione energetica efinanziaria, i tre parlamentari della petrol-caritas lucana, hanno pensato bene di non opporsi allo “Sblocca Italia” e ai suoi famigerati articoli 36 e 38 e di buttarsi anche loro, come FI di Cosimo Latronico, in una distribuzione di una card, come avvenuto per la carta carburante, che avrà la funzione di finanziare i loro sistemi clientelari e la compravendita del consenso».
Durissimo il tenore della nota dei due grillini. E così Liuzzi e Petrocelli attaccano ancora: «La tecnica è sempre la stessa: prima ti affamano e ti disinformano sul petrolio, e poi ti danno il tozzo di pane in ossequio ai più caritatevoli principi cristiani. Prima fanno affari e poi si lavano la coscienza. Anziché pretendere di tenere lontane le piattaforme dalle sorgenti di acqua potabile e dalle aree sismiche, anziché chiedere di aumentare i canoni delle aree di concessione delle coltivazioni, per dare sicure entrate fiscali ai governi senza far rimettere nulla ai cittadini, anziché preoccuparsi dei rischi di inquinamento ambientale e sanitario prodotti dalla grande industria e dallo sfruttamento dei fossili questi tre geniali economisti pro-società minerarie, varano quest’altra trovata economica che spillerà spiccioli alle società minerarie. Le quali, grate, continueranno a trovare conveniente perforare in Basilicata e in altura, oltre i 600 metri di altitudine, dove è altissimo sia il rischio sismico che di inquinamento irreversibile dell’acqua dolce».
I due grillini quindi entrano nel dettaglio: «In Basilicata le società minerarie estraggono circa 35 milioni di barili di greggio all’anno, per un affare, al prezzo medio internazionale di borsa di 100 dollari per barile, di circa 3,5 miliardi di dollari (più di 3 miliardi di euro). A questi introiti bisogna aggiungere i guadagni della desolforizzazione fatta nel centro oli di Viggiano (producono composti azotati per l’agricoltura) e quelli della raffinazione di ognuno di questi 35 milioni di barili, circa 5 miliardi e mezzo di litri, fatta alla raffineria Eni di Taranto, o all’estero col “franco frontiera” (per evadere le tasse in Italia). Nonostante le cifre paventate, il giacimento lucano sarebbe in teoria poco conveniente per le società minerarie, perché è di piccola dimensionee perché il petrolio si trova a 4 km di profondità (sono altissimi i costi di estrazione). Ma Eni & C., in Basilicata, godono di un’area franca perché la classe politica non pone limiti al loro strapotere, non pone regole ai loro bisogni commerciali e, quel che è più grave, non pone controlli adeguati e sufficienti a tutela degli enormi bacini idrici e dell’elevato rischio sismico. Se non ho regole, non ho ostacoli e non ho controlli adeguati, ho solo guadagno da calcolare, anche da un piccolo e profondo giacimento». In conclusione Mirella Liuzzi e Vito Petrocelli insistono sul punto: «Non c’è alcun ritorno per l’economia lucana, in quanto le società minerarie lasciano in Basilicata solo briciole e macerie».

sabato 18 ottobre 2014

Vince Matera , Vince il sud Vince la bellezza della Basilicata.

Matera capitale europea 2019 . Una vittoria di larga misura. Vince Matera con la sua struggente
bellezza che ogni volta che la vedi di da un'emozione che ti riempe il cuore , ti da il senso della tua identità , vedi in un attimo da dove provieni e dove oggi vive.

Siamo passati dal tragico sasso , che Zanardelli defini la Vergogna d'Italia al sasso patrimonio dell'umanità , uno delle sette bellezze del mondo , eloquente segno della capacità di passare dalla stagione della vergogna a quella del riscatto e dell'orgoglio di un popolo che non vuole più abbassare la testa. Matera dopo decenni di restauri seguiti all'evacuazione sanitaria della legge del 31 marzo 1904 sia cambiata , riuscendo a conservare intatto quello spettacolo unico dei sassi che affascinò prima Pasolini nel suo Vangelo e poi  Mel  Gibson che volle girare The Passion.

Una vittoria della città , dei cittadini , di un popolo , della sua cultura e della sua bellezza.
Questa vittoria ci insegna che questi sono le vere ricchezze di questa terra in cui dobbiamo puntare per riscattarci  , puntare sulle sue bellezze e sulle sue risorse , il territorio , l'acqua ecc. la sua cultura e non certamente il petrolio e i rifiuti,la cementificazione selvaggia. I numeri macroeconomici parlano chiaro , Matera città e la Puglia hanno un benefit di sviluppo turistico impressionante , senza un metro cubo in più.

Disse Zanardelli  nel suo viaggio del settembre 1904 «Combattiamo insieme una grande battaglia contro le forze della natura e contro le ingiurie degli uomini. Non aspiro ad alcun bene maggiore che a quello di uscire da questa battaglia, insieme a voi, vittorioso»

Ieri ha vinto anche Zanardelli , ha vinto Matera ha vinto la Basilicata. Abbiamo vinto una battaglia importante , ma non la guerra , ma questa vittoria può aiutare e come che può.





   

venerdì 17 ottobre 2014

Dal 2015 niente più Bonus Carburante. Lo scippo firmato da Follino. Speranza Antezza.

questa di dicembre sarà l'ultima volta che i cittadini lucani prenderanno il Bonus Carburante.

A toglierlo ci pensano tre nominati , Folino , Speranza , Antezza , con il soccorso azzurro di Latronico , che con L'emendato n. 36.2 riformulato dalla relatrice On. Chiara Braga , modificano , anzi eliminano  l'art. 45 della legge 99/09 riguardante il cosiddetto "Bonus Carburante" in sintonia con quanto richiesto dalla Regione Basilicata, e dai sindacati lucani.
Da ora in poi il Fondo   sarà utilizzato per l'attivazione di misure di coesione sociale (Social Card) e per la promozione di azioni di sviluppo economico mediante Decreti attuativi annuali del Mise d'intesa con le Regioni interessate.

quel fondo tipo copes che va ad alimentare soprattutto la clietela politica , e sole le briciole vanno al bisogno e alla povertà.

Un'esperienza quelli dei fondi , in basilicata che più che alleviare le povertà , hanno contribuito ad aumentare le risorse dei soliti furbi a parassiti che vivono come sanguisuga paralleli alla politica. Vedremo nascere un'altra macchina mangiasoldi fatti di consulenti , orientatori , gestione della formazione ( i sindacati ci sono con i loro enti ) e solo le briciole arriveranno ai bisognosi, Per non parlare poi dei soldi che saranno destinati alle attività produttive , altri ladrocini in vista.


Mentre sullo scippo del territorio e la salvaguardia dell' ambiente , i nostri deputati ad oggi non hanno ottenuto niente , più petrolio e più povertà , con i cittadini scippati dell'unico benefit che avevano direttamente senza la mediazione della politica........

giovedì 16 ottobre 2014

Comparti pericoli in agguato. Continuano le truffe ai danni dei cittadini, Leone tace.


Nell'ultimo consiglio comunale la maggioranza Leonina e trentina , approva una modifica alle convenzioni edilizie ,  in merito alla cessione delle aree di urbanizzazione dai privati , prima dei  permessi  di costruire voluto dal commissario Iaculi per mettere ordine nel caos urbanizzazione in cui è attanagliata la città di Policoro. Infatti la Iaculli regolamento la materia imponendo ai privati che prima di mettere un solo mattone dovevano provvedere alla realizzazione delle urbanizzazione e cedere le aree. Oggi Leone e i suoi ragazzini senza motivo apparente invece cambiano la regola riguardo alla cessione delle aree. Inutile i Tentativi dei consiglieri di Opposizione , Fortunato e Marrese di far cambiare idea. 

Infatti con Leone ER Rivoluzionario si torna alle regole del Di Sanza Uno e Lopatriello 2 e 3. Operazione questa che già e costata migliaia di euro al comune di Policoro , basta pensare alla Lottizzazione Celano , per cui il comune ha dovuto pagare le strade e la rotonda vicino al prolungamento di via Siris , 150 mila euro per beni che probabilmente dovevano essere ceduti gratuitamente se vigeva il regolamento voluto ed introdotto dalla Iaculli.

Certo i privati dormono sonni tranquilli , avranno un'arma in più contro i cittadini , come la storia di questi ultimi vent'anni ci ha insegnato.

Le opere di urbanizzazioni  sono delle  incompiute di Policoro ,  quasi tutti i comparti di iniziativa privata sono tutte da fare , e pure le convenzioni sono tutte  scadute , molte imprese fuggite altre come cooperativa  EDEN , non solo hanno messo in campo vere e proprie truffe , ma le polizze risultano false , le opere incompiute , la contabilità fin qui presentata dei veri falsi d'autore ,  e dopo che la cooperativa è stata spogliata dei beni , per migliaia di Euro è stata chiusa. E' il comune cosa ha fatto fino ad oggi ?

Quali iniziative ha intrapreso a salvaguardia dei suoi interessi e dei suoi cittadini ?
Voi vedere che invece di controllare , incamerare le polizze alla scadenza delle convenzioni,  adesso i rivoluzionari gentili e i trentini se la prendono con gli ignari cittadini ?
Vuoi vedere che invece di fare la revocatoria dei beni della cooperativa a tutela del comune e dei cittadini  , ingiungerà a quest'ultimi atti giudiziari ?
E allora la dott.ssa Gravina procuratrice della Repubblica cosa farà ?
Aprirà finalmente il libro delle schifezze dei Comparti di Policoro , delle convenzioni truffa ai danni dell'erario o aspetterà che la rivolta sociale  mista alla disperazione scoppi a Policoro?
E la guardia di Finanza , che farà ?
Controllerà gli strani passaggi di beni da una cooperativa a società edilizi e a ex presidenti della cooperativa per Migliaia di Euro ?
Si chiederà come è stato possibile chiudere una cooperativa , pur se questa era creditrici nei confronti del comune ? 
Chiederà conto perchè case convenzionate , di cui hanno avuto sgravi erariali sono stati venduti a prezzo di mercato ? 
Faranno luce su polizze false , di società inesistenti presi per buoni dalle amministrazioni in cui Leone ha avuto sempre una seggiola ?

fateci caso i nomi sono sempre gli stessi , cambiano le società , e sono così potenti che oggi occupano intere aree pubbliche senza pagare una lira di Tosap , a richiesta nessuno sa risponderci il perchè..

 ASSESSORI BIANCO 1 E BIANCO 2 SE CI SIETE DATECI UN SEGNALE ...............
Un'altra truffa ai danni del comune  sotto gli occhi di tutti 

mercoledì 15 ottobre 2014

La Regione scippa L' INPS da Policoro.

Certo che è nato l’amore tra i Pitteliani e Rocco Leone , che se potrebbe fuggirebbe da forza Italia per collocarsi tra i pittelliani.

Un amore diciamo simbolico , perchè ancora una volta Policoro non sta nei pensieri della Regione , ne dei suoi programmi , la maggioranza nostra troppo troppa timida subisce senza fiatare.

Basta pensare che la giunta è intervenuta massicciamente a favore di Nova Siri riguardo per appianare i debiti di bilancio , per non parlare poi quello che faranno per Potenza  , mentre Policoro non riesce a incassare  ( gia determinati dagli uffici da aprile scorso)  un milione di euro liberati per il contratto di quartiere. Un vero scandalo , ma lor signori , chinano il capo e tacciono.

Oggi lo scippo della commissione degli invalidi civili , ulteriore spoliazione di servizi , in una logica di impoverimento della fascia che sta passando inosservata dalla politica , loro hanno altre cose da fare , preoccuparsi alle seggiole.

Chiediamo al Presidente del consiglio Modarelli , un consiglio comunale aperto , affinché venga messo in atto una mobilitazione per dire no a un altro furto ai danni dei cittadini della fascia Jonica , che provocherebbe ulteriori disaggi alle persone più disagiate.


Pubblichiamo il comunicato della CSIL


Invalidità civile, la Cisl protesta contro la chiusura dei presidi di Policoro e Villa d’Agri

amatulli_cislA Policoro e Villa d’Agri non si faranno più le visite mediche per l’invalidità civile. La denuncia arriva dal segretario regionale della Cisl, Giuseppe Amatulli, che contesta la decisione di Regione Basilicata e Inps, formalizzata in un protocollo siglato nei giorni scorsi a Potenza, di escludere i due centri lucani dal novero dei presidi territoriali Inps che svolgeranno le attività di accertamento sanitario di invalidità civile, con conseguenti disagi per le popolose comunità del metapontino e dalla Val d’Agri.
Dal 1° novembre, infatti, la Regione Basilicata trasferirà all’Inps le competenze delle due aziende sanitarie locali di Potenza e Matera per l’accertamento e la rivedibilità dei requisiti sanitari di invalidità civile per cecità, sordità, hadicap e disabilità. Gli accertamenti si terranno nelle sedi Inps di Potenza, Matera, Melfi e Lagonegro. Restano fuori Policoro e Villa d’Agri. In soldoni, spiega Amatulli, “per una visita di accertamento della condizione di invalidità, un cittadino del metapontino che prima faceva riferimento alla commissione medica presso la sede Asm di Policoro dal 1 novembre dovrà rivolgersi alla sede Inps di Matera”.
“Non riusciamo a comprendere la logica che sta alla base di tale decisione”, commenta il dirigente della Cisl, “Regione e Inps dicono di voler tagliare i tempi degli accertamenti ma non si capisce come visto che le sedi delle commissioni mediche vengono tagliate lì dove c’erano; inoltre non si è tenuto conto dei disagi che questi tagli provocheranno a quei cittadini che, già gravati dalla loro precaria condizione fisica, saranno ora costretti ad affrontare lunghi viaggi per vedersi riconosciuto il proprio diritto alla pensione di invalidità. La verità è che il nuovo sistema di accertamento – accusa Amatulli – provocherà più disagi e più costi sulle spalle delle famiglie e tempi di accertamento più lunghi”. La Cisl, che si sta già attivando per un tavolo di confronto con l’Inps, chiede infine il potenziamento del centro operativo Inps di Policoro che risulta al momento scoperto di personale medico.

martedì 14 ottobre 2014

Spendopoli ; diamoli ai disoccupati. Proposta per i campetti dell' Avis

Non possiamo non entrare sulla questione dei campetti cosiddetti "dell'Avis", per intenderci quelli dell terzo piano di zona, per il semplice fatto che sono al centro di discussioni e "proposte" che conduciamo da molto tempo all'interno della nostra associazione.
La conferenza stampa di Ottavio Frammartino della scorsa settimana e le repliche dell'assessore Padula e del presidente onorario dell'Avis Angelo Porsia hanno fatto molto discutere la città soprattutto per lo stato di degrado in cui versa il luogo.
Conoscevamo da tempo sia il degrado, sia lo sperpero di soldi pubblici, sia le motivazioni politiche che ci sono dietro. Eravamo anche a conoscenza delle intenzioni dell'assessore Padula di preparare un bando per la gestione dell'area sportiva abbandonata. Intenzioni che avevamo registrato circa 1 anno fa e che abbiamo rivisto durante l'intervista dell'altro giorno su EmmeNews.
Ora noi non sappiamo quanto tempo ci vuole per emanare un bando (non entriamo in questa polemica), nè tanto meno ci interessa sapere l'esito che avranno le denuncie di Frammartino alla corte dei Conti, nelle quali il blogger chiede espressamente che lo sperpero sia risarcito da amministratori e dirigenti comunali. Quello che ci interessa sottolineare è un'altra cosa: il cambiamento di Policoro e il tentativo di provare ogni soluzione per strappare dalla fuga e /o dalla disperazione tanti ragazzi/e e tanti disoccupati/e che (soprav)vivono a fatica in questa città.
A loro (ai disoccupati) non interessa conoscere nei particolari la vicenda degli sprechi e le responsabilità di questo o quel politico, tanto per loro sono tutti uguali, li vedono riempirli di "Si" quando è periodo di elezioni e di "No" subito dopo. Ci sono persone anche nella nostra città che non hanno mai avuto niente da nessuno, che non sono capaci di percorrere quelle vie preferenziali e schiumose che servono per convincere i politici, che sono destinati a fuggire di quì o a consumare la vita nel nulla e la pensione dei genitori ai videopoker, se chi ha le redini della città non si decide di fare qualcosa. Questi  non si fidano dei bandi, hanno partecipato a 100 concorsi, fatto 1000 colloqui, visitato migliaia di bandi e ormai sono convinti che nessun bando è fatto mai veramente per loro: "questi bandi sempre così controrti, sempre così complicati, sempre così pieni di tranelli". Sono quei ragazzi/e e quei padri(madri) di famiglia che non possono formare società o associazioni dall'oggi al domani, non hanno la forza per fondare cooperative e questi bandi solitamente si rivolgono sempre ad associazioni, società o cooperative.
Loro vogliono solo lavorare ed è una volontà piena di bisogno, di passione e di idee. Hanno già bussato a tutte le porte possibili e immaginabili e ad aprirli sono stati solo quelli che avevano un lavoretto in nero. Conoscono meglio di chiunque altro le problematiche sociali di Policoro, perchè le vivono e un gruppetto di loro, dopo averle provate proprio tutte, era finito a bussare anche alle porte della nostra associazione.
Noi abbiamo ascoltato per giorni e giorni i loro problemi, ma soprattutto i loro sogni. Abbiamo recensito con loro tutte le strutture in abbandono della città e le opportunità negate di Policoro. Ci hanno raccontato in riunioni infinite i loro progetti sui campetti dell'Avis e noi abbiamo dato il nostro contributo di idee.
Avevamo deciso di occuparli alla fine. Sì, okkupare i campetti dell'Avis. Andare lì un giorno riempire le ringhiere di striscioni. Metterci a pulire quel luogo. Con loro  ci eravamo messi in contatto con associazioni della Capitale che avevano fatto lo stesso per strutture abbandonate di Roma. Avevamo chiesto aiuto e consigli ai legali i quelle associazioni. Eravamo quasi pronti, se non che alla conta dei fatti eravamo sempre troppo pochi, sempre deboli e anche incerti, perchè nè noi, nè loro abbiamo mai occupato niente, mai fatto niente di illegale.
Questo gruppetto di persone, fra le quali anche qualche padre di famiglia veramente esasperato dalla disoccupazione e dall'abbandono da parte della politica e della società policorese, voleva occupare i campetti dell'Avis per dire alla città e all'amministrazione qualche semplice parola: "In attesa che voi facciate questo benedetto bando, noi mettiamo apposto tutta l'area con la nostra fatica e nient'altro, lavorando giorno e notte. Apriamo le strutture sportive gratuitamente tutti i pomeriggi per i ragazzini e guadagnamo solo con un chioschetto e organizzando tornei. Apriamo la struttura di sera, organizzando anche eventi, concertini, la manteniamo viva. Vogliamo svolgere un ruolo sociale e lavorare modestamente per vivere in questa città"
"E si...ma con le licenze per il chioschetto come si fa? E gli allacci di acqua e luce? E il resto?"
"Si fa, si fa! A Roma fanno così, così e così...Anche a Taranto, anzi lì fanno così e così"
"Ma qui ci maciullano in un giorno...qui ASL, forze dell'ordine, l'amministrazione, ci cacciano subito, guadagnamo solo denunce e l'odio della città"
"Ma che c. dici? E che dobbiamo fare allora? Morire di fame? Andarcene? E dove vado io con due figli? Almeno qui ho una casa dove dormire e un piatto di pasta al giorno!... Quello lì come sta? Non è tutto abusivo e si è fatto i milioni a mare? E quell'altro che sta là e non ha mai pagato l'affitto? Perchè coso là...ha qualcosa a norma igienica forse?"
"Loro possono farlo! A noi ci rompono il culo!... Non si può fare...non si può fare..."
Questi sono stati i ragionamenti fatti in tante riunioni nella nostra associazione. Era arrivato un grupetto di disoccupati e ci aveva coinvolto nella  loro passione e a fare questi ragionamenti.
Per quei campetti sono stati spesi più di 100mila euro qualche anno fa, per non essere mai aperti e versare oggi in uno stato di degrado peggiore di prima. Frammartino sta per inviare una denuncia alla Corte dei Conti. Non è vero, e tutti lo sanno, che queste denuncie non portano a niente. La Corte dei Conti è oberata di lavoro, è lento l'iter, ma prima o poi la sentenza arriva.
Il rischio ora qual è? Che fra qualche tempo esca questo benedetto bando che consegnerà i campetti a qualche solita associazione, società o cooperativa e che le denuncie alla Corte dei Conti condanneranno qualcuno a risarcire di tasca propria i danni arrecati alla comunità. 
Noi non sappiamo che bando stiano pensando all'assessorato allo sport, ormai da più di un anno. L'unica certezza è che o all'interno del bando oppure con soldi pubblici bisognerà aggiustare le strutture. Il rischio è che in queste condizioni il bando sarà accessibile solo a chi può spendere per aggiustare o spendere per fittare. E come si farà ad offrire un servizio gratuito ai bambini e ai ragazzini che a Policoro per giocare a pallone ormai devono pagare ovunque?
Ci auguriamo che il bando sia fatto per loro (i disoccupati) e non per gli altri (i soliti perenni occupati e cacciatori di lucro ovunque), nè riteniamo sbagliato che finalmente un tribunale si occupi di risarcire le comunità, solo ci chiediamo: nell'eventualità che si realizzi il "rischio" che abbiamo detto sopra, pur nell'osservanza della piena della legalità, chi ne gioverebbe veramente? Temiamo nessuno, o meglio qualche solito qualcuno.
I disoccupati sono pronti ad aggiustare quei campetti gratis e a far giocare i ragazzi gratis, con buona pace di tutti. Se l'amministrazione vuole, può. In attesa di un bando che contempli soprattutto loro.
Tratto da Karakteria

lunedì 13 ottobre 2014

Elezioni Provinciali ,stravince il PD .Eletti i consiglieri comunali di Policoro Ferrara e Modarelli

Il neo eletto consigliere Provinciale Modarelli
Non hanno eliminato le province  , in verità hanno eliminato il voto popolare per eleggere i rappresentanti nelle province . Comunque si voti il Pd in Basilicata è nato o destinato a vincere , non c’è scampo per nessuno. Il nuovo presidente della provincia è il sindaco di Grottole Francesco De Giacomo, che conta su una solida maggioranza tutta del PD.
Il centrodestra raccogliticcio non è in grado di competere , troppo debole e frammentato , eppure in questa tornata racchiudeva vicino a se almeno Due liste , compresa quella civica che ruota intorno a impegno comune e i trentini E’ stato per il centrodestra un’altra batosta , troppo debole di uomini e progetti .
Policoro aveva due candidati in lizza Ferrara e Modarelli, uno candidato con Fronte Comune l’altro con Forza Italia , tutte due nel centrodestra ma in contrapposizione , l’uno voleva rappresentare l’alternativa all’altro. Ferrara è stato eletto  potendo contare su 8 consiglieri di Policoro della lista dei Trenta e impegno comune per un totale di 3.200 voti ponderali in proporzione agli abitanti  , la lsta prende oltre 10 mila voti ,ma a sorpresa viene eletto anche Modarelli , primo della sua lista , che partiva da 1.200 voti ponderali equivalenti a 3 consiglieri di Policoro , senza il voto del sindaco, che come avevamo previsto noi, è fuggito in macedonia , per non scegliere è rimanere nell' ambiguità, poi chiama noi vigliacchi , ma lui al dunque fugge sempre di fronte alle proprie responsabilità.
Sulle elezioni pesa l'ombra di un ricorso che potrebbe invalidare li voti della città di Matera
A preanunciarlo è il sindaco di Tursi  Nuccio Labriola padre fondatore della  lista di Ferrara Fronte comune

Gli eletti del PD saranno da 6 a 7  su 10 , ma su questo ed altro certezza ne avremmo più tardi con la proclamazione degli eletti , sappiamo ad ora solo i voti del PD con le relative preferenze , grazie al candidato consigliere di Matera , Cotugno che ci ha fatto da reporter dalla sala consiliare della provincia.


Risultati PD
1 Florio  con 8861utte due
2  Bucello  con 7334
3 Alba con
4 Colaiacovo 6592
5 Amenta  6459
6 Auletta 5732
7 Badursi 5225
8 Cotugno 4093
9 Marzano 3972
10 Perniola

domenica 12 ottobre 2014

1 + 1= 3 parte la petizione per la fusione Policoro - Scanzano Jonico

di Gabriele Elia
 POLICORO – Il comitato promotore per la fusione dei Comuni di Policoro e Scanzano Jonico ha preparato la road map delle prossime iniziative da mettere in cantiere per raggiungere l’obiettivo di una città metropolitana tra le due municipalità confinanti tra loro. L’undici ottobre presso l’Oro hotel di via Lido in Policoro, ore 18:00, sono state coinvolte le associazioni di categoria che diranno la loro: favorevoli o contrari all’iniziativa. Il 24/25 ottobre due appuntamenti aperti al pubblico: il primo a Policoro, location Padre Minozzi, e il secondo a Scanzano, probabilmente al Palazzaccio, entrambi intorno alle 18:30. In questi giorni il comitato composto da vari ex amministratori dei due Enti locali, tra cui Antonio Di Sanza, Nicola Lopatriello, Otello Marsano, Mario Altieri, Antonio Gallitelli e cittadini di entrambi i Municipi, ha predisposto la modulistica per la raccolta firme. Si tratta di una petizione che sarà presentata poi alle attuali Amministrazioni di entrambi i Comuni, per quel di Policoro la maggioranza è di centro destra per Scanzano di centro sinistra, i quali potranno a loro volta scegliere: di deliberare la fusione o indire un referendum consultivo per far esprimere le popolazioni interessate. Dopo questo passaggio, se favorevole, toccherà alla Regione Basilicata prendere atto della volontà di entrambe le comunità e indire a sua volta un unico referendum che poi porterà, se prevarranno i si, alla nascita di un Comune ex novo. I promotori sono fiduciosi sul raggiungimento dell’obiettivo, prefissato in tre/quattro anni, poiché tanti sarebbero i benefici per entrambi gli enti territoriali accomunati da una storia simile: sono entrambi ex feudi di Montalbano Jonico, hanno le stesse radici storiche antiche legate alla Magna Grecia e recenti alla Riforma Fondiaria oltre alla stessa morfologia territoriale, prima fra tutte il mare. A queste motivazioni geografiche e storiche si aggiungono altri fattori di non secondaria importanza: tagli ai costi della politica con un solo sindaco, una sola Giunta e un solo Consiglio comunale, un dirigente per ogni settore, lo svincolo dal Patto di stabilità, la possibilità di beneficiare di soldi regionali per le fusioni di Amministrazioni comunali e maggiori trasferimenti statali, anch’essi previsti per la nascita di nuovi Comuni per un totale stimato di 2 milioni di euro in più, oltre alla possibilità di riprogrammare lo sviluppo del territorio partendo proprio dalla risorsa turismo. Nel recente passato ci sono state iniziative simili che hanno trovato in maniera trasversale il consenso sia dei partiti/movimenti che degli stessi cittadini, e dunque su questa scia il comitato promotore conta di trovare lo stesso entusiasmo anche tra i cittadini di entrambi i paesi per dare più peso, non solo in termini di abitanti ma anche in termini politici, ad un territorio, quello Metapontino, stretto tra l’incudine del capoluogo Potenza e il martello di Matera.

sabato 11 ottobre 2014

E' troppo chiedere alle istituzioni ragione di cosa si sta facendo alla pineta?

Di Ivano Farina
Circa un mese fa Legambiente denunciò un taglio di alberi nella pineta di Policoro, corredando
"Sono visibili tagli ad alto fusto e tagli alla macchia mediterranea. Abbiamo già segnalato a chi è di competenza questo scempio.
Non sembra proprio un diradamento selettivo! Sono tagli a piante giovani e non secche!" Per le foto vi rimandiamo al sito http://www.legambientepolicoro.blogspot.it/2014/09/cosa-sta-succedendo-nella-pineta-di.html
 l'informazione sul suo sito con foto esplicite di alberi verdi tagliati e addirittura la protetta macchia mediterranea. Palesemente un taglio eccessivo per una pulizia ordinaria.
L'associazione ambientalista informava inoltre di aver allertato le autorità preposte. Era il 9 settembre.
Il 17 settembre, sempre sul sito di Legambiente si comunicava che il taglio stava continuando indiscriminatamente. Sul sito leggiamo: Continua lo scempio nella pineta di PolicoroTagli di alberi di pino ad alto fusto in piena vegetazione.Tagli alla macchia mediterranea: lentisco, mirto, ginepro, tamarix ...
Vedi foto: http://Continua lo scempio nella pineta di Policoro Tagli di alberi di pino ad alto fusto in piena vegetazione. Tagli alla macchia mediterranea: lentisco, mirto, ginepro, tamarix
Come troppo spesso accade nessuna risposta soddisfacente pare essere ancora arrivata. Insieme agli alberi anche la denuncia è caduta nel dimenticatorio.
Sappiamo che la Provincia sta affettuando la pulizia dell'area, ma ci chiediamo e insieme a Legambiente chiediamo se tagliare macchia mediterranea, ginepri, lentisco, mirto e pini in ottima salute può rientrare in questo genere di operazioni.
Chiediamo che qualcuno, Comune e Provincia, ci diano spiegazioni.
Quell'area oggi appare quasi sgombra di vegetazione, altro che pulita!
Anche se l'arroganza del potere ora ci dirà che stiamo insinuando, appellandoci all'intelligenza del lettore e del cittadino/a vogliamo ricordare che l'area interessata da questa pulizia che somiglia ad un disboscamento è quella tra Largo Atena, via Zeusi, Largo Enotria e la duna attrezzata, in prossimità del lido “La Stiva”. Noi non dimentichiamo che l'estate scorsa (2013) nel mese di giugno un vasto incendio doloso ad opera di ignoti (rimasto inpunito!?) della pineta di Policoro interessò parte dell’area tra via Aristarco e via Zeusi, proprio a monte dell’area interessata dallo scempio attuale del 2014. 
Nulla di matematico naturalmente, ma sicuramente qualcosa che rende lecita un'attenzione particolare. Da cittadini di un Paese democratico e da persone attente al proprio territorio pretendiamo risposte dalle istituzioni e ci sembra alquanto strana questa reticenza. Ricordiamo anche che, grazie alle continue denuncie delle associazioni ambientaliste, il 5 giugno 2014 abbiamo assistito all’ennesima conferenza di servizi tra la Regione Basilicata, la provincia di Matera ed i comuni di Bernalda, Pisticci, Policoro, Scanzano, Rotondella e Nova Siri, alla presenza dell’Assessore regionale Aldo Berlinguer, a funzionari del medesimo dipartimento regionale e dirigente al ramo della provincia di Matera, che ha portato alla  stipula di un protocollo per la tutela delle pinete joniche.
Altrettanto strano ci pare dunque stipulare questi protocolli quando poi si evita di rispondere alle sentinelle del territorio e non si danno le spiegazioni democraticamente richieste.
Non sarebbe la prima volta che nel metapontino, dopo qualche incendio e un taglio indiscriminato di vegetazione, spunta un parcheggio, un villaggio o una struttura abusiva ma tollerata. Per questo motivo informiamo le istituzioni e la popolazione, affinchè i nostri dubbi vengano fugati e ci sia chiarito che fra l'incendio e il taglio trattasi solo di coincidenza.
Questa la foto dell'area interessata, tra Largo Atena, via Zeusi, Largo Enotria e la duna attrezzata, in prossimità del lido “La Stiva”:
                                
Tratto da Karakteria