venerdì 22 maggio 2015

Gli ultimi dati : a sorpresa la Basilicata tra le più povere regioni d'Italia

Basilicata tra le più povere regioni d'Italia
L'Europa premia Londra e dintorni
La Regione più ricca d’Europa è quella che comprende la città di Londra, dove il pil pro capite è il 325% del pil pro capite europeo medio, mentre la più povera è Mayotte. Tra le più povere italiane, dopo la Calabria, ci sono Sicilia e Puglia (61%), Campania (63%), Basilicata e Sardegna (69%), Molise (70%) e Abruzzo (85%)

giovedì 21 maggio 2015

Sblocca Italia: si apre il sipario ad una nuova nauseabonda sceneggiata

 
Intervengono il Coordinamento Salviamo il Paesaggio del Vulture Alto Bradano e l’Associazione Intercomunale Lucania sullo sblocca Italia: “l decidere di non impugnare l’articolo petrolifero della legge “Sblocca Italia”, da parte della Regione Basilicata, sembra confermasi sempre più un atto d’obbedienza ad un Governo nazionale dal cui indirizzo politico non si ha la volontà, e forse la possibilità, di staccarsi.
L’atto di “obbedienza”, sembrerebbe quasi di sottomissione, diventa beffardo nei riguardi della nostra Terra quando il Presidente del Consiglio dei Ministri impugna la legge regionale 27 gennaio 2015, n. 5 (legge di stabilità regionale 2015) anche dopo che il Presidente della Regione Basilicata non ha impugnato né il decreto legge “Sblocca Italia”, né la legge “Sblocca Italia”, né la legge n. 190/2014 (legge di Stabilità 2015) che ha aggravato la responsabilità di un Governatore regionale nei riguardi di una Regione sotto assedio dalle compagnie petrolifere, né ha avuto nulla da obiettare al decreto attuativo dell’art. 38 quale il decreto ministeriale 25 marzo 2015. In altre parole, il Presidente della Regione Basilicata non si permette di intralciare la politica petrolifera dettata dal Presidente del Consiglio dei Ministri, ma quest’ultimo può permettersi di “schiaffeggiare” il Presidente della Regione Basilicata impugnando, dinanzi alla Consulta, la finanziaria regionale 2015 di cui si solleva l’illegittimità costituzionale degli artt. 27, 28, 29, 30 e 47.
Tutto ciò equivale ad indirizzare al Consiglio regionale della Basilicata il seguente messaggio: secondo il parere del Presidente Renzi, la Regione Basilicata approva leggi illegittime.
Sempre più offensivo sembra divenire il ricordo delle parole del Presidente Renzi, pronunciate a Gussago nel settembre scorso, rispetto alle quali il Presidente della Regione Basilicata non ha battuto ciglio pur essendo state parole ingiustificabili per la superficialità, l’arroganza e la mancanza di rispetto per la nostra Terra: “Quando io penso che siamo in una crisi energetica che voi tutti conoscete, e abbiamo un sacco di petrolio in Basilicata o in Sicilia che non tiriamo su per problemi dei comitati di turno, io dico eh bè, vorrà dire che perderò qualche voto ma la norma per sbloccare e per tirar su il petrolio in Basilicata e in Sicilia, creando posti di lavoro in Basilicata e in Sicilia e consentendo a questo paese di vincere la sfida energetica, io la norma la faccio, anzi l’ho già fatta. Vada come deve andare” (https://youtu.be/Zx6b5BU3FkM).
Alle parole del Presidente Renzi “vada come deve andare” possiamo certamente constatare che sta andando malissimo per la Regione Basilicata: procedure di Valutazione d’Impatto Ambientale le cui competenze divengono ministeriali; emanazione del decreto attuativo dello “Sblocca Italia” con riferimento allo scellerato art. 38 e al suo essere così dannoso per la nostra Basilicata nonostante le tante rassicurazioni della politica regionale; conferma della illusoria strategia di pianificazione prevista dal Piano dell’Aree, introdotto dal comma 1bis dell’art. 38, e dal suo non essere vincolante nel rilascio dei titoli concessori unici dal momento che le compagnie petrolifere possano procedere nelle loro attività di sfruttamento senza che l’adozione, quindi l’approvazione del Piano, sia vincolante. Procede malissimo per le previsioni dettate dal decreto attuativo D.M. 25.03.2015 secondo cui le Istanze dei Permessi di ricerca, le Istanze per il rilascio delle Concessioni, i Permessi di ricerca e le Concessioni già in essere, rilasciate dopo l’anno 2006, possono essere convertite nel famigerato Titolo concessorio Unico tanto desiderato dalle lobbies del petrolio che vedono accorpati i titoli del Permesso di ricerca e della Concessione in un unico e magico pacchetto concessorio con tanto di “fiocco regalo” da parte del Ministero dello Sviluppo Economico e del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare con l’aggiunta di un bigliettino del Presidente Renzi riportante una frase beffarda: auguri ai “quattro comitatini”.
Tutto sommato possiamo dire che non c’è niente di nuovo, ma solo conferme negli atteggiamenti, negli spot pubblicitari, nelle finte divisioni del partito di Governo e nelle finte arruffate in Consiglio regionale: il Piano delle Aree è l’ennesimo specchio per le allodole; il Governo regionale è allergico a qualunque pianificazione sia in ambito paesaggistico sia per le attività petrolifere sia per la gestione rifiuti; il Governo regionale continua a rendersi poco credibile resistendo nel giudizio promosso dal Presidente Renzi dinanzi alla Corte Costituzionale dopo lo scadere dei termini per impugnare lo “Sblocca Italia” e la legge di Stabilità 2015 nella parte in cui ha introdotto modifiche sostanziali all’art. 38; si continua a chiamare in gioco la riforma del Titolo V della Costituzione ed infine, si continua a parlare di dialogo con il Governo evidenziando che il costituirsi nel giudizio dinanzi alla Consulta non va visto come “un referendum pro o contro l’attuale governo nazionale”. Per fortuna il referendum è uno strumento di democrazia diretta e partecipativa nelle mani dei cittadini e non di una politica che si sta mostrando non all’altezza delle emergenze che affliggono la nostra Terra e non in grado di imporsi seriamente a quel tavolo che vede seduto un Governo nazionale disposto a svendere la Basilicata in nome di una millantata e demagogica “sfida energetica”. I “quattro comitatini” guardano a testa alta perché possono dire di non essere corresponsabili del vergognoso quadro normativo posto in essere da “quattro irresponsabili”.
Coordinamento Salviamo il Paesaggio del Vulture Alto Bradano
Associazione Intercomunale Lucania

mercoledì 20 maggio 2015

Così la terra vuole il suo riscatto L’analisi di Fabbris sui giorni di protesta contro l'IMU


MATERA - Perchè siamo a Matera ed oggi a Roma contro l'Imu sui
terreni?
Per alzare la testa come cittadini e difendere le nostre comunità. Da molto tempo le campagne italiane sono attraversate da una crisi profondissima, che sta correndo il rischio di cancellare un patrimonio secolare di lavoro, trascinando in basso, soprattutto nel Mezzogiorno, la condizione di intere comunità rurali fino a compromettere la tenuta delle stesse città.
Secondo la Fondazione Agnelli (dunque non i pericolosi sovversivi di Altragricoltura che queste cose le denunciano da almeno 15 anni), entro pochi decenni la popolazione lucana passerà da 550.000 abitanti a 400.000; dove scomparirebbero questi 150.000 abitanti?
Guardando i numeri e le statistiche è facile a dirsi: nelle aree rurali e nei piccoli centri. Altrettanto immaginabili i motivi che possono essere ricondotti in gran parte alla perdita di ruolo e funzione dell’agricoltura mediterranea, che lascia senza reddito gli agricoltori con buona pace della falsa coscienza che continua a decantare le meravigliose gesta del made in Italy. In realtà nelle campagne italiane e del Sud si sta consumando da tempo una lenta agonia di aziende agricole produttive, nascosta dai fuochi di artificio di numeri gonfiati e manipolati che vorrebbero “L'agroalimentare italiano e la sua capacità di esportare” come ci raccontano con il grande bluff dell'Expo, che fra poco inizierà a Milano.
Eppure da molto tempo nelle campagne lucane, come in quelle di tante altre aree produttive una volta “forti” del nostro Paese, gli agricoltori a gran voce chiedono risposte e il cambiamento di rotta e da più parti si sottolinea come insopportabile la condizione generale di chi vive nelle aree rurali. Non solo queste risposte non sono arrivate ma, proprio nel momento in cui la crisi economica, sociale e di senso delle nostre comunità rurali, arriva al massimo, Renzi inventa un provvedimento che, se non viene ritirato tempestivamente, può essere il colpo mortale.
L'Imu sui terreni, in realtà, è un balzello non contro gli agricoltori ma contro tutti i cittadini perchè colpisce la proprietà della terra. Per le aziende agricole il possesso della terra è fonte di reddito e strumento di lavoro ed è un costo, che in gran parte non potranno sostenere ma tutti i cittadini corrono il rischio di pagarla tre volte.
La pagheranno una prima volta quando avendo il possesso di un pezzo di terra, tenuto come si conservano le radici di famiglia, dovranno pagarci anche questa tassa. Poi la pagheranno altre due volte per effetto del meccanismo odioso che il Governo ha deciso. Sulla base di cervellotiche valutazioni senza fondamento tecnico e calcoli sbagliati, il Governo ha stimato “quanto dovrebbe rendere quella tassa” e, costringendo i Comuni ad incassarla, ha già sottratto le somme dai trasferimenti che lo stato normalmente dovrebbe dare ai Comuni. La tassa non produrrà quel gettito, sia perché i calcoli sono sovrastimati, sia perché in molti non potranno pagarla ed, allora, arriveranno in tagli dei servizi e della spesa corrente per i Comuni a danno di tutti i cittadini.
Se poi i Comuni non riusciranno a far quadrare i bilanci, l'esito del dissesto finanziario del Comune è scontato; arriverà, con il Commissariamento, il restringimento degli spazi di democrazia ma, soprattutto, l'innalzamento al massimo delle tasse per tutti. Uno scivolone che lo stesso Renzi ha riconosciuto essere stato un grave errore ed un grande pasticcio e cui bisogna rimediare urgentemente.
Per questo è nato il movimento che si sta sviluppando in questi giorni e che ha deciso di chiamarsi “Riscatto”; perchè sia chiaro che la sua iniziativa non è contro una tassa ma, puntando a rimediare a questo pasticcio irresponsabile, si pone l'obiettivo vero di restituire dignità al lavoro di chi vive nelle aree rurali e in rapporto con la terra.
Tre gli obiettivi immediati: l'abrogazione per il futuro, il ritorno alla situazione ex ante per le misure in corso e la restituzione di quanto sottratto alle tasche dei cittadini ed alle casse dei comuni.
Riscatto è nato il giorno dopo che il Parlamento ha trasformato in legge il decreto del Governo, prendendo atto del fallimento delle Organizzazioni professionali agricole che avrebbero dovuto impedirlo e dell'arroganza di un Governo autistico che pur di fare cassa non ha ascoltato le ragioni dei tanti sindaci ed imposto con la fiducia il bavaglio alla sua stessa maggioranza ed al Parlamento su un tema cosi delicato. Ora siamo in campo con un movimento che si sta allargando a macchia d'olio, un movimento che a Matera, Capitale della cultura europea ma anche capitale di una lunga storia di lavoro contadino, sta accumulando la forza per pesare a Roma.


Gianni Fabbris

martedì 19 maggio 2015

Terribile incidente sulla 106 nei pressi del centro commerciale Heraclea

Dalla visione  del filmato , l'incidente accaduto verso le 14 , tra un camper ed un camion è terribile , con consequenze  ancora da accertare per i conducenti (SOLO FERITI) .
Il tragico incidente è avvenuto sulla 106 , un po dopo il centro commerciale di Policoro , il camion addirittura ha invaso la corsia di sotto della complanare che porta alla zona artigianale di Policoro

VIDEO
 
 http://www.youreporter.it/video_INCIDENTE_106_POLICORO_MT_ORE_14_00

Leone e la rivoluzione dei Cugini , dopo quella di Carrera a quella di Chiurazzi. Anche la CSIL contro l'assunzione del dirigente dell'ASP


G.Bollettino CSIL
Possiamo dire senza dubbi di essere smentiti che Leone il rivoluzionario gentile , l'inconsapevole per eccellenza ha un debole per i cugini , basta che tu sei un cugino di uno Potente (vedi Chiurazzi ) o servi per tenerlo attacato alla seggiola (vedi Carrera) e Leone fa cosè e pazz. Per te.

Le parola clientelismo , affari ecc, speravamo che fosserò banditi con la vittoria del rivoluzionario Leone , purtroppo è stata una pia illusione , secondo il nostro punto di vista , oggi albergano piu forti di prima nella casa comunale , e i conflitti d'interesse di alcuni provvedimenti amministrativi con interessi riconducibili a consiglieri comunali di maggioranza o para maggioranza e dirigenti che si stanno consumando nel comune sono così evidenti , che solo una procura distratta non riesce a focalizzare.

Poi l'ultimo provvedimento di mobilità di un dirigente , ha dello scandaloso , non solo perché del tutto illegittimo , ma a dimostrazione che ormai la commistione tra destra e sinistra e totale , e Leone l'uomo della morale , si è fatto travolgere nella logica di assecondare il potente di turno , sarebbe auspicale capire per quale ragione intima , si arriva a tanto.

Forse probabilmente per rimanere nella cerchia dei potenti di turno , nella speranza che domani il piacere di oggi venga ricambiato , solo così si capirebbe quel Sissignore del nostro amato sindaco al nostro potente di turno.

Che il trasferimento del dott, Gaetano Rinaldi dall'asp di Potenza al comune di Policoro sia del tutto illegittimo , non lo affermiamo solo noi “tuttologi “ ma anche la CSIL che in un comunicato del segretario Regionale FP , ci porta a conoscenza che ha già segnalato alla corte dei conti il comune di Policoro per aver ha proceduto alla mobilità di personale quando erano già conosciuti i divieti che la legge finanziaria imponeva.

Se a questo aggiungiamo che la mobilita è avvenuta con un atto di giunta poi maldestramente hanno cercato di sanare con una determina (presa d'atto) del mago Silvan dopo la nostra segnalazione , e che la mobilità del dirigente Fortunato e del tutto illegittima , aggiungiamo schifezza su schifezza , dove la illegittimità degli atti sono norma.

Peccato , aver ridotto la rivoluzione gentile in una modesta e maldestra rivoluzione dei cugini.

lunedì 18 maggio 2015

L'abusivo Vicesindaco sale in cattedra nel maldestro tentativo di Salvare gli appalti illegittimi. Mentre il degrado continua (Video)


IL VICESINDACO DI POLICORO (versione originale)
La risposta scomposta , arrogante , presuntuosa , del vicesindaco Bianco sulla questione ASMEL è sintomatico di un'amministrazione il cui connotato principale è la boriosità l'altezzosità con cui si confrontano con chiunque li critica. Ma Bianco divenuto vicesindaco per volontà divina e non per volontà popolare , il nominato per eccellenza , sale in cattedra nel maldestro tentativo di imitare il Renzi alla lavagna , ma addirittura si spinge oltre , dando voti e giudizi al cianuro o olio di ricino avvicinandosi al sentir comune del suo capo Leone che per storia e cultura è un fascista , invitando a Marrese a Studiare studiare studiare , e usando parole di disprezzo assoluto nei nostri confronti. Sul tema non voglio tornarci , avendo il PROF.RE IVANO Farina (uno che in cattedra ci sta davvero e non finge ) risposto , e che consiglio a tutti di leggere sul sito di Karakteria , anche per capire chi vola in alto , dove alberga la passione e la cultura , la vera Politica quella con la P maiuscola , e chi parla con la pancia per difendere qualche misera poltrona.

Con questo Post voglio rispondere nel merito della questione ASMEL e appalti , e le conseguenze ed il significato della delibera 32 dell'autorità anticorruzione.

Dice il Vicesindaco nominato e non elletto , che le gare svolte dall'asmel : “sono state bandite dal Comune di Policoro e, quindi, si sottraggono ai profili di illegittimità sollevate dall'Anac”
Una colossale bugia , qui siamo alla menzogna pura . Cosa centra il fatto che il comune abbia bandito le gare , mentre esplicitamente l'autorità anticorruzione pone il problema dell'illegitimità anche sulla gestione da parte di questo conzorzio degli appalti , probabilmente il vicesindaco si è soffermato alle prime righe della delibera dell'autorità , non ha letto tutto il provvedimento. Se avesse studiato un po' di piu il provvedimento , inoltre avrebbe anche capito che quello che vale per Policoro non è valido per Napoli è De Magistris , infatti scrive Cantone

non può considerarsi legittimata ad espletare attività di intermediazione negli acquisti pubblici, peraltro senza alcun limite territoriale definito» quindi “Per l'Anac il sistema messo in piedi da Asmel non corrisponderebbe al modello previsto dall'articolo 33, comma 3-bis, del codice degli appalti. In estrema sintesi sono due le obiezioni, confortate anche da un parere dell'Avvocatura dello Stato. La prima riguarda la presenza «seppur indiretta di società private nella compagine consortile». La seconda riguarda l'operatività non circoscritta ad un preciso ambito territoriale, ma «sostanzialmente illimitata», in quanto «lo stesso statuto ammette adesioni successive di enti collocati su tutto il territorio nazionale». Mentre, ricorda l'Autorità «la ratio della normativa in esame è rimasta quella di "centralizzare" attraverso forme di aggregazione in ambito territorialmente circoscritto e definito, per consentire anche la condivisione delle risorse umane e strumentali degli Enti interessati, la razionalizzazione dei centri di spesa, la riduzione dei costi di gestione e il conseguente risparmio di risorse pubbliche». Al contrario, l'Asmel «agisce come un soggetto del tutto autonomo» dagli enti locali aderenti che «conferiscono una sorta di "delega" delle funzioni di committenza, in spregio alle previsioni dell'art. 33».
Quindi caro vicesindaco nominato
L Asmel è una società consortile nata in Campania precisamente nel comune di Caggiano (Salerno) , se non lo sai , Napoli si trova in campania e Caggiano dista da Napoli 50 Km ed è tra i comuni fondatori del conzorzio , un po' di Geografia ed una attenta lettura del provvedimento avrebbero evitato al Vicesindaco Bianco laureato in diritto di fare l'ennesima figuraccia da esperto e non da tuttologo.

Il Vicesindaco cattivo Maestro , non ci ha ancora spiegato il perché l'amministrazione Leone ha scelto questo consorzio Napoletano , preferendolo alla stazione appaltante del metapontino , come invece saggiamente hanno fatto il comune di Scanzano e Montalbano. Lui si è concentrato solo agli insulti ai tuttologi .
Non ci ha spiegato cosa intendono fare da OGGI.
 Infine al Vicesindaco nominato e non eletto gli voglio ricordare che noi abbiamo titolo a parlare , perché ci siamo candidati ci abbiamo messo la faccia e pur non avendo nessun eletto abbiamo avuto circa il 7% dei voti , Voti che vanno rispettati . Il prof.re Farina è risultato il terzo candidato piu suffragato di Policoro con 178 voti , mentre in quel consiglio siedono persone elette con 38 voti . Inoltre che lui non ha avuto nessun mandato popolare per avere la RESPONSABILITÀ per governare la nostra città , non avendoci messo la faccia , e allora di cosa parla questo abusivo ?

Infatti la città grazie anche a lui vive questo degrato (vedere per credere )

domenica 17 maggio 2015

IACOBELLIS E DI TRANI DUE SINDACI DI FRONTIERA SFIDANO I CLAN

F. Mele
Salvatore Iacobellis e Vito Di Trani, due sindaci anticriminalità, rispettivamente di Scanzano Jonico e di Pisticci, fatti segno, per il loro impegno per la legalità, a due gravi atti intimidatori nelle scorse settimane. Il 12 aprile scorso fu La gazzetta a rendere noto che al primo cittadino di Scanzano Jonico era stata recapitata una testa di agnello mozzata. Il ritrovamento avvenne nella notte del venerdì Santo, il 3 aprile, ma venne tenuto riservato per motivi investigativi. Nel gergo mafioso il macabro regalo di Pasqua a Iacobellis è una chiara minaccia di morte. “La bestia ferita sta reagendo. Ma io non ho paura. Sono il sindaco di questa città da cui o andrà via la gente per bene o i delinquenti. Credo che loro stiano finendo tutti in galera”, disse il primo cittadino già Premio Beneventano dell'associazione antimafia Libera nel 2099. Sul fatto ancora indagano i carabinieri della Compagnia di Policoro. Manovalanza locale in collegamento con 'ndrangheta e Scu l'ipotesi investigativa. Il 25 aprile scorso, invece, ecco la notizia dell'attentato contro il sindaco di Pisticci. Ignoti diedero fuoco nella notte all'auto della moglie, una Micra, parcheggiata nel garage della sua abitazione. “Se qualcuno ha qualcosa da dirmi sono qui – dichiarò Di Trani - ma lasci perdere la mia famiglia. In ogni caso, se pensa di intimidirmi con tali gesti si sbaglia di grosso”. Sull'episodio sono in corso indagini da parte dei Carabinieri della Compagnia del centro della Valbasento con cui il primo cittadino rimase tutta la notte dell'incendio per tentare di risalire ad un movente. E ieri i due sindaci “di frontiera” erano al fianco di Libera per continuare nel loro impegno contro le infiltrazioni malavitose nel Metapontino.

sabato 16 maggio 2015

La protesta del Liceo Scientifico di Policoro : Il Collegio dei Docenti dice no all'adozione dei libri di testo.


Segnale forte quello di Ieri del collegio dei docenti del Liceo Scientifico “E.Fermi” di Policoro , contro la controriforma Renziana , quello di dire no all'adozione dei libri di testo , e di utilizzare le dispense , in forma alternativa.
Se Renzi voleva una risposta alla sua lavagna umanista , ieri i docenti del Liceo di Policoro lo hanno dato , con un Basta , chiaro è forte , una protesta che andrebbe ampliata agli altri Istituti , per dare voce a una categoria fondamentale per il paese ma maltrattata , la peggio pagata d'EUROPA.. Una forma di protesta che potrebbe diventare una valanga con consistenti ripercussioni anche economiche. In questo caso i Ragazzi e le famiglie sarebbero comunque salvaguardate , perché gli insegnanti sobbarcandosi doppio lavoro , utilizzerebbero la modalità alternativa prevista dalla legge delle dispense.
Con quest'atto di docenti del Liceo bocciano il cattivo maestro Renzi , mettendolo dietro alla lavagna e magari con le orecchie da asino.
É un no netto e forte al preside padrone che possa essere in grado di assumere, attingendo da albi triennali, insegnanti a livello territoriale di cui non sa niente o non può sapere niente. Ha dimenticato di dire alla lavagna , che la tanta agognata alternanza scuola-lavoro già c’è ed è stata raddoppiata da 200 a 400 ore ed estesa pure ai licei. Laddove questo modello non si fondasse sulla qualità del tirocinio ma esclusivamente sulla possibilità per un’azienda di disporre di forza lavoro non qualificata, le ore di stage risulterebbero ore sottratte all’insegnamento e alla formazione dei ragazzi. La verità è questa, in Italia, a differenza del resto d’Europa, la scuola è considerata una spesa improduttiva”.
Ha dimenticato di dire che a parole si parla di diritto allo studio , ma le sue finanziarie non mettono una lira che sia una lira su questo capitolo , che significa risorse importanti per i gli studenti e le famiglie di usufruire del diritto allo studio garantito dalla costituzione.
Intanto ieri il primo scivolone del governo sull'articolo 8 , a nome della reltrice del provvedimento, Maria Coscia, ha chiesto una modifica all'articolo 8 con un nuovo emendamento.Insomma, la riforma ha ancora degli aspetti da limare soprattutto per quanto riguarda gli articoli più caldi.
Ricordiamo che l'Articolo 8 affronta una tematica molto delicata che è quella degli albi territoriali e della possibilità da parte dei dirigenti di chiamare i docenti nelle scuole attingendo da essi.
A determinare la scelta anche l'annuncio da parte della relatrice, Maria Coscia (Pd), di voler accantonare un emendamento che "a cascata" avrebbe determinato il rinvio anche di diversi altri. Dopo un rapido consulto e una breve sospensione dei lavori le votazioni sono state aggiornate a lunedì prossimo alle 11.

venerdì 15 maggio 2015

L’Italia verso una disoccupazione di massa

E dopo le parole di George Friedman, che parla di “catastrofe sociale”, arrivano ora le parole di Ignazio Visco, nientemeno che il governatore della Banca d’Italia, che vede una disoccupazione di massa alle porte. Nel giro di 10-20 anni un lavoro su due scomparirà.
Senza innovazioni e investimenti nel capitale umano “rischiamo una disoccupazione di massa“. Lo dice il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, intervenendo alla presentazione del libro ‘Investire in conoscenza e innovazione’, in corso alla Luiss. Visco ha sottolineato che “nel giro di 10-20 anni un lavoro su due scomparirà: cosa resta? L’innovazione – ha aggiunto – crea lavoro, ma senza creare le condizioni e investire rischiamo una disoccupazione di massa in un periodo che è di transizione e che non sarà così breve”.
Secondo il governatore di Banca Italia “anche parte dei lavori dell’industria manifatturiera italiana scompariranno” nei prossimi 10-20 anni. Visco ha premesso che “uno dei limiti piu’ grossi per cui le imprese italiane non hanno colto i vantaggi della globalizzazione e non sono state dietro al cambiamento tecnologico, sta nella natura delle imprese ma anche nell’ambiente esterno. Se anche si creasse un ambiente favorevole alle imprese e un cambiamento di mentalita’ – ha proseguito – ci troveremmo comunque con un forte ritardo culturale”. Il governatore di Banca Italia infatti, ha ricordato che “l’alfabetizzazione degli adulti italiani e’ molto bassa: il 70% degli italiani non comprende cio’ che legge o non sa come usmorasta.itare le informazioni scientifiche e tecnologiche che possiede. Siamo molto indietro”. Secondo Visco dunque “non e’ importante solo fare innovazione, quanto piuttosto saperla prendere l’innovazione”.
Il governatore di Banca Italia infine ha citato una serie di dati per dimostrare che la dimensione delle imprese italiane e la loro mancata crescita dipenda dagli scarsi investimenti in capitale umano: “Anche negli Stati Uniti le imprese nascono piccole come in Italia e hanno la stessa mortalita’, una su due dopo un certo periodo muore. Ma se negli Usa un’impresa comincia con 10 addetti dopo due anni questi sono 26, mentre in Italia sono 12. Questo dipende dal capitale con cui quell’impresa viene sostenuta: noi abbiamo cercato di ridurre la fiscalita’ sul capitale di rischio ma e’ drammatico che questa cosa non si sappia e che non ci sia informazione sufficiente nemmeno da parte di chi potrebbe beneficiarne. Il futuro resta difficile su questo aspetto – ha concluso Visco – senza innovazione rischiamo una disoccupazione di massa in un periodo di transizione ma che non sara’ cosi’ breve“.
La flessibilita’ del mercato del lavoro italiano ha peraltro disincentivato le imprese a investire in innovazione. Visco ha premesso che “gia’ investire in capitale umano rende molto poco in Italia perche’ l’impresa vede che non c’e’ convenienza a investire su quelli che piu’ sanno. Dall’altro lato – ha aggiunto – il maggior disincentivo a investire e’ venuto dal modo in cui e’ stato reso flessibile il mercato del lavoro: alle piccole imprese e’ convenuto investire in contratti part-time e precari per prendere giovani e fargli fare le stesse cose che facevano gli anziani. Chi doveva investire su se stesso – ha continuato Visco – ha pensato che non fosse conveniente farlo”.
Fonte: Qui Finanza
Tratto da: 


giovedì 14 maggio 2015

Quegli appalti sono Illegittimi Decreta L'autorità ANTICORRUZIONE , coinvolto anche il comune di Policoro. Pesante bocciatura per Leone ei suoi Prodi.

Erano stati abbondantemente avvisati , che quella porcheria di associarsi ad una società consortile Napoletana li avrebbe portati , dritti dritti nella fogna , e che la via Maestra era invece quella scelta dal comune di Scanzano J. E Montalbano , che si erano conzorziati per creare una centrale di commitenza tra comuni.

Ma questi che si sciacquano tanto della parola Metapontino , e come dimostreremo , sono isolati dagli altri comuni perché ritenuti arroganti e incapaci (basta vedere la gestione dei PIOS ma ne riparleremo) non riescono non solo ad aggregare , ma la loro arroganza li porta a trovare compagni di strada che di peggio non trovi in giro.

Noi l'ho avevamo detto con un post , ma non solo noi , in consiglio comunale il consigliere del PD Francesco Fortunato , aveva sottolineato con cognizione di causa le ragioni sia di opportunità che di legittimità , che quella di associarsi all'ASMEL era una stronzata , che avremmo pagato a caro prezzo.

Ma loro niente , hanno tirato avanti , tanto i costi dei disservizi li pagano i cittadini , i costi della loro arroganza che sinonimo di stupidità li paghiamo sempre noi , finché qualcuno non si sveglierà.

E' straordinario come i sindaci di Scanzano Iacobellis , quello di Montalbano De Vincentis , quello di Tursi Labriola e di Pisticci Di Trani , (come vedete sindaci di destra e sinistra) dicono no a questa società consortile , fanno stazioni appaltanti autonome tra comuni , mentre il solo Leone fa questa grande stronzata.

Gli altri probabilmente si sono letti la legge è hanno capito l'illegittimità di tale operazione , mentre Leone la Legge e le regole non sa neanche dove stanno di casa.
Infatti se lui e quel suo illusionista Dirigente , Silvan proprio lui , avessero cognizione di causa delle norme , avrebbero evitato questa grande stronzata.

Che l'asmel società consortile di cui il comune ha deciso di far parte come centrale di committenza per gli appalti , cacciando un bel po' di soldi non sia da considerarsi quali possibili sistemi di aggregazione degli appalti di enti locali, in quanto sia il Consorzio Asmez e la società consortile Asmel a r.l. lo dice l'autorità ANTICORRUZIONE quando decreta che : non rispondono ai modelli organizzativi indicati dall’art. 33 comma 3-bis del d.lgs. 163/06,

CONTINUA IL COMMISSARIO DELL'AUTORCantone con sudetto decreto che :pertanto, la società consortile Asmel a r.l. non può essere inclusa tra i soggetti aggregatori di cui all’art. 9 del d. l. n. 66/2014, né può considerarsi legittimata ad espletare attività di intermediazione negli acquisiti pubblici, peraltro senza alcun limite territoriale definito; conseguentemente, sono prive del presupposto di legittimazione le gare poste in essere dalla
predetta società consortile Asmel”

In parole povere , le gare della mensa , quella dell'asilo nido , sono rivedere , inoltre quella sui tributi assegnata a questa centrale di committenza va subito ritirata.


I soldi dati al conzorzio vanno recuperati (REVISORE DEI CONTI CI SIETE E CI ARRIVATE ) dagli amministratori , perché se lo sapevamo noi ( e non siamo delle cime ) , se lo sapeva Fortunato e lo sapeva Jacobellis ecc.. ci chiediamo se Leone ci è o ci fa.

mercoledì 13 maggio 2015

C'erano una volta i Giardini Murati oggi ridotti a una Latrina , luogo di spaccio e degrado.

 I Giardini Murati erano il il biglietto da visita di Policoro , un armonioso parco
che racchiudeva in se il glorioso passato della città e l'ispirazione del suo futuro , quello di diventare un paese moderno senza dimenticare le sue origini , racchiudeva in se il sogno di policoro di diventare il giardino del Metapontino.

Questo era l'idea di coloro che l'hanno pregettata e voluta , facendola diventare la bonboniera di Policoro.

Oggi questo gioiello dell'architettura nostrana e questo polmone verde , è ridotta a una LATRINA.

Basta vedere il filmato di Jonica TV che pubblichiamo , per renderci conto della situazione di abbandono in cui versano questi giardini. Il primo scempio è stato perpetuato con lo sciagurato taglio degli alberi , che ne hanno modificato la prospettiva , dopo con il totale abbandono di ogni controllo e pulizia , i giardini Murati oggi sono un luogo di pericolo abbandonati a se stessi , e come piazza in Eraclea la si concentrano spacciatori e vandali.

Chi sa se fra qualche mese vedremmo postato sul social Network dei vari profili dei manutentori i giardini murati messi a nuovo , magari con la farsa di una inaugurazione.(vi ricordate quella della villa centrale , prima distrutta , poi rifatta e rinaugurata per la 10 volta )

Perchè costoro sono come i barbari , prima distruggono , poi c'è il solito appalto , per l'urgenza a trattativa privata , poi la solita variante , e opla il gioco è fatto.

Distruggono per ricostruire , tanto paghiamo noi , nel loro vocabolario la parola manutenzione non esiste , gestione ordinaria per tenere una città sempre alla altezza delle tasse che paghiamo non esiste , siamo allo sbando totale. 

martedì 12 maggio 2015

Il diserbante più usato al mondo è cancerogeno. E Leone ne compra in quantità esorbitante.

L'articolo puntuale , preciso e decumentato di ieri di Ivano Farina sull'acquisto del diserbante , glifosato fa capire in mano a chi siamo , con quale superficialità amministrano , anzi disamministrano questa città.
di

Riproponiamo l'articolo pubblicato su Karakteria , affinchè si possa riflettere , e creare un'opinnione pubblica che impedisca questo attentato alla nostra Salute.

Regole, regole, regole, inovazione, ambiente, turismo, salute, governabilità... Che fine fanno queste parole a Policoro ogni volta che c'è da passare ai fatti?

Dopo due anni di battaglie sull'utilizzo del diserbante in città ( erano circolate foto del suo utilizzo persino con bambini con zaini, a fianco alle scuole elementari) a dicembre un comunicato stampa del PD ci aveva fatto gridare vittoria. http://www.karakteria.org/contenuti/14/12/09/il-dec-ferma-il-diserbo-a-policoro-ora-fermiamo-linquinamento-insetticida

Apprendiamo con soddisfazione che il Direttore di Esecuzione del Contratto (DEC) per il servizio di raccolta rifiuti ha definitivamente rilevato che la pratica del diserbo chimico effettuata più volte dalla ditta Tra.De.Co. non è consentita. [...] E’ stata fermata speriamo una volta per tutte una condotta ritenuta inaccettabile per la sicurezza dei cittadini policoresi che la ditta Tra.De.Co. ha posto in essere più volte persino in prossimità delle scuole elementari.
Dal Comunicato stampa del PD 07/12/2014

Poi, una volta ottenuta la propaganda per mezzo stampa, una volta riecheggiata per blog e giornali, che succede? L'amministrazione ignora bellamente il DEC (Direttore di Esecuzione del Contratto)?

Evidentemente si, vista la determina n.597 del 24 aprile 2015 http://www.karakteria.org/documenti/15/05/11/determina-diserbante

Il Comune di Policoro acquista 7 taniche da 20 litri di un veleno (il glifosato) i cui effetti deleteri sull'ambiente e sul suolo sono risaputi.  Soprattutto sono dimostrati e sottoscritti dalle autorità sanitarie gli effetti sulle persone: la sua canceroginità e come quello specifico prodotto provochi aggressioni al DNA delle cellule umane e probabilmente la comparsa di un particolare tipo di linfoma (il Non-hodgkin).

Noi siamo l'ultima ruota del carro a chiedere da anni che si smetta con questa pratica: prima di noi ci sono i medici di mezzo mondo con le loro organizzazioni sanitarie, prime fra tutte la IARC (Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro) e l'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità),  la legislazione europea, l'esempio di nazioni come la Francia che stanno varando leggi proibitive e l'esempio di tantissimi comuni italiani (è di qualche giorno fa la notizia del comune di Miglionico che ne ha proibito l'utilizzo).

Policoro, invence, non lascia, raddoppia: 7 taniche da 20 litri (140 litri di diserbante) desertificano una quantità esorbitante di ettari di terra. Che utilizzo ne ha previsto il nostro pediatra?

Siamo certi che non giungerà risposta. Siamo certi ormai che il taglio dell'erba comunale, fino a quando rimarrà in piedi questa amministrazione, non subirà evoluzioni e miglioramenti.
Siamo altrettanto sicuri che l'unico modo per fermarli è che a lamentarsi siano le stesse mamme-elettrici dei nostri amministratori. Ascoltano solo questo discorso. Non quello delle mamme, ma quello delle elettrici.

Intanto pubblichiamo un articolo del Corriere della Sera di qualche settimana fa: Il diserbante più usato al mondo è cancerogeno

Il glifosato inserito nell’elenco dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro: favorisce la comparsa di linfomi non-Hodgkin

L’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc), organo dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) che coordina gli studi in campo oncologico, ha classificato fra i probabili cancerogeni il glifosato: il diserbante più usato nel mondo. Scoperto negli anni Settanta e messo in commercio dalla Monsanto con il nome di Roundup, oggi – scaduto il brevetto – il principio attivo è usato nella preparazione di almeno 750 erbicidi destinati all’agricoltura, ma anche al giardinaggio e alla cura del verde pubblico. Già in passato il glifosato è stato messo sotto accusa per i possibili effetti negativi sulla salute, ma nel 1991 l’Agenzia statunitense per la protezione dell’ambiente (Epa) l’ha classificato come sostanza non cancerogena. Nel 2012 negli Usa sono state utilizzate 127 mila tonnellate di glifosato sulle coltivazioni secondo i dati Usgs.

Nuova analisi

Dopo un’analisi dei dati scientifici disponibili durata circa un anno, un gruppo di esperti internazionali si è riunito per riconsiderare il potere cancerogeno di questa e di altre quattro sostanze, impiegate come insetticidi. La valutazione dello Iarc, ripresa dalla rivista Lancet Oncology, include il glifosato, insieme a malathion e diazinon, nel gruppo dei composti «probabili cancerogeni» per l’uomo (gruppo 2A). Tetrachlorvinphos e parathion, considerati meno nocivi, sono stati invece classificati come «possibili cancerogeni» (2B).

Favorisce la comparsa di linfomi non-Hodgkin

La valutazione della pericolosità si basa sulla capacità di indurre tumore nell’uomo e in animali da laboratorio, oppure di provocare modificazioni genetiche in colture di cellule umane. Studi sugli agricoltori suggeriscono che l’utilizzo del pesticida favorisca la comparsa di linfomi non-Hodgkin, questo dato però non è ritenuto decisivo perché è difficile escludere altre possibili cause. Più significative sono state, per gli esperti, la capacità di indurre tumori negli animali da laboratorio e di danneggiare il Dna nelle colture cellulari. Secondo Vincenzo Vizioli, presidente dell’Associazione italiana per l’agricoltura biologica (Aiab), «i dati storici indicano che la maggior parte delle sostanze che causano mutazioni nelle colture cellulari risultano poi essere anche cancerogene. Il ministero della Sanità dovrebbe attivare una sospensione precauzionale dei prodotti a base di glifosato, fino a che non si avrà la certezza che questa sostanza non sia cancerogena. Il problema è particolarmente grave per il glifosato, a causa della sua grande diffusione».

Un colpo per la Monsanto

Mettere al bando questa sostanza sarebbe però un duro colpo per la Monsanto. Anche se non detiene più il brevetto del glifosato, l’erbicida Roundup è tuttora fondamentale per la multinazionale, perché venduto insieme ai prodotti «di punta»: soia, mais e cotone Roundup Ready, resistenti all’erbicida. Un gene inserito nei cromosomi di queste piante le rende immuni all’azione del diserbante quindi i campi possono essere «tranquillamente» trattati per eliminare le piante infestanti senza danneggiare le colture. Monsanto ha risposto al documento dello Iarc con un comunicato in cui si sostiene che «la conclusione non è sostenuta da dati scientifici. La classificazione dello Iarc è in contrasto con numerosi studi pluriennali condotti da centinaia di scienziati in tutto il mondo». Si chiede una nuova valutazione, a opera di un diverso gruppo di esperti, che tenga conto anche degli studi non considerati dallo Iarc.

Enormi interessi in gioco

Gli interessi in gioco sono enormi: la soia Roundup Ready è il prodotto Ogm più coltivato nel mondo. Il giudizio dello Iarc va a riaccendere la controversia sugli organismi geneticamente modificati. Anche se parte del mondo scientifico è favorevole alla coltivazione di piante transgeniche in pieno campo, non mancano voci contrarie, e l’uso eccessivo di pesticidi è uno dei possibili «effetti collaterali» chiamati in causa.

La situazione in Italia

In Italia non si può per legge coltivare piante Ogm, ma il glifosato è molto utilizzato. Il contatto con il pesticida può avvenire con l’aria, nelle zone in cui viene usato, o con il cibo, su cui possono rimanere residui. Il più recente Rapporto nazionale pesticidi nelle acque dell’Ispra ha messo in evidenza inoltre il problema dei residui nelle acque italiane, sia superficiali che sotterranee. Su 1.469 punti di monitoraggio delle acque superficiali, il 17,2% ha mostrato concentrazioni superiori ai limiti. Nelle acque sotterranee, su 2.145 punti i superamenti sono stati il 6,3%. Il glifosato e il suo derivato Ampa (acido amminometilfosfonico) sono le sostanze che più spesso superano i limiti. Nel 2012 il glifosato è stato trovato nel 18% dei campioni di acque superficiali e l’Ampa nel 47%. Lo Iarc non ha potere normativo, ora sta agli enti nazionali ed europei disporre le limitazioni ritenute necessarie per proteggere la salute di tutti. La Francia si sta già muovendo e ha varato il piano Ecophyto contro l’eccesso di pesticidi in agricoltura.

lunedì 11 maggio 2015

Policoro L'assessora C'è o non C'è. Il mistero di una crisi infinità

I giornali , portavano per certo che la dott.ssa Albanese Fosse stata
nominata assessora , ma della sua presenza in comune per ritirare la delega , non vi è traccia.

Anzi sembrerebbe che la delega sia stata firmata da Leone . ma non controfirmata dall'interessata , che aspetta il via libera da Forza Italia . Infatti per il partito di Berlusconi è imprescindibile che le nomine dei due posti che toccherebbero al partito , devono essere contemporanee e i  nomi sono  quella dell'Albanese e quella di Bianco , così come stabiliti negli accordi . Nessuno ormai si fida di Leone , l'uomo molte volte ha tradito gli impegni presi , lo considerano ,  i più confuso e inaffidabile. 

Quindi Forza Italia aspetta , e Leone e la sua maggioranza risicata tirano  a campare con un Carrera (padre ) (a proposito la nostra amata Giovanna si è dimessa)  sempre più inquieto , e come ci riferiscono alcuni consiglieri loquaci della maggioranza è come una farfalla , che cerca di impollinare qualche fiore sulla collina , ma gli è andata male. Siamo in primavera .  




sabato 9 maggio 2015

Stefania Albanese neo assessore alle Politiche sociali

 di Gabriele Elia
(fonte il Quotidiano del Sud)


POLICORO – Il Leone ter prende forma. Il primo tassello della terza Giunta
dell’Amministrazione di centro destra che amministra la città di Policoro dal 2012 avrebbe il nome e cognome di Stefania Albanese, classe ’78 psicologa e responsabile della casa famiglia “Gli amici di Filippo” del centro jonico. La quota rosa prende il posto di Livia Lauria, dimessasi nei giorni scorsi, con le stesse deleghe: Politiche sociali, pubblica istruzione. Stefania Albanese è il volto nuovo non compromesso con il passato politico in nessuna lista che Forza Italia voleva tra i banchi della Giunta. Si ricuce così lo strappo tra il gruppo consiliare di Forza Italia e il primo cittadino dopo le frizioni di dicembre 2014, allorquando i tre consiglieri di Forza Italia chiedevano il rimpasto al giro di boa del mandato politico in occasione della elezione del presidente del Consiglio comunale. Così dopo un tira e molla durato cinque mesi rientrano in maggioranza: Gianluca Modarelli, Antonio Cantasano e Donatello Sollazzo che ora avranno come interlocutori di partito oltre al sindaco Leone, Stefania Albanese. Nelle scorse ore il ballottaggio della quota rosa in seno agli Azzurri vedeva oltre al nome del neo assessore anche quello di un’altra ex amministratrice del Comune di Policoro: Luisa Lasaponara. Quest’ultima però, nonostante il suo nome fosse caldeggiato da una parte del partito e avesse le carte in regola per sedersi tra i banchi della Giunta, ha preferito declinare la proposta e si è tirata fuori dalla rosa dei nomi del gentil sesso che giravano negli ambienti forzisti, lasciando così campo libero, salvo clamorosi sviluppi dell’ultima ora, proprio alla Albanese sponsorizzata dal gruppo consiliare almeno nelle persone di Modarelli e Sollazzo. Ora però rimane ancora, almeno stando agli accordi non scritti che regolano le decisioni politiche, da sciogliere il nodo Domenico Bianco, assessore dimessosi a dicembre 2014 con l’inizio della crisi. Bianco è l’uomo forte del partito di Forza Italia a Policoro, però stando ai rumors delle ultime ore il decreto di delega non gli sarebbe stato ancora notificato. Staremo a vedere nei prossimi giorni quello che accadrà poiché Bianco è il secondo assessore che chiedeva Forza Italia e che dovrebbe prendere il posto di Giovanna Carrera, cugina del consigliere Rocco eletto nelle liste del centro sinistra (Idv) e poi trasmigrato in maggioranza nel centro destra in corso legislatura. Poiché durante la crisi di dicembre la maggioranza aveva il solo voto in più di Rocco Carrera per governare, Giovanna Carrera prese il posto proprio di Bianco nell’Esecutivo. Pertanto con il rientro dei tre consiglieri di Forza Italia in maggioranza si presume che sarà proprio la Carrera a farne le spese in questo risiko di poltrone ricomponendo così lo schema che ha consentito al centro destra di vincere le amministrative di maggio 2012. E per rimanere in tema di volti nuovi il 5 maggio ha preso servizio presso l’Ente il nuovo dirigente del settore amministrativo: Gaetano Rinaldi, arrivato dall’Asp di Potenza con l’istituto giuridico del “comando” previsto dal diritto del lavoro. Rinaldi è già stato dirigente del settore finanziario a Policoro per una decina d’anni e fino al 2008.

venerdì 8 maggio 2015

Policoro incidente mortale. in via Puglia davanti all'Euro Spin

un ragazzo di 30 anni di Accettura è morto questo pomeriggio a Policoro in un incidente d'auto in via Puglia. Si è scontrato  con unìauto all'altezza dell'Eurospin in prossimità alla strada Privata che da accesso al supermercato , mentre lui ed un suo amico di Policoro andava in moto . Le forze dell'ordine stanno accertando le dinamiche dell'incidente. Inutili i soccorsi in ospedale del ragazzo di 30 anni padre di una bambina , mentre ferito gravemente a una gamba l'altro ragazzo Policorese

DOMANI BALLOON ALL’EXPO

Balloon, la festa del fumetto e della letteratura per ragazzi della
Basilicata, che si tiene a Policoro, è stata chiamata a organizzare due giorni di fumetto all’Expo nello stand della regione lucana, il 9 e 10 maggio prossimi.

“Per Balloon ovviamente è un grande onore e ci riempie di orgoglio” commenta Domenico Viola, presidente dell’associazione Ali che organizza l’evento. “Una grande soddisfazione che condividiamo con tutti quelli che ci hanno sostenuto, con i collaboratori, con gli artisti che hanno fatto la qualità della manifestazione”.
“E’ un riconoscimento che conferma la qualità di una festa della cultura, che ci dice quanto sia giusta la strada di alzare il valore dell’offerta” aggiunge il direttore organizzativo Cosimo Minonni. “Balloon è una manifestazione ormai nota in tutta Italia, si sostiene anche grazie alla collaborazione del comune di Policoro, ma è una festa della Basilicata, in cui sono coinvolte nella manifestazione diverse realtà ed espressioni artistiche di tutta la regione. Balloon sta creando una vasta rete lucana di operatori e di istituzioni che collaborano a sviluppare un progetto che mira ad essere sempre più una delle attrazioni culturali di punta della nostra regione”.
“Nello stand della Basilicata a Milano abbiamo organizzato due giorni all’insegna del fumetto, sabato 9 e domenica 10 maggio, con la complicità di alcuni fra i collaboratori fissi di Balloon” annuncia il direttore artistico della manifestazione Enzo Perriello. “In entrambe le giornate due fumettisti lucani – Giulio Giordano e Gianfranco Giardina - disegneranno per il pubblico regalando le opere ai visitatori. Domenica sarà presente anche il fumettista Clod che si unirà agli altri due nei disegni per il pubblico. Ma Clod avrà anche un altro compito: firmerà le copie del settimanale ‘il Giornalino’ che saranno offerte ai visitatori. Su quel numero del prestigioso settimanale per ragazzi, comparirà infatti una storia a fumetti disegnata da lui, ambientata in Basilicata, che si conclude proprio nello stand della Basilicata all’Expo. Lo strillo dell’evento comparirà addirittura sulla copertina di quel numero. Insomma una grande pubblicità per la nostra regione e per la sua offerta culturale. Sabato mattina nello stand sarà presente anche Silver, il creatore di Lupo Alberto, che è il ‘padrino’ di Balloon”. Anche il direttore de ‘il Giornalino’ farà un salto nello stand a salutare i visitatori”.
“Questa occasione conferma quanto siano importanti le manifestazioni della cultura per promuovere anche un territorio, una regione, un contesto di valori” commenta Franco Garofalo responsabile della comunicazione della manifestazione.
I fumetti e la letteratura promossi da Balloon saranno presenti nello stand della Basilicata anche con due libri: “I cruschi di Manzù” una storia a fumetti realizzata da Giuseppe Palumbo e da Giulio Giordano e “Fiabe e favole in Basilicata” di Enzo Perriello. Entrambi i libri sono pubblicati dall’editore lucano Lavieri.

Intanto è entrato nel vivo l’organizzazione della quarta edizione di Balloon, fissata per il 29, 30 e 31 maggio, un’edizione che si annuncia ricca di ospiti come sempre ma con numerose novità.

giovedì 7 maggio 2015

Furti nelle scuole , Leone promette , entro 15 giorni interventi per la messa in sicurezza. Intanto i carabinieri recuperano tutta la refurtiva

Ci voleva il quarto furto , e sollecitazione decisa di un gruppo di genitori guidati dal presidente del consiglio d'Istituto Rossella Giovinazzo , affinche leone dal lanconico "sono desolato " passasse ai fatti.

Infatti nell'incontro di ieri , che si è svolto al comune , sembrerebbe che la questione sicurezza scolastica , abbia trovato una soluzione con le rassicurazione del sindaco di interventi mirati per evitare furti nei plessi scolastici.


Tra le misure , oltre che le inferriate alle porte e finestre anche un sistema di videosorveglianza , sistemi che potrebberò dissuadere questi delinquenti , a distruggere le scuole per qualche grammo di droga.

Intanto le indagini dei Carabinieri , hanno permesso il recupero di tutta la refurtiva , oltre che la caldaia e gli arredi sotratti alla scuola , nella giornata di ieri sono stati recuperati anche i compiuter.

Sia dal presidente del consiglio d'Istituto del Don MIlani che dal dirigente scolastico vanno ai carabinieri il ringraziamento per l'eccezionale lavoro ed il risultato ottenuto.


mercoledì 6 maggio 2015

Due dirigenti Abusivi per un posto. Il gioco delle Tre Carte del dott.re Ivan Vitale


Cominciamo con una doverosa precisazione , non è vero come abbiamo
scritto nell'altro post sul comando del dirigente , che il sindaco Leone abbia detto alle richieste dei Chiurazziani obbedisco , ma si è limitato a un semplice sisignore. Ci scusiamo con il sindaco.
Sul comando del dirigente dell'ASP di Potenza , siamo al gioco delle tre carte che è senz'altro quello più conosciuto anche da quanti disconoscono la prestidigitazione, purtroppo è anche il gioco usato da tanti illusionisti , che con l'allettante scusa di una probabile vincita raggirano il pubblico giacchè è impossibile poter vincere
Abbiamo la netta senzazione che il dirigente del comune di Policoro , conosciuto in arte come Silvan , sia un esperto anche in questo , ne ha dato prova di questa sua abilità nella determina del 29 /04/2015 n* 610 che dopo i rilievi mossi dal nostro blog sulla legittimità della delibera 48 ,si è dato da fare nel maldestro tentativo di mettere riparo a un provvedimento , quello del comando di un dirigente dell'ASP del tutto illegittimo.
Infatti il nostro Silvan , esperto illusionista , caccia dal cilindro , non un coniglio ma una determina di presa d'atto , dell'assunzione avvenuta con delibera di giunta , organo non competente in materia. Come dire :la giunta fa un atto illegittimo , io ne prendo atto , l'atto è imperfetto , per esempio sull'impegno spesa , io lo perfeziono , non fa niente che io abbia dato due pareri discordanti tra di loro , nella delibera dico senza ulteriore spesa , nella determina dico che impegno altre somme. Proprio come il gioco delle tre carte
Permane l'illegittimità in quando la presa d'atto non invalida la delibera della giunta , anzi evidenzia la commistione tra la gestione politica e quella dirigenziale (conosciuto meglio come paraculismo nostrano ) , che per legge deve essere separata è che l'assunzione del dirigente è stata adottata da organo non avendone i poteri(Giunta), infatti la legge attribuisce ai dirigenti i poteri gestionali(T.U 267\2000), nonché lo stesso regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi vigente al Comune di Policoro attribuisce ai dirigenti l’approvazione di tutti gli atti inerenti ad assunzioni ecc….,pertanto l’atto assunto dalla G.M risulta decisionale e non di indirizzo come invece la legge prevede, lo stesso testo unico enuncia espressamente quali atti siano di competenza della Giunta Comunale e tra questi non vi sono certamente le assunzioni di personale a qualsiasi titolo.
La situazione creata dall’Amministrazione comunale con l’atto adottato è paradossale perché il posto occupato TEMPORANEAMENTE dal dirigente comandato, risulta ancora oggi occupato dal dirigente Fortunato e senza giustificato motivo presta la sua attività alla Comunità Montana, perché l’ente (Comune di Policoro) oltre alla concessione del nulla-osta all’ulteriore trasferimento a firma del Sindaco nulla ha fatto circa la cessione del contratto, atto imprescindibile per legittimare un passaggio fra enti. Il Comune di Policoro ha due dirigenti abusivi nei rispettivi ruoli.
Grande Silvan , un Posto due Dirigenti e tutte due abusivi.
2) Nell’atto viene dichiarato che la spesa per l’utilizzo del medesimo comando, sarà finanziata dalla economia di spesa ottenuta dalla cessazione del dirigente Fortunato, niente di piu’ paradossale è stato dichiarato, infatti il suddetto dirigente pur avendo cessato la sua attività dall’1.09.2014, senza che il Comune di Policoro abbia adottato alcun atto amministrativo di trasferimento alla Regione Basilicata a suo tempo adottati , delibere, determine e contratto individuale sottoscritto che giustifichi il nuovo trasferimento nell’organico regionale , la spesa dello stesso risulta neutralizzata in quanto per i primi tre anni a decorrere dal 1\8\2012 il costo della sua assunzione doveva essere e\o già trasferita interamente dalla Regione Basilicata, ente di sua appartenenza prima del trasferimento avvenuto per mobilità al Comune di Policoro.
Non si comprende quale economia di spesa deriverebbe dalla suddetta cessazione se non quella di raggirare la norma. Sarebbe stato opportuno e legittimo procedere prima all’approvazione del bilancio anno 2015 con l’inserimento del costo del comando dirigenziale e poi l’adozione di tutti gli atti consequenziali per l’assunzione medesima, in quanto nell’anno 2014 non vi era posta contabile per tale istituto che ne legittimasse l’assunzione prima dell’approvazione del bilancio.

lunedì 4 maggio 2015

Furto con scasso alla scuola elementare don Milani

vandalismo puro quello che si è consumato questa notte alla scuola elementare don Milani in via Puglia . Sul posto sono intervenuti i carabinieri e la scientifica che stanno ancora facendo i rilievi del caso. ormai la città è allo sbando
devastata tutta la scuola con buchi e porte rotte, TANTO CHE LA DIRIGENZA HA DECISO DI CHIUDERE LA SCUOLA. Sono stati rubati parecchi computer è addirittura al centro Smile che si trova vicino alla scuola elementare sono stati sottratti i termosifoni.

Pedofilia, «crolla» parroco di Rivello coinvolti altri 2 lucani tra cui un ex residente Policorese

RIVELLO - Dagli ambienti giudiziari non trapela nulla. Ma, secondo
L’inchiesta ruota attorno a un presunto giro di pedofilia scoperto dai carabinieri della compagnia di Policoro a Nova Siri. Tre uomini agli arresti domiciliari - accusati di aver adescato e abusato di un ragazzino di 14 anni - e quattro degli altri cinque indagati raggiunti da obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria. I carabinieri sono sulle tracce dell’ottavo uomo del gruppo di pedofili, sconosciuti fra loro, che, all’epoca dei fatti, 2012- 2013, era residente a Policoro ma che poi si è trasferito. È un extracomunitario.

E mentre si continuano a delineare i contorni di questa «storiaccia» spunta un’altra vicenda di abusi su minorenni che coinvolge la Basilicata. Ci sono anche i nomi di due lucani, infatti, nell’inchiesta denominata «Sexting» che ieri ha portato a perquisizioni in mezz’Italia. Si tratterebbe di due studenti maggiorenni dell’hinterland di Potenza, indagati per detenzione di immagini di pornografia minorile. Sono stati scoperti dalla Polizia postale di Catania che ha avviato le indagini dopo la denuncia dei genitori di una sedicenne della provincia di Siracusa. La ragazzina era stata adescata su internet e convinta a realizzare immagini intime che poi sono finite, principalmente tramite WhatsApp, sui cellulari di venti persone in giro per l’Italia. Tra loro anche minorenni che hanno poco più di 14 anni e due maggiorenni con precedenti in materia di pornografia minorile. «Sexting» è la pratica molto diffusa di inviare e ricevere messaggi a sfondo sessuale. Non solo testi ma pure immagini, come quelle inviate dalla minore di Siracusa che in un caso è stata anche ricattata e minacciata, ma si è confidata con i suoi familiari.
indiscrezioni, don Antonio Calderaro, parroco di S. Costantino di Rivello, ai domiciliari con l’accusa di pedofilia, avrebbe ammesso in parte le proprie responsabilità durante gli interrogatori. I legali sarebbero intenzionati a chiedere il rito abbreviato.

domenica 3 maggio 2015

La storia di un giovane ventenne che a Policoro ha scelto l'agricoltura


Cosimo Padula
Cosimo Padula, 20 anni. Imprenditore agricolo dall'estate scorsa quando ha ultimato gli
 studi al liceo scientifico di Policoro. Ha deciso di continuare e ampliare l'azienda agricola di famiglia: 16 ettari trasformati fra albicocche e pesche (in campo aperto e sotto serra), cinque ettari di fragole Candonga Top Quality (associati al Club Candonga). E poi ortaggi, precisamente insalata e finocchio.



Il coraggio di restare in Basilicata”, così ha esordito.

Cosimo Padula con il Padre Vincenzo
“Ho usato quella parola perché capita troppo spesso che i lucani per realizzare i propri sogni, con altrettanto coraggio, scelgono di andare via dalla loro terra. Mi ritengo fortunato perché ho un'azienda avviata alle spalle, credo che le imprese e le possibilità lavorative sorgeranno qui. Il nostro territorio poi è vocato all'agricoltura, ci offre opportunità nonostante le tante difficoltà. Per fare agricoltura ci vuole passione innanzitutto solo così si portano a casa risultati”.

L'origine della tua passione affonda radici nella tradizione famigliare, cosa porterai di nuovo in azienda?

“Ho preso le redini in mano con il sostegno di mio padre e ho deciso di occuparmi anche della commercializzazione che si rivolge principalmente al mercato italiano. Voglio che questo magazzino diventi un punto di incontro per tutti e non sia solo il mio magazzino. I produttori sono bravi a coltivare, ma hanno difficoltà a commercializzare. Da noi vengono anche i piccoli dettaglianti, tipo i fruttivendoli, della zona ma anche di fuori, che acquistano e rivendono. E' possibile anche vendere ai privati 'a cassetta' non a chilo”.

Hai iniziato l'attività ma già hai riscontrato difficoltà, è noto purtroppo che i tempi della burocrazia sono lenti e non riescono a seguire i ritmi dell'impresa. A ciò aggiungiamo che la politica, che dovrebbe pianificare anche attraverso i Psr lo sviluppo del sistema agricolo, tarda nell'adottare decisioni strategiche.

“Sì, ci sono difficoltà. Noi abbiamo avviato l'attività contando sulle nostre forze economiche, non abbiamo avuto aiuti o contributi di alcun tipo. Dalla politica che, attraverso i suoi interpreti e i governati, dovrebbe creare i presupposti per favorire il sistema economico, esigiamo coraggio, trasparenza e tempestività. Hanno il dovere di programmare con ragionevolezza per il bene di tutti”.

Nel Mezzogiorno c'è ancora il vecchio retaggio di pensare all'agricoltore più come contadino che vero e proprio imprenditore...

“Sì, ho riscontrato anche questo. Oggi l'agricoltore deve essere ben istruito, stare al passo con i tempi e l'innovazione. Deve saper intrattenere rapporti, aprire i propri orizzonti. Oggi l'agricoltore è un imprenditore. I nostri nonni forse erano più contadini, a noi che siamo la nuova generazione tocca fare il salto di qualità, apportare il nostro contributo in termini di modernizzazione sempre nel rispetto dell'ambiente e dell'etica del lavoro. Il passato, sicuramente, è stato importante, senza di esso non avremmo questo presente, tuttavia la combinazione 'esperienza e innovazione' darà i suoi risultati.