lunedì 20 ottobre 2014

Via Siris: solo il prolungamento di una strada o anche di un certo modo di fare? Rubberia o sciatteria ?


Tra le notizie apparse sul blog di Ottavio Frammartino  una in particolar modo non può essere sottaciuta, ma pretende una risposta documentata e chiara da parte delle istituzioni.
Il 17 settembre il suo blog ha raccontato di una "strada ancora sgarrupata", nonostante il Comune di Policoro sia arrivato al quinto esborso per un ammontare che sfiora "il milione di euro".
Fin quì la notizia potrebbe anche non avere alcuna importanza, nel senso che -  essendo la strada ancora in attesa di collaudo - potrebbe trattarsi semplicemente di un lavoro non ancora ultimato.
Però Frammartino aggiunge altri particolari. Innanzitutto ci dice che la data della consegna dei lavori era prevista per giugno, ma soprattutto afferma che - in seguito al confronto fra il progetto "originario ed esecutivo" e ciò che ha visto percorrendo la strada a lavori eseguiti - ha registrato parecchie, gravi, incongruenze. 
Eccole:
- Nel progetto erano previsti 17 pozzetti - l'occhio umano che ha perlustrato i luoghi ne è riusciti a scorgere solo 8;
- per ogni pozzetto, nel progetto, erano disegnati 2 caditoi, per un totale di 34 caditoi - sempre lo stesso occhio ne ha registrati solo 16;
- il progetto garantiva 10 allacci di acqua potabile e gli allacci degli idranti per i vigili del fuoco - questa volta l'esploratore della strada non ne ha visto nemmeno uno;
- stessa cosa dicasi per il materiale previsto, cioè 20 cm di asfalto, 10 cm di Tuvernat , 7 cm di Blinder e 3 di tappetino di usura - nuovamente il blogger si chiede: dove sono andati a finire 17 cm fra Tuvernat e Blinder? Per i 3 centimetri di tappetino, era intervenuta ad eliminarli una variante, definita da Frammartino "variante truffa" perchè a suo dire aveva autorizzato lavori già eseguiti, ma degli altri 17 cm fra Tuvernat e Blinder che ne è stato?
- Sempre secondo quanto apprendiamo dal suo blog pare che il Consorzio di Bonifica  non avrebbe rilasciato alcuna autorizzazione per il ponte sul fosso Ricino, il che lascia intendere al blogger  che nessun parere si è potuto chiedere all'autorità di bacino, com'è obbligo di legge per un canale a rischio di straripamento su una via così importante per la città come via Siris.
Di tutti questi elementi, Frammartino è talmente certo che chiede espressamente all'amministrazione di essere smentito oppure querelato. Non lo  ha chiesto solo su internet, ma anche con una lettera indirizzata al segretario comunale, al sindaco e per conoscenza alla corte dei conti. Ha chiesto inoltre, in maniera ufficiale, di verificare quanto ha scritto e, a verità riscontrata, di attivare immediatamente le polizze attivate dall'appaltatore affinchè, a garanzia della corretta esecuzione dei lavori, il Comune di Policoro trattenga quanto necessario per l'ultimazione... a regola d'arte. Questo per non far pesare di nuovo tali "disservizi" (se non disastri trattandosi di una strada in prossimità di un canale a rischio esondazione) sulle tasche e sulle vite dei policoresi e sull'idreologia del nostro territorio, che poi chissà perchè continuamente si allaga ad ogni pioggia un pò più abbondante.
Noi non sappiamo altro di questa faccenda se non quello che abbiamo letto, ma a nome della città intera, a questo punto, pretendiamo un chiarimento esaustivo. Non un comunicato stampa pieno di aggressioni e offese, ma carotaggi dell'asfalto, le verifiche che ha chiesto Frammartino. Non per una questione di lotta politica, come qualcuno tenta di menarla ogni volta, ma per una lotta di civiltà, giustizia e progresso, nella quale il Comune di Policoro deve esserci alleato, non nemico, se è vero che come noi persegue il bene comune.
Di fronte a rischi così gravi, ma anche semplicemente di fronte a qualsiasi altra strada della città, pur senza rischi di allagamento (e non poche volte abbiamo visto logorarsi strade da poco costruite da queste parti), l'amministrazione comunale è obbligata a dare risposte (non solo a parole ma soprattutto nei fatti). Possono dirci quello che vogliono, aggredirci come al solito anche dopo questo comunicato, ma alla città devono rispondere (coi fatti, non solo a parole). 
Tratto da Karakteria.org

domenica 19 ottobre 2014

In commissione approvata lo sblocca Italia , affondata la Basilicata. Per Liuzzi e Petrocelli svenduta la Basilicata

POTENZA - La replica di Mirella Liuzzi e Vito Petrocelli è durissima. I due parlamentari lucani grillini sulla soddisfazione del Partito democratico per gli emendamenti approvati allo Sblocca Italia in Commissione ambiente non ci stanno. E attaccano in particolare i tre deputati lucani del Partito democratico che a margine di due loro emendamenti all’articolo 36 del decreto del governo nazionale avevano palesato soddisfazioni. 
Dall’altro lato, la segretaria regionale di Sinistra ecologia e libertà, Maria Murante se la prende con il presidente della Regione Marcello Pittella. Un doppio fronte contro gli esponenti del Pd e le loro scelte comunicative. 
Prima i grillini. La deputata Mirella Liuzzi e il senatore Vito Petrocelli del M5S, in una nota congiunta si scagliano: «Maria Antezza, Roberto Speranza e persino l’autosospeso dal Pd, Vincenzo Folino (ma non era in dissenso proprio sulla gestione politica del petrolio in Basilicata?) hanno presentato un emendamento, poi approvato dal Pd e dai suoi complici alla Camera dei Deputati, con il quale si istituisce “una social card nei territori interessati alle estrazioni di idrocarburi liquidi e gassosi”. Una socialcard di berlusconiana memoria, che non risolverà i problemi diinquinamento dell’aria, dell’acqua e delle incidenze tumorali dei cittadini lucani». Insomma per i due grillini lucani in parlamento di tratta di un’operazione spot e poco più. E l’attacco dei pentastellati prosegue: «Incapaci di capire che la svolta economica in Basilicata si può avere solo investendo nell’autonomia energetica di famiglie e imprese e non certo nella favola del petrolio, impotenti verso la liberalizzazione energetica efinanziaria, i tre parlamentari della petrol-caritas lucana, hanno pensato bene di non opporsi allo “Sblocca Italia” e ai suoi famigerati articoli 36 e 38 e di buttarsi anche loro, come FI di Cosimo Latronico, in una distribuzione di una card, come avvenuto per la carta carburante, che avrà la funzione di finanziare i loro sistemi clientelari e la compravendita del consenso».
Durissimo il tenore della nota dei due grillini. E così Liuzzi e Petrocelli attaccano ancora: «La tecnica è sempre la stessa: prima ti affamano e ti disinformano sul petrolio, e poi ti danno il tozzo di pane in ossequio ai più caritatevoli principi cristiani. Prima fanno affari e poi si lavano la coscienza. Anziché pretendere di tenere lontane le piattaforme dalle sorgenti di acqua potabile e dalle aree sismiche, anziché chiedere di aumentare i canoni delle aree di concessione delle coltivazioni, per dare sicure entrate fiscali ai governi senza far rimettere nulla ai cittadini, anziché preoccuparsi dei rischi di inquinamento ambientale e sanitario prodotti dalla grande industria e dallo sfruttamento dei fossili questi tre geniali economisti pro-società minerarie, varano quest’altra trovata economica che spillerà spiccioli alle società minerarie. Le quali, grate, continueranno a trovare conveniente perforare in Basilicata e in altura, oltre i 600 metri di altitudine, dove è altissimo sia il rischio sismico che di inquinamento irreversibile dell’acqua dolce».
I due grillini quindi entrano nel dettaglio: «In Basilicata le società minerarie estraggono circa 35 milioni di barili di greggio all’anno, per un affare, al prezzo medio internazionale di borsa di 100 dollari per barile, di circa 3,5 miliardi di dollari (più di 3 miliardi di euro). A questi introiti bisogna aggiungere i guadagni della desolforizzazione fatta nel centro oli di Viggiano (producono composti azotati per l’agricoltura) e quelli della raffinazione di ognuno di questi 35 milioni di barili, circa 5 miliardi e mezzo di litri, fatta alla raffineria Eni di Taranto, o all’estero col “franco frontiera” (per evadere le tasse in Italia). Nonostante le cifre paventate, il giacimento lucano sarebbe in teoria poco conveniente per le società minerarie, perché è di piccola dimensionee perché il petrolio si trova a 4 km di profondità (sono altissimi i costi di estrazione). Ma Eni & C., in Basilicata, godono di un’area franca perché la classe politica non pone limiti al loro strapotere, non pone regole ai loro bisogni commerciali e, quel che è più grave, non pone controlli adeguati e sufficienti a tutela degli enormi bacini idrici e dell’elevato rischio sismico. Se non ho regole, non ho ostacoli e non ho controlli adeguati, ho solo guadagno da calcolare, anche da un piccolo e profondo giacimento». In conclusione Mirella Liuzzi e Vito Petrocelli insistono sul punto: «Non c’è alcun ritorno per l’economia lucana, in quanto le società minerarie lasciano in Basilicata solo briciole e macerie».

sabato 18 ottobre 2014

Vince Matera , Vince il sud Vince la bellezza della Basilicata.

Matera capitale europea 2019 . Una vittoria di larga misura. Vince Matera con la sua struggente
bellezza che ogni volta che la vedi di da un'emozione che ti riempe il cuore , ti da il senso della tua identità , vedi in un attimo da dove provieni e dove oggi vive.

Siamo passati dal tragico sasso , che Zanardelli defini la Vergogna d'Italia al sasso patrimonio dell'umanità , uno delle sette bellezze del mondo , eloquente segno della capacità di passare dalla stagione della vergogna a quella del riscatto e dell'orgoglio di un popolo che non vuole più abbassare la testa. Matera dopo decenni di restauri seguiti all'evacuazione sanitaria della legge del 31 marzo 1904 sia cambiata , riuscendo a conservare intatto quello spettacolo unico dei sassi che affascinò prima Pasolini nel suo Vangelo e poi  Mel  Gibson che volle girare The Passion.

Una vittoria della città , dei cittadini , di un popolo , della sua cultura e della sua bellezza.
Questa vittoria ci insegna che questi sono le vere ricchezze di questa terra in cui dobbiamo puntare per riscattarci  , puntare sulle sue bellezze e sulle sue risorse , il territorio , l'acqua ecc. la sua cultura e non certamente il petrolio e i rifiuti,la cementificazione selvaggia. I numeri macroeconomici parlano chiaro , Matera città e la Puglia hanno un benefit di sviluppo turistico impressionante , senza un metro cubo in più.

Disse Zanardelli  nel suo viaggio del settembre 1904 «Combattiamo insieme una grande battaglia contro le forze della natura e contro le ingiurie degli uomini. Non aspiro ad alcun bene maggiore che a quello di uscire da questa battaglia, insieme a voi, vittorioso»

Ieri ha vinto anche Zanardelli , ha vinto Matera ha vinto la Basilicata. Abbiamo vinto una battaglia importante , ma non la guerra , ma questa vittoria può aiutare e come che può.





   

venerdì 17 ottobre 2014

Dal 2015 niente più Bonus Carburante. Lo scippo firmato da Follino. Speranza Antezza.

questa di dicembre sarà l'ultima volta che i cittadini lucani prenderanno il Bonus Carburante.

A toglierlo ci pensano tre nominati , Folino , Speranza , Antezza , con il soccorso azzurro di Latronico , che con L'emendato n. 36.2 riformulato dalla relatrice On. Chiara Braga , modificano , anzi eliminano  l'art. 45 della legge 99/09 riguardante il cosiddetto "Bonus Carburante" in sintonia con quanto richiesto dalla Regione Basilicata, e dai sindacati lucani.
Da ora in poi il Fondo   sarà utilizzato per l'attivazione di misure di coesione sociale (Social Card) e per la promozione di azioni di sviluppo economico mediante Decreti attuativi annuali del Mise d'intesa con le Regioni interessate.

quel fondo tipo copes che va ad alimentare soprattutto la clietela politica , e sole le briciole vanno al bisogno e alla povertà.

Un'esperienza quelli dei fondi , in basilicata che più che alleviare le povertà , hanno contribuito ad aumentare le risorse dei soliti furbi a parassiti che vivono come sanguisuga paralleli alla politica. Vedremo nascere un'altra macchina mangiasoldi fatti di consulenti , orientatori , gestione della formazione ( i sindacati ci sono con i loro enti ) e solo le briciole arriveranno ai bisognosi, Per non parlare poi dei soldi che saranno destinati alle attività produttive , altri ladrocini in vista.


Mentre sullo scippo del territorio e la salvaguardia dell' ambiente , i nostri deputati ad oggi non hanno ottenuto niente , più petrolio e più povertà , con i cittadini scippati dell'unico benefit che avevano direttamente senza la mediazione della politica........

giovedì 16 ottobre 2014

Comparti pericoli in agguato. Continuano le truffe ai danni dei cittadini, Leone tace.


Nell'ultimo consiglio comunale la maggioranza Leonina e trentina , approva una modifica alle convenzioni edilizie ,  in merito alla cessione delle aree di urbanizzazione dai privati , prima dei  permessi  di costruire voluto dal commissario Iaculi per mettere ordine nel caos urbanizzazione in cui è attanagliata la città di Policoro. Infatti la Iaculli regolamento la materia imponendo ai privati che prima di mettere un solo mattone dovevano provvedere alla realizzazione delle urbanizzazione e cedere le aree. Oggi Leone e i suoi ragazzini senza motivo apparente invece cambiano la regola riguardo alla cessione delle aree. Inutile i Tentativi dei consiglieri di Opposizione , Fortunato e Marrese di far cambiare idea. 

Infatti con Leone ER Rivoluzionario si torna alle regole del Di Sanza Uno e Lopatriello 2 e 3. Operazione questa che già e costata migliaia di euro al comune di Policoro , basta pensare alla Lottizzazione Celano , per cui il comune ha dovuto pagare le strade e la rotonda vicino al prolungamento di via Siris , 150 mila euro per beni che probabilmente dovevano essere ceduti gratuitamente se vigeva il regolamento voluto ed introdotto dalla Iaculli.

Certo i privati dormono sonni tranquilli , avranno un'arma in più contro i cittadini , come la storia di questi ultimi vent'anni ci ha insegnato.

Le opere di urbanizzazioni  sono delle  incompiute di Policoro ,  quasi tutti i comparti di iniziativa privata sono tutte da fare , e pure le convenzioni sono tutte  scadute , molte imprese fuggite altre come cooperativa  EDEN , non solo hanno messo in campo vere e proprie truffe , ma le polizze risultano false , le opere incompiute , la contabilità fin qui presentata dei veri falsi d'autore ,  e dopo che la cooperativa è stata spogliata dei beni , per migliaia di Euro è stata chiusa. E' il comune cosa ha fatto fino ad oggi ?

Quali iniziative ha intrapreso a salvaguardia dei suoi interessi e dei suoi cittadini ?
Voi vedere che invece di controllare , incamerare le polizze alla scadenza delle convenzioni,  adesso i rivoluzionari gentili e i trentini se la prendono con gli ignari cittadini ?
Vuoi vedere che invece di fare la revocatoria dei beni della cooperativa a tutela del comune e dei cittadini  , ingiungerà a quest'ultimi atti giudiziari ?
E allora la dott.ssa Gravina procuratrice della Repubblica cosa farà ?
Aprirà finalmente il libro delle schifezze dei Comparti di Policoro , delle convenzioni truffa ai danni dell'erario o aspetterà che la rivolta sociale  mista alla disperazione scoppi a Policoro?
E la guardia di Finanza , che farà ?
Controllerà gli strani passaggi di beni da una cooperativa a società edilizi e a ex presidenti della cooperativa per Migliaia di Euro ?
Si chiederà come è stato possibile chiudere una cooperativa , pur se questa era creditrici nei confronti del comune ? 
Chiederà conto perchè case convenzionate , di cui hanno avuto sgravi erariali sono stati venduti a prezzo di mercato ? 
Faranno luce su polizze false , di società inesistenti presi per buoni dalle amministrazioni in cui Leone ha avuto sempre una seggiola ?

fateci caso i nomi sono sempre gli stessi , cambiano le società , e sono così potenti che oggi occupano intere aree pubbliche senza pagare una lira di Tosap , a richiesta nessuno sa risponderci il perchè..

 ASSESSORI BIANCO 1 E BIANCO 2 SE CI SIETE DATECI UN SEGNALE ...............
Un'altra truffa ai danni del comune  sotto gli occhi di tutti 

mercoledì 15 ottobre 2014

La Regione scippa L' INPS da Policoro.

Certo che è nato l’amore tra i Pitteliani e Rocco Leone , che se potrebbe fuggirebbe da forza Italia per collocarsi tra i pittelliani.

Un amore diciamo simbolico , perchè ancora una volta Policoro non sta nei pensieri della Regione , ne dei suoi programmi , la maggioranza nostra troppo troppa timida subisce senza fiatare.

Basta pensare che la giunta è intervenuta massicciamente a favore di Nova Siri riguardo per appianare i debiti di bilancio , per non parlare poi quello che faranno per Potenza  , mentre Policoro non riesce a incassare  ( gia determinati dagli uffici da aprile scorso)  un milione di euro liberati per il contratto di quartiere. Un vero scandalo , ma lor signori , chinano il capo e tacciono.

Oggi lo scippo della commissione degli invalidi civili , ulteriore spoliazione di servizi , in una logica di impoverimento della fascia che sta passando inosservata dalla politica , loro hanno altre cose da fare , preoccuparsi alle seggiole.

Chiediamo al Presidente del consiglio Modarelli , un consiglio comunale aperto , affinché venga messo in atto una mobilitazione per dire no a un altro furto ai danni dei cittadini della fascia Jonica , che provocherebbe ulteriori disaggi alle persone più disagiate.


Pubblichiamo il comunicato della CSIL


Invalidità civile, la Cisl protesta contro la chiusura dei presidi di Policoro e Villa d’Agri

amatulli_cislA Policoro e Villa d’Agri non si faranno più le visite mediche per l’invalidità civile. La denuncia arriva dal segretario regionale della Cisl, Giuseppe Amatulli, che contesta la decisione di Regione Basilicata e Inps, formalizzata in un protocollo siglato nei giorni scorsi a Potenza, di escludere i due centri lucani dal novero dei presidi territoriali Inps che svolgeranno le attività di accertamento sanitario di invalidità civile, con conseguenti disagi per le popolose comunità del metapontino e dalla Val d’Agri.
Dal 1° novembre, infatti, la Regione Basilicata trasferirà all’Inps le competenze delle due aziende sanitarie locali di Potenza e Matera per l’accertamento e la rivedibilità dei requisiti sanitari di invalidità civile per cecità, sordità, hadicap e disabilità. Gli accertamenti si terranno nelle sedi Inps di Potenza, Matera, Melfi e Lagonegro. Restano fuori Policoro e Villa d’Agri. In soldoni, spiega Amatulli, “per una visita di accertamento della condizione di invalidità, un cittadino del metapontino che prima faceva riferimento alla commissione medica presso la sede Asm di Policoro dal 1 novembre dovrà rivolgersi alla sede Inps di Matera”.
“Non riusciamo a comprendere la logica che sta alla base di tale decisione”, commenta il dirigente della Cisl, “Regione e Inps dicono di voler tagliare i tempi degli accertamenti ma non si capisce come visto che le sedi delle commissioni mediche vengono tagliate lì dove c’erano; inoltre non si è tenuto conto dei disagi che questi tagli provocheranno a quei cittadini che, già gravati dalla loro precaria condizione fisica, saranno ora costretti ad affrontare lunghi viaggi per vedersi riconosciuto il proprio diritto alla pensione di invalidità. La verità è che il nuovo sistema di accertamento – accusa Amatulli – provocherà più disagi e più costi sulle spalle delle famiglie e tempi di accertamento più lunghi”. La Cisl, che si sta già attivando per un tavolo di confronto con l’Inps, chiede infine il potenziamento del centro operativo Inps di Policoro che risulta al momento scoperto di personale medico.

martedì 14 ottobre 2014

Spendopoli ; diamoli ai disoccupati. Proposta per i campetti dell' Avis

Non possiamo non entrare sulla questione dei campetti cosiddetti "dell'Avis", per intenderci quelli dell terzo piano di zona, per il semplice fatto che sono al centro di discussioni e "proposte" che conduciamo da molto tempo all'interno della nostra associazione.
La conferenza stampa di Ottavio Frammartino della scorsa settimana e le repliche dell'assessore Padula e del presidente onorario dell'Avis Angelo Porsia hanno fatto molto discutere la città soprattutto per lo stato di degrado in cui versa il luogo.
Conoscevamo da tempo sia il degrado, sia lo sperpero di soldi pubblici, sia le motivazioni politiche che ci sono dietro. Eravamo anche a conoscenza delle intenzioni dell'assessore Padula di preparare un bando per la gestione dell'area sportiva abbandonata. Intenzioni che avevamo registrato circa 1 anno fa e che abbiamo rivisto durante l'intervista dell'altro giorno su EmmeNews.
Ora noi non sappiamo quanto tempo ci vuole per emanare un bando (non entriamo in questa polemica), nè tanto meno ci interessa sapere l'esito che avranno le denuncie di Frammartino alla corte dei Conti, nelle quali il blogger chiede espressamente che lo sperpero sia risarcito da amministratori e dirigenti comunali. Quello che ci interessa sottolineare è un'altra cosa: il cambiamento di Policoro e il tentativo di provare ogni soluzione per strappare dalla fuga e /o dalla disperazione tanti ragazzi/e e tanti disoccupati/e che (soprav)vivono a fatica in questa città.
A loro (ai disoccupati) non interessa conoscere nei particolari la vicenda degli sprechi e le responsabilità di questo o quel politico, tanto per loro sono tutti uguali, li vedono riempirli di "Si" quando è periodo di elezioni e di "No" subito dopo. Ci sono persone anche nella nostra città che non hanno mai avuto niente da nessuno, che non sono capaci di percorrere quelle vie preferenziali e schiumose che servono per convincere i politici, che sono destinati a fuggire di quì o a consumare la vita nel nulla e la pensione dei genitori ai videopoker, se chi ha le redini della città non si decide di fare qualcosa. Questi  non si fidano dei bandi, hanno partecipato a 100 concorsi, fatto 1000 colloqui, visitato migliaia di bandi e ormai sono convinti che nessun bando è fatto mai veramente per loro: "questi bandi sempre così controrti, sempre così complicati, sempre così pieni di tranelli". Sono quei ragazzi/e e quei padri(madri) di famiglia che non possono formare società o associazioni dall'oggi al domani, non hanno la forza per fondare cooperative e questi bandi solitamente si rivolgono sempre ad associazioni, società o cooperative.
Loro vogliono solo lavorare ed è una volontà piena di bisogno, di passione e di idee. Hanno già bussato a tutte le porte possibili e immaginabili e ad aprirli sono stati solo quelli che avevano un lavoretto in nero. Conoscono meglio di chiunque altro le problematiche sociali di Policoro, perchè le vivono e un gruppetto di loro, dopo averle provate proprio tutte, era finito a bussare anche alle porte della nostra associazione.
Noi abbiamo ascoltato per giorni e giorni i loro problemi, ma soprattutto i loro sogni. Abbiamo recensito con loro tutte le strutture in abbandono della città e le opportunità negate di Policoro. Ci hanno raccontato in riunioni infinite i loro progetti sui campetti dell'Avis e noi abbiamo dato il nostro contributo di idee.
Avevamo deciso di occuparli alla fine. Sì, okkupare i campetti dell'Avis. Andare lì un giorno riempire le ringhiere di striscioni. Metterci a pulire quel luogo. Con loro  ci eravamo messi in contatto con associazioni della Capitale che avevano fatto lo stesso per strutture abbandonate di Roma. Avevamo chiesto aiuto e consigli ai legali i quelle associazioni. Eravamo quasi pronti, se non che alla conta dei fatti eravamo sempre troppo pochi, sempre deboli e anche incerti, perchè nè noi, nè loro abbiamo mai occupato niente, mai fatto niente di illegale.
Questo gruppetto di persone, fra le quali anche qualche padre di famiglia veramente esasperato dalla disoccupazione e dall'abbandono da parte della politica e della società policorese, voleva occupare i campetti dell'Avis per dire alla città e all'amministrazione qualche semplice parola: "In attesa che voi facciate questo benedetto bando, noi mettiamo apposto tutta l'area con la nostra fatica e nient'altro, lavorando giorno e notte. Apriamo le strutture sportive gratuitamente tutti i pomeriggi per i ragazzini e guadagnamo solo con un chioschetto e organizzando tornei. Apriamo la struttura di sera, organizzando anche eventi, concertini, la manteniamo viva. Vogliamo svolgere un ruolo sociale e lavorare modestamente per vivere in questa città"
"E si...ma con le licenze per il chioschetto come si fa? E gli allacci di acqua e luce? E il resto?"
"Si fa, si fa! A Roma fanno così, così e così...Anche a Taranto, anzi lì fanno così e così"
"Ma qui ci maciullano in un giorno...qui ASL, forze dell'ordine, l'amministrazione, ci cacciano subito, guadagnamo solo denunce e l'odio della città"
"Ma che c. dici? E che dobbiamo fare allora? Morire di fame? Andarcene? E dove vado io con due figli? Almeno qui ho una casa dove dormire e un piatto di pasta al giorno!... Quello lì come sta? Non è tutto abusivo e si è fatto i milioni a mare? E quell'altro che sta là e non ha mai pagato l'affitto? Perchè coso là...ha qualcosa a norma igienica forse?"
"Loro possono farlo! A noi ci rompono il culo!... Non si può fare...non si può fare..."
Questi sono stati i ragionamenti fatti in tante riunioni nella nostra associazione. Era arrivato un grupetto di disoccupati e ci aveva coinvolto nella  loro passione e a fare questi ragionamenti.
Per quei campetti sono stati spesi più di 100mila euro qualche anno fa, per non essere mai aperti e versare oggi in uno stato di degrado peggiore di prima. Frammartino sta per inviare una denuncia alla Corte dei Conti. Non è vero, e tutti lo sanno, che queste denuncie non portano a niente. La Corte dei Conti è oberata di lavoro, è lento l'iter, ma prima o poi la sentenza arriva.
Il rischio ora qual è? Che fra qualche tempo esca questo benedetto bando che consegnerà i campetti a qualche solita associazione, società o cooperativa e che le denuncie alla Corte dei Conti condanneranno qualcuno a risarcire di tasca propria i danni arrecati alla comunità. 
Noi non sappiamo che bando stiano pensando all'assessorato allo sport, ormai da più di un anno. L'unica certezza è che o all'interno del bando oppure con soldi pubblici bisognerà aggiustare le strutture. Il rischio è che in queste condizioni il bando sarà accessibile solo a chi può spendere per aggiustare o spendere per fittare. E come si farà ad offrire un servizio gratuito ai bambini e ai ragazzini che a Policoro per giocare a pallone ormai devono pagare ovunque?
Ci auguriamo che il bando sia fatto per loro (i disoccupati) e non per gli altri (i soliti perenni occupati e cacciatori di lucro ovunque), nè riteniamo sbagliato che finalmente un tribunale si occupi di risarcire le comunità, solo ci chiediamo: nell'eventualità che si realizzi il "rischio" che abbiamo detto sopra, pur nell'osservanza della piena della legalità, chi ne gioverebbe veramente? Temiamo nessuno, o meglio qualche solito qualcuno.
I disoccupati sono pronti ad aggiustare quei campetti gratis e a far giocare i ragazzi gratis, con buona pace di tutti. Se l'amministrazione vuole, può. In attesa di un bando che contempli soprattutto loro.
Tratto da Karakteria

lunedì 13 ottobre 2014

Elezioni Provinciali ,stravince il PD .Eletti i consiglieri comunali di Policoro Ferrara e Modarelli

Il neo eletto consigliere Provinciale Modarelli
Non hanno eliminato le province  , in verità hanno eliminato il voto popolare per eleggere i rappresentanti nelle province . Comunque si voti il Pd in Basilicata è nato o destinato a vincere , non c’è scampo per nessuno. Il nuovo presidente della provincia è il sindaco di Grottole Francesco De Giacomo, che conta su una solida maggioranza tutta del PD.
Il centrodestra raccogliticcio non è in grado di competere , troppo debole e frammentato , eppure in questa tornata racchiudeva vicino a se almeno Due liste , compresa quella civica che ruota intorno a impegno comune e i trentini E’ stato per il centrodestra un’altra batosta , troppo debole di uomini e progetti .
Policoro aveva due candidati in lizza Ferrara e Modarelli, uno candidato con Fronte Comune l’altro con Forza Italia , tutte due nel centrodestra ma in contrapposizione , l’uno voleva rappresentare l’alternativa all’altro. Ferrara è stato eletto  potendo contare su 8 consiglieri di Policoro della lista dei Trenta e impegno comune per un totale di 3.200 voti ponderali in proporzione agli abitanti  , la lsta prende oltre 10 mila voti ,ma a sorpresa viene eletto anche Modarelli , primo della sua lista , che partiva da 1.200 voti ponderali equivalenti a 3 consiglieri di Policoro , senza il voto del sindaco, che come avevamo previsto noi, è fuggito in macedonia , per non scegliere è rimanere nell' ambiguità, poi chiama noi vigliacchi , ma lui al dunque fugge sempre di fronte alle proprie responsabilità.
Sulle elezioni pesa l'ombra di un ricorso che potrebbe invalidare li voti della città di Matera
A preanunciarlo è il sindaco di Tursi  Nuccio Labriola padre fondatore della  lista di Ferrara Fronte comune

Gli eletti del PD saranno da 6 a 7  su 10 , ma su questo ed altro certezza ne avremmo più tardi con la proclamazione degli eletti , sappiamo ad ora solo i voti del PD con le relative preferenze , grazie al candidato consigliere di Matera , Cotugno che ci ha fatto da reporter dalla sala consiliare della provincia.


Risultati PD
1 Florio  con 8861utte due
2  Bucello  con 7334
3 Alba con
4 Colaiacovo 6592
5 Amenta  6459
6 Auletta 5732
7 Badursi 5225
8 Cotugno 4093
9 Marzano 3972
10 Perniola

domenica 12 ottobre 2014

1 + 1= 3 parte la petizione per la fusione Policoro - Scanzano Jonico

di Gabriele Elia
 POLICORO – Il comitato promotore per la fusione dei Comuni di Policoro e Scanzano Jonico ha preparato la road map delle prossime iniziative da mettere in cantiere per raggiungere l’obiettivo di una città metropolitana tra le due municipalità confinanti tra loro. L’undici ottobre presso l’Oro hotel di via Lido in Policoro, ore 18:00, sono state coinvolte le associazioni di categoria che diranno la loro: favorevoli o contrari all’iniziativa. Il 24/25 ottobre due appuntamenti aperti al pubblico: il primo a Policoro, location Padre Minozzi, e il secondo a Scanzano, probabilmente al Palazzaccio, entrambi intorno alle 18:30. In questi giorni il comitato composto da vari ex amministratori dei due Enti locali, tra cui Antonio Di Sanza, Nicola Lopatriello, Otello Marsano, Mario Altieri, Antonio Gallitelli e cittadini di entrambi i Municipi, ha predisposto la modulistica per la raccolta firme. Si tratta di una petizione che sarà presentata poi alle attuali Amministrazioni di entrambi i Comuni, per quel di Policoro la maggioranza è di centro destra per Scanzano di centro sinistra, i quali potranno a loro volta scegliere: di deliberare la fusione o indire un referendum consultivo per far esprimere le popolazioni interessate. Dopo questo passaggio, se favorevole, toccherà alla Regione Basilicata prendere atto della volontà di entrambe le comunità e indire a sua volta un unico referendum che poi porterà, se prevarranno i si, alla nascita di un Comune ex novo. I promotori sono fiduciosi sul raggiungimento dell’obiettivo, prefissato in tre/quattro anni, poiché tanti sarebbero i benefici per entrambi gli enti territoriali accomunati da una storia simile: sono entrambi ex feudi di Montalbano Jonico, hanno le stesse radici storiche antiche legate alla Magna Grecia e recenti alla Riforma Fondiaria oltre alla stessa morfologia territoriale, prima fra tutte il mare. A queste motivazioni geografiche e storiche si aggiungono altri fattori di non secondaria importanza: tagli ai costi della politica con un solo sindaco, una sola Giunta e un solo Consiglio comunale, un dirigente per ogni settore, lo svincolo dal Patto di stabilità, la possibilità di beneficiare di soldi regionali per le fusioni di Amministrazioni comunali e maggiori trasferimenti statali, anch’essi previsti per la nascita di nuovi Comuni per un totale stimato di 2 milioni di euro in più, oltre alla possibilità di riprogrammare lo sviluppo del territorio partendo proprio dalla risorsa turismo. Nel recente passato ci sono state iniziative simili che hanno trovato in maniera trasversale il consenso sia dei partiti/movimenti che degli stessi cittadini, e dunque su questa scia il comitato promotore conta di trovare lo stesso entusiasmo anche tra i cittadini di entrambi i paesi per dare più peso, non solo in termini di abitanti ma anche in termini politici, ad un territorio, quello Metapontino, stretto tra l’incudine del capoluogo Potenza e il martello di Matera.

sabato 11 ottobre 2014

E' troppo chiedere alle istituzioni ragione di cosa si sta facendo alla pineta?

Di Ivano Farina
Circa un mese fa Legambiente denunciò un taglio di alberi nella pineta di Policoro, corredando
"Sono visibili tagli ad alto fusto e tagli alla macchia mediterranea. Abbiamo già segnalato a chi è di competenza questo scempio.
Non sembra proprio un diradamento selettivo! Sono tagli a piante giovani e non secche!" Per le foto vi rimandiamo al sito http://www.legambientepolicoro.blogspot.it/2014/09/cosa-sta-succedendo-nella-pineta-di.html
 l'informazione sul suo sito con foto esplicite di alberi verdi tagliati e addirittura la protetta macchia mediterranea. Palesemente un taglio eccessivo per una pulizia ordinaria.
L'associazione ambientalista informava inoltre di aver allertato le autorità preposte. Era il 9 settembre.
Il 17 settembre, sempre sul sito di Legambiente si comunicava che il taglio stava continuando indiscriminatamente. Sul sito leggiamo: Continua lo scempio nella pineta di PolicoroTagli di alberi di pino ad alto fusto in piena vegetazione.Tagli alla macchia mediterranea: lentisco, mirto, ginepro, tamarix ...
Vedi foto: http://Continua lo scempio nella pineta di Policoro Tagli di alberi di pino ad alto fusto in piena vegetazione. Tagli alla macchia mediterranea: lentisco, mirto, ginepro, tamarix
Come troppo spesso accade nessuna risposta soddisfacente pare essere ancora arrivata. Insieme agli alberi anche la denuncia è caduta nel dimenticatorio.
Sappiamo che la Provincia sta affettuando la pulizia dell'area, ma ci chiediamo e insieme a Legambiente chiediamo se tagliare macchia mediterranea, ginepri, lentisco, mirto e pini in ottima salute può rientrare in questo genere di operazioni.
Chiediamo che qualcuno, Comune e Provincia, ci diano spiegazioni.
Quell'area oggi appare quasi sgombra di vegetazione, altro che pulita!
Anche se l'arroganza del potere ora ci dirà che stiamo insinuando, appellandoci all'intelligenza del lettore e del cittadino/a vogliamo ricordare che l'area interessata da questa pulizia che somiglia ad un disboscamento è quella tra Largo Atena, via Zeusi, Largo Enotria e la duna attrezzata, in prossimità del lido “La Stiva”. Noi non dimentichiamo che l'estate scorsa (2013) nel mese di giugno un vasto incendio doloso ad opera di ignoti (rimasto inpunito!?) della pineta di Policoro interessò parte dell’area tra via Aristarco e via Zeusi, proprio a monte dell’area interessata dallo scempio attuale del 2014. 
Nulla di matematico naturalmente, ma sicuramente qualcosa che rende lecita un'attenzione particolare. Da cittadini di un Paese democratico e da persone attente al proprio territorio pretendiamo risposte dalle istituzioni e ci sembra alquanto strana questa reticenza. Ricordiamo anche che, grazie alle continue denuncie delle associazioni ambientaliste, il 5 giugno 2014 abbiamo assistito all’ennesima conferenza di servizi tra la Regione Basilicata, la provincia di Matera ed i comuni di Bernalda, Pisticci, Policoro, Scanzano, Rotondella e Nova Siri, alla presenza dell’Assessore regionale Aldo Berlinguer, a funzionari del medesimo dipartimento regionale e dirigente al ramo della provincia di Matera, che ha portato alla  stipula di un protocollo per la tutela delle pinete joniche.
Altrettanto strano ci pare dunque stipulare questi protocolli quando poi si evita di rispondere alle sentinelle del territorio e non si danno le spiegazioni democraticamente richieste.
Non sarebbe la prima volta che nel metapontino, dopo qualche incendio e un taglio indiscriminato di vegetazione, spunta un parcheggio, un villaggio o una struttura abusiva ma tollerata. Per questo motivo informiamo le istituzioni e la popolazione, affinchè i nostri dubbi vengano fugati e ci sia chiarito che fra l'incendio e il taglio trattasi solo di coincidenza.
Questa la foto dell'area interessata, tra Largo Atena, via Zeusi, Largo Enotria e la duna attrezzata, in prossimità del lido “La Stiva”:
                                
Tratto da Karakteria

venerdì 10 ottobre 2014

TARTASSATI CORNUTI E MAZZIATI

Lunedi affronteremo la questione delle tasse sulla spazzatura , E METTEREMO SU UNA SERIE DI INIZIATIVE SU QUELLO CHE NOI CONSIDERIAMO UNA VERA E PROPRIO TRUFFA AI DANNI DEI CITTADINI., che come avevamo
previsto sarà una stangata ingiustificata , anche rispetto al servizio , un vero flop altro che differenziata . Le stesse strade che in estate bene o male erano pulite , stanno ritornando nell’incuria. Ma oggi affrontiamo la questione Tasi , un altro regalo di Leone e suoi trentini.
La tari che sostituisce la vecchia IMU ,  la qui aliquota il comune ha stabilito al massimo è un vero salasso e se raffrontata all’IMU 2012 anche essa aumentata a dismisura. Come si vede o si paga questa amministrazione non ci fa mancare niente .
Ma alla a questo per molti policoresi la tassa è una vera e propria beffa.

Infatti su FB viene segnalata questa che noi possiamo chiamare una  RAPINA , LE OSSERVAZIONE DI Giuseppe  che ci dice con amarezza : Apprendere di dover pagare 412,00 € di TASI (tassa su servizi indivisibili) e cioè strada, marciapiedi, luce ecc. al comune di Policoro non mi da fastidio, No! Perché voglio contribuire ai servizi.
Ma mi fa incazzare proprio, guardando fuori da casa mia... e vedere questo

Sono migliaia i cittadini a Policoro chiamati a pagare tasse esose senza il corrispettivo servizio , anzi dobbiamo assistere alla spendopoli e allo spreco senza poter far nulla per rimediare.
CORNUTI E MAZZIATI , QUESTA è LA RIVOLUZIONE DI LEONE..............

giovedì 9 ottobre 2014

POLICORO. ALTRO CHE TURISMO BOOM SIAMO AL TURISMO FLOP. PIù 15% NOVA SIRI , 8% SCANZANO, -0,7 POLICORO

 .Quando li sento parlare mi viene in mente quasi sempre la bellissima e scanzonata
canzone Cacao Meravigliao  del mitico programma di Albore , INDIETRO TUTTA.
Ma non ho la stessa spensierata gioia di quando vedevo quel programma , anzi mi avvolge la tristezza al pensiero che  anche la giovinezza che dovrebbe rappresentare dinamismo , fantasia e capacità di dare impulso , possa invece tragicamente essere  anche futilità , chiacchere a vagante , una valanga di slogan fuori dalla realtà. 
Abbiamo sentito e continueremo a sentire da costoro ripetersi parole come attrattori , centralità  , boom  ecc…. sul turismo policorese , parole e chiacchere che si scontrano  con i numeri , che bocciano senza appello la Politica dell’assessore Cacao Meravigliao e dei trentini , gruppo che produce disastri dove mettono le mani , dalla spazzatura (io non pago punto e basta) al turismo.
Infatti a smentire le chiacchere meravigliao è il rapporto  del centro studi dell’unioncamere  Basilicata (http://www.sistan.it/fileadmin/redazioni/basilicata/Basilicata_Congiuntura_1_2014.pdf ) uscito nel bimestre 2014 sull’andamento del turismo 2013. Per renderci conto delle chiacchere vacante dei nostri protagonisti ed avere un reale confronto anche temporale , ci siamo presi le dichiarazione roboanti , ecceziunal veramente sulla stagione estiva 2013 , in cui Cacao Meravigliao e Leone ci raccontavano del successo di quell’estate , del tutto esaurito e chiacchere del genere.
 Il rapporto purtroppo boccia tragicamente la citta di Policoro sia in termini di percentuale d’incremento sia in termini assoluti di presenza , altro che centralità. La bocciatura diventa una vera débâcle se raffrontata al 2011 anno della vecchia amministrazione Lopatriello.
Infatti nel 2013 al più 15% di Nova Siri e all’otto per cento di Scanzano , Policoro registra un penoso meno (si proprio meno) 0,7 . Questo dato diventa ancora più Drammatico se confrontato con il 2,9 in più registrato della basilicata , questo ci dice  che la regione va avanti e Policoro arretra o non tiene il passo
In termini assoluti di presenze si parla a Nova Siri di 330 mila presenze , Scanzano 182.000 presenze e solo 164.000 e fanalino di coda Policoro.
Aspettando il bolletino 2014 , per adesso stiamo su questi dati che ci dico che di Meravigliaooo ci sono solo le chiacchere e l’inconcludenza di questa amministrazione.
Certo è che questi stanno fuori dal mondo , si stanno proprio nel mondo Cacao , a dimostrazione di questo, l’assessore ha convocato una riunione con gli operatori e i commercianti per la programmazione dell’estate 2015 di sabato alle 10.
Qualcuno gli spieghi che il sabato è uno dei giorni lavorati più redditizi per le attività e che si lavora ( verbo lavorare )  , qualcuno  gli ricordi che sarebbe stato opportuno farlo di Lunedì , giorno di chiusura delle maggior parte delle attività.
Molte volte non basta essere trentenni , ci vuole buon senso …….

mercoledì 8 ottobre 2014

Il cittadino chiede, i big del Pd lucano non rispondono

  Un cittadino si alza e chiede: “Ma il pd lucano che posizione ha sullo 'Sblocca Itallia?”. I tanti democratici (Bubbico, Speranza, Lacorazza, Castelgrande) si guardano intorno e tacciono. Altro che Case del Popolo.

L'incontro, a Venosa, sabato scorso, era l'occasione per parlare dell'esperienza delle Case del Popolo con riferimento alle figure che in passato si sono battute, anche in Basilicata, in casa comunista, per aprire i temi politici e la cultura ad ogni comune cittadino. Ad onorare la causa c'era tutto il pantheon lucano. Mancava il Governatore Pittella, ma c'erano il viceministro Bubbico e l'astensionista dem Speranza. C'erano il presidente del Consiglio regionale Lacorazza e il consigliere Castelgrande.
Tanto presenzialismo, in sintesi, ma nessuna voglia di scendere coi piedi a terra. Quando infatti a margine della 'convention', un cittadino, (Maurizio Tritto) chiede ai tanti big quale sia la posizione del Pd lucano sullo Sblocca Italia, parte il fuggi fuggi dalle responsabilità. Un relatore del Pd ammette che la domanda è giusta, ma conviene col resto del partito che non è il caso di affrontare il tema. “Ne abbiamo parlato un attimo prima e ne riparleremo un attimo dopo”, sibila al microfono in modo un po' goffo il relatore col microfono (guarda il video). Il nodo è centrale e riguarda le prerogative regionali sui temi energetici, che verrebbero meno con il decreto voluto da Renzi e con la riforma del titolo V. E' il nodo 'petrolio'. Un nervo scoperto. Che nelle scorse settimane ha generato frizioni e persino minacce di lasciare il partito, come nel caso dell'onorevole Folino.

Una domandina semplice semplice, dicevamo, quella rivolta dal cittadino. Eppure i tanti big preferiscono girarsi dall'altra parte, lasciando la parola a Piero Lacorazza. Quest'ultimo farà il suo omaggio ai tanti 'lucani illustri'. Meglio rivolgersi a un passato mitologico, insomma, che prendere posizione e rappresentare la Basilicata nel presente. Altro che Case del popolo, la casta lucana del Pd si chiude a riccio. L'aggressione delle trivelle voluta da Renzi in Lucania, d'altronde, è affare troppo serio per discuterne coi comuni cittadini. Case del popolo? No, cartoline sbiadite di un passato remoto. E se oggi c'è calo dei tesserati, in fondo in fondo, un motivo pur ci sarà!

di Eugenio Bonanata
 basilicata24.it

martedì 7 ottobre 2014

Mentono sapendo di mentire , Spendopoli e abusivi , altro che Cacao Meravigliaoooo


Il consigliere Porsia nell'intervista a Jonica TV, ci annuncia che non è il presidente dell'Avis , carica che rivestiva a sua insaputa , ma ne è  Presidente onorario. Difficile per me capire come socio   le ragioni di tale investitura , come difficile sarà trovare una delibera della società che lo investe di tale carica , siamo al ridicolo e alla mistificazione della realtà. Mente anche quando è colto con le mani nella marmellata . sull'utilizzo del Palaercole abusivamente con la complicità compiacente dell'assessore al ramo Il cacao Meravigliao. 

Infatti dopo un'interrogazione del consigliere Gianni Di Pierri , è lo stesso Padula Meravigliao con la nota 23889 del 26 settembre  , ad informarci che almeno in due casi il Palaercole è stato utilizzato con carenza di documentazione termine Meravigliao ,  noi diciamo più volgarmente : abusivamente , e solo successivamente costoro hanno regolarizzato la loro posizione , e versato i soldi dovuti. Uno di questi portoghesi era proprio L'avis

In tutte i due casi dopo le nostre segnalazioni sia sul blog ( http://www.ottavioframmartino.blogspot.it/2014/05/questione-morale-e-lamministrazione.html ) che via Pec al segretario  , due casi da noi scoperti , e sempre grazie alla nostra azione politica sono partiti gli accertamenti  e non certamente di loro iniziativa  , sempre grazie a noi hanno recuperato non solo legalità ma anche qualche soldino: Nessuno di loro ha fatto una verifica vera per accertare se vi fossero altri casi  di "carenza di documentazione". Probabilmente se cercano troveranno , scontenteranno qualche amico , ma farebbero il minimo per ristabilire la giustizia e rimpinguare le casse comunali.

In pratica lor signori scavalcano gli uffici e gestivano  direttamente , tanto paghiamo noi con le tasse. Anche qui grazie alla nostra stretta vigilanza sembra che l'andazzo sia migliorato , il giochino era diventato per loro pericoloso , risultati da Blogger da Betola 
Siamo alla  gestione contro legem , questo non è  l'unico caso , ve nè almeno un'altro caso , dove  addirittura siamo alla gestione diretta di un appalto.
 Cosa è pazz , ma per i trentini siamo il paese del Cacao Meravigliaooo   ..................

la mia intervista a Jonica TV


domenica 5 ottobre 2014

Arriva il bonus carburanti,firmato il decreto.

I ministri Stefania Guidi (Sviluppo economico) e Pier Carlo Padoan (Economia) hanno firmato il decreto
“bonus carburanti” che sblocca due annualità di benefici economici, per un totale di oltre 170 milioni di euro. I fondi erano rimasti sospesi in seguito a un contenzioso amministrativo relativo al precedente decreto. In questo modo è stato riattivato lo strumento che concede agevolazioni finanziarie ai cittadini delle Regioni nelle quali si estraggono gas e petrolio o che hanno i due rigassificatori funzionanti in Italia nel corso del 2011 e del 2012 (a largo di Porto Viro, in Veneto e a Panigaglia, in Liguria ). Il provvedimento consente ai cittadini della Basilicata di partecipare ai benefici derivanti dall’estrazione di idrocarburi nella loro Regione.
Riconosciute le royalties per l’estrazione di idrocarburi
Il decreto riconosce in particolare, a seguito di una sentenza del Consiglio di Stato, la partecipazione a quote del Fondo costituito con le royalties rivenienti dall’estrazione di idrocarburi, per quanto di competenza, alle Regioni nelle quali si trovano impianti di rigassificazione (in particolare Veneto e Liguria) e prevede meccanismi di equità sociale per l’erogazione dei benefici individuali. In seguito ai risultati del “Tavolo per lo sviluppo della Basilicata” promosso dal ministro Guidi anche in considerazione della situazione di emergenza sociale della Regione, il decreto introduce un meccanismo di ponderazione del bonus a vantaggio delle fasce sociali più deboli.
Le somme a disposizione
L’importo del fondo costituito per le produzioni 2011 (terza erogazione) è di poco meno di 79 milioni di euro. La parte da Leone è per la Basilicata con oltre 48 milioni di euro. Segue il Veneto con 8,3 milioni. Solo per la Basilicata c’è anche un riconoscimento di mancati accrediti bonus e spese per convenzione di 4,4 milioni di euro. Il Fondo da ripartire costitruito per le prodizioni 2012 (quarta erogazione) è di poco più di 93 milioni di euro Anche qui la parte più consistente è per la Basilicata con poco meno di 72 milioni di euro. Segue il Veneto con 4,1 milioni.
Bonus doppio per chi ha un reddito inferiore a 28mila euro
Il decreto introduce un criterio di attribuzione del bonus correlandolo al reddito del beneficiario. Già a partire dalle due annualità sospese (relative alle produzioni 2011 e 2012), che saranno erogate entro i primi mesi del 2015, coloro che non percepiscono redditi o che hanno un reddito inferiore a 28mila euro l’anno riceveranno un bonus doppio rispetto a coloro che hanno redditi più alti. Coloro che, invece, si collocano nella fascia più alta degli scaglioni Irpef riceveranno solo il bonus minimo previsto dalla normativa in vigore (30 euro). Una famiglia composta da quattro persone con patente, tutte di reddito inferiore ai 28mila euro l’anno, esemplifica il ministero, riceverà quindi un totale di 1.500 euro ai quali si aggiungerà, nei mesi successivi, l’ulteriore bonus relativo alla produzione 2013.
I lucani hanno una carta pre-pagata
I lucani, proprio per l’elevata quota spettante, sono già in possesso di una carta pre-pagata del circuito Master-Card, che avrà un importo spendibile esclusivamente per il rifornimento di carburanti. In base a dati aggregati dell’anagrafe tributaria resi disponibili dal Mef, il ministero ipotizza di accreditare con il fondo del 2011 un bonus massimo di circa 150 euro e con il fondo 2012 un bonus massimo di circa 220 euro. Gli importi effettivi saranno resi noti solo dopo l’elaborazione dei dati da parte dell’Agenzia delle entrate che dovrà segnalare al ministero dello Sviluppo economico a quale delle tre fasce reddituali indicate appartengono i beneficiari del bonus (circa 335mila quelli che percepiranno il bonus con il fondo del 2011).
Dal bonus 2013 sarà allargata la platea dei beneficiari
A partire dal bonus relativo al 2013 (da erogare nell’estate 2015) sarà ulteriormente allargata la platea dei beneficiari, eliminando la limitazione ai soli patentati e riconoscendo dunque il beneficio economico a tutti i cittadini maggiorenni residenti nella Regione.
Fonte il sole 24ore

In difesa e per il rilancio della Ferrovia Jonica

Dopo la manifestazione di Gioiosa Jonica e l'affollata assemblea di Siderno alla quale hanno aderito, oltre a cittadini e comitati, molte amministrazioni comunali la terza tappa della protesta-proposta è fissata per giovedì 9 Ottobre presso la stazione ferroviaria di Bova Marina.
In Calabria le adesioni, le rivendicazioni e le proteste montano ogni giorno di più. Non c'è incontro, intervista, dibattito, manifestazione dove non vengano citati Metaponto, Taranto e la stazione di Policoro-Tursi, mentre qui da noi il silenzio è assordante.
Proponiamo un articolo di qualche giorno fa pubblicato dal giornale calabrese Riviera (http://www.larivieraonline.com  ):
La comunità calabrese sta rilevando ormai da tempo con somma preoccupazione l’impoverimento dei servizi di trasporto ferroviario lungo tutto il corridoio ionico. Vi sono serie ragioni di pensare che si stia attuando, ad opera di Ferrovie dello Stato (FS), attraverso azioni graduali ma scientificamente determinate, un’opera di smantellamento dei servizi ed ora anche dell’infrastruttura.
La strategia in atto mira ad impoverire i servizi in modo da disaffezionare i viaggiatori giustificare poi dei tagli in rapporto alla domanda decrescente di mobilità; si confida inoltre nella scarsa capacità di reazione delle popolazioni locali.
Si chiudono le stazioni e si lasciano al degrado (lungo la linea ionica la situazione è da vergogna); si utilizzano treni vecchi, sporchi, soggetti a frequenti guasti; si squalificano i servizi (corse soppresse senza preavviso, mancanza di coordinamento, ritardi, ecc.); si vessano i viaggiatori (assenza di informazioni, multe pesanti, zero assistenza), si teme si stia riducendo perfino la manutenzione ordinaria dell’infrastruttura e dei veicoli determinando rischi crescenti in termini di sicurezza per viaggiatori e ferrovieri.
Si sta assistendo inoltre ad azioni volte a rompere l’unità della rete; ed ecco allora la scelta di cancellare i servizi ferroviari fra Sibari eMetaponto, tagliando le relazioni dirette con la Puglia, sostituendo i treni con autoservizi inappetibili. Sul segmento di raccordo Ionio-Tirreno, la linea Catanzaro-Lamezia, dopo un’interruzione forzata e prolungata nel 2013 a causa del crollo di un ponte nei pressi di Marcellinara, si è ridotta l’offerta di trasporto ad autoservizi minimi, e in questi mesi la ripresa del servizio ferroviario si è attestata su standard modestissimi (solo 3 coppie di treni/giorno e di pessima qualità). Ma l’obiettivo ultimo, ad osservare attentamente le politiche di FS di questi anni, purtroppo avallate o disconosciute dalle forze di Governo, sembra decisamente l’isolamento e il successivo smantellamento della linea ferroviaria ionica.
La riprova ultima è rappresentata dall’ennesima scure che sta per abbattersi sulla linea ferroviaria Reggio Calabria - Taranto. Entro dicembre 2014, infatti, secondo programmi di RFI, una decina di stazioni  verranno declassate a “fermate”. Tecnicamente, tale declassamento consiste nella soppressione dei binari di precedenza ed incrocio e relativi apparati di segnalamento, che normalmente caratterizzano le stazioni ferroviarie, e che permettono di effettuare manovre tipiche (incroci tra treni in senso opposto, precedenze tra un treno più veloce che “supera” uno più lento, ecc.). La riduzione del numero di stazioni e relativa trasformazione in fermate sulla linea ionica si tradurrà in pesanti ripercussioni sull’esercizio ferroviario;   si determinerà una riduzione di potenzialità (capacità di transito) ed un prevedibile allungamento dei tempi di viaggio in ragione delle maggiori distanze interstazione. Nei fatti si renderà il trasporto ferroviario assolutamente ed assurdamente perdente nei confronti dei mezzi su gomma, autobus ed autoveicoli privati. Le stazioni che subiranno il definitivo taglio e che rimarranno a singolo binario, saranno le seguenti: Marina di San Lorenzo (binari già tagliati), Bova Marina, Capo Spartivento, Ferruzzano, Ardore, Marina di Gioiosa Jonica, Caulonia, Riace, Squillace, Roccabernarda, Isola di Capo Rizzuto, Roseto Capo Spulico, Policoro-Tursi.
La Calabria è la Regione più povera d’Italia, con metà della sua popolazione sotto la soglia della povertà; la fascia ionica calabrese è ancora più povera e vi risiedono comunque 1 milione di abitanti. Per ragioni diverse, a questa terra meravigliosa è stato impedito di esprimere le potenzialità latenti in settori fondamentali dell’economia come quelli agricolo, culturale e turistico. La comunità locale non vuole accettare un ulteriore suo  impoverimento; si sta perciò mobilitando per la salvaguardia e il rilancio della ferrovia ionica, la Ferrovia della Magna Grecia.
Tratto da Karakteria