domenica 23 novembre 2014

Trivelle Policoro. Vergognoso PD. La maggioranza ora vada oltre le formalità. Allora noi le saremo a fianco

Tratto da Karakteria

Sono mesi che le associazioni e i movimenti, chiedono di smuovere l'inamovibile presidente Pittella per
spingerlo ad impugnare il decreto Sblocca Italia, soprattutto nei punti che - estromettendo ogni dignità e sovranità democratica ai territori- preannunciano la distruzione della Basilicata.
Sono mesi che espressioni come "fine della Basilicata", "morte della nostra terra", "partita finale", non risuonano solo dalle righe delle bacheche e dei blog ambientalisti, ma vengono pronunciate da amministratori, parlamentari, scienziati, economisti, sindacati, hanno portato alle forti prese di posizione di Folino e i vescovi a prendere posizioni altrettanto decise.
Finalmente, a Policoro, la delibera comunale che vuole convincere Pittella ad impugnare lo Sblocca Italia è passata, ma a fatica e con un significato politico a tratti ancora in bilico e a tratti addirittura raccapricciante. 
Per comprendere questo significato politico e il senso dell'aggettivo "raccapricciante" è indispensabile fare un passo indietro e comprendere il senso che hanno ormai queste delibere comunali.
Per spiegare la gravità del problema che abbiamo di fronte l'unico paragone che regge è quello del deposito unico di scorie radioattive a Scanzano del 2003, anche se in quel caso si sarebbe sacrificato solo il metapontino. Con lo Sblocca Italia invece è tutto il territorio lucano che diventerà terra di trivellazioni. Il metapontino lo diventerà in terra e in mare.
Di ieri è la notizia, diramata dal comune di Pisticci, della presenza di elevata radioattività nell'acqua potabile proveniente dalla Val d'Agri, ma è solo l'utlimo scandalo legato alle trivellazioni e inutile in questa sede è sottolineare ancora i disastri ambientali, economici e sociali, prodotti da vent'anni di estrazioni e quelli ancora più massicci che ci attendono per i prossimi anni, se non blocchiamo lo sblocca trivelle di Renzi.
(Nei prossimi giorni ci occuperemo delle vergognose mistificazioni di Pittella riguardo alla social card).

Che senso ha allora continuare a chiedere che Pittella impugni?

Ha il significato profondamente politico di rendere sempre più evidente qual'è la volontà popolare in questa regione. Ha il significato importantissimo di coivolgere i Municipi in una battaglia di dignità e di renderli protagonisti del processo di salvezza del nostro territorio. Ha il senso politico di indurli a schierarsi per rompere quella catena di interessi incrociati, quella cappa di omertosa connivenza di familismi trasversali che caratterizza da sempre la politica. Di spezzare i fili dei burattinai delle lobby politico-finanziarie che hanno preso di mira la Basilicata e che, dall'alto verso il basso, passano di mano in mano, fino ad intricarsi in reti sempre più fitte sul tessuto socio-politico di una regione clientelare ed incosciente, persino ora che si trova sull'orlo del baratro.
Impegnare i comuni nella battaglia è l'ultimo, disperato tentativo di smuovere le istituzioni, partendo da quelle più prossime alla comunità, per impedire che in questo momento fatidico per il destino dell'intera regione, il popolo e la terra lucana vengano definitivamente abbandonati alla mercè degli ultimi invasori.
Il preidente Pittella e la sua giunta (imposta e straniera) hanno stretto un patto scellerrato con Renzi e con le lobby del petrolio.
L'obiettivo dei "comitatini" è ora quello di far rinsavire i sindaci e far assumere consapevolezza e impegno a tutti i rappresentanti politici della regione sulla necessità di sganciarsi, almeno in questo momento fatidico, dalla rete meschina dei loro rapporti corti, dall'astrattismo del loro universo politichese, per occupparsi della concretezza di un popolo ridotto a scarto dal suo governo nazionale e di una regione che vuole essere ridotta a terra di conquista.
Perchè a questa punto o la Basilicata trova la forza di reagire, non solo dal punto di vista giuridico, ma anche e soprattutto dal punto di vista politico e sociale, oppure è la fine. Trivelle, depositi unici di scorie, discariche speciali. Prepariamoci alla definitiva invasione!

Vergognoso il comportamento dei consiglieri PD

Marrese si assenta dal consiglio comunale e dall'imbarazzo. Montesano fa un intervento pietoso, mostrando con alcune dichiarazioni (ad esempio cita un'avvenuta riforma del tit. V della Costituzione mai avvenuta) di non avere nessuna conoscenza dei fatti e nessuna consapevolezza della gravità della situazione. Fortunato, spaesato, buttato nell'arena, cerca argomenti che esprime confusamente, dichiara la sua contrarietà alle trivellazioni ma poi - per disciplina di partito - non ha il coraggio di votare con coerenza e si astiene. Vetere, pur senza tessera il più piddino di tutti (cuore forzitaliota, asse degli equilibri della sezione, renziano e pittelliano), vota addirittura convintamente contro ogni ipotesi di opposizione allo Sblocca Italia, che anzi saluta con favore e autentico trasporto, pur mostrando (nel suo grottesco intervento, sbugiardato punto per punto dall'avv. Bellizzi) di non averlo nemmeno lontanamente letto. Diciamo: vota semplicemente per un atto di fede incondizionata nei confronti del suo nuovo Dio politico, Marcello Pittella. Dio, che vede e provvede...provvede a lui però, non alla nostra terra.
I consiglieri PD si erano presantati all'assise comunale senza una riunione di direttivo o di sezione. La decisione, dunque, non è stata presa democraticamente dalla base o dagli organi indipendenti della sezione policorese. Anzi immediatamente fuori dal consiglio la base del partito e un membro del direttivo, che addirittura minaccia di stracciare la tessera, si scagliano contro i loro rappresentanti.
La decisione sembra il frutto di telefonate dall'alto, di pressioni che ordinano di indossare Lacorazza  a difesa dello status quo. L'ordine è di prendere dei distinguo dalla corrente pittelliana, ma di non schierarsi apertamente contro le trivellazioni in terra e in mare e tutto quanto ho scritto sopra. Questo per dare un segnale interno a Pittella, ma non contraddire l' altra corrente (da Bubbico a Speranza) che al Governo sta lavorando per gli stessi obiettivi del governatore lucano e della sua giunta straniera.
Insomma parliamo di un ragionamento tutto interno agli affaracci interni al Pd ed avulso dalle emergenze concrete che stiamo affrontando.
L'ordine è di astenenrsi. Astenersi come disertare, come obbedire ad un'idea di politica che antepone i capricci e i calcoli e gli itneressi dei capoccia alle istanze della base del partito, del popolo e del territorio. Una decisione, priva di consapevolezza e di libertà di coscienza, che stravolge il senso stesso della politica, intesa come rappresentanza della volontà popolare, come salvaguardia degli interessi del territorio. 
Il PD si rivela ancora una volta un partito illiberale e lontano.
L'ex consigliere comunale Franco Labriola (espressione della corrente civatiana) ieri ha preso le distanze dal voto dei consiglieri del suo partito e ha dichiarato chiaramente che il comportamento dei suoi compagni rappresenta "un punto di non ritorno".
Di punti di non ritorno, a limite ormai abbondantemente superato, da parte dei civatiani se ne sente parlare sempre più spesso, ma fino ad ora gesti concreti non se ne sono visti. Li aspettiamo con viva speranza! Ma anche con non poca disillusione...ormai.
  

sabato 22 novembre 2014

VERGOGNOSO, ABERRANTE , QUESTO è UN ALBEROECCIDIO.

Siamo di Fronte a un reato di danno ambientale , dicono molti cittadini difronte allo sconsiderato scempio messo in atto dall’amministrazione Leone. Delle scene VERGOGNOSE.
La gente non è solo indignata ma monta anche la rabbia per come stanno riducendo la città , una bruttura. Un anziano cittadini mi dici con le lacrime agli occhi che sono nate prime alcune piante abbattute da queste ….. e poi la città
Il motivo di questo scempio sarebbe la pericolosità segnalata anche da qualche cittadino , invece i tagli sarebbero stati fatti “anche laddove non sarebbe stato necessario, senza la perizia di un agronomo o forestale e in assenza di una schedatura attestante la pericolosità o la malattia dei singoli alberi, in modo indiscriminato , anzi peggio per agevolare i lavori dei marciapiedi , la solita storia , e per fortuna che hanno fatto un appalto con l’aggiudicazione sul progetto migliorativo.

Eppure, esistono soluzioni alternative in grado di salvare le piante e sistemare i marciapiedi e la sede stradale. Proposte che tuttavia non sarebbero state prese in considerazione dal Comune. Come sempre prevale la loro arroganza ed ottusità.

Anzi , sono proprio gli errori commessi da questi signori nella manutenzione degli stessi ad essere un pericolo, la natura non è mai un pericolo se l’uomo usa metodi secondo scienza e coscienza , come ci spiega in questo video il dott.re Giovanni Lasalandra , agronomo ed insegnante all'agrario.

venerdì 21 novembre 2014

Un imprenditore di Policoro per protesta con il camper davanti alla Regione. Quando la burocrazia uccide le imprese.

 Mario Salerno, direttore di una scuola di formazione professionale privata di Policoro
legalmente riconosciuta da Regione e Provincia, sarà oggi, 18.11.14, dalle 10.30 in poi, con il suo camper, davanti alla sede dell'assessorato regionale alle politiche di sviluppo, lavoro, formazione e ricerca per protestare. Perchè? “Perchè da settembre – ha risposto – sono in attesa di ricevere gli attestati da consegnare agli iscritti ai corsi ultimati nel giugno scorso con l'esame davanti alla prevista commissione provinciale. Ma da allora niente. Un mese fa, dopo mie rimostranze bonarie, l'assessore Raffaele Liberali, finalmente, li ha firmati. Uno, due giorni per protocollarli e poi sarei andati a prenderli di persona a Potenza per consegnarli agli aventi diritti ed incassare il corrispettivo spettante per l'attività di formazione prestata. Invece...”. Invece? “Mi sono stancato di telefonare. Mi hanno detto che si è rotto il sistema informatizzato del protocollo dell'assessorato. Da un mese! Ed io non so cosa rispondere ai corsisti in attesa di ricevere il “pezzo di carta” che permetterebbe loro o di aprirsi in proprio una attività o di lavorare per conto terzi. Si tratta, per lo più, di corsi da estetista e di somministrazione e commercio di alimenti e bevande. Gli attestati sono a loro necessari. Poi, con queste voci su corsi di formazione falsi in molti pensano a male. Ecco perchè ho deciso di uscire allo scoperto e di far sentire le mie ragioni. Oggi piazzerò il camper davanti all'assessorato e non me andrò sino a quando non mi consegneranno i diplomi firmati un mese fa dall'assessore Liberali”. Il nostro interlocutore non si è fermato più di parlare. Si è detto esasperato dalla situazione che sta vivendo che si ripercuote pesantemente sulla sua attività. Ma ci sono altri due motivi per cui ha deciso di protestare. Il secondo: “L'inerzia e la mancanza di provvedimenti nei confronti di quegli enti di formazione che, contrariamente a quanto previsto nelle linee guide della Legge regionale n. 33 / 03, hanno organizzato corsi per Operatori socio sanitari (Oss) fasulli illudendo e danneggiando centinaia di disoccupati grazie a materiale pubblicitario ingannevole che coinvolgeva la stessa Regione”. Ed il terzo motivo della protesta? Salerno: “L'azione intrapresa dalla Regione nel voler affidare, in esclusiva, i corsi per i citati Oss alle Asl mentre nelle altre regioni detti corsi sono di competenza di tutti gli Enti privati legalmente riconosciuti”.
Di Filippo Mele 
Gazzetta del Mezzogiorno

giovedì 20 novembre 2014

QUELL'OMICIDIO GRIDA GIUSTIZIA. “L'ENNESIMO DELITTO DI MAFIA IMPUNITO”

POLICORO – E' uno dei delitti irrisolti della Basilicata. “Un delitto di mafia”, per don Marcello Cozzi, vicepresidente nazionale di Libera. Mario Milione aveva 34 anni e due figli minori quando fu trovato carbonizzato nel bagagliaio di una Lancia Dedra il 19 ottobre 2004 nelle campagne di Ginosa (TA). Forse egli era ancora vivo quando l'auto fu data alle fiamme tra il 16 ed il 19 ottobre di 10 anni fa. Ma quell'efferato crimine è ancora impunito. Lo Stato non è riuscito neanche a stabilire la data certa della morte. “Non è un Paese civile – ha ribadito don Cozzi - quello nel quale un padre va a piangere sulla tomba del figlio sulla cui lapide è incisa solo la data di nascita, ma non quella di morte. Quella data che non c'è è il simbolo dell'ennesima verità mai raggiunta e dell'ennesimo percorso di giustizia mai giunto a compimento”. Don Cozzi ha continuato con due interrogativi: “I mafiosi che hanno ucciso Mario pagheranno mai? Chi di dovere riuscirà mai a dare una risposta alla famiglia?”. Ed ha concluso cosi: “A questo punto far luce su questo delitto non è solo una questione giudiziaria ma è un questione di civiltà”. Già. L'inchiesta sull'omicidio fu affidata, per competenza territoriale, alla Procura di Taranto. E Libera, nonostante abbia fatto intervenire i suoi legali, non è riuscita a sapere quali siano stati gli atti di indagine ed a quali risultanze, se ve ne sono state, siano arrivate. Ricordiamo che il padre di Mario, Salvatore, nell'unica volta che parlò alla stampa, dichiarò il 4 gennaio 2011 alla Gazzetta “di avere forti sospetti su alcune persone come responsabili dell’omicidio di mio figlio. Sono disponibile a fornire il loro nomi alle forze dell’ordine ed ai magistrati”. Ma nessuno, tra inquirenti ed investigatori, ritenne di acquisire la sua testimonianza. E l'assassinio di Mario continua a gridare giustizia. Il padre elencò tutti i suoi sospetti. Sospetti non solo sui soggetti di cui era disponibile a fare i nomi ma anche sul luogo dove sarebbe avvenuto l’omicidio e sul movente: “Mario, forse, fu ucciso in Basilicata e la sua salma fu fatta trovare, per depistare, in Puglia dove diedero fuoco all’auto. Mario ha commesso come tanti altri giovani errori di gioventù. Fu facile creare il movente della tossicodipendenza. Ma mio figlio non era un tossico ma un bravo ragazzo, un lavoratore che portava il pane ai suoi figli a casa”.

Tratto dal Blog di Filippo Mele

mercoledì 19 novembre 2014

Incidente con feriti tra via Barletta (comparto briamonte) e vico Stella

Stammane l'ennesimo incidente tra via Barletta e Vico Stella, ma questa volta per poco non c'é stato il morto. Piú volte i residenti avevano sollevato il problema di sicurezza di quell'incrocio , dove. manca qualsiasi segnaletica e la qualità delle urbanizzazioni sono quelle che sono. L'mministrazione é stata sempre silente. L'incidente avvenuto tra due auto di cui una si é accapotata, avvenuto verso le 7,30 provocando un ferito ricoverato all'ospedale cittadino.
Appena avremo notizie sul fatto aggiorneremo il Post

Taglio degli alberi indiscriminato. Altro che città giardino é una città sempre più brutta.

Uno degli slogan preferiti da Leone era che avrebbe fatto di Policoro, una città giardino. infatti non si è fermato al solo cemento e capannoni industriali in centro città, lui è andato oltre, abbattendo sia a mare che al  centro alberi, con la complicità di qualche  sovraintendente regionale corrotto nell'animo. infatti in molte vie partendo da piazza a Ripoli stanno abbattendo uno dopo l'altro gli alberi ornamentali che caratterizzavano questa città. Il motivo, ripristinare i marciapiedi , anzi più che ripristinare di rappezzare , fare qualche intervento qui e la , giusto per prendere per il culo i cittadini per poi trovarsi da qui a qualche mese con gli stessi problemi. Come é successo per le strade nel centro urbano . non solo sporca ma anche brutta sta diventando Policoro in mano al Leone. loro che hanno esaltato a parole l'opera urbanistica degli anni 60 di La Cava,  di cui quegli alberi erano parte ornamentale di questa città , ne
stanno abbattendo l'anima. infatti molti di questi alberi fanno parte dell' identità della città, abbaterli significa uccidere una parte di questa identità , mossi dalla brama di qualche appalto facile e di soluzione semplicistiche laddove si necessitavano interventi e soluzioni complesse che rispettasero la storia e il vissuto della cittá.  Qualcuno.  ci dica il nome del sovrintendente che ha consentito questo scempio , per dedicargli una piazza , quella di Attila o dell ignoranza.

vs

martedì 18 novembre 2014

Don Antonio Mauri " la natura è un bene di dio " no alle trivelle" Il movimento studentesco non molla , Pitella assediato

Gli studenti non  mollano , a Potenza il movimento studentesco e il
popolo assediano  il presidente che è sempre più isolato , lui e Speranza contro i Lucani.
Sembrerebbe che la contropartita a questo sblocca trivelle non sia soltato il futuro politico del sor Marcello legato mani e piedi a Renzi , ma anche la modifica della Severino , che salverebbe er Pittella in caso di condanna in primo grado nel processo magna magna , la grande abbuffata di destra e sinistra alle spalle del popolo Lucano.
Quindi pur di salvarsi Pittella è disposto a tutto , altro che contropartite per la basilicata.
Ma anche la chiesa si schiera senza se e senza no contro questo decreto , e anche Don Antonio Mauri parroco di Policoro si esprime e dice :  
La natura, creata da Dio insieme all’uomo, immagine e somiglianza Sua, deve essere difesa da ogni forma di distruzione o stravolgimento. Continia dicendo che :i vescovi lucani che hanno espresso l'auspicio che "ogni attività che interessa e interesserà il nostro territorio risulti compatibile con lo sviluppo autoctono della regione, con la valorizzazione delle sue tante valenze umane, ambientali ed economiche". E che ci siano "politiche di sviluppo compatibili e rispettose" del territorio della Basilicata con una mentalità francescana, anch’io come parroco di una delle parrocchie più popolose della diocesi e anche della Basilicata voglio dare tutta la mia solidarietà e preghiera per la situazione venutasi a verificare a livello nazionale e locale per lo “sblocca Italia” che di fatto condanna la Basilicata e senza entrare in politica affermo con più forza le cose ribadite in altre occasioni.

Il mio interessamento non parte da motivi politici, ma dalla consapevolezza che la Chiesa deve illuminare le coscienze circa tutte le problematiche dell'essere umano.
Diceva don Maurizio PATRICIELLO il 02.11.2013 :"Se sedici anni fa lo Stato avesse avvertito noi cittadini napoletani e casertani che saremo morti di tumore per lo sversamento dei rifiuti, almeno i giovani avrebbero preso le valigie e sarebbero andati a vivere altrove, e le tante mamme che hanno perso i loro figli malati di cancro non avrebbero partorito in questa terra".
Questo in grande si riferiva alla "terra dei fuochi" in Campania.... ... e in Basilicata? Siamo sicuri che l’estrazione del Petrolio dopo i recenti fatti di Pisticci (acqua radioattiva) non causi mali maggiori? I nostri Amministratori locali e regionali che provvedimenti prendono?

Come vedete il fronte si allarga , ed anche i giovani del Pd , prendono coraggio e si schierano , consapevoli che la scelta in consiglio comunali dei propri consiglieri Montesano e Fortunato , non rispecchia la volontà dei militanti , dicono in un comunicato che : “Come GD Basilicata sin dal giorno prima della firma da parte del Presidente della Repubblica abbiamo espresso le nostre perplessità, e poi abbiamo chiesto nei giorni scorsi la non conversione in legge e l'impugnazione del decreto. Pur riconoscendo i passi avanti e il lavoro fatto dai nostri rappresentanti istituzionali nel lavoro parlamentare rimaniamo fermi sulla nostra posizione, non possiamo condividere la cessione di sovranità che è dentro quel decreto e che di fatto centralizza e blinda le decisioni aprendo la strada a nuove trivellazioni senza coinvolgimento della comunità regionale.

lunedì 17 novembre 2014

Policoro :"QUELLA STRADA è PERICOLOSA"

Mariglen Dingozi 
Quella strada dove ha perso la vita il 9 novembre  Mariglen Dingozi è Pericolosa., Tutti sapevano ma nessuno ha fatto niente. Infatti la prima ad intervenire dopo il tragico evento che ha scosso la città è stata la ex vicesindaco di Policoro Mary Padula con un articolo pubblicato su La Nuova del Sud , che ha espresso l’auspicio che “ questo triste evento sia da stimolo per l’amministrazione affinchè proceda alla messa in sicurezza della strada” Infatti Mary ricorda che nei messi dove è stata amministratrice l’allora ed attuale assessore Domenico Bianco aveva fatto fare uno studio sulla pericolosità di quella strada e pensato ad un progetto che prevedeva l’illuminazione , un marciapiede degli spartitraffico per un costo complessivo di 120 mila euro
Invito accolto da Domenico Bianco , che sottolinea che l’ammodernamento di via puglia sia tra le priorità di questa amministrazione . Quel progetto sottolinea “sarebbe dovuto essere finanziato con fondi europei che oggi non ci sono più. Il comune di Policoro dovrà trovare , continua Bianco, risorse proprie per i lavori e al momento le uniche entrate sono quelle della Buccalossi.
Ma basterebbe eliminare qualche festicciola dispendiosa ed inutile (vero cacao meravigliaooo) , razionalizzare la spesa pazza del palaercole , dove  gli amici degli amici continuano ad utilizzare il palazzetto a spese nostre , e non fare variante fasulle o truffa sui lavori pubblici ,  si recupererebbero e come le risorse per finanziare i lavori di ammodernamento delle strade. Neanche un anno fa si sono spese centinaia di euro per rifare le strade cittadine, rattoppi qua e la,  ed oggi il risultato che la città sta peggio di due anni fa , infatti su via puglia arteria importante  si muore .
Chi doveva controllare la congruità dei lavori , che ha fatto ?
Aspetteremo il prossimo morto per batterci il petto , o agiamo subito ?


domenica 16 novembre 2014

Lacicerchia (sindaco di Craco): il maleodorante e micidiale petrolio sta travolgendo la classe dirigente della nostra Basilicata

Un vero e proprio temporale si abbatte in questi giorni sui politici lucani che in questi mesi e in questi anni hanno sempre banalizzato e minimizzato l’impatto che le attività estrattive hanno sul territorio e la popolazione della nostra regione. Insieme allo sblocca Italia , contro di loro si sono messi i sindaci e le amministrazioni comunali ,ormai tante,che chiedono a Pittella di impugnare gli articoli 36/37/38 , un grande movimento degli studenti , delle associazioni ambientaliste , studiosi e intellettuali , associazioni culturali artisti.
Mancano il Ministero dei Beni culturali , mancano gli ordini dei medici e i medici di questa regione che stanno in silenzio. Certo mancano città significative come Matera e Potenza: siano coraggiosi Adduce e De Luca , uno aspetta i soldi delle royalties per dare attuazione all’accordo di programma per Matera 2019 , l’altro li aspetta per risanare il bilancio cittadino frutto della dissipazione storica di finanza pubblica del capoluogo di regione.
Dopo avere perso oltre 100 milioni di fondi europei per i loro PISU le due città dimostrino anche loro come faccio io che senza i soldi del petrolio si può fare sviluppo , loro ancor più di me possono farlo.
Penso a Matera , città capitale europea della cultura che si dovrebbe organizzare per attrarre capitali internazionali , altro che gli spiccioli delle royalties petrolifere. Il maleodorante e micidiale petrolio sta travolgendo la classe dirigente della nostra Basilicata : ci mancavano anche il grave l’incidente di Pisticci e la vera e propria bomba radioattiva che emerge ormai senza possibilità di smentite ( anche sul piano scientifico non sono contestabili le acute informazioni e riflessioni dell’ottimo Andrea Spartaco) come connaturata al ciclo estrattivo.
D’altronde stiamo estraendo a profondità inaudite. Alcuni dicono che la Basilicata ha sicuramente un primato : il petrolio si estrae alle maggiori profondità del pianeta, 6000 , 7000 metri underground. Stiamo distruggendo le risorse idriche sotterranee, i fiumi , molti terreni agricoli anche per lo smaltimento abusivo e illegale dei reflui che sembra molto diffuso, lo smaltimento a Tecnoparco che fa veramente ridere sul piano tecnologico, si determina ormai da tempo un vero e proprio attacco alla salute dei cittadini.
Dopo l’incidente di Bernalda di 2 anni fa ora quello di Pisticci e l’Eni dice che sono attentati dimostrando banalmente che il rischio legato alle infrastrutture di trasporto del petrolio e del gas è veramente alto: io come gli altri sindaci siamo Autoritá Locali di Protezione Civile, io sono come altri sindaci lucani anche Autoritá Locale di Pubblica Sicurezza ma denuncio che non ho mai ricevuto il Piano di gestione delle emergenze di tali infrastrutture e chiedo al Prefetto di Matera di convocare con urgenza una riunione con i sindaci e la Regione.
Vorrei ricordare a tal proposito che il Piano di sicurezza del trasporto dei materiali radioattivi dovrebbe essere integrato se si conferma la presenza ( nove volte superiore all’acqua potabile) di radioattività nelle fecce petrolifere che scorrazzano dalla Val D’Agri a Pisticci scalo anche nel nostro territorio comunale.
Bene , in conclusione voglio fare un appello ai miei amici politici parlamentari , consiglieri regionali e dirigenti di partito.
Facciamo subito il referendum e chiediamo ai cittadini residenti in Basilicata se vogliono un futuro di tormenti e dolori, nero e oleoso come il petrolio o un futuro di serenità , salute e sviluppo nella libertà e trasparenza. Se vince il petrolio io mi rassegno ed eventualmente me ne vado, se vinciamo noi loro si rassegnino e in alternativa se ne vadano.
Pino Lacicerchia , Sindaco di Craco

sabato 15 novembre 2014

COME CI PIGLIANO PER IL .... UN BLUFF L'INAUGURAZIONE DELLA JONICA. IL TRATTO IN DIREZIONE REGGIO CALABRIA – TARANTO E' ANCORA UN CANTIERE

NOVA SIRI – Inaugurazione bluff della variante della Statale Jonica il 5 novembre scorso. La direzione Reggio Calabria – Taranto è ancora tutta un cantiere. E si viaggia sulla vecchia arteria. Lo abbiamo scoperto ieri nel corso di un nostro sopralluogo dopo la segnalazione di un lettore. La variante, cioè, è stata aperta solo a metà, nella direzione Taranto – Reggio Calabria, dopo il taglio del nastro in pompa magna ed in stile prima Repubblica di 10 giorni fa. Spontanea la domanda: fidarsi o non fidarsi dell'Anas? Era stata proprio l'Azienda autonoma delle strade a comunicare l'apertura al traffico della nuova 106 raddoppiata a 4 corsie, 2 per ogni senso di marcia con spartitraffico centrale più banchine laterali e senza pericolosissimi accessi a raso. Ed i giornalisti erano accorsi a seguire l'evento sorbendosi anche una decina di discorsi dei personaggi intervenuti al taglio del nastro. “Oggi – tuonarono tutti gli intervenuti – è un grande giorno. Finalmente si apre la nuova Jonica e va in pensione il famigerato semaforo posto all'incrocio con la Statale Sapri – Jonio”. Dimenticandosi, ovvio, dei 35 anni di litigi tra le opposte fazioni partitiche del centro metapontino divise sul tracciato della nuova Statale a secondo dei propri interessi elettorali. Ma, tant'è. Giornali e tv scrissero, Gazzetta compresa, dell'inaugurazione e dell'apertura al traffico della variante di Nova Siri. Nessuno disse nell'occasione che l'inaugurazione avveniva per... metà. Solo, cioè, per la direzione Puglia - Calabria e non per quella Calabria – Puglia. Così, dopo la segnalazione di Giovanni Lasalandra (esponente del M5S), “Ma cosa hanno aperto se ancora ci sono e ci saranno lavori in corso? Vuoi vedere che sapevano del maltempo?”, siamo andati a verificare. Ed effettivamente aveva ragione il nostro lettore. Ieri, dopo aver percorso in appena 6 minuti il tratto ammodernato da Rotondella a Rocca Imperiale (CS), ci abbiamo impiegato almeno 5 volte tanto per il percorso inverso. Da Rocca Imperiale, cioè, sino all'agro di Rotondella, le due nuove corsie per senso di marcia sono interdette alla circolazione. Vi sono ancora lavori in corso in più punti. Lavori di una certa entità. Che non si sa quando finiranno. Speriamo che al termine ci risparmino un nuovo taglio del nastro.

CANTIERE INFINITO. QUANTO TEMPO DURERà ANCORA IL CALVARIO?
NOVA SIRI – Da Rocca Imperiale (CS) sul tratto di Jonica che arriva in agro di Rotondella, pulman, tir, auto, sono costretti a viaggiare su una sola e pericolosa corsia. Con un volume di traffico notevole. Ed in pochi rispettano i limiti di velocità. Le condizioni della strada, un cantiere, rendono le cose più complicate. Ed il famigerato semaforo funziona ancora o no? Funziona a metà, a luce gialla lampeggiante. Pronto a rientrare in azione. Quanto durerà il “calvario” di Nova Siri?
tratto dal Blog di Filippo Mele 
Pubblicato sulla gazzetta del mezzogiorno (14/XI/14)



venerdì 14 novembre 2014

Leone e Di Pierri alzano le barricate a tutela della propria terra e della salute: qui si muore di tumore. Il PD come Ponzio Pilato. Vetere vota a favore dello sblocca Italia

 Nel consiglio comunale tenutosi oggi a Policoro,  i ragazzi
  del Liceo nel chiedere un voto del consiglio affinché il presidente della Regione impugni  il decreto sblocca Italia davanti alla corte costituzionale,
concludevano il loro intervento dicendo :
 la nostra richezza sono L’acqua , il Mare , L’ambiente Naturale , l’agricoltura e il turismo.
Aiutateci a coltivare i nostri sogni , a non spezzare le nostre speranze , a non  uccidere il nostro futuro.
Il consiglio comunale di Policoro ha accolto questo grido di speranza nonostante l’astensione dei consiglieri del PD e il voto contrario del Consigliere Nuccio Vetere.

Mattatore dell’assisi oltre la bravissima prof.ssa Colella e l’avv.to Bellizzi sono stati il Sindaco ed il consigliere di Policoro Futura Di Pierri.

Animati dallo stesso spirito , costi quel che costi , impedire la selvaggia colonizzazione e sfruttamento della Basilicata , i due opposti per antonomasia , trovano un intesa ideale nell'alzare un netto e deciso no allo sblocca Italia meglio noto come lo sblocca trivelle sia sulla terra ferma che a mare. Il sindaco da medico sa gli effetti sulla salute che hanno le estrazioni in basilicata , ha sotto gli occhi la disperazione dei tanti che passano dal suo studio , ed è consapevole che il numero sale sempre di più.
 Infatti l'intervento del dott.re Farina è stato impressionante sotto questo aspetto ci da dei numeri da guerra (per sintesi riportiamo i dati del dottore pubblicati in rete) “ Dal 1997 al 2005 le Asl n.4/5 ( Matera - Val Basento e Metapontino – Montalbano J.) la fanno da padrona per colon retto e mammella. Nel Medio Agri i tumori al colon per le donne risultano aumentati ( si intende sempre il tasso di incidenza) del 29,4% tra il 1997/2005; il pancreas aumenta del 17,6% e per i maschi il colon del 35,7%; la prostata del 29,7% e la leucemia mieloide dell’11,9%. Nell’Alto Agri: la mammella del 49,6%, il retto del 13,4% e la vescica nei maschi del 19,9%. Nel solo periodo 2003/05, Alto e Medio Agri hanno la maggior incidenza regionale di tumori al colon e stomaco per le femmine. L’usl n.4 nel 2000/02 primeggia per la mammella: le donne sono le più colpite tra le usl n.4/5. Anche per i maschi nel periodo 2000-02 l’usl 4 si conferma quella più colpita mentre tra il 1997/99 sono le usl n.1 (Venosa) e n.2 Potenza. Il tutto senza contare l’organo più colpito in assoluto, ossia il polmone, che è la vittima preferita ove occorrerebbe capire con urgenza i casi non dovuti al fumo attivo/passivo. Si affacciano anche i linfomi di Hodgkin e non, con un aumento medio tra donne e uomini del 7% circa tra Medio ed Alto Agri, con casi sempre più numerosi tra i 15 ed i 24 anni. Così come il tumore alla mammella che dal 1997 al 2005 si è presentato sempre più in giovani donne, età 40-44 anni: sicuramente merito delle campagne di screening ma l’epidemiologia dovrebbe farci capire fino a che punto la diagnostica è merito della scienza medica, e dove invece iniziano i fattori ambientali. Nei maschi del Medio Agri tra il 2003/05 diagnosticati più casi di tumori ai testicoli e leucemia linfatica tra i 20-29 anni, così come forte l’aumento anche di tumori allo stomaco”.

Di Pierri da legale è consapevole dell'abnormità giuridica dell’art.38 del decreto sblocca Italia , oltre che questo decreto è la svendita alle compagnie del territorio , infatti cita i numeri da elemosina incassati in basilicata , negli ultimi 12 anni , 720 milioni , circa 60 milioni annuali a fronte dei miliardi incassati dallo stato e dalle compagnie. A loro il Business a noi desertificazione del territorio l’inquinamento e la morte.

Per lui e per Leone non basterà fare questa delibera , ma promettono guerra e vigilanza contro ogni tentativo di rubare la speranza a quei giovani che hanno chiesto aiuto contro questo scempio della nostra terra.

Il Pd , quello consiliare pietoso , come Ponzio pilato ha deciso di lavarsene le mani , arrampicandosi sugli specchi. Diciamo quello consiliare perché consapevoli che non tutto il Pd ha condiviso questa decisione dei consiglieri Fortunato e Montesano , la base o parte consistente di quella la pensa diversamente.

Onestamente preferiamo l’atteggiamento del consigliere Nuccio Vetere , che ha votato decisamente contro la delibera del consiglio comunale affinchè si impugnasse il decreto  ,  lui dopo tutto anche con argomentazioni del tutto inesatte ( esilarante e l’intervento della Bellizzi che smentisce punto per punto. Appena pronto metteremo in rete il video) è  per lo sblocca Italia , la delegificazione delle autorizzazioni un bene , la semplificazione un inno alla libertà , l’esproprio al territorio della decisione una richezza , e poi se ci saranno le trivelle a Mare scenderà in piazza … a fare cosa non si sa , visto che sarà troppo tardi , probabilmente per versare lacrime da coccodrillo……..  

giovedì 13 novembre 2014

RISCHIO MAFIA SUL TERRITORIO? I RIFERIMENTI QUI CI SONO GIA'” MAFIOSI CI SONO GIà”.

              LO SOSTIENE ANNA PALERMO DI LIBERA BASILICATA
Tratto dal Blog http://blog.libero.it/filippomele
Filippo Mele
 SCANZANO JONICO - “Rischio mafia? Qui i riferimenti mafiosi ci sono già”. Lo ha detto al convegno su “Giustizia, legalità e rischio mafia nel Materano della crisi”, Annamaria Palermo, di Libera Basilicata. Una dichiarazione shock spiegata con due operazioni della Direzione distrettuale antimafia di Lecce che hanno interessato anche soggetti locali: “Si tratta dell'operazione Neve tarantina, che ha dimostrato come armi e droga da Gioia Tauro a Taranto passassero di qui con l'intervento di malavitosi del posto, e di quella Octopus, che ha portato al sequestro del primo stabilimento balneare della malavita organizzata d'Italia proprio a Scanzano Jonico. Procura di Matera e Dda di Basilicata facciano la loro parte”. E Gianni Fabbris, di Altragricoltura, ha aggiunto: “C'è un diffuso rischio di infiltrazione malavitosa. Cordate stanno dando l'assalto ai nuovi poveri delle campagne. Chiediamo una indagine parlamentare e giudiziaria sui capitali che dall'usura possono essere riciclati negli acquisti all'asta. E chiediamo indagini sulle decine di attentati verificatisi qui. La Procura di Matera sbaglia a definirli fuocherelli. Serve un adeguamento della capacità operativa di quella Procura. Se poi qualcuno non è all'altezza, lasci il posto ad altri”. Rischio infiltrazione denunciato anche da Angelo Festa, dell'Associazione antiusura Famiglia e sussidiarietà, “in un territorio interessante da un punto di vista economico”. Ma quali valutazioni ha fatto sul “Caso metapontino” la Commissione parlamentare antimafia dopo le audizioni di Matera e Roma? “La più importante – ha risposto il sen. Tito Di Maggio – è che c'è molto da lavorare sul territorio da parte degli organi di polizia. E nulla di buono potrà venir fuori dallo scontro tra la Procura di Matera e quella di Potenza. Ma non è un problema della nostra commissione. Da parte nostra faremo una relazione sulla vicenda Metapontino”. Ha condotto i lavori don Basilio Gavazzeni, della fondazione antiusura mons. Cavalla

mercoledì 12 novembre 2014

Migliaia di ragazzi in piazza assediano Pittella contro lo Sblocca Italia. I ragazzi Lucani vogliono riprendersi Il futuro


Gli studenti che assediano la Regione
Sono migliaia i ragazzi che ieri hanno assediato Pittella , il presidente che ha svenduto la Basilicata  alle lobby del Petrolio , per dire un grosso no e che si vogliono riprendere il loro futuro.
 Quale futuro è quella disegnata da questa sciagurata classe politica per i nostri ragazzi se non una vita di precariato, una vita di compromessi, una vita di “ammiccamenti”, una vita di grande carriera e a chi è più disposto a mettere da parte i propri valori;
la generazione zero-futuro si ribella, non vuole svendere le sue idee, non vuole essere accondiscendente ,dice no alla svendita della propria terra  non accetta la svendita del proprio futuro , vuole vivere in un paese dove lo stato lavori per creare vero sviluppo e opportunità e non occasioni di sfruttamento utili solo ai profitti delle multinazionali che distruggono il territorio e mettono in pericolo la salute .
Vogliono una Regione ed uno stato  che li difenda e non da cui difendersi, dove sentirsi a casa e non da cui scappare, di cui essere orgoglioso e non di cui è meglio non parlarne. La generazione zero-futuro vuole gridare che a questo gioco non ci sta e se non cambiano le regole e le prospettive di sviluppo loro scendono in piazza a difendere i loro diritti ed il loro futuro
Hanno gridato ieri forte a Pittella di dire no al decreto trivella Basilicata , di cambiare registro e lo hanno fatto in miglia , tanti a Potenza se ne erano visti poche volte.
Lo sblocca Italia è il nostro blocca futuro allora noi noi blocchiamo la città” urlano e assistono  al fallimento della democrazia sul denaro, dei valori sul denaro, della dignità sul denaro.
E dicono forte e chiaro MO BASTA.

martedì 11 novembre 2014

Grave incidente sulla strada per Matera del consigliere Lippo.

nella curva subito dopo l'uscita dall ss , in una delle curve la Citroen verde del consigliere Lippo , (Avendo probabilmente perso il controllo , per la condizione della strada bagnata) è andata a sbattere contro un Camion. Il primo a soccorrerlo è stato il Dott.re Antonio Di Pierri , che visto l'incidente si è fermato per dare i primi soccorsi. 

Le condizioni dell'auto del consigliere come ci ha testimoniato il dott.re Di Pierri , facevano prevedere il peggio , ma avvicinandosi , non solo ha scoperto che il conducente fosse il nostro concittadino Giovanni Lippo , ma che era anche Lucido e sveglio. 

E' durato circa 50 minuti l'attesa affinchè l'ambulanza da Matera (circa 15 KM) giungesse sul luogo dell'incidente per prestare i soccorsi. Infatti così come prevede il protocollo , Antonio Di Pierri non ha cercato di muovere Lippo , per non provocare ulteriori ed eventuali danni , ma l'ho a tenuto sveglio , incoraggiandolo e facendogli compagnia. Ancora prima dell'autoambulanza era giunti  i vigili del fuoco.

Le condizioni di Giovanni Lippo sembrerebberò alle prime notizie generalmente buone , ma mentre scriviamo sono ancora in corso gli accertamenti per verificare se l'incidente abbia causato danni interni

Il nostro augurio Al consigliere di pronta guarigione.

Policoro . Continua l'emergenza , la scuola fa acqua da tutte le parti.

Una strage silenziosa si sta consumando nella scuola di Policoro. Ogni giorno
cade un pezzo di intonaco, un cornicione, si rompe un rubinetto, un infisso, o alle finestre c’è bisogno di una continua manutenzione . E non è detto che verranno riaggiustati. Ad ogni pioggia le scuole  si allagano, nelle classi e nei corridoi hanno imparato ad avere secchi e stracci sempre a portata di mano. Possiamo dire che è in atto uno “scuolicidio” e che i ragazzi rischiano ogni giorno?  
E’ questa la realtà delle scuole Policoresi , dove dopo ogni pioggia  non riscontrare un problema è un’eccezione. La normalità  è un’eccezione .Infatti a Policoro avere  aule inagibili, soffitti che fanno acqua, materiale non a norma è normalità : l’elenco di quello che si vede è lungo , purtroppo, per nulla rassicurante.  
 L’altro Ieri  (sabato ) i vigili sono stati al Liceo scientifico allertati dai rappresentati degli studenti. Infatti hanno dovuto riscontrare l’allagamento ( in senso letterale) dell’auditorium , eppure i lavori finanziati con i Pois erano terminati neanche due anni fa , e poi le solite infiltrazioni nella palestra e nel corridoio del Linguistico.
In questi ultimi  casi sarebbe bastato un po’ di manutenzione ordinaria e il problema sarebbe stato risolto , invece ……. a questo va aggiunto che il montacarichi che dovrebbe portare alla palestra è fermo , impedendo così ai nostri ragazzi diversamente abili di avere accesso alle attività sportive , e non è il solo diritto che viene a  questi negato , infatti l’appalto per l’assistenza sia dell’educatore che dell’ accompagnamento di sostegno non è stato ancora espletato , eppure la scuola è aperta da settembre.
 Qualcuno avvisi il presidente nominato della provincia che ai primi di  giugno terminano le attività scolastiche , e che il diritto allo studio è garantito dalla costituzione , visto che se la prendono con calma.


Ma qua parliamo della scuola superiore , tragica invece è la situazione della scuola dell’obbligo di Policoro.
Ridicolo poi se lo paragoniamo a quel poster 3x4 che vediamo in giro per la città a cura dell’amministrazione comunale che ci informa che Policoro è una città a misura di bambino . Infatti basta andare a vedere come sono combinate le nostre scuole ,  capiamo che considerazione hanno dei nostri bambini .

La situazione è grave, infatti dopo l’acquarella di Venerdì  (perché di acquarella si è trattato ) il sindaco è stato costretto Sabato a fare l’ordinanza di chiusura della scuola dell’infanzia in via Puglia , per lavori urgenti ed indifferibili. Ma ieri i vigili allertati da qualche genitore hanno fatto visita alla scuola e le emergenze erano ancora tutte da risolvere (infatti il sindaco ha emesso una nuova  un’ordinanza sospensione delle attività pomeridiane).  Tra l’altro un genitore mette nero su bianco e scrive “ che vi sono evidenti infiltrazioni d’acqua e che i lavori vengono effettuati in mancanza di adeguate condizioni di sicurezza “ che dire siamo alla caporetto .
Le foto e il video parlano da sole………Situazione al paradosso si registrano anche nella scuola dell’infanzia di via Dante , ma non solo,  quella di via Monterosa chiusa pe lavori ed i ragazzini spostati nella scuola media , senza nessun adeguamento dei servizi igienici di detta scuola , con i relativi  disaggi per i Bambini.
I bambini è la scuola non stanno nella testa di questi nostri amministratori , sono almeno 35 anni che non si fa un serio investimento nell’edilizia scolastica comunale . 

Abbiamo cementificato la città ma non  è stata costruita un metro cubo di edilizia scolastica  . Anzi abbiamo monetizzato le urbanizzazioni secondarie ( quindi anche la costruzione delle scuole ) per buttare quei soldi nelle feste festicciole ed in maxi cartelloni che ci dicono che siamo la città a misura di Bambino.
 Anzi quando si aveva la possibilità di fare una programmazione seria ed  investire  nella scuola dell’obbligo , come prevedevano le prescrizioni al contratto di quartiere , l’amministrazione che fa? Invece di industriarsi a localizzare zone per nuovi lotti dove edificare scuole all’altezza e a misura di bambino , superano questi vincoli  con una variante ed improbabili ampliamenti di via Monterosa , una scuola già di per se ingolfata , per l’alta densità di abitazione e mancanza di spazzi adeguati.

Inutile la nostra opposizione ed osservazioni , siamo stati derisi con la solita arroganza che contraddistingue questa maggioranza.
 Anche questa volta la logica dei palazzinari e della cementificazione vince , i nostri figli si arrangino , anzi la manutenzione straordinaria ed l’urgenza servono come ci ha insegnato in questi anni la storia ,  ad alimentare la clientela.

Dobbiamo pretendere dai nostri figli che diano il massimo nello studio , ma altrettanto noi genitori abbiamo  l’obbligo di garantire che lo facciano nelle migliori condizioni possibili


E’ arrivato il momento di dire BASTA  e pretendere per quando paghiamo.
Infatti noi le tasse le paghiamo al massimo.


lunedì 10 novembre 2014

Pittella Mò Basta . Il 13 consiglio comunale a Policoro per dire no allo sblocca Italia , resistenza alla svendita della Basilicata

  Convocato per il 13 il consiglio comunale aperto dal presidente dell'assise Gianluca
presidente del consiglio Modarelli
Modarelli , affinché  si deliberi l'invito al presidente della regione Pittella  di impugnare alla corte costituzionale il famigerati art.38 del decreto sblocca Italia. Le due manifestazioni sia quelle di Potenza voluta dai movimenti che quella di Scanzano. J organizzata dai 5 stelle hanno visto una mobilitazione ed una partecipazione importante , che scuoteranno la Politica ed i primi cittadini che si erano adagiati al silenzio per non disturbare il governatore. 


Ivano Farina Karakteria
Uno di questi è stato il nostro Sindaco , negli anni sempre pronto a schierarsi contro ogni ipotesi di nuove estrazioni o trivellazioni a Mare , oggi invece sta in un angolo silente , come sono scomparsi dalla scena gli altri protagonisti politici , ieri in prima fila nella grande manifestazione contro le trivelle , oggi invece volatilizzati. In questo senso anche se nei supplementari Modarelli ha accolto i continui appelli dei movimenti in primis della Bellizzi , Farina , Rosetta Ottomano ecc.. che incensatemente in questi mesi si sono spesi affinchè Policoro , protagonista  (due ani fa)della grande manifestazione contro il petrolio che ha portato alla sottoscrizione di un protocollo di Intesa con altri comuni per una serie di iniziative contro la spoliazione  del nostro territorio , oggi con un atteggiamento omertoso sembrava che se ne volesse sottrarre.

G. Bellizzi e F. Santarcangelo No Triv

Se chi produce la catastrofe se la prende col catastrofista. Pittella, la Basilicata e lo Sblocca Italia

Sono 15 anni e più che le istituzioni regionali parlano di petrolio tralasciando dall’egual misura l’agricoltura, l’acqua, il cibo, il turismo, l’archeologia con i risultati che vediamo tutti: la Basilicata scala le classifiche di povertà, di disoccupazione ed emigrazione (dopo l’istat c’e il rapporto svimez). Se vogliamo parlare di catastrofismo, Pittella discuta della catastrofe economica in cui con la gestione di questi 15 anni è stata trascinata la Basilicata per la miopia e la dipendenza da royalites e compensazioni. Royalites e compensazioni che hanno dopato il mondo delle illusioni e del sottosviluppo culturale delle istituzioni, mentre ha impoverito una classe imprenditoriale lucana che avrebbe voluto fare, ma che ha viaggiato a vista e con le proprie forze.
Catastrofe economica è stato perdere circa 320 milioni di euro l’anno (per colpa del pil elevato a causa anche delle estrazioni petrolifere) dei fondi obt 1 dell’Ue per rincorrere nemmeno un terzo della somma in royalites. Per poi accorgersi che quei soldi non sono spendibili per colpa del patto di stabilità, mentre i fondi obt 1 Ue sarebbero stati immessi direttamente nelle casse delle imprese per finanziamenti per lo sviluppo.
Ci stiamo impoverendo proprio perché la politica sul fossile ha oscurato le vere politiche di sviluppo legate all’acqua lucana e ai potenziali di questo territorio in tema di agricoltura, agroalimentare, cibo e turismo. Ci stiamo impoverendo perché paghiamo tasse e non abbiamo servizi, a partite da quelli essenziali in tema di ospedali, trasporti e istruzione, al pari di altre regioni non petrolizzate come la Toscana. In qualità di Italiani abbiamo diritto a servizi efficienti come nel resto del paese e non dobbiamo distruggere acqua e terra per avere un treno o una strada che già paghiamo con le nostre tasse .Un modello da catastrofe economica che ha solo il sapore dello sfruttamento del territorio per favorire pochi individui collegati alle aziende petrolifere e alla filiera dei rifiuti annessa .
Che sia un disastro economico se ne sono già accorti gli agricoltori della Val d’Agri,della Val Basento ,i produttori del cibo lucano ,gli operatori turistici ed infine la stessa Confapi lucana che critica ampliamente lo Slocca Italia a tutela delle economie locali del territorio.Anche i sindaci lucani hanno espresso il loro parere sullo Sblocca Italia chiedendone l’annullamento.Per fortuna le amministrazioni comunali sanno leggere e scrivere e hanno intravisto i danni che le economie locali e gli interessi di tanti cittadini possono subire con questo decreto.
Le condizioni economiche per estrarre petrolio in Basilicata non ci sono mai state (basta sentire il pianto greco dei sindaci della Val d’Agri), ma il problema vero sono invece restano le questioni ambientali, sanitarie, collegate allo sviluppo delle economie locali. Pittella dimentica di essere autorità di sanità pubblica e che ha delle responsabilità nei confronti dei lucani soprattutto in tema di salute Tutto questo mentre non è capace di fornire risposte soddisfacenti sullo stato delle acque del Pertusillo in merito alla presenza di idrocarburi e metalli pesanti,o sullo stato del Basento, o sulla natura delle acque di Montemurro vicino ai pozzi di reinezione.
Pittella la smetta poi di raccontare insieme a qualche parlamentare del pd che non ci saranno altre trivellazioni oltre a quelle del memorandum.
Gli ordini del giorno dei parlamentari pd lucani in tema barili sullo Sblocca Italia diventano carta straccia, di fronte ad un decreto governativo votato in parlamento in regime di fiducia . Le azioni odierne della regione Basilicata inoltre li smentiscono spudoratamente : a partire dal Vulture (vedasi V.I.A . aperta dalla Regione Basilicata sull’istanza la Bicocca) o peggio dal Ministero dell’Ambiente nel Mar Jonio (con n. 3 nuove V.I.A alla Global Med) per un totale di 16 istanze nel nostro mare.
E’ grave quanto affermato dal sottosegretario De Filippo alla festa dem a Policoro del 21 settembre sul fatto che il decreto Sblocca Italia sia stato redatto dal Ministero dello Sviluppo Economico. In merito Pittella ci deve spiegare a cosa è servito il suo lungo rapporto di corrispondenza con il ministro Guidi se poi nasce un decreto con prerogative di massimo sfruttamento petrolifero sull’intera Basilicata?
La Basilicata è stata già ampliamente sfruttata ,ora per favore non vogliamo la liquidazione economica degli ultimi pezzi di terra e di mare rimasti intatti.
No Scorie Trisaia





sabato 8 novembre 2014

Oltre 5.000 in piazza oggi a Potenza contro trivelle e rifiuti dello “sblocca Italia”, per il futuro della Basilicata

E’ in svolgimento oggi in Piazza Mario Pagano a Potenza, la manifestazione organizzata da “Mo Basta
!” e che vede la partecipazione di non meno di 5mila persone, con numerose scuole cittadine e non, la presenza dei comitati provenienti da tutta la regione. La grande manifestazione di Potenza segue l’adozione, da parte dei sindaci Lucani, di delibere che chiedono al presidente della Regione Basilicata di impugnare lo “sblocca Italia”, diventato legge dello Stato con l’approvazione definitiva dal Senato e di prossima pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. I manifestanti con striscioni e bandiere No Triv, sono in piazza, nonostante sia in atto un diluvio che però non fermato la partecipazione massiccia.
Dai presenti, ai quali hanno dato l’adesione numerosi movimenti e comitati, è giunta la partecipazione anche dei vescovi lucani e delle organizzazioni imprenditoriali e agricole.
In Basilicata –  è stato ribadito dal palco in piazza Mario Pagano – le trivelle dei petrolieri, dopo la Val d’Agri e la Valle del Sauro, vogliono estrarre idrocarburi dal 70 % del territorio lucano , mentre l’articolo 38 “promette” di espropriare i territori e le comunità di decidere il nostro futuro.
L’articolo 38 della ormai legge “sblocca trivelle” del governo Renzi, così come è stata definit, vuole imporre decisioni sull’ambiente e la salute dell’intera regione e persino nel Mar Jonio, dove sono in attesa di autorizzazione numerose istanze.
“E’ inoltre in pericolo – hanno detto i rappresentati degli studenti delle scuole – il nostro futuro, costringendoci, dopo gli studi, ad emigrare. Non solo perchè qui non c’è lavoro, nonostante i nostri governanti dicano che il petrolio l’abbia invece creato, ma ciò è falso, ma anche perchè, se dovesse essere realizzato quello che le compagnie petrolifere vogliono fare, non solo si mortificherebbe il nostro futuro ma si inquinerebbe l’ambiente che è alla base di ogni attività umana”.
Il messaggio dalla piazza di Potenza è rivolto soprattutto al presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella: “impugni subito questo “sblocca Italia”, prima che sia troppo tardi”.
La lotta – ribadiscono tutti – non si ferma quì, coinvolgerà l’intera regione e tutti i comuni lucani.
[*si ringrazianono i volontari ed i cittadini presenti alla manifestazione per l'invio delle foto inserite in tempo reale nell'articolo alla OLA]

Oggi a Potenza e Domani a Scanzano le giornate della protesta

 Oggi a Potenza organizzato dai comitati, e domani a Scanzano organizzato
dal Movimento, ci saranno le manifestazione per dire no al sblocca Italia. I lucani si sentono non solo traditi da Renzi un governo non eletto e da un parlamento nominato e incostituzionale come sancito dalla consulta, ma questi decidono sulla testa dei cittadini Lucani svendendo alle multinazionali del petrolio il nostro territorio. Traditi da Pittella che in campagna elettorale aveva promesso (vedi foto) niente estrazioni niente trivellazioni, ma oggi alla richiesta che sale dal basso di impugnare il decreto per manifesta incostituzionalità, fa finta di non capire , Lui il mercante altro che il presidente di questa regione , che vuole svendere per quattro soldi la sua terra. Oggi e domani ci saranno tanti cittadini, i vescovi, le associazioni e molti comuni, tutti con un solo grido che non vogliamo morire di Petrolio.


venerdì 7 novembre 2014

Allerta Meteo , Policoro scuole chiuse , permane per oggi l'allerta

Ieri il sindaco ha pubblicato l'ordinanza per la chiusura delle scuole di Policoro per allerta meteo.
A dir la verità la notte è passata quasi tranquillamente e anche stamattina , pur essendo nuvolo e il vento sia abbastanza forte ,sembrerebbe che non ci siano situazione critiche . 

Permane per oggi  secondo il comunicato della protezione civile  che "sarà invece arancione per rischio idraulico e idrogeologico sui settori settentrionali della Lombardia e su parte del Veneto. Ancora criticità arancione per rischio idrogeologico è stata valutata per i settori di pianura del Friuli Venezia Giulia, per la Toscana meridionale, per i restanti settori del Lazio della Basilicata e della Sicilia, per i settori interni dell’Abruzzo e parte del Molise e della Puglia, oltre che per tutto il territorio della Campania.

Durante la giornata vi aggiorneremo sugli eventi"

Meglio Tardi che mai. Modarelli convoca il consiglio comunale , Lippo -Leone fanno scena muta.

Ieri  Ivano Farina ci raccontava del tradimento dell’amministrazione comunale Policorese sugli impegni presi negli anni scorsi contro le trivellazioni selvaggi che lo sblocca Italia dara via.  Infatti additava al sindaco Leone  “ perchè al silenzio ha aggiunto il fatto di aver tradito le speranze dei cittadini di tre regioni e di aver rinnegato quanto promise e si impegnò a fare.
“ Il 17 dicembre di due anni, alle prime avvisaglie e alle prime istanze di ricerca di trivellazioni in mare, spinti dai movimenti metapontini e soprattutto policoresi e grazie al loro lavoro, il Comune di Policoro si fece promotore della stipula di un Protocollo di Intesa fra comuni e regioni per prevenire le minacce di trivellazioni in mare”. 
Continua Farina nel suo articolo (http://www.karakteria.org/contenuti/14/11/06/che-senso-ha-mentire-e-tradire-in-questo-modo-a-vantaggio-di-chi-e-di-cosa) dicendo :  A proposito della delibera che preparava la manifestazione del 17 dicembre, il sindaco Rocco Leone disse:  “Abbiamo esteso l’invito a tutti i sindaci dello Ionio, da Mirto Crosia a Gallipoli, molti di loro saranno con noi il 17 per dire no a questo abuso che furbescamente il governo centrale vuole perpetrare nel nostro mare. I rappresentanti devono pensare al futuro e non possiamo permettere che chi verrà dopo di noi vedrà questo scempio”.
Allora esistevano solo richieste di società offshore che mostravano interesse a trivellare sulle nostre coste, ma esissteva anche il diritto degli enti locali e di quelli di tutela paesaggistica ed ambientale ad opporsi e ad impedirlo.
Perchè, oltre a non aver mosso un dito da allora, il sindaco Leone e la sua giunta si sono addirittura trincerati in un vergognoso silenzio ora che il rischio diventa sempre più una realtà imminente e che il decreto Sblocca Italia (palesemente incostituzionale) vuole togliere ogni possibilità di difesa e tutela agli enti locali?
Quale visione politica li trattiene dal prendere una posizione?
Quale contratto più importante di quello stipulato con i cittadini e con le istituzioni pugliesi, lucane e calabresi, quale quartiere più comodo e bello di quello senza tetti del proprio mare può indurre un sindaco ad un silenzio che giova al "Pittella interesse" e minaccia fin nelle fondamenta l'interesse della propria città e del proprio territorio?
Quale etica, quali calcoli possono indurre una giunta ed un intero consiglio comunale a smentire non solo le proprie parole, ma addirittura le proprie delibere?
Si erano impegnati con atto ufficiale ad "adottare ogni iniziativa utile a scongiurare l’eventualità che vengano intraprese attività di esecuzione di indagini e perforazioni in mare".
Quale altro interesse, quale altra istanza più grande del mare e della terra possono indurre un sindaco ed una giunta a tradire così platealmente la fiducia dei propri cittadini?
Come al solito la morta politica è chiusa in un silenzio di tomba.
Ma non tutti dormono , ieri ( e ne va dato merito ) anche se con notevole ritardo il presidente del consiglio comunale Modarelli convoca il consiglio comunale , e con un comunicato si scaglia contro questo decreto che uno scippo per il futuro della  Basilicata.  Amara soddisfazione per i movimenti anti Trivelle e per grande parte dei cittadini che vedono in questo provvedimento del duo Pittella – Renzi la svendita della Basilicata.
Inquietante è il silenzio del duo Leone- Lippo , il rivoluzionario gentile assopito alle lusinghe Pitteliane , tradendo così i suoi impegni con la città e con il suo popolo , incapace non solo di gestire la munnezza ma anche di tenere fede a una visione politica di cui si era fatto portatore , e Lippo il giovane trentino , l’emblemma dell’inutilità , dell’irresponsabilità , assessore mancato all’ambiente  e aspirante presidente del consiglio , per cui sarà premiato per il disastro  Spazzatura , il più grande fallimento politico che questa città abbia potuto  conoscere il cui amaro prezzo lo devono pagare i cittadini