lunedì 22 settembre 2014

Policoro , Scuolabus , materne e asilo speriamo che c'è la caviamo........

 Alcuni servizi che il comune deve garantire sono ritenuti essenziali dalla legge.

Uno di questi è quello dell’accompagnamento dei ragazzi della scuola dell’obbligo con gli scuolabus.
Come noto quest’anno è partito vergognosamente in ritardo , infatti il primo giorno di apertura della scuola il comune non è stato in grado (per la prima volta nella storia di questa città)  di garantire il servizio. Non solo ad oggi mancano le accompagnatrici per cui per le scuole materne il servizio non è ancora garantito.
Pur essendo stato assegnato l’appalto  provvisorio della gara a una ditta pugliese , la stessa ha chiesto circa 20 giorni , per essere in condizione di partire con il nuovo servizio. Appalto vinto , ricordiamo , non perché si fosse di fronte alla migliore offerta economica , anzi la ditta vincitrice ha fatto un’offerta di circa 500 mila  euro in più , perché a parere della commissione avevano fatto la migliore offerta tecnica ed organizzativa. E da questo nascono le nostre  perplessità , tenendo conto anche quello che abbiamo scritto sulla legittimità della stessa commissione , che a parere nostro è stata  nominata in modo illegittima. Le conseguenze come avevamo previsto sono sotto gli occhi di tutti , con un carico economico notevole sulle spalle dei cittadini , con un servizio tutto da verificare.
Ma i problemi della scuola dell’obbligo quest’anno a Policoro non finiscono  qui. Infatti I bambini della scuola materna di via Monterosa  in ristrutturazione  , sono stati trasferiti negli edifici della scuola media ,   che come  ci dicono i genitori , dove i bagni ma gli stessi spazi sono del tutto inadeguati e non garantiscono la sicurezza.
Il Sindaco sembra che abbia garantito  che tale soluzione di emergenza sarà risolta entro la fine di questo mese , inutile dire che i lavori andavano fatti durante la chiusura delle attività didattiche , ma ci auguriamo che tale impegno venga mantenuto , anche perché noi prevediamo tempi Lunghi molto lunghi.
Come ancora è in fase di assegnazione l’appalto per il trasporto scolastico dei Bambini diversamente abili , con la composizione di una commissione tutta discutibile e che il dirigente per nominarla ha chiesto una modifica del regolamento da parte del consiglio comunale , che vergognosamente  ha attenuto , a cui dedicheremo un post
Vergognosa onoltre è la situazione dell’asilo , Leone da assessore già nella giunta di Lopatriello ne combino delle belle ,smembrò allora una struttura che era un esempio di gestione e funzionalità ,  oggi da sindaco non si smentisce , infatti l’asilo è ancora chiuso , vi sarà e chi sa quando un’assegnazione provvisoria. Ormai qui la precarietà dell’azione amministrativa e norma.  I tempi non sono mirati alle esigenze dei cittadini , ma a quelli della struttura , ma nessuno paga per tali ritardi , anzi riconosciamo a qualche scienziato anche i premi di produzione.

domenica 21 settembre 2014

Codancos , lancia azione collettiva contro i consiglieri Regionali del Magna Magna

 C'è di tutto dal magnone del Pd di sinistra a quello della destra pura , si va dal presidente Pittella al

consigliere Venezia , la brutta storia che ha portato al rinvio a giudizio per presunte ruberie un'intera classe politica , che va da chi governava e tutto oggi  a chi faceva finta e fa finta di fare opposizione , ma magnava a sbafo dei cittadini.

Il Codacons lancia oggi una azione collettiva in favore dei cittadini della Basilicata in merito alla vicenda delle “spese pazze” dei consiglieri regionali. Il fenomeno delle spese ingiustificate in Regione, infatti, rappresenta un evidente danno per i cittadini, i quali possono da oggi tutelarsi e far valere i propri diritti sul fronte morale e patrimoniale contro i responsabili di tali illeciti. Tutti i cittadini residenti in Basilicata possono costituirsi parte offesa nei procedimenti aperti dalla magistratura, utilizzando l’apposita modulistica pubblicata dall’associazione sul sito www.codacons.it

La costituzione di parte offesa risulta un passaggio indispensabile perché, se dovesse emergere che i soldi pubblici sono stati utilizzati in violazione di qualsiasi regola di buona condotta della pubblica amministrazione, si configurerebbe un rilevante danno economico e morale per i cittadini/contribuenti, risarcibile grazie alla costituzione in qualità di soggetto offeso. Per tale motivo il Codacons invita tutti i cittadini della regione a ribellarsi all’uso disinvolto dei soldi pubblici, e ad aderire all’azione collettiva promossa dall’associazione.

sabato 20 settembre 2014

COME L’ENI TRUFFA LA BASILICATA E I LUCANI


Basilicata: regione senza futuro, senza lavoro, senza salute, senza soldi, ma con tanto petrolio. Il settantuno per cento della produzione di petrolio italiana arriva dai giacimenti della Basilicata, i più grandi non solo del Paese, ma di tutta l’Europa occidentale. L’Eni specula sul territorio lucano da oltre vent’anni. Un rapporto unidirezionale tra gli imprenditori del petrolio e la Basilicata. Eni trivella e guadagna mentre la Basilicata si impoverisce, sempre di più, a discapito dell’economia locale e della salute dei lucani. Dal 1998 ad oggi sono giunti alla regione ben cinquecentoottantacinque milioni di euro che non hanno prodotto nessun significativo miglioramento delle condizioni socio-economiche delle zone interessate, anzi, per certi versi, non hanno fatto altro che peggiorarli.
In Basilicata ci sono tre giacimenti attivi: Gorgoglione (gestione Total per il settantacinque per cento e Shell Italia per il venticinque per cento), Serra Pizzuta (Eni) e soprattutto quello della Val d’Agri, da cui proviene oltre il novantanove per cento del petrolio estratto sul territorio regionale (Eni per il sessantuno per cento e il restante trentanove di proprietà di Shell Italia).
Tutte le risorse del sottosuolo sono di proprietà dello Stato. Il petrolio appartiene dunque alla collettività nazionale. Fino a una ventina di anni fa l’Italia prelevava gli idrocarburi, presenti nel sottosuolo dei suoi territori, per mezzo di un ente pubblico: l’Eni. Quando ciò accadeva questa società compensava i territori con delle contropartite finanziarie (royalty) decisamente basse rispetto al ritorno economico che i quantitativi di gas e petrolio estratti erano in grado di produrre. In genere le popolazioni che vivevano in quei territori non si lamentavano, perché, pur in presenza di royalty modeste, l’enorme ricavo che l’Eni ne traeva veniva espresso in utili di bilancio che erano ad appannaggio dell’unico azionista, lo Stato italiano.

Nel 1992 accadde che l’Eni da ente pubblico venne trasformato in società per azioni interamente posseduta dallo Stato italiano. Poco dopo lo Stato mise sul mercato parte del capitale azionario conservandone una quota superiore al trenta per cento (divisa tra ministero del Tesoro e la Cassa Depositi e Prestiti), detenendone, comunque, il controllo effettivo della società. A essere proprietari dell’Eni, dunque, non c’è più solo lo Stato italiano ma anche altri azionisti istituzionali quali la Gran Bretagna, l’Irlanda, altri Stati dell’Unione Europea, gli Usa, il Canada.
A estrarre il petrolio lucano vi sono poi anche altre società come la Total che corrispondono anch’esse una royalty del dieci per cento andando a “ingrassare” così i propri azionisti. Oggi la Basilicata riceve centocinquanta milioni di euro l’anno, che corrispondo al sette per cento di tutte le estrazioni, che corrispondono a royalty ridicole.
Attualmente una parte di questi soldi sono stati utilizzati per il bonus idrocarburi, un’altra, invece, non è stata ancora utilizzata. Per ora la Regione Basilicata ha bloccato i fondi, e non è ancora chiaro se verranno reinvestiti sul territorio in termini economici o dirottati per la costruzione di infrastrutture collaterali.
Nella seconda metà degli anni Novanta vennero avviate le attività di estrazione, che furono viste con sostanziale favore dalla popolazione locale, con l’idea che l’industria petrolifera avrebbe portato lavoro e prosperità con una ingente domanda di forza lavoro (mentre l’industria estrattiva è notoriamente un’attività a bassa intensità di manodopera, soprattutto se non qualificata).
È sotto gli occhi di tutti, invece, come la scelta petrolifera non solo stia mostrando tutta la sua inefficacia rispetto alla soluzione dei problemi economici e sociali delle aree interessate, ma risulta anche essere un enorme freno per altre prospettive di sviluppo, tutte praticabili, che a partire dalla difesa dell’ambiente e della biodiversità puntano ad una programmazione dello sviluppo in armonia con le peculiarità locali. Parliamo di circa mille chilometri quadrati di aree, date in concessione per l’estrazione del petrolio. Numero destinato ad aumentare, infatti, ci sono altri mille chilometri quadrati dedicati ad attività di ricerca e le richieste di nuovi permessi, in corso di valutazione al ministero dello Sviluppo economico, riguardanti quasi tremila chilometri quadrati.
Aree sempre più vaste del territorio lucano sono a rischio per la richiesta da parte delle compagnie petrolifere di realizzare attività di estrazione di idrocarburi, suscitando allarme nelle popolazioni ed, anche, nelle amministratori locali che, diversamente da ciò che è avvenuto in passato, oggi considerano la tutela dell’ambiente e del territorio come elemento assolutamente imprescindibile. Sono in discussione il futuro di intere aree territoriali della Basilicata e lo stesso concetto di sviluppo che prima era incentrato sullo sfruttamento delle risorse petrolifere del territorio. L’oggetto di discussione è ora la realizzazione del pozzo “Pergola 1″ (per ora, solo pozzo di esplorazione) e delle condotte di collegamento all’area “Innesto 3″, in contrada Santa Maria, nel Comune di Marsico Nuovo (in provincia di Potenza).
Questo pozzo nascerebbe in una zona ricca di sorgenti di acqua (bacino idrico del Sele) e a poche centinaia di metri dalla contrada San Vito, dove c’è un insediamento abitato. Il relativo oleodotto di collegamento dovrà passare in zone di notevole interesse, sia dal punto di vista delle risorse idriche, che dal punto di vista naturalistico, nonché zone ad alto rischio idrogeologico. Senza tralasciare che è, ormai noto e scientificamente provato, che le estrazioni petrolifere sono attività industriali tra le più pericolose riguardo a possibili danni al suolo, al sottosuolo, alle sorgenti e alla salute umana.
Ma gli interessi dell’Eni sono enormi. Infatti, significherebbe produrre quarantamila barili al giorno. E poi, Pergola 1 si trova al confine sulla Val d’Agri e questo permetterebbe di aprire un varco verso i monti della Maddalena, quindi verso il vallo di Diano (in Campania), dove già sono in corso richieste specifiche da parte dei petrolieri.
Di qui parte il duro braccio di ferro tra forze politiche, cittadini ed Eni. Lo scorso 17 marzo, il presidente della giunta regionale Pittella, i due assessori regionali Berlinguer e Liberali, il sindaco Vita e il responsabile dell’Eni Gheller, sono stati contestati dai cittadini proprio per la questione del pozzo Pergola 1. Chiamati per un dibattito pubblico a Marsico Nuovo, hanno deciso di abbandonare l’aula dell’incontro, perché accolti da fischi e insulti.
Pare, quindi, che la popolazione lucana abbia iniziato a ribellarsi ad anni di giochi di potere e diritti acquisiti da parte delle compagnie petrolifere. Si è costituito un comitato, con possibilità di firmare una petizione, che vuole impedire la realizzazione del pozzo, ma tante altre sono state le manifestazioni sul territorio, come per esempio la catena umana per impedire l’inizio delle trivellazioni.
Oltre quindici anni di attività petrolifera in Val d’Agri hanno avuto come conseguenza numerosi e gravi danni, tra cui incidenti legati all’attività del centro oli di Viggiano o lungo gli oleodotti (fuoriuscita di greggio dall’oleodotto a Bernalda (in provincia di Matera), emissioni maleodoranti, dovute soprattutto ai composti solforati, inquinamento acustico molto frequente).
Smetteranno di trivellare? Sulla bilancia, ancora una volta, gli interessi politici e dello Stato e la salute dei cittadini. La Basilicata è ormai martoriata dai pozzi, inquinata nel profondo. La proposta delle associazioni ambientaliste, impegnate per salvare il popolo lucano, è quella di prevenire i disastri ambientali, smascherare chi, per anni, ha giocato con la salute promettendo posi di lavoro e sviluppo.

 Tratto da inventati.org

venerdì 19 settembre 2014

MA UNA SCANZANO PUÒ VALERE 85 EURO?

DI GIOVANNI RIVELLI – Domani mi recherò alle poste a effettuare un versamento di 85 euro sul conto della
Regione Basilicata. Non sono impazzito ma 85 euro sono, più o meno, la quota spettante ad ogni lucano per i 50 milioni liberati dal patto di stabilità che in questo momento sembrano il prezzo per consentire mano libera all’aumento delle estrazioni petrolifere in regione.
Lo faccio come moto di dignità nei confronti di chi, appena qualche giorno prima, ventilava “una nuova Scanzano” contro i progetti di aumentare le estrazioni contro il volere dei lucani. A Scanzano la reazione fu forte e non perché i lucani chiedevano 85 euro a testa, ma perché chiedevano futuro. E anche nella vertenza petrolio la forza della rivendicazione può esserci, ma solo se collegata al futuro di questa terra e non a 85 euro.
Quando si parlava di memorandum si parlava di altro. Si parlava di un piano finanziato con miliardi di euro (6?) aggiuntivi e fuori dal patto di stabilità, non gestiti dalla regione e non utilizzati per la sagra del cipollotto o la manifestazione turistica di vicolo stretto, ma inseriti in un programma di sviluppo concordato da Regione e Governo in base ad assi di sviluppo prioritari europei tra strade, treni, banda larga, infrastrutture e altri fattori di sviluppo. Si parlava di futuro, non di 85 euro che, peraltro, a leggere le cronache sembrano essere destinati a pagare cose che in passato pure venivano pagate e che, quindi, alla fine, in chissà quale sagra verranno effettivamente investiti.
E si parlava di un ruolo delle compagnie che ora sembrano essere scomparse proprio dalla scena. A loro si chiedevano localizzazioni produttive per migliaia di posti in settori strategici, da sostenere a loro cura. E si chiedeva, comunque, di limitare le attività solo ad alcune zone, perché il petrolio può garantire un futuro di 20 anni che basta alla mia generazione, ma non a quella che seguirà che ha bisogno di uno sviluppo più duraturo e sostenibile.
Per questo, sono certo, in molti sarebbero pronti agli scioperi, i blocchi stradali, le manifestazioni da oltre 100mila persone che ci furono per la vicenda del deposito di scorie nucleari. Per 85 euro l’anno, forse per tre anni, non vale la pena nemmeno di fare un giorno di sciopero.
Ho votato centrosinistra e resto fermo su questa convinzione. Ma credo che sia oltremodo miope approvare qualunque cosa faccia uno chiunque di centrosinistra, sia perché per chi non crede nella logica dell’ “uomo solo al comando” e si radica nella convinzione della buona fede di tutti il dibattito e il contraddittorio servono a fare scelte migliori, sia perché accodarsi tutti agli sbagli (come il caso Potenza insegna) porta a non avere più credibilità quando ci si presenterà agli elettori anche con persone diverse rispetto a chi ha fatto scelte sgradite. Nella dialettica devono emergere anche le diverse visioni. E, sinceramente, quella di chi esalta per la possibilità di spendere 85 euro dopo aver evocato Scanzano per la lotta sul petrolio non è la mia.
Anche perché (ma non è nemmeno rilevante nel discorso complessivo) non si tratta nemmeno di 85 euro reali, ma 85 euro di possibilità di spesa di soldi già esistenti. Per cui anche il mio versamento alla regione non servirebbe a nulla. Motivo per il quale il versamento lo farò, ma in favore dell’Ant.
Giovanni Rivelli
tratto da  HYPERBROS

giovedì 18 settembre 2014

Leone diffidato ad adempiere. Chi sbaglia paghi , No al saccheggio del Bilancio.

Siamo stanchi di pagare sempre noi. Adesso Leone o ci smentisca o chieda conto dei
lavori sgarrupati in via Siris  
Ieri dopo l’articolo sul prolungamento di via Siris sembrava che gli amministratori fossero alla ricerca di chi ci aveva informato in modo dettagliato delle condizioni della strada ( nella profonda loro condivisione che noi siano una massa di ignoranti) invece di cercare di capire che ciò che noi affermavamo nel nostro post corrispondesse a vero , o fossero un cumulo di fesserie.
Infatti, sarebbe interessante anche per noi e nell’interesse della città , capire che ciò che noi abbiamo detto in merito ai lavori di  prolungamento di via Siris,  se questi sono stati realizzati così come previsto in progetto e con tutte le autorizzazioni del caso , oppure no?
E ciò , non per pura venia , non per una soddisfazione personale , non per alzare il dito contro l’inefficientissimo di questa amministrazione , ma perché si possa mettere in atto tutti quei provvedimenti a tutela dell’interesse generale , e si eviti finché siamo in tempo che ancora una volta non siano a pagare i soliti noti, cioè i cittadini invece degli inadempiente.
A Leone e i sui prodi invito caldamente a fare ciò che un’amministrazione non distratta , e lontana dagli  interessi dei soliti  , ha il dovere di fare.
Infatti nel contratto dell’appalto vi è la clausola che entro 5 mesi dalla consegna dei lavori (maggio)da parte della ditta e della relazione dei direttore dei lavori per il pagamento dell'ultimo sal  , la stazione appaltante può contestare agli stessi i mancati lavori o le inadempienze ed attivare a garanzia per gli eventuali danni o lavori difformi  le polizze assicurative , che sono stati attivate ( così come prevede la legge).
Visto i tempi stretti per tale procedura (siamo al quarto mese) a leone e i suoi prodi non rimane che verificare che ciò da noi scritto sia  falso , e giustamente querelarci e sputtanarci pubblicamente , con l’impegno da parte nostra che ci faremo fustigare in piazza  , ma se corrispondesse a vero , chiediamo di attivare le polizze a tutela  dell’interesse generale , non saldare la ditta e con quei soldi finire i lavori , così come Dio  comanda.
Nel secondo caso non chiederemo neanche un grazie per aver assolto a un compito civico , ci basterà come premio di non aver consentito un’altra volta ed ingiustamente il saccheggio del Bilancio comunale.

Invieremo domani una lettera di diffida  ad adempiere all’amministrazione comunale , a tutela dell’interessi della città.

mercoledì 17 settembre 2014

Le strade del signore sono infinite, Le strade di Leone non sono mai finite.Storia di strade sgarrupate e ben pagate

Le strade del signore sono infinite , non finite invece sono quelle di Leone , non solo quelle di campagna , ma anche quella nuova di zecca del prolungamento di via Siris  , la strada che dovrebbe collegare la citta con il quartiere Iazzo Ricino.
Siamo all’ultimo saldo il 5°, e dopo un esborso che sfiora il milione di Euro  la strada è ancora sgarrupata , in attesa di un miracoloso collaudo.
Infatti l’ultimazione dei Lavori è datata nel mese di giugno , tanto che ancora oggi si ci domanda se i lavori sono stati contabilizzati e come questi sono stati fatti.
Una strada come si vede dalle foto , incompleta , non solo esteticamente .Infatti il progetto originario ed esecutivo (quindi senza possibilità di varianti se non per questioni eccezionali) erano previsti 17 Pozzetti , e per ogni pozzetto due caditoi per un complessivo di 34 , mentre a prima vista oggi  risulterebbero  invece otto pozzetti e 16 Caditoi , ci chiediamo come mai, e se questo non pregiudica la funzionalità di questa importate arteria. Così come ci chiediamo dove sono andati a finire i dieci allacci di acqua potabile e gli allacci degli idranti per i vigili del fuoco , la cui presenza  non riusciamo ad individuare. Chiediamo all'amministrazione di indicarci dove siano , se ci sono , oppure dobbiamo scomodare la famosa trasmissione di rai tre chi l’ha visto ?
Sempre nel famoso progetto esecutivo erano previsti 20 cm di asfalto , di cui 10 di Tuvernat , 7 di Blinder , tre di tappetino di usura.
Nella seconda variante , quella che noi definimmo da Truffa approvata con la delibera n° 27 del 23 febbraio 2013  , perche non faceva altro che autorizzare i lavori che erano stati eseguiti (così come accertato dai carabinieri di Policoro) furono tolti i 3 cm del tappetino , ma chiediamo a leone e i suoi prodi dove sono finiti i 10 cm Tuvernat e i 7  cm di Binder? O anche qui dobbiamo andare alla trasmissione chi l’ha visto ?
Siamo così certi di quello che diciamo tanto che li sfidiamo a fare dei saggi , noi ci presenteremo senza neanche i piccone , basteranno le dite per scavare e accertare la verità.
Inoltre come comunicatoci dal consorzio di Bonifica , per il ponte sul fosso Ricino , non vi sarebbe nessuna autorizzazione , quindi presumiamo come prevede la legge che anche all’autorità di bacino non è stato chiesto nessun parere per l’incanalamento del fosso. E visto che parliamo di sicurezza legata a un possibile straripamento del canale , sarebbe bene che l’amministrazione smentisse questa nostra affermazione , oppure procedesse a regolarizzare la grave mancanza , tenuto conto che sulla zona è previsto un importante insediamento di abitazioni.
Non vorremmo un giorno batterci il petto e piangere le vittime imprecando contro la natura , mentre i disastri hanno un nome e cognome .






martedì 16 settembre 2014

Guerra nel PD. Sblocca Italia o blocca Pittella. Folino come cicerone contro "novello catilina".

Lo sblocca Italia sta diventato il blocca Pittella. Gira su internet riscuotendo un
grande successo il discorso alla fiera del Levante di Vendola , parole e pensieri che fanno venire la pelle d’oca , un ancorato  appello in difesa della puglia dall’attacco barbaro del governo contro la sua terra ,

e rivolgendosi a Renzi dice con decisione che ci sarà  “Diciamo NO a ciò che ci toglie l'orgoglio di essere protagonisti del nostro sviluppo. La ricchezza non è nascosta sotto i fondali. La ricchezza è la costa, la pesca, il turismo, il colore del nostro mare. 

tutto il Salento a difendere un sito di pregio naturalistico, paesistico e archeologico, in cui si prevede di portare il tubo di un gasdotto...Sappiamo dire a tutti i sì che ci aprono al futuro, non quelli che ci riportano ai fasti e ai nefasti in un passato in cui siamo stati considerati terra da colonizzare, discarica a disposizione, una capanna dello zio Tom, dove per quattro soldi si comprano pure la nostra dignità"

E molti come Karakteria ed altri paragonano questo visione di governo vendoliana , della puglia dal Pil con il segno del più con quella Lucana Pittelliana con gli indicatore del meno Pil e meno Exsport , infatti Pittella dice

Le risorse petrolifere non sono proprietà di un territorio, ma del Paese: partendo da questa considerazione, però, le Regioni non possono non avere un ruolo centrale nelle scelte del governo, facendo fronte comune sui temi dello sviluppo e del territorio [...] rispetto alla bozza iniziale siamo riusciti ad ottenere dei vantaggi concreti [...] rappresentano una prima boccata d'ossigeno per le casse della Regione in “pre – agonia [...] Ci sono almeno  altri tre tempi da giocare, ovvero la conversione in legge del decreto, la prossima legge di stabilità, e il decreto interministeriale che dovrà sancire l'importanza della Basilicata nel quadro energetico nazionale, con il ritorno economico e sociale che ne deriva.

Infatti la Basilicata tratta la vendita del suo territorio , per qualche soldo in più , la prospettiva non è l’economia coniugata alla ecologia ,non è lo sviluppo coniugato al turismo all’agroalimentare , alla nanotecnologia , all’industria aeronautica e al turismo  , alla ricerca che hanno fatto della puglia una delle regioni col segno più in un meridione depresso , no per Pittella basta qualche barile in più.
Ma le critiche al governatore ex rivoluzionario e gladiatore , non arrivano solo da destra o dai comitatini (escluso l’ex berlusconiano Viceconte) ma anche dal suo partito , a cominciare dai giovani democratici.
Ma lo sblocca Italia è l’occassione per il PD , per riaccendere la guerra intestina , tra gruppi di potere , ed a cominciare ad aprire i fuochi ci ha pensato lo stesso Pittella , durante la conferenza stampa , quando ha additato Bubbico e Follino come i traditori della patria.
L’ex presidente del consiglio regionale  Folino oggi come titola il quotidiano della basilicata  veste i  panni di Cicerone e attacca il "novello Catilina"  
 Con chi se la prende Cicerone junior alias Follino , se non con il  il novello Catilina alias  Pittella. Questo inusitato e forte attacco di Folino ricorda quello storico di Andreotti contro Repubblica.
Infatti Folino come Andreotti   che allora fece  una famosa  lettera pubblicata dal mensile lettere romane  , manda a dire all’ex Rivoluzionario che:
 "La concezione del potere che voi avete   . e' tale da dover essere contrastata con fermezza... Mentre dite di ricercare consensi, cospirate; mentre invocate la salus rei publicae, lavorate per minarla; mentre abilmente vi presentate come un perseguitato, tendete perfide reti per colpire subdolamente avversari e nemici. Non siamo in condizione di sopportare oltre il discredito di un patrimonio che ognuno di noi ha viceversa il dovere di accrescere e non il diritto di smantellare". Come "le malefatte di un questore infedele, che ha macchiato in Sicilia la reputazione della gente romana, hanno arrecato gravissimi danni", cosi' "il vostro iniquo e subdolo lavorio non dovrebbe essere assunto a simbolo negativo del Senato. Ma... la ripercussione negativa ha ormai dilagato". Percio' , "voi avete un solo modo per evitare la condanna che meritate. Scegliete senza indugi la via di un irreversibile esilio. Con l' augurio che faccio a me stesso e al popolo romano, a non rivederci".

Più chiaro di così , siamo alla guerra …………

lunedì 15 settembre 2014

L'ESTATE POLICORESE "CHI L'HA VISTA" LE MISTIFICAZIONI DI PADULA .

Hanno la memoria corta , hai la sensazione che ti vogliono prende in giro.
Le ultime dichiarazione sull’estate di Padula , sono strabilianti , generiche , piene di enfasi , che cercano di nascondere quello che si può definire un fallimento.
Si un fallimento , se si pensa alle risorse ingenti messe in campo  ( per le manifestazioni a Policoro tra soldi APT Comune Cosvip ecc. siamo sull’ordine di 150 mila , in gran parte concentrato nel mese di Agosto) e soprattutto  un fallimento in confronto alle intenzioni programmatiche annunciate in pompa magna dall’assessore Padula.

Intanto il Bando degli eventi , la prima versione abortì , infatti ne dovettero fare un altro , diverso meno astruso e burocratico. Partito a maggio il bando partorì a metà  luglio . Alcune manifestazioni uscite da quel Bando non si sono neanche svolte , a dimostrazione della bontà di allora delle nostre ragioni.
La delibera inoltre era un copia ed incolla , vizio questo molto diffuso , che di per se non è un peccato mortale , anzi , ma sarebbe bene citare le fonti. Questo a dimostrazione che non si hanno idee , ma quando copiano lo fanno anche male , quando va bene , ma in alcuni casi non sanno neanche il significato di quello che hanno copiato.

Era il 18 aprile quando Padula dichiarò che: L'obiettivo più grande che abbiamo – ha spiegato Padula – è quello di destagionalizzare e di partire il prima possibile. Infatti quest'anno Siritidestate partirà già a giugno e questo è importantissimo.”
Infatti la cartellonistica di siritede estate 2014  , non è uscita a giugno ma solo a fine Luglio , altro che destagionalizzare……..
Ma le fanfaronate di Padula non finiscono qua , infatti l’assessore dichiarò : “ : “Padula ha poi spiegato tutti gli aspetti che si muovono attorno al concetto di città turistica. A cominciare dal Museo della Siritide, “il cui obiettivo principale - ha spiegato l'assessore – è quello di inserirlo all'interno della città attraverso l'organizzazione di un evento in stile “Colobraro” nel Parco Archeologico, che avrà la finalità di collegarlo in automatico alla zona Castello e ai Casalini e di farlo rivivere”. Oltre all'organizzazione dell'evento, l'amministrazione ha rivelato che, molto probabilmente, le Tavole di Eraclea, le cui originali sono conservate nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli, nel mese di luglio torneranno a Policoro.
Intenzioni queste bellissime , ma a che chiedono l’intervento di CHI L’HA VISTO.
L’uniche tavole Heraclea che abbiamo visto sono quelle del PREMIO costato una barca di soldi , nato dall’asse Leone – Vetere- Braia , alla cui rendicontazione aspettiamo il comune, per gli evidenti profili penali.
Che cosa è stata l’estate Policorese è testimoniato dal Buon articolo fatto di interviste agli operatori di Gabriele Delia  che pubblichiamo qui sotto , nulla a che vedere con i centomila delle frecce Tricolori o la notte Bianca dei 50 mila di Serafino di Sanza . Ripetitiva ed agostana , con l’unica nota positiva , quella del risveglio del centro grazie soprattutto alle sere organizzate dal Bar dei Portici , per il resto solo noia.

POLICORO – Si chiude prematuramente, causa maltempo di questo inizio settembre, la stagione estiva in riva allo Jonio, sponda Policoro. Estate caratterizzata da piogge e vento per una buona parte. Come ogni anno cerchiamo di fare il punto della situazione turismo nella città jonica. Siamo partiti da Torremozza, precisamente dalla cittadella sull’acqua di Marinagri, contattando Marco Vitale, figlio del patron Enzo: “Diciamo che a giugno e luglio il turismo è di fine settimana; ad agosto fino al 5 niente di particolare, mentre dal 9 e fino al 23 c’è stato il tutto esaurito e fino al 31 si è vista gente. A settembre poca roba, tranne un convegno di fisica nucleare che si terrà qui da noi dove si registrano delle presenze. Rispetto all’anno scorso siamo andati peggio a luglio e meglio ad agosto; giugno e settembre le stesse presenze più o meno”. Dal turismo d’elite ci siamo spostati poi sul Lungomare centrale di via Lido dove ce n’è uno più di massa. Già dai primi giorni di settembre molti operatori hanno sbaraccato, nel senso che hanno smontato il lido mobile o chiosco dichiarando conclusa, dal loro punto di vista, la bella stagione. Tra i lidi aperti “La Stiva” di Michele Colucci, una volta la Mecca del turismo jonico fino agli anni ’90: “Abbiamo lavorato un mese in più per fare lo stesso fatturato del 2013. L’estate si è concentrata in una settima dall’otto a subito dopo Ferragosto, poi un po’ di gente che con il passare del tempo è diminuita sempre di più. Rispetto agli altri anni ho notato un accorciamento del periodo di maggiore affluenza che prima durava anche quindici giorni, mentre nel 2014 è stato di circa una settimana. Forse chi sta da questa parte (lato sinistro quando si arriva da via Lido ndr) ha pagato dazio dei pochi eventi svoltisi a parte una manifestazione cinofila e una religiosa”. Di fronte lo “Smitmer Sun Smine” ha chiuso i battenti il 31 agosto e così andiamo a trovare Rocco Tarsia nel pub “Smitherson” di via G. Cesare nel centro urbano: “Quest’anno ho avuto un calo di fatturato del 50% nonostante abbia aperto prima rispetto al 2013 e abbia contenuto i prezzi delle bevande; nell’ultima settimana di agosto ho lavorato bene per il resto ordinaria amministrazione”. Dall’altro lato della Duna attrezzata anche la “Friggitoria” è closed già da qualche giorno, ma siamo andati alla ricerca di Antonio Scarcia e famiglia: “Luglio e settembre meglio un anno fa, agosto si è lavorato”, osserva Antonio che nel quartiere Delfino/Marina Azzurra gestisce il ristorante “La Rosa dei venti”;  “purtroppo però –aggiunge la moglie- da noi la stagione è troppo corta: un mese appena”. Continuiamo il nostro tour della Duna attrezzata e ci imbattiamo in Giuliana Vitarelli del chiosco “Camelot Beach”: “Non so gli altri ma anche noi fino a luglio siamo stati fermi, mentre dal 5 agosto e fino alla fine del mese  si è lavorato. Non posso fare paragoni con il passato perché quest’anno è la prima volta che apriamo anche se nel 2013 avevamo qui vicino un ristorante, ma paragoni non se ne possono fare perché hanno due gestioni diverse, il secondo sicuramente ha più costi”. Infine Gianni del “Terzo Girone”, l’ultima attività mobile aperta domenica scorsa: “I titolari Nicola ed Angela sono stati coraggiosi e non demoralizzarsi di fronte al fatto che fino al 31 non c’è stato movimento; fortunatamente dal 5 fino ai primi giorni dopo Ferragosto si è vista molta gente; finito l’effetto del giorno dell’Assunzione tutto purtroppo è ritornato alla normalità”. Il leit motiv di tutti gli operatori da noi sentiti è che l’estate continua a durare ancora troppo poco.
Gabriele Elia


domenica 14 settembre 2014

I parlamentari Petrocelli e Liuzzi restituiscono 129 mila euro ai cittadini. Pittella li richieda fuori dal patto di stabilità

 I parlamentari o Petrocelli e Liuzzi restituiscono 129 mila euro ai cittadini. Così come si erano impegnati in campagna elettorale , i due parlamentari tengono fede alla loro parola data , quello di dare un sostanzioso sostegno ad abbassare il costo della politica ed abbattere i privilegi della casta , oltre ad dare un esempio importante di coerenza ed etico.

I soldi saranno destinati , insieme ai rimborsi elettorali ed le altre indennità di  altri parlamentari di cinque stelle in un fondo nazionale che verranno utilizzati per il sostegno alle piccole imprese.
Sarebbe bello che anche gli altri parlamentari seguissero l’esempio in una gara del più virtuoso a decurtarsi i privilegi e i restituire i soldi ai cittadini.

Chi sa se Pittella dopo le lenticchie ricevute con il decreto avvelena la Basilicata , la svendita del territorio , chiederà a Renzi anche la restituzione  dei soldi delle indennità risparmiate da Petrocelli e Liuzzi  da utilizzare fuori dal patto di stabilità , magari per i buoni libri dei ragazzi di Rotondella e Episcopia ? . Pochi e non risolutivi ma simbolicamente importanti , perché puliti.

sabato 13 settembre 2014

Napolitano firma il decreto avvelena basilicata . I cittadini Lucani poveri avvelenati cornuti e maziati.

Altro che vittoria e decisione sulle estrazione previa intesa con la Regione come ha voluto rimarcare
Pittella  per addolcire la sberla renziana alla basilicata. Per rendersi conto che sono solo chiacchiere e che il governo anticipando l'abolizione del titolo V della costituzione , quello che prevede per queste materie la concorrenza nella decisione tra stato e regione , istituisce in questo decreto quello che è una rapina , infatti  all'art.38 comma 4 recita che "in caso di inerzia evoca a se i titoli minerari pendenti.

I termini poi dei ritorni economici sono spiccioli , Buoni per alimentare la clientela della casta , ma non per ridare una prospettiva alla Basilicata , anzi con le perforazioni a mare si metterà in discussione anche quel poco e con fatica si è messo su nel turismo , butterà a mare la nostra agricoltura.

La cosa certa che se non ci si opporrà, impugnando la legge per incostituzionalità come farà la puglia   e non vi sarà la mobilitazione dei cittadini , questa Regione sarà destinata a morire Povera ed avvelenata.

Così come carta straccia è il memorandum , ormai diventato smemorandum.

E tra le grande intenzioni di Pittella vi è anche quello di sottrarre ai cittadini la Card Carburante , f orse in questo alla fine vincerà , per farne il Bancomat della mala politica , come dire i cittadini poveri avvelenati cornuti e maziati.


venerdì 12 settembre 2014

Renzi contro la legge Lucana sulle Royalty. ll Gladiatore reagisce con un forte e deciso Sissignore. Intanto L'eni indagata per mega Tangente

Che la legge regionale voluta da Pittella che metteva  fuori dal patto di stabilita le royalty del petrolio fosse un bluff o un grande spot elettorale , era chiaro visto che il fiscal compatc e nella costituzione , ma dato che sognare non era reato , ci aspettavamo anzi ci illudevano anche noi investiti dal pittellismo rivoluzionario , che il governatore la spuntasse , invece il governo è il suo amico Renzi la impugnano.
E Renzi inpugna questa legge tanto propagandata dal Gladiatore e lo fa in un momento inopportuno , lanciando l'ennesima sfida . con l’intenzione  di umiliare in modo palese la Basilicata e dimostrare come la sua classe politica e succube ed asservita non agli interessi della sua terra e del suo popolo ma quella della Logica del suo CAPO.
Quasi a sussurrarci a voce alta “ragazzi dei comitatini  calma e sangue freddo , qua comando io e faccio quello che voglio io. Non mi faccio comandare da 4 gatti , perché tanto siete , e i vostri rappresentanti fanno esattamente quello che voglio io”.
Al gladiatore che ieri alla notizia di quest’ultima caporetto , non ha reagito  neanche con una che sia una dichiarazione , anche questa volta non è rimasto che chinare il capo davanti al proprio imperatore e ritirarsi. Adesso non gli rimane che tenere in mano il cappello dell'elemosina ed aspettare lo sblocca Italia o AVVELENA BASILICATA, la svendita A SALDO DI QUESTA TERRA   all’eni che ieri è finita in un’inchiesta (l’ennesima) milanesE , in cui i suoi dirigenti sono accusati di corruzione e mega  tangenti in Nigeria. Infatti noi ci chiediamo se sia solo in Nigeria

Si parla di una  presunta (tratto dalla stampa)  maxi-tangente da 1 miliardo e 92 milioni di dollari che sarebbe stata pagata da Eni per l’acquisto della concessione del giacimento petrolifero “Opl-245” in Nigeria e la cui “fetta” più consistente, circa 800 milioni, sarebbe stata ripartita tra politici e intermediari africani, mentre la restante parte, circa 200 milioni, sarebbe stata destinata a mediatori e manager italiani e europei. È un nuovo capitolo di presunta corruzione internazionale con al centro il colosso dell’energia e su cui sta lavorando la Procura di Milano che ha iscritto nel registro degli indagati anche il nuovo ad del “cane a sei zampe”, Claudio Descalzi, e il lobbista di lungo corso Luigi Bisignani. 

I pm Fabio De Pasquale e Sergio Spadaro sono anche riusciti a bloccare una parte della presunta “maxi-stecca”, circa 193 milioni di dollari. Gli inquirenti, infatti, hanno chiesto e ottenuto nei mesi scorsi il sequestro in Svizzera di circa 110 milioni e ieri le autorità inglesi, sempre su richiesta della Procura, hanno “congelato” altri 83 milioni. Eni, indagata in base alla legge sulla responsabilità amministrativa degli enti, ha voluto ribadire «la sua estraneità da qualsiasi condotta illecita», assicurando la «massima collaborazione alla magistratura».  

Descalzi, nominato solo qualche mese ad di Eni dal Governo Renzi, è indagato per corruzione internazionale per presunti fatti commessi nel 2011 quando era a capo della Divisione Exploration & Production. E tra gli indagati figurano anche l’ex ad Paolo Sacroni e il nuovo responsabile della Divisione esplorazioni, Roberto Casula. 


giovedì 11 settembre 2014

Primo Giorno di scuola senza scuolabus. Un'altro Miracolo di Silvan. Leone Vergogna.

Peggio non poteva andare , in questri ultimi trenta anni , nessuno ma proprio nessuno
ricorda che nel primo giorno dell’apertura della scuola dell’obbligo a Policoro  , parte l’anno scolastico senza che si sia   attivato il servizio di Scuolabus. Infatti oggi 11 settembre , aprono le scuole ma niente scuolabus , e chi sa se per domani , il comune pasticcione sarà in grado di far partire quello che viene definito per legge un servizio essenziale. Si sono affrettati ad aumentare le tasse e le tariffe , ma non sono in grado di garantire il minimo , e chi ha provocato il disaggio non avrà un nome ed un cognome , anzi partirà la girandola  dello scaricabarile delle responsabilità , alla fine a pagare il prezzo saranno ancora una volta i cittadini di Policoro e i nostri figli.

Pur avendo ieri il comune  pubblicato l’aggiudicazione della gara di appalto  , (le cui procedure sono state cominciate il 28 agosto 2013 circa un anno fa ) la ditta vincitrice non è in grado di far partire il servizio , e quindi il caos. Infatti sembrerebbe che ieri gli uffici abbiano invitato tre ditte per un’offerta per la gestione momentanea (si parla di 15 giorni) e delle tre ditte solo una ha risposto alle richieste del comune.
Fino adesso e per anni hanno affidato l’incarico   con una procedura diretta , di cui alla corte dei conti e alla magistratura abbiamo chiesto di fare luce , ieri guarda un po’ , vengono colti dal virus della legalità per un mini appalto  ,  le schifezze e le clientele tutte pagate dai cittadini sono stati consumati spudoratamente fino a ieri   , oggi vogliono salvare l’ apparenza.

Ma Silvan ieri ne fa un’altra delle sue , di quelli che dovrebbero entrare negli annali della storia della pubblica amministrazione , l’assegnazione di un appalto con data retroattiva , una vera chicca , non parliamo di paranormale , ma della cruda e triste realtà .
Infatti la determina dell’assegnazione dell’appalto provvisorio alla nuova ditta parla di affidamento a partire dall’anno scolastico 2013/2014  , cioè dall’anno scorso , essendo questo a.s. 2014/2015.



Testualmente paghiamo 9 anni di servizio , su otto effettivi che dovrà svolgere la ditta fino all’a.s. 2021/2022. Forse siamo alle offerte speciali , del tipo fai 8 anni paghiamo 9 , tanto i soldi non sono nostri ma del popolo. O Forse speravano che la cosa sfuggisse ai più , ma noi ai fenomeni paranormali ed ecceziunali stiamo attenti , quindi chiediamo il ritiro di quella ciofeca  e la sua correzione.

E gli auguriamo che in questo appalto sia l’unico errore commesso , altrimenti altro che disaggio di 15 giorni.
Ci dicono che oggi Silvan  farà un altro miracolo , come quello di Gesù , quando resuscito Lazzaro , oggi lui resusciterà la stessa  cooperativa , quella degli affidamento diretti con lo spezzatino per aggirare  la legge sugli appalti , quella delle assunzioni degli amici degli amici. 
Vedremo.
Nulla si sa anche sull’altro fronte quello dei servizi ai bambini diversamente abili , l’anno scolastico è cominciato , ma anche lì tutto bloccato , è stato avviato l’appalto , ma la procedura non è stata conclusa.

Siamo ad una caporetto totale , eppure vedrete uscirà l’ennesimo premio di produzione , infatti ho la sensazione che  li paghiamo per i disaggi , perché li paghiamo e non poco.

A tutti Buon anno scolastico e speriamo che c'è la caviamo.................

mercoledì 10 settembre 2014

Scontro Leone . Marrese .Illegitimo il bando socio sanitario. La Regione sconfessa il sindaco nonostante Pittella

Il contendere tra il copogruppo del PD G. Marrese e il Sindaco Leone  è il bando degli
assistenti sociali , l’esternalizzazione di un servizio fatto con una commissione che non aveva i requisiti , e con costi aggiuntivi alle casse del comune.  
Sembrerebbe che questa volta la regione si sia schierata con il consigliere e con quanti dicono che quel Bando è illegittimo , e Marrese non molla la presa , purtroppo questa volta a Leone non lo salva neanche Vetere e le sue relazioni corti con Pittella-Braia.

Infatti sembrerebbe che Pittella sia in pancia in giù dalla parte di leone che del PD , che i due rivoluzionari si attraggono , ma questa volta il sindaco l ha fatta così grossa che i funzionari regionali non ne vogliano sapere a soprassedere.
Come sempre Leone poi scarica le responsabilità dei suoi 25 di governo in vari ruoli su altri , infatti nell’ultimo comunicato stampa dove ribadisce la correttezza del proprio  operato e la legittimità degli atti  scarica la responsabilità sull ex sindaco Serafino Di Sanza reo di aver assunto 12 Lavoratori socialmente utili ( gente che lavora ed è produttiva e non come vuol far credere Leone degli scalda poltrone ) e non aver stabilizzato o assunto gli assistenti sociali , dimenticando di dire che altrettanto lavoratori sono stati assunti da lui nella veste di Vicesindaco e assessore ai servizi sociali nell’amministrazione successiva  di Lopatriello. E da sindaco poteva ovviare a questa carenza ma  come emerso in consiglio per scelta Politica come ha affermato candidamente l’assessore Lauria , hanno assunto un amministrativo a fronte di un fabbisogno in organico di assistenti sociali , figure quest’ultime ritenute essenziali. Quindi è evidente se c'è un responsabile ha un nome e cognome : ROCCO LEONE
Inoltre sfacciatamente Leone fa sembrare che l’ultima nota della regione gli dia ragione
(Nonostante Vetere , Pittella , Braia ) , dice Marrese,  che ha ragione la regione quando  asserisce che : che “stante la natura di servizio essenziale rivestita dal servizio sociale professionale, sia ai sensi della legge n. 328/2000 che ai sensi della L.R. n. 4/2007, esso non può essere affidato ad un soggetto esterno, quale che sia la forma societaria o associativa del medesimo”. In poche parole sostiene la tesi del Pd e il suo capogruppo.
Non solo sconfessa l’operato di Leone e della sua amministrazione , ma va oltre quando gli uffici regionali ribadiscono che :   “lì dove non fosse possibile strutturare un ufficio sociale con figure incardinate nella pianta organica (come nel caso di Policoro) e si debba far ricorso all'utilizzo di professionisti esterni...” non debbano esserci situazioni incompatibilità e contemporaneità nello svolgimento di attività pubbliche “da professionisti che svolgono contestualmente attività professionali in conflitto con i doveri assunti verso il comune e verso gli utenti dei servizi forniti dal comune stesso”
Conclude Marrese che : Credo quindi che quello che stia avvenendo nel nostro comune con l'aggiudicazione di tale servizio ad una cooperativa tra l'altro titolare di una casa famiglia, nonostante l'imbarazzante interpretazione di detta nota da parte dell'amministrazione comunale, è del tutto illegittimo. L'illegittimità deriva non solo dall'esternalizzazione di un servizio essenziale che il comune aveva l'obbligo di garantire in forma diretta, ma nello stesso tempo da una palese e chiara condizione di pieno conflitto di interesse.
Oltre a litigare con tutti ( basta vedere i duri scontri con il comune di Scanzano e Pisticci) che sta isolando politicamente policoro ,Leone dovrebbe secondo  Marrese parlare con il linguaggio della verità , l’unica vera realtà per Policoro è solo quello dello sconsiderato aumento delle Tasse.

Per la segretaria del PD Adele Dagostino che sostiene il capogruppo consiliare , convinta delle ragioni del PD   , la partita non finisce qui , anzi siamo al primo atto……………e mi sa che questa volta per Leone e i  trenta  non basta Nuccio……….

martedì 9 settembre 2014

il Decreto sblocca Italia o AVVELENA la basilicata alla firma del presidente. La Caporetto di Pittella, UMILIATA LA BASILICATA.

Nelle parole di Renzi, dell’altro ieri  non vi era  alcuna traccia di quei quei riconoscimenti che
la Basilicata stava chiedendo infatti nel decreto consegnato alla firma del presidente della Repubblica , non vi è nessuna ma nessuna delle richieste avanzate dal suo amico Pittella, anzi solo delle prese in giro. aLLE PROPOSTE di  mediazione pur sconsiderata del governatore Lucano , Renzi non solo fa orecchio da mercante ma umilia la Basilicata. In pratica quel “me ne fotto dei voti Lucani “ e mi prendo costi quel che costi il loro  petrolio , è stato messo in pratica, senza se e senza ma .

Questo uscirebbe dalla bozza Sbocca Italia , che noi potremo chiamare  l’AVVELENA  BASILICATA , infatti il quotidiano della basilicata riporta indiscrezioni il cui decreto ignorando le richieste di Pittella , parlerebbe di : Nell'articolo 37 del decreto che firmerà Napolitano è specificato che «per gli anni 2015, 2016, 2017 e 2018, delle spese sostenute dalle regioni per la realizzazione degli interventi di sviluppo dell’occupazione e delle attività economiche, di sviluppo industriale e di miglioramento ambientale nonché per il finanziamento di strumenti della programmazione negoziata nelle aree in cui si svolgono le ricerche e le coltivazioni di idrocarburi, subordinatamente e per gli importi stabiliti con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze da emanare entro il 31 luglio di ciascuno anno, sulla base dell’ammontare delle maggiori entrate riscosse dalla Regione, rivenienti dalla quota spettante alle stesse Regioni dall’applicazione dell’articolo 20, commi 1 e 1-bis del decreto legislativo 25 novembre 1996, n. 625, per gli anni 2015, 2016, 2017  e 2018 nel limite delle aliquote di prodotto relative alle produzioni incrementali realizzate negli anni 2014, 2015, 2016 e 2017 rispetto all’anno 2013». 

Al di la del linguaggio propriamente tecnico, è precisato che in caso di aumento delle estrazioni petrolifere (dato oramai per assodato) per gli anni che vanno dal 2015 al 2018, i ministri dello Sviluppo economico e quello dell'Economia - entro il 31 luglio di ciascun anno - stabiliranno le royalties che “usciranno” dal patto di stabilità spettanti alle regioni interessate (e quindi anche alla Basilicata). Royalties che possono essere utilizzate solo ed esclusivamente per investimenti. Ma c'è dell'altro. Per l'anno corrente la quota di royalty fuori dal patto, indipendentemente dall'aumento o meno delle estrazioni, saranno contenute all'interno della legge di stabilità 2015. 

Ma c'è di più. Il tutto non è nemmeno certo perchè il governo si riserva di inserire gli eventuali benefici nella prossima Legge di Stabilità con una postilla che lascia tutto in forse: «...compatibilmente con gli obiettivi di finanza pubblica...». Tanto più che fuori dal patto di Stabilità vanno le risorse del 2014. Non quelle di prima. Non fino al 2013. Insomma nella migliore delle ipotesi andranno esclusi dai paletti dell'austerity le royalties che stanno maturando in questo anno solare. 
Con l'aggravante - sempre secondo la bozza modificata che è sul tavolo del Presidente della Repubblica – che le risorse aggiuntive da scorporare dal patto di stabilità non possono essere utilizzate per appianare i debiti e pagare i creditori. I soldi delle royalties hanno un vincolo che deve restare: possono essere utilizzate solo per ricerca e innovazione non per spesa corrente. Insomma il nodo dei 200 milioni in cassa per ossigenare l'economia lucana, non si scioglie.

Una caporetto per Pittella , una condanna ambientale per la basilicata , una condanna a morte per i cittadini Lucani  che gli è stato tolto il diritto di scegliere come morire, una violazione della attuale costituzione , perche Renzi agisce con questo decreto come se il titolo V della costituzione fosse abolito e con essa i poteri della Regione sulle scelte energetiche. Se la nostra classe politica avesse le palle , chiamerebbe alla rivolta , ma esse non servono il popolo , adesso la parola passa ai cittadini , solo noi possiamo difendere la nostra terra il suo futuro.
 


lunedì 8 settembre 2014

Policoro. I carabinieri arrestano donna Rumena autrice di decine di Furti

Un’estate quella che ci lasciamo alle spalle , dove ricorderemo Giugno e  Luglio per il
tempo inclemente oltre un  flop turistico , ma anche per i furti nelle  abitazioni, nella maggior parte dei casi villette, che misero  in apprensione i proprietari/affittuari, tanto da aver costituito un comitato proprietari case zona Lido con il compito di mettere in evidenza questa come altre  criticità.  

Tante che il presidente del comitato , Giuseppe Casareale dichiarò ai giornali : «Quest’anno è iniziata la stagione estiva, ma mai avremmo pensato che lasciando le nostre case incustodite, avremmo qui trovato la paura di non poter uscire dalle nostre residenze estive per paura di essere derubati. E’ quello che sta succedendo in questi giorni alla zona lido di Policoro.
I furti ormai segnalati quasi ad una decina nel giro di pochi giorni e certamente per una zona a vocazione turistica è una bella batosta,

Il comando dei carabinieri  guidati dal comandante della compagnia Tenente Lobuono e dal maresciallo Carluccio (sempre Loro , dove sono le assunzioni dei vigili per la stagione estiva ?)presero incarico la questione , infatti i furti nelle case scesero drasticamente.

A corollario dell’ attività investigativa dei carabinieri di Policoro , sabato è stata arrestata una giovane donna  Rumena , autrice di una serie di furti nei negozi. Sembrerebbe dalle prime informazioni sommarie , che la donna avesse compiuto più di una decina di furti , alcuni delle quali abbiano prodotto danni ingenti alle attività commerciali.

Questa sequenza di furti inoltre avevano prodotto una vera e propria psicosi tra i commercianti .

Probabilmente la donna rischiera una condanna di furto aggravato ed una multa , ma non avrà il piacere di soggiornare  nelle nostre galere , perché per la fattispecie del reato , i giudici concedono sempre la Libertà.


domenica 7 settembre 2014

Renzi Sfida la Basilicata : il petrolio lo tirerò su. I lucani trattati da carne da mecello...

Da brescia è categorico Renzi che dice letteralmente : - “Quando io penso che siamo in una crisi energetica che voi tutti conoscete, e abbiamo un sacco di petrolio in Basilicata o in Sicilia che non tiriamo su per problemi dei comitati di turno, io dico eh bè, vorrà dire che perderò qualche voto ma la norma per sbloccare e per tirar su il petrolio in Basilicata e in Sicilia, creando posti di lavoro in Basilicata e in Sicilia e consentendo a questo paese di vincere la sfida.




Il Popolo Lucano saprà difendere il suo vissuto , la sua terra il diritto di non essere condannato a morire a a vivere puntando sulle sue vere ricchezze che sono l'acqua e le bellezze naturali ?

E non ci dicano che più petrolio significa più occcupazione e più rucchezza , questi 10 anni ci hanno insegnato che è significato povertà e malattie oltre corruzione e clientelismo.

sabato 6 settembre 2014

Di Pierri ; L'equo compenso per Leone è Più Tasse per tutti.


 l 3 settembre il Consiglio Comunale di Policoro, con il voto contrario di Policoro Futura e dell’intera opposizione, ha approvato il bilancio previsionale per il 2014. L’elegante tentativo iniziale della maggioranza di nascondere, nella relazione illustrativa, i brutti numeri del bilancio è maldestramente crollato, in pochi minuti, davanti ad una evidenza incontestabile (poi ammessa dalla stessa  maggioranza) da cui si evince l’incapacità gestionale e lo stato confusionale con cui è “amministrata” Policoro.
Due le caratteristiche del bilancio che hanno indotto Policoro Futura a contestarlo integralmente ;
1.    L’aumento pesantissimo di tutti i tributi comunali che, in un momento storico così delicato e precario, penalizza fortemente cittadini e attività economiche, il tutto reso più insopportabile dal diffuso disservizio - per tutti vedasi lo smaltimento dei rifiuti (che tra l’altro doveva essere risolto in 100 giorni mentre ne sono già passati 800 e siamo sempre lì)- a fronte del quale, anziché conseguire importanti riduzioni fiscali, come da noi proposto e consentito dalla legge, paghiamo tasse aumentate fino al 50 %. Ma sugli aumenti spropositati delle tasse è forse inutile soffermarsi dal momento che, al di là delle chiacchiere, ne avremo prova (purtroppo) già fra qualche giorno (altro che “mai le mani nelle tasche dei cittadini”). 
1.    L’assenza totale di programmazione : il bilancio di previsione è lo strumento attraverso cui un’amministrazione dà attuazione al programma (bellissimo nelle parole) per il quale è stata eletta. Ebbene, niente di tutto ciò nel bilancio 2014; tutti i buoni propositi e le belle parole sono naufragati : nessuna parola, ancora una volta, sui possibili investimenti, sul turismo, sull’agricoltura, sull’artigianato, sul commercio, sulle possibili iniziative volte a fronteggiare sin dove possibile, con nuovi sbocchi occupazionali, una crisi ormai devastante.
Ma la cosa ancora più triste (ed al contempo, però, più significativa), è data dalla disperata difesa di taluni illuminati consiglieri di maggioranza i quali, crollata l’iniziale disperata difesa del bilancio, hanno addirittura tentato di addebitarne la pochezza alla mancanza di proposte alternative dell’opposizione.
Ci sarebbe da ridere se solo non ci fosse da piangere.
A parte il fatto che Policoro Futura ha collaborato con Policoro è Tua nella formulazione di molteplici proposte di emendamento (tutte rigettate, ma questa è una libera scelta dell’amministrazione), volte in gran parte a ridurre il peso fiscale a carico dei cittadini (per cui non ci si può contestare alcun disinteresse né la mancanza di opposizione costruttiva), la deduzione più grave è un’altra : il tentare di addossare all’opposizione il fallimento riconosciuto di un bilancio previsionale è indice di una gravissima responsabilità politica perché è come dire : sappiamo che il bilancio di previsione che abbiamo fatto è del tutto insoddisfacente ma non sappiamo fare di meglio.
Una sostanziale ed apprezzabile ammissione di incapacità ed irresponsabilità politica che però, al netto delle attenuanti varie (il periodo, le politiche centrali etc.), non andrebbe per nulla sottovalutata, in primis dagli stessi membri della maggioranza soprattutto se si pensa che il bilancio di previsione, sotto il profilo politico e dunque anche pratico, è l’atto più importante di un’amministrazione, quello con cui si decide il futuro di una comunità.
E dunque, considerando che sono passati ormai oltre due anni dall’insediamento di questa giovane (anagraficamente) amministrazione e che pertanto le parole non incantano più nessuno, valga un monito per tutti : o si cambia immediatamente rotta e si salva il salvabile, se se ne ha la capacità e l’umiltà per tentarci, oppure si torni a dare la parola ai cittadini ed un’amminisrazione – vera – alla città.
Gianni DI PIERRI - Policoro Futura   

venerdì 5 settembre 2014

Il Consiglio Comunale Decide "Più Tasse per Tutti " senza se e senza ma"

 Quando avremo le bollette , solo allora ci accorgeremo come le  previsione nefaste
fatte da noi in questo periodo sarà realtà , invece le intenzione dell’amministrazione crude bugie. Tutte le tasse dall’irpef utta la all’IMU  Alla Tares (o ex tia quella della spazzatura) alla Tasi , sono calcolati al massimo della aliquote previste dalla Legge.
Pur essendo previste delle detrazione per alcune fasce, 87 % dei cittadini di Policoro in modo orizzontale si troveranno a pagare un vero e proprio salasso . Questo in sintesi è la volontà di questa amministrazione , e  questo ha deliberato l’altro ieri la maggioranza + Carrera , infatti anche su questo il giovanotto non ha tentato di salvare la faccia , almeno astenendosi.
Eppure l’opposizione mai come questa volta aveva dato segnali di disponibilità ad aprire un dialogo nella ricerca di soluzioni diverse , per mitigare questa Waterloo dei cittadini , inutile gli sforzi , ed le buone intenzioni rimandate ancora una volta al futuro.
Con Tutta la stima che ho per l’assessore Scarcia , ritengo che il giovanotto , si nasconda dietro motivazioni ed analisi in parte condivisibili , ma quando si va alla soluzione , nella carne viva dei problemi , le risposte sono sempre le stesse , quelle facili e scontate , aumentiamo le tasse e poi vediamo . Eppure come abbiamo dimostrato noi vi erano soluzione , accorgimenti che potevano favorire un minor carico dei tributi sulle spalle della gente , a cominciare dal taglio della spesa del 5% , oppure il monitoraggio della stessa come predicano da tempo i Rivisori dei Conti , e l’attivazione del nucleo di valutazione , non questo che è una pantomima , ma uno serio che valutasse i dirigente ed i risultati. Invece siamo come hanno scritto i Revisori ad un’ulteriore aumento della spesa corrente.
E poi la questione spazzatura , la piccola bugia di Scarcia quando dice aumenterà solo del 30 % , invece aumenterà più del 50% , ma per scoprire chi mente basterà aspettare le prime bollette.
Questa è una vera vergogna con Lippo e Leone , ormai asserviti alla Tradeco che la difendono senza ritegno, Infatti lor signori sono convinti che il servizio sia ottimo , anzi che siamo all’ottimo , sciocchezzuole se non si fa la differenziata se non in percentuale ridicole , che costano alla comunità oltre un milione . molto di più di quello che è costato la discarica l’anno scorso , non una giustificazione sulla mancata distribuzione delle buste e bidoncini , sul mancato acquisto dei mezzi nuovi ,  sul diserbate utilizzato invece dell’uso meccanizzato per pulire l’erbacce , niente di niente.
Paghiamo un prezzo per un servizio non reso , si fa un servizio violando la legge (legge Ronchi) Su questo si baserà la nostra iniziativa contro questa tassa, una grande mobilitazione  popolare , un’azione al tar come hanno fatto molti comuni , per far rispettare il principio che non siamo carne da macello da tartassare , ma cittadini che devono pagare un servizio in cambio di una prestazione puntuale.
Martedi ALLE 19.30 NELLA SEDE DI KARAKTERIA , è FISSATA UNA RIUNIONE PER DECIDERE IL DA FARSI.
Vi terremo informati
La NOSTRA RESPONSABILITà è DIFENDERE I CITTADINI