giovedì 3 settembre 2015

I progettisti d’oro di Acquedotto lucano Nei guai anche l’ex presidente e il direttore generale

 Segnalate in Corte dei conti 10 persone per gli incarichi della multiutility lucana alla sua ricca partecipata: «Niente gare e spregiudicata assegnazione di incentivi al personale tutto»

I progettisti d’oro di Acquedotto lucano Nei guai anche l’ex presidente e il direttore generale
La sede di Acquedotto Lucano
POTENZA - Quella di costituire una società partecipata al 100% da Acquedotto lucano spa per esternalizzare la progettazione di opere e interventi da realizzare è stata una decisione «irragionevole e diseconomica», che sommata alla «spregiudicata distribuzione d’incentivi al personale tutto» ha provocato un “buco” da 5 milioni di euro negli ultimi 5 anni.
E’ quello che sostengono i militari del nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Potenza che nei giorni scorsi hanno segnalato alla Corte dei conti 10 persone: l’ex presidente di Al spa Rosa Gentile, il direttore generale nonché direttore tecnico di Acquedotto lucano progettazione srl Gerardo Marotta, e 8 membri degli ultimi due consigli di amministrazione (Antonio Anatrone, Mario Venezia, Antonio Lauria, Giovanni Mussuto, Gaetano Rizzitelli, Vincenzo Amoia, Domenico Amenta e Giovanni Soave).
Le indagini sulla ricca partecipata della multiutility lucana dell’acqua, posseduta a sua volta al 100% da Regione e comuni, hanno evidenziato «l’irragionevole e diseconomica decisione da parte di Acquedotto Lucano - è sottolineato in un comunicato diffuso dalla Guardia di Finanza - di costituire un’apposita società di progettazione, avente quale oggetto sociale lo scopo di fornire prestazioni unicamente nei confronti della partecipante, al solo fine di affidarle l’intera fase di progettazione nell’ambito della realizzazione delle opere di gestione del sistema idrico integrato della Regione Basilicata».
Secondo gli investigatori, «la scelta effettuata da parte degli amministratori di Acquedotto Lucano di non procurarsi, direttamente, le professionalità idonee per assolvere le sue esigenze progettuali mediante specifica assunzione si è rivelata palesemente antieconomica».
La costituzione di una nuova società, «infatti, con costi annessi sia per il personale che per il consiglio di amministrazione, il mancato ricorso alle gare e, quindi, il consequenziale mancato ribasso associato all’evidenza pubblica (...) hanno prodotto un sensibile aumento dei costi relativi all’attività di progettazione».
«Gli amministratori della suddetta spa (Acquedotto lucano,ndr), che nel tempo si sono succeduti - concludono le Fiamme gialle - pur in presenza di oltre un decennio di un incontestabile aggravio di spese, nulla hanno posto in essere al fine di procedere verso una più sana gestione del pubblico denaro».
Il danno per l’erario è stato stimato considerando quanto ha incassato la ricca società figlia, e i costi che avrebbe sostenuto la società madre in un’ipotesi alternativa di gestione interna della progettazione, facendo le relative nuove assunzioni ed erogando gli incentivi dovuti. Di qui la cifra di 5milioni e 226mila euro soltanto negli ultimi 5 anni. Per i precedenti, infatti, sono già scaduti i termini di prescrizione, altrimenti il contro sarebbe salito di altri 3 milioni.
“Acquedotto lucano progettazione srl” è stata costituita nel 2003 e rappresenta un modello unico in Italia, a parte l’esperienza di una società omologa di Acquedotto pugliese, stroncata sul nascere dalla repentina retromarcia del consiglio di amministrazione.
Nelle intenzioni nasce «per superare le carenze del sistema infrastrutturale e per consentire il rinnovo delle reti sotto l’aspetto tecnologico e funzionale, il Piano d’ambito per la gestione delle risorse idriche in Basilicata ha previsto investimenti per complessivi 830 milioni di euro».
Per quella che fino all’entrata in funzione della “centrale unica” della Regione resta la principale stazione appaltante lucana doveva servire per «eseguire questi interventi nelle migliori condizioni di economicità della gestione e tempestività dell’esecuzione», fornendo «servizi di progettazione, direzione lavori, assistenza alle procedure di aggiudicazione» e quant’altro.
Il Quotidiano della Basilicata se n’è occupato a lungo a partire dal 2001, evidenziando alcune anomalie in particolare nella distribuzione degli incentivi. Anomalie riscontrate da ultimo anche dai militari della Guardia di finanza.
A luglio, all’ultima assemblea di Acquedotto lucano, il presidente della Regione Marcello Pittella ha annunciato l’intenzione di scioglierla per tornare a una gestione interna dei servizi di progettazione, che fino a oggi le sono stati delegati. Nell’ottica di creare «nuove economie» di spesa.

Il Quotidiano della Basilicata

mercoledì 2 settembre 2015

La Truffa della Coop Eden Casa , Il Comune Tace noi operiamo. Esposto alla corte dei Conti

ECCELLENTIMA CORTE DEI CONTI DI POTENZA
PROCURA GENERALE

esposto
Il sottoscritto Frammartino Ottavio e residente in Policoro alla Salvo D'acquisto 28 , nella qualità di persona offesa, espone quanto segue:
  • Nel maggio 2005, a seguito di delibera favorevole, versavo la quota sociale sì da adempiere alla precipua obbligazione di socio della cooperativa Eden Casa a r.l., avente come scopo sociale la realizzazione di edifici per civile abitazione con relative pertinenze ed accessori di tipo economico e popolare;
  • in data 12/12/2007 stipulavo contratto di assegnazione definitiva e trasferimento di alloggio sociale da parte di società cooperativa edilizia, con la soc. coop. Eden Casa a r.l., legalmente rappresentata dal dott. Sergio De Santis, avente ad oggetto un immobile situato nel comparto C3/4B censito nel comune di Policoro con i seguenti estremi di identificazione: foglio 6 particella 1070 sub 1) e 2);
  • sul summenzionato comparto C3/4B, veniva iniziata l’esecuzione delle opere di urbanizzazione, a seguito di convenzione stipulata in data 9 luglio 2004 da parte del Comune di Policoro ed i lottizzanti, id est Eden Casa soc. coop a r.l., sig.ra Laguardia Annunziata e sig.ra Fazio Angela; nell’atto ex art. 11 L.241/1990 i lottizzanti venivano garantiti dalla fideiussione prestata dalla Sant’Andrea finanziaria s.p.a.;
  • il Comune di Policoro, non verificava né la serietà né la solvibilità del fideiussore;
  • le opere di urbanizzazione non solo non sono mai state completate, ma addirittura quelle realizzate non sono sicure con precipuo pericolo per la pubblica incolumità (come da Verbale di Polizia Municipale n. ???????);
  • in particolare, nel 2010, a seguito di gravi irregolarità nella gestione della cooperativa rilevate da ispezioni del Ministero dello Sviluppo Economico – Enti Cooperative, la Eden Casa soc. coop a r.l. avviava procedura di liquidazione volontaria – in quanto “raggiunto lo scopo sociale” come indicato nel verbale di assemblea straordinaria del 23/06/2010 redatto dal notaio Angelo Disabato - anziché aspettare lo scioglimento d’ufficio disposto con provvedimento ministeriale (c.f.r. conclusioni del M.I.S.E.); ne conseguiva che le opere di urbanizzazione non potevano essere completate dai lottizzanti;
  • il Comune di Policoro, appresa la notizia, nel 2012 – dopo aver ignorato negli anni le continue sollecitazioni da parte dei cittadini del comparto – diffidava i lottizzanti al completamento delle opere di urbanizzazione;
  • preso atto dell’inerzia dei lottizzanti, il 21/01/2013 l’Ente comunale comunica al fideiussore ed ai fideiubenti la volontà di escutere preventivamente la Sant’Andrea finanziaria s.p.a., per la somma di € 1.032.150,17 onde consentire il completamento delle opere, pertanto invitava la stessa a versare quanto dovuto tramite bonifico bancario;
  • i lottizzanti il 05/03/2013, per mezzo del legale di fiducia, diffidavano il Comune di Policoro a revocare gli atti diretti ad escutere il fideiussore perché illegittimi atteso che le opere, secondo tale parere, erano state ultimate, nonché la Sant’Andrea finanziaria s.p.a. a non pagare in quanto l’adempimento avrebbe costituito un illecito arricchimento da parte del Comune;
  • infatti in data 15/01/2013, pur non essendo le opere ultimate e collaudate, il Comune di Policoro accettava la cessione gratuita degli immobili, come da progetto di lottizzazione, destinati ad aree urbane;
  • inoltre, presso il comparto de quo venivano svolti dei sopralluoghi da parte dei tecnici comunali corredati da pedissequi verbali, in cui veniva accertato il non completamento delle opere di urbanizzazione ed il liquidatore della Eden Casa soc. coop a r.l., di conseguenza, ne prendeva atto, dichiarandosi disponibile al completamento;
  • in data 09/10/2013, considerato l’impegno orale in tal senso del liquidatore della Eden Casa soc. coop a r.l, il Comune diffidava ulteriormente la stessa al completamento delle opere entro il termine di 60 gg.;
  • successivamente il liquidatore della Eden Casa soc. coop a r.l., presentato il bilancio di liquidazione da cui non si evidenziava nessuna pendenza relativa alle opere di urbanizzazione incompiute, provvedeva alla cancellazione della società dal registro delle imprese;
  • a seguito di accesso agli atti, si veniva a conoscenza che il Comune di Policoro, atteso che il fideiussore Sant’Andrea finanziaria s.p.a. era irreperibile e che i lottizzanti non avevano pagato, deliberava di attivare azione giudiziaria per inadempienza dei lottizzanti e dei coobbligati in relazione alla realizzazione delle opere di urbanizzazione;
  • la narrata vicenda impone la valutazione di una responsabilità contabile degli organi dell’Ente locale; postulando che, come da prassi, per adempiere all’obbligo delle opere di urbanizzazione si procedeva ad accordo ex art. 11 L. 241/1990, lo stesso come da documentazione allegata non veniva adempiuto, sì da creare una grave disutilità o meglio un chiaro pregiudizio ex art. 17 comma 30 ter D.L. n.78/2009; in particolare, da consolidata giurisprudenza (c.f.r. Consiglio di Stato , sez. V, 26 marzo 1996, n. 294; TAR Napoli sez. III 18 luglio 2007 n. 6793), non possono essere gli acquirenti - non accollanti - delle singole abitazioni di edilizia convenzionata a versare pro quota le somme necessarie al completamento delle opere, ma l’onere finanziario ricade in capo all’Ente locale;
  • gli organi comunali hanno tenuto nell’intera occasione una condotta a dir poco negligente, imprudente ed imperita allorché non solo hanno omesso qualsivoglia controllo sulla solidità della società prestante il negozio di fideiussione – peraltro già nota alla cronaca per insolvenza prima della richiesta di pagamento -, ma viepiù, in spregio alle segnalazioni dei cittadini, omettevano azioni dirette ad impedire lo svuotamento del patrimonio della cooperativa lottizzante e la sua cancellazione dal registro delle imprese.
Tanto premesso ed esposto, il sottoscritto
CHIEDE
che l’intestata Autorità Voglia accertare e valutare se nei fatti, atti e comportamenti sopra riportati siano rinvenibili responsabilità erariali procedendo, in caso affermativo, nei confronti dei soggetti responsabili.
chiede
espressamente di essere informato ex art. 90, 408 c.p.p. di essere sentito di persona dal Procuratore procedente per fornire elementi di prova, precisazioni e riscontri, qualora codesta On. Procura lo ritenesse opportuno, nonché di essere informato dell’eventuale archiviazione della presente istanza.
allega

la seguente documentazione in copia, riservandosi sin da ora la produzione degli originali o di indicare persone in grado di produrli:

martedì 1 settembre 2015

Ascolta Card idrocarburi manca la liquidità per il quarto bonus

di LUIGIA IERACE 

POTENZA - «Non arriverà a fine agosto il quarto bonus idrocarburi», l’ultimo previsto sotto forma di agevolazioni per la riduzione del prezzo dei carburanti. La fonte è lo stesso Ministero dello Sviluppo Economico, interpellato dalla Gazzetta, in seguito alle numerose istanze da parte di lettori per via di una notizia circolata sui social sull’imminente ricarica della card. Raffica di telefonate in redazione e allo stesso Mise per la tanto contestata card, richiesta però da oltre il 90% dei lucani aventi diritto (circa 330mila patentati, maggiorenni, residenti in Basilicata). E avvicinandosi la scadenza indicata, di fine agosto, le «pressioni» si sono fatte più insistenti sul «quando i soldi saranno caricati sulla card» e «in che misura». Il tutto naturalmente accompagnato dalle critiche (per lo più da non residenti a Potenza) sull’eventuale dirottamento della somma per sanare il deficit del Comune capoluogo.

Voce insistente e al centro dei dibattiti di inizio estate. Il Mise interviene quindi fare chiarezza. «C’è mancanza di liquidità per pagare, in primo luogo, gli aventi diritto al terzo beneficio. Si tratta delle circa 3.000 segnalazioni che ha ricevuto il Mise da parte di cittadini che avevano pieno titolo a ricevere il bonus, ma erano stati esclusi in un primo momento per questioni relative a doppio nome e altri disguidi vari. Saranno loro i primi a ricevere l’accredito quando il Ministero dell’Economia e Finanza renderà disponibili i 71,9 milioni di euro destinati alla Basilicata in base al decreto interministeriale».
È a questo punto che la somma residua (detratte le somme spettanti ai 3.000 cittadini) sarà ripartita tra gli aventi diritto al bonus (vecchi e nuovi): diciottenni, patentati, residenti in Basilicata al 31 dicembre 2013.

L’imponibile di riferimento sarà il 2012, perché (come per il terzo bonus), la somma da caricare sulla card sarà in funzione della fascia di reddito di appartenenza: oltre 75.000 euro; oltre i 28.000 e fino a 75.000 euro; meno di 28.000 euro.
L’unica certezza è che al di sopra dei 75mila euro di reddito sarà accreditata la somma di 30 euro. «Per le altre fasce di reddito - spiega il Mise - al momento non è possibile fare previsioni, bisognerà attendere l’emanazione del decreto interministeriale Mise-Mef che ripartirà la somma residua. Decreto che dovrebbe arrivare a fine anno. A novembre il Mef dovrebbe, infatti, accreditare al Mise la somma e quindi Poste italiane potrà procedere alla ricarica delle card, secondo una tempistica che sarà pubblicata sui canali dello stesso Mise e di Poste».

Le somme circolate, quindi, sui social, relative all’ammontare dei tre tagli di ricarica, prevista a fine agosto sono quindi prive di ogni fondamento. Per completare l’accredito del terzo ed erogare il quarto bonus bisognerà, quindi ancora attendere. Sarà, probabilmente, l’ultimo regalo di Natale per un pieno «gratis»

Tratto dalla gazzetta del mezzogiorno

lunedì 31 agosto 2015

Il comune perde le multe amministrative. Miglia di euro persi. Graziato il Fratello di un Potente Politico Policorese

[ Se la storia che vi sto per raccontare fosse vera , saremo di fronte ad un fatto grave , un ladrocinio una furberia , dove la struttura Politica e quella amministrativa SONO complici di un disegno criminoso , di tale portata , che ti chiedi come mai ancora nessuno ha fatto niente.

Infatti sembrerebbe , che i verbali amministrativi per migliaia di euro emessi nei confronti dei locali , per vari inadempienze siano tutti andati persi ?

Si proprio cosi , non si trovano più , tra queste si dice quelle emesse a carico del fratello di un noto politico . Il potente promesso vicesindaco mancato , manutentore di Policoro

Un Caso

E di fronte a un caso così grave l'amministrazione quali provvedimenti ha preso , il dirigente cosa ha fatto......
non solo è un danno erariale , ma una furberia tanto grave che non potra passare inosservata , adesso qualcuno di ci dica qualcosa , la città esige una spiegazione

LADRI DI LEGALITÀ

venerdì 28 agosto 2015

Disoccupazione, studio su giovani laureati senza lavoro: “Sono senza soldi, pessimisti e arrabbiati”

 Ogni mese l’Istat ci dice quanti sono i giovani disoccupati, ogni mese i giornali titolano sul nuovo record, ma nessuno in Italia studia quali sono le conseguenze sulle scelte di vita di quei ragazzi. Ci ha pensato, dall’Università di Southampton, Chiara Binelli, 36 anni, economista, “un cervello in esilio”, come si definisce. Per mesi ha lavorato di notte, per raccogliere quelle storie che nessuno aveva chiesto ai giovani disoccupati di raccontare, poi ha presentato i primi dati al Festival dell’Economia diTrento e ora si è messa in aspettativa dalla sua università senza ricevere stipendio, il marito ha fatto lo stesso da un ateneo del Kent, e si sono trasferiti in Italia per la fase due dello studio: cosa cambia con il Jobs Act. È tornata in Italia, sulle colline vicine a Piacenza e spera di trovare quelle poche decine di migliaia di euro necessari a completare lo studio. “Mia mamma dice che mi sono identificata troppo nel campione che analizzo, quello dei giovani senza lavoro”, commenta.

A quel campione si è affezionata parecchio. Ha deciso di studiare i laureati, cioè la fascia più qualificata dei giovani lavoratori, sapendo che le tendenze che si registrano in quel segmento saranno analoghe e amplificate tra chi ha studiato meno e quindi ha più difficoltà a trovare un impiego. Il dato usato dall’Istat è quello sui ragazzi tra i 15 e i 24 anni(disoccupati al 44 per cento, contro una media Ue del 26). Ma è dai 24 anni in poi che, si suppone, tutti dovrebbero avere un lavoro. Invece in Italia il tasso di disoccupazione tra i 25 e i 34 anni è il 19 per cento (il 13 nell’Ue) e tra i laureati appena più basso, il 16 per cento. In valore assoluto vuol dire che in Italia ci sono circa un milione di giovani adulti disoccupati, di questi ben 252 mila sono laureati.

Basandosi sugli elenchi del consorzio interuniversitario Almalaurea, la professoressa Binelli ha spedito un questionario di 71 domande per raccogliere le classiche informazioni su età, famiglia, status sociale, ricerca del lavoro, ma anche per sondare le aspettative: che vita si aspettano questi giovani disoccupati? Quali attese hanno sul proprio stipendio eventuale futuro? Di solito a questo genere di questionari via email risponde il 10 per cento dei contattati. Alla professoressa Binelli invece l’85 per cento. Una percentuale che lei non aveva mai riscontrato.
“Ho costruito il mio set di dati, perché non esisteva niente di simile”, spiega: 1.238 giovani senza lavoro, laureati tra 2011 e 2013 in una delle 64 università che aderiscono ad Almalaurea. L’indagine si è svolta tra gennaio e febbraio 2015, cioè un attimo prima dell’entrata in vigore del Jobs Act e del contratto a tutele crescenti al posto di quello tradizionale a tempo indeterminato con l’articolo 18 sul reintegro in caso di licenziamento ingiusto.
Sono gli italiani medi della loro generazione, quelli intervistati: il 79 per cento vive con i genitori o in una casa con l’affitto pagato da mamma e papà; il 66 per cento è in una relazione stabile e il 70 per cento pensa ai figli; il 68 per cento ha entrambi i genitori non laureati (“anche l’operaio vuole il figlio dottore”, come in Contessa). Il 47 per cento di loro, quindi quasi la metà, non ha mai lavorato oppure lo ha fatto per meno di un anno. Il 77 per cento cerca attivamente lavoro, il 60 per cento viene classificato come “bassa avversione al rischio”. La professoressa Binelli ha chiesto conto anche dell’orientamento politico: l’82 per cento dei laureati disoccupati ha votato alle elezioni 2013, il 30 per cento per il Movimento Cinque Stelle.
Che cosa c’è nella testa di questi disoccupati di alta gamma, che dopo almeno 18 anni di studi non riescono a trovare un posto? Il primo pensiero è come sarà il loro stipendio, quando ne avranno uno. Sono pessimisti ma, scopre la professoressa Binelli, hanno ragione a esserlo: si aspettano di trovare lavoro nei prossimi 12 mesi con una probabilità del 44 per cento, le statistiche dimostrano che la percentuale reale media è il 50, che scende al 39 nel Sud. Solo il 17 per cento si aspetta un lavoro a tempo determinato, lo avranno in 21 su 100. Non si attendono un reddito elevato, stimano 1.099 euro lordi mensili (ma solo il 60 per cento è disposto a lavorare per quella cifra). Nei fatti – dati Almalaurea 2013 – ne ottengono un po’ meno, 1.034.
Come incide questo poco allettante futuro sulle scelte di vita dei laureati? Chiara Binelli ha scoperto, con un modello econometrico, che le cicatrici sono profonde. E misurabili: “Un aumento della probabilità di trovare un lavoro con tutele adeguate dal 10 al 50 per cento fa aumentare l’intenzione di avere figli in futuro dal 68 al 71 per cento”. Le conseguenze sono anche sulla società nel suo complesso: se la probabilità di trovare un buon posto (con tutele adeguate) sale dal 10 al 50 per cento fa aumentare la probabilità di essere soddisfatti del “processo politico democratico in Italia” dal 6 al 10 per cento. Tradotto: più resti disoccupato, più diventi pessimista. E più sei pessimista, meno ti interessa la politica, perché sembra non poter cambiare le cose, e meno progetti ambiziosi per il futuro riesci a fare, come costruire una famiglia.
Tratto dal Ilfattoquotidiano

giovedì 27 agosto 2015

Le ricerche petrolifere sono incompatibili con le le navi dei veleni affondate nel mar Jonio

[di Mediterraneo No Triv] Numerose società petrolifere intendono cercare petrolio nel Mar Jonio con la tecnica dell’air.guns ma i progetti sono incompatibili con la presenza, nei fondali marini, delle navi dei veleni. Si tratta di “navi a perdere”, così definite anche in numerose inchieste giornalistiche che sono state oggetto di numerose indagini svolte dalla Procura di Matera, di Reggio Calabria, di Napoli e di Catanzaro e da diverse Commissioni Parlamentari d’inchiesta.
Poiché nessuno è in grado di confermare sia la loro esatta ubicazione nei fondali dei nostri mari, così come incerta è lo stato di conservazione delle navi e, soprattutto, l’integrità dei fusti contenti i rifiuti, l’incertezza rende impossibile autorizzare la ricerca di petrolio nel mar Ionio e nel mar Adriatico.
Già nel 1994 era stata avviata l’inchiesta “navi a perdere” da parte del sostituto procuratore di Reggio Calabria Francesco Neri. A settembre 2009 in provincia di Cosenza fu individuata la nave Cumsky, che ha portato alla
riapertura dell’indagine da parte della Procura della Repubblica di Paola (Cosenza). Il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Brescia Nicola Pace, ascoltato dalla Commissione Parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti, durante la sua audizione ha confermato l’ipotesi investigativa in merito al seppellimento in mare di carichi di rifiuti.
Sulla questione è stata anche presentata una recente interrogazione parlamentarehttp://parlamento17.openpolis.it/atto/documento/id/125664 (*Interrogazione a risposta scritta 4-04292 presentata da NICOLA MORRA mercoledì 15 luglio 2015, seduta n.485 MORRA, CAPPELLETTI, FUCKSIA, DONNO, BERTOROTTA, GIROTTO, MORONESE – Ai Ministri dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, della salute e dello sviluppo economico).*
Nell’interrogazione parlamentare si rinvia a quanto emerso nella seduta del 20 gennaio 2010 presso la Camera dei deputati, nell’ambito dell’approfondimento che la Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti stava svolgendo sulla vicenda delle cosiddette navi a perdere, quando è stato audito il procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Brescia, Nicola Maria Pace. In particolare il procuratore riferiva: «All’epoca ero procuratore di Matera e, appena assunto questo incarico, ho avviato indagini sui centri italiani di riprocessamento del combustibile nucleare, i centri ENEA; direttamente sul centro ITREC di Rotondella e per riflesso, perché le situazioni erano speculari, sul centro Eurex di Saluggia. (…) ora sto ragionando soltanto sulla base dei dati investigativi acquisiti, che mi hanno portato al convincimento ragionevole, basato sugli atti a disposizione di un pubblico ministero, che rendono più che verosimile una certa ipotesi, che le navi esistano, che siano state affondate e per questo sia morto anche De Grazia, che già gli affondamenti siano avvenuti con modalità tali da suscitare fondati sospetti, che gli elementi investigativi addensino questi sospetti e ci inducano a ritenere che fossero carichi di
rifiuti, magari non tutti radioattivi perché non si spiegherebbe l’impiego di navi per questa attività di smaltimento in mare, è sufficiente buttare senza caricare navi. Non c’era dunque altro da fare che accedere ai relitti, soprattutto al relitto che maggiormente prospettava questa possibilità».
Alle affermazioni del procuratore seguivano le domande del vice presidente De Luca, che presiedeva la seduta della Commissione, il quale chiedeva se non fosse stato individuato il luogo in cui si trovava la Rigel. Alla risposta del procuratore Pace «Sì, noi abbiamo sempre saputo che fosse al largo di Capo Spartivento» il vicepresidente rinviava: «Però non fu trovata», sentendosi ribattere «No! non è stata mai cercata»
Quindi, la presenza di navi contenenti carichi di rifiuti è qualcosa di più di una mera ipotesi e costituisce un motivo più che sufficiente per impedire l’attività di ricerca di idrocarburi nel mar ionio. La circostanza è stata segnalata da Mediterraneo no triv nelle osservazioni presentate contro i progetti della Global Med ( d 85 F.R., d 86 F.R. , d 87
F.R., d 89 F.R. e d 90 F.R.) e della Schulmberger (d 3 F.R.).
E’ necessario prima individuare dove sono affondate tutte le carrette dei veleni e poi si deve procedere alla loro messa in sicurezza e alla lunga e delicata opera di bonifica delle zone interessate dalla loro presenza.
Prima di allora nessuna attività industriale può essere autorizzata”.

Mediterraneo No Triv

mercoledì 26 agosto 2015

Referendum Possibili : 500 Firme a Policoro per dire no alle Trivelle a Mare

F.Labriola
 Dopo le due serate di raccolta firme per "Referendum Possibili", in Piazza Eraclea a Policoro sono state raccolte 500 firme da parte del comitato referndario. Ne dà notizia il portavoce del comitato Francesco Labriola che lo considera un dato importante, in quanto “i cittadini hanno consapevolezza dei rischi contenuti nello Sblocca Italia per quanto riguarda le trivellazioni selvagge nel mare nostrum e sulla terra nostra, oltre alla scellerata riforma della scuola ed alla liberalizzazione dei licenziamenti con il Job Act”. “Noi ci stiamo provando con lo strumento democratico per eccellenza, dare voce al popolo attraverso il Referendum” commenta Labriola “Per questo siamo impegnati in tutti i comuni della Basilicata e contribuire massicciamente al raggiungimento delle 500.000 firme necessarie. L’onda lunga si gonfia sempre più e questo ci fa ben sperare, continueremo ad organizzare banchetti e nessuno si deve sentire disimpegnato. Si può firmare in tutti i comuni presso le segreterie comunali e farsi parte attiva scaricando i moduli su possibile.com".

martedì 25 agosto 2015

Discarica abusi Tradeco : Leone Tace Di Pierri Scrive.

Sono passati 5 giorni , e nulla sembra accaduto per
l'amministrazione , non una parola un cenno sulla vicenda della discarica abusiva in pieno centro aperta dalla Tradeco e fatta sgombrare dai Carabinieri dopo un
il provvedimento della magistratura. Secondo il nostro modesto parere l'accaduto è cosi grave che dovrebbe svegliare Leone il Floppino e i suoi prodi , che oramai hanno chiuso gli occhi di fronte a un appalto , come ho ribadito nella mia denuncia , che è “La più grande truffa che mai sia stata messa in campo nel metapontino , altro che appalto esempio “.
E se non fossi intervenuti noi , sarebbe continuato questo schifoso scandalo in pieno giorno.
Mentre Leone tace , e Di Pierri , che prende carta e penna
ed interroga Leone :

NTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA EX ART. 19 CO. 2 DEL
REGOLAMENTO PER IL FUNZIONAMENTO DEL CONSIGLIO
E DELLE COMMISSIONI CONSILIARI

Con la presente, considerato il tenore della Vs. nota prot. 19907 dell'11 agosto 2015, poco chiarificatrice in merito ai quesiti posti a mezzo della mia precedente interrogazione prot. 17466 del 14.07.2015, e visti gli ulteriori accadimenti di seguito verificatisi di cui si dirà, sempre attinenti l'esecuzione del contratto di raccolta dei rifiuti solidi urbani ed i rapporti tra Codesto Ente e la Tradeco, si chiede di voler conoscere quanto segue :
1) La domanda n. 1 dell'interrogazione del 17466 del 14.07.2015 era testualmente volta a sapere se tutti i mezzi usati dall'impresa Tradeco nello svolgimento delle attività contrattuali relative alla raccolta dei rifiuti sono o meno nuovi, ovvero se ce ne siano alcuni usati (rispetto all'inizio dell'esecuzione del contratto). La vostra risposta è stata : "alla data odierna rislultano operativi tutti i mezzi nuovi tranne uno".
La risposta di certo in parte tranquillizza poichè si attesta quantomeno che tutti i mezzi nuovi sono usati ma la domanda - che qui viene ancora una volta formulata e ribadita è un'altra, ovvero : I MEZZI USATI DALLA IMPRESA APPALTATRICE TRADECO NELL'ESECUZIONE DEL CONTRATTO IN CORSO CON CODESTO ENTE SONO TUTTI NUOVI DI FABBRICA O VE NE SONO ALCUNI USATI ? La circostanza appare determinante poichè qualora non tutti i mezzi fossero nuovi il contratto, come a Voi di certo ben noto, andrebbe (rectius : andava) immediatamente risolto senza possibilità alcuna di mantenerlo in vigore se non sotto la diretta ed eclusiva responsabilità anche contabile di chi omette di far valere la risoluzione contrattuale per inadempimento.
2) E' STATO MAI CONTESTATO ALLA TRADECO DI AVER VIOLATO LE DISPOSIZIONI CONTRATTUALI CON RIFERIMENTO ALLA TIPOLOGIA DI MEZZI USATI RISPETTO ALLE PREVISIONI CONTRATTUALI, AGLI ORARI DELLA RACCOLTA (CHE CONTINUA AD ESSERE DIURNA), ALLA FREQUENZA DELLA STESSA ? IN CASO AFFERMATIVO SI CHIEDE L'URGENTE RILASCIO DEI RELATIVI ATTI E VERBALI.
3) LA CERTFICAZIONE ANTIMAFIA, CHE - DAL TENORE DELLA VS. RISPOSTA SUB ALLA PRECEDENTE INTERROGAZIONE PARE INCONTROVERTIBILMENTE NON ESSERE MAI PERVENUTA - E' STATA ULTERIORMENTE RICHIESTA SUCCESSIVAMENTE ALL'INIZIO DELL'ESECUZIONE DEL CONTRATTO ?
3.1) CODESTO ENTE RITIENE DI POTER PROCEDERE OLTRE NEL RAPPORTO CONTRATTUALE CON LA TRADECO SINO ALLA SUA SCADENZA CONVENZIONALE ANCHE IN ASSENZA DELLA DETTA CERTIFICAZIONE ?
4) Da immagini e video pubblicati in data odierna (21.08.2015) su testate on line e blog (Jonica.tv; ottavioframmartino.blogspot.com) pare piuttosto evidente che un mezzo verosimilmente appartenente alla ditta appaltatrice abbia effettuato uno scarico di rifiuti in un'area urbana di sicuro non adibita a discarica nè ad isola ecologica (ma a giudicare dallo stato dell'area potrebbe trattarsi di molteplici episodi). ERAVATE O SIETE A CONOSCENZA DELLA CIRCOSTANZA ? CHE TIPO DI PROVVEDIMENTI AVETE ADOTTATO O INTENDETE ADOTTARE ?
5) E' vero o no che qualche giorno fa si sarebbe tenuta - nell'Ufficio del Sindaco - una riunione con alcuni rappresentanti della Tradeco e taluni lavoratori della stessa società che rivendicavano il pagamento di parte delle loro spettanze, come da me segnalato con la interrogazione sopra citata del 14.07.2015 ? A CHE TITOLO E' INTERVENUTO IL SINDACO E CHE ESITO HA AVUTO LA RIUNIONE ? CHE PROVVEDIMENTI SONO STATI SUCCESSIVAMENTE ADOTTATI ?
Confidando nel celere ed esaustivo riscontro alla presente si coglie l'occasione per porgere
Distinti Saluti

Gianni Di Pierri

lunedì 24 agosto 2015

In sit in contro la “deportazione” I precari della scuola davanti alla Regione

a riforma la buona scuola - spiegano i precari - si è trasformata in una deportazione per un migliaio di insegnanti lucani e le relative famiglie
In sit in contro la “deportazione”I  precari della scuola davanti alla Regione
POTENZA - Saranno in sit - in davanti alla Regione Basilicata il prossimo 25 agosto alle 10,30 «i precari lucani costretti a migrare loro malgrado al nord a 50 anni».
«La riforma la buona scuola - spiegano i precari - si è trasformata in una deportazione per un migliaio di insegnanti lucani e le relative famiglie. A 50 anni (età di molti docenti) gli insegnanti lucani sono costretti contro la loro volontà a cambiare regione e vita. Può un professionista cambiare vita senza averlo deciso abbandonando una regione già a rischio spopolamento? Il meccanismo di scelta è affidato a un cervellone elettronico che elaborerà le 1.000 domande di stabilizzazione dei precari lucani, scorrendo le 100 province dove i docenti sono stati costretti a fare domanda».
«Il meccanismo, vizioso, messo in piedi dal Miur - continuano - ha costretto i precari italiani e quelli lucani a scegliere su un elenco graduato di 100 destinazioni provinciali. Nonostante le prime preferenze, espresse, in province più comode alla loro residenza dove hanno messo in piedi famiglia, il cervellone sceglierà scorrendo la destinazione utile, individuandola anche al 100 posto, destinazione piu’ lontana. Si rischia di costringere circa mille famiglie ad abbandonare la regione per 5 anni senza certezze di poter ritornare, costringendo le persone ad andare via contro la propria volontà. Si ripristina di fatto, la diaspora denunciata da Zanardelli: persone allevate in un luogo, costrette a trovare dignità in un altro. Oggi chi emigrerà è un patrimonio di cultura ed esperienza che ha tenuto in piedi la scuola Lucana ed Italiana, in qualche caso per venti anni, ed oggi come giusto premio viene deportata, magari a Cuneo. Una volta si andava lì per fare il militare, sapendo di poter tornare dopo 2 o 1 anno, ora questa possibilità manca. Possibile, tranne qualche isolato caso che nessuno in regione abbia preso a cuore questa assurda causa, come hanno fatto in Sicilia, Sardegna e Puglia? Lì c’è chi addirittura si prepara ad impugnare la legge! Il nostro comitato spontaneo, fatto da padri e madri di famiglia per mestiere educatori, vuole che qualcuno in regione, si trattasse anche dell’usciere, prenda in carico la questione, magari, convocando una conferenza unificata stato regioni per chiarire la questione. Possibile che nessun parlamentare lucano trovi spunto nella questione per imbastire uno straccio di interrogazione parlamentare. La Basilicata è da sempre a rischio spopolamento. Con questa manovra o deportazione culturale ed educativa di massa, si dà il colpo di grazia ad un tessuto sociale già in devoluzione. Non vorremmo pensare che qualcuno voglia tutto ciò di proposito».
Quindi «il 25 vogliamo fare ascoltare le nostre ragioni a chi in regione dovrebbe averle già ascoltate e difese. Ad oggi non abbiamo avuto nessuna risposta politica. Saremo lì il 25 alle 10,30 con la speranza che qualcuno non sia troppo affaccendato

sabato 22 agosto 2015

La procura e i Carabinieri , ordinano il ripristino dello stato dei Luoghi. Bonificata la discarica abusiva e formalizzata la denuncia. . Adesso Leone che fa.

La Tradeco mentre Bonifica la discarica 
In meno di 24 ore , siamo riusciti momentaneamente a far bonificare la zona dietro il Liceo , a far sparire la discarica abusiva creata dalla Tradeco ed a formalizzare una denuncia affinché i colpevoli vengano puniti.

Infatti ieri in prima mattinata i Carabinieri del comando di Policoro , guidati dal maresciallo Carluccio , erano già sul luogo , per costatare i fatti che abbiamo denunciato sul blog. Immediatamente hanno fatto un rapporto alla procura , che ha ordinato il ripristino dello stato dei luoghi al comune , e successivamente è intervenuta la tradeco con mezzi e uomini a ripulire la sua discarica abusiva in pieno centro.

Nella stessa mattinata ho formalizzato la denuncia , ribadendo al magistrato che quella dell'appalto della spazzatura di Policoro “ E' LA PIÙ GRANDE TRUFFA MESSA IN ATTO NEL METAPONTINO , NEGLI ULTIMI ANNI CONTRO I CITTADINI”

Altro che un esempio per l'Italia come dice Leone , perché la vicenda di ieri oltre alla sua gravità pone altre questione di dove va a finire la spazzatura della nostra città e come viene smaltita.

A aprire dubbi su questo basta leggere il verbale della commissione rifiuti di imperia l' audizioni del Procuratore della Repubblica Giuseppa Geremia che dice senza mezzi termini :
E' invece in corso una nuova indagine con attività da parte della Polizia

Giudiziaria. “Per la Tradeco abbiamo in corso, ma di questo ancora non posso neanche dirvi nulla di preciso,delle indagini. C’è un problema di come portano in discarica – se li portano effettivamente in discarica – i rifiuti e se ci sia qualche giochetto sui camion, ma purtroppo su questo non posso dirvi nulla di più, perché è una segnalazione proprio di questi giorni, su cui si stanno operando le prime verifiche da parte della polizia giudiziaria, che richiederanno, credo, anche molte attività di osservazione e controllo, oltre che altri tipi di indagine tecnica.

Voglio ricordare che è da poco che il comune di Imperia ha rescisso il contratto di appalto con la Tradeco proprio il mese scorso per gravi violazioni.

Noi aggi a Policoro non sappiamo ancora come vengo raccolti i dati sulla spazzatura , la cosa puzza visto che anche il dec nel mese scorso applica la penalità per la mancanza dei rilevatori dei micro chip sulle macchine in dotazione alla ditta.

Siamo allo sbando , e sulle altre questione continua la truffa a danno dei cittadini , a cominciare dal servizio notturno.


Leone il Floppino dice che è un esempio addirittura per l'italia , ma credo che se la differenziata è arrivata come dicono al 75% , le sue bugie hanno superato abbondantemente l'80%.

venerdì 21 agosto 2015

Policoro è la discarica abusiva della tradeco in pieno centro. Siamo al 90% di differenziata , infatti scarichiamo i rifiuti in città.

In pieno centro cittadino , la Tradeco pensa bene di aprire una bella discarica abusiva ,

dove conferire una parte della munezza cittadina , come testimoniano le foto ed il filmato che abbiamo realizzato ieri con Jonica TV
Infatti la cosa non viene fatta di nascosto , ormai il territorio è fuori controllo è la illegalità come abbiamo scritto ieri a Policoro è Norma , ma avviene in pieno giorno , e come testimoniano le foto e il Video , avviene come fosse una cosa normale senza nessuna precauzione di essere scoperti , con una modalità stupefacende , tranquillamente come fosse una cosa normale. Infatti hanno ragione , questo appalto che una truiffa ai danni dei cittadini dove nessuno dice niente per la modalità in cui viene gestito , si saranno chiesti alla tradeco perché non si dovrebbe consentire di utilizzare il territorio come discarica ?

Lor signori sono iper protetti dal Sindaco Rocco il Floppino , e dal presidente del consiglio , il primo addirittura si interessa della tradeco , tanto da fare riunioni al comune con i dipendenti , chiedendo di ritirare la richiesta dell'applicazione dell'articolo quinto , che prevede che se i salari non vengono corrisposti vi è il blocco del pagamenti , da parte del comune. La riunione per la cronoca è finita a botte e urla che hanno sentito tutti i dipendenti .

Infatti ci stiamo chiedendo a che titolo il primo cittadino si interessa direttamente delle questioni aziendali , al limite dovrebbe essere un problema che compete al dirigente , e come mai il sindaco cosi attento alle questioni dei columella non spende una parola affinché termini la truffa messa in atto da questa ditta nei confronti dei cittadini a cominciare dal servizio notturno che dovrebbe essere garantito da oltre due anni , che è profumatamente pagato dai cittadini e non viene svolto ?
Che ruolo ha Rocco il Floppino nell'azienda Tradeco ?
Mentre il Presidente del consiglio , violando il segreto istruttorio , e venendo a conoscenza di un indagine , pensa bene ad avvertirci , quasi a dire , mettiamo a posto le carte , e lo fa non privatamente , ma in consiglio comunale.

Secondo noi siamo al 90% di differenziata , infatti dopo questo vergognoso episodio , ci chiediamo dove va a finire la spazzatura di policoro .

Adesso cosa farà la procura di Matera ,
cosa faranno gli organi preposti considerato che fra un'ora presenterò al comando dei carabinieri formale denuncia di questa scandalosa vicenda ?

Cosa Farà Leone il Floppino ?
E' Lippo ?


Ormai siamo la terra di nessuno , in mano a un manipoli di fuorilegge ..

giovedì 20 agosto 2015

Policoro , l'attacco dell criminalità nel cuore della città . Video esclusivo dell'incendio

Policoro , lìattaco dell criminalita nel cuore della città . Video esclusivo dell'incendio


Anche Leone finalmente , si è reso conto che ormai la criminalità . Ha fatto il salto di qualità a Policoro , colpendo in pieno zona residenziale un imprenditore .
Ieri la macchina di Egidio Leone e di tre suoi Familiare sono stati incendiati in via Massimiliano Kolbe nel pieno della notte (2,30)
Fino adesso il Sindaco era con prefettura e procura sulla linea di quelli che minimizzavano la presenza della criminalita organizzata nella città , oggi invece , visto anche la gravità della situazione e il primo a lanciare il grido dì allarme , meglio tardi che mai.

Ed è il sindaco a chiedere la riunione del comitato di pubblica sicurezza , questo è l'ennesimo rito vecchio è inconcludente , tutte le riunioni fino ad oggi di questo comitato , hanno partorito decisioni , che poi sono stati puntualmente disattese .
Lìultima volta che si sono riuniti , non solo hanno minimizzato l'accaduto , ma avevano promesso Telecamere nei punti nevralgici della città , maggior risorse di uomini e mezzi per il controllo del territorio , tutti impegni disattesi , a cominciare da Leone proprio , e chi come noi o il sindaco di Scanzano Salvatore Jacobellis gridava ad alta voce che questi signori sottovalutavano il fenomeno criminalità nel metapontino , erano celate rimproveri , e accuse di disfattismo.

Per rendersi conto di questo basta leggere i giornali e della responsabilità che hanno avuto sia l'amministrazione di Policoro che la prefettura ed la procura a non valutare la questione nella sua gravità.
La questione criminalità nel metapontino oramai è ai livelli massimi , è questo episodio ne è l'esempio , mai si era arrivati a un attacco nel cuore della città , si sento forti e vi è alle spalle un'organizzazione di alto livello.

Ma c'è un'ulteriore elemento , che aiuta la crescita della malavità , Policoro il malafare ed l'illecito amministrativo è all'ordine del giorno , da appalti truffa a cooperative false , l'aggressione al territorio
e all'ordine del giorno , questo è il terreno ideale perchè prosperi e cresca la malavità.

Speriamo che il prefetto e la procura di Matera questa volta si rendano conto del contesto e agiscano.

All'imprenditore , Diego Leone non possiamo che esprimere la nostra solidarietà , lo stato ha il dovere invece di trovare e punire i colpevoli e di proteggerlo.
se non vedete ilvideo cliccate su www.youtube.com/watch?v=QnfEgjhP6Ms

mercoledì 19 agosto 2015

Notte di paura a Policoro . incendiate tre auto

In via Massimiliano Kolbe. stanotte i cittadini che abitano in quella zona hanno vissuto scene apocalittiche. Le Fiamme Alte di tre macchine in fumo hanno tenuto sveglio tutto il quartiere , e per sedare il fuoco ci sono voluti ore di lavoro da parte dei vigili del fuoco. .Sul posto sono intervenuti i carabinieri e che stanno svolgendo le indagini di rito. Non si esclude il movente dell'incendio doloso, in quando uno delle auto appartiene ad un imprenditore residente in quella zona

Pozzi chiusi e rischi di inquinamento... e a Policoro?

no dei grandi problemi legato al ciclo del petrolio riguarda l'inquinamento prodotto dalle acque reflue
derivanti dalle attività estrattive. Sono molti gli scandali collegati allo smaltimento illegale delle acque reflue accertati dalla magistratura anche in Basilicata e ricca è la letteratura giornalistica che parla di questo fenomeno e che ormai avrebbe dovuto renderci esperti e accorti.
Lo smaltimento delle acque reflue (chimiche e radioattive) è uno dei processi più onerosi, complicati e costosi che gravano sulle industrie gas-petrolifere e che non poche volte, anche quì in Basilicata, hanno dimostrato come le stesse tentino scorciatoie di ogni sorta per porvi rimedio, dalla mistificazioni dei documenti accertanti la bonifica delle acque, al trattamento di bonifica parziale, allo sversamento nei fiumi, all'interramento dei prodotti inquinanti nei pozzi di estrazione chiusi. Parliamo di buchi profondi chilometri, dunque nascosti all'occhio umano ma non alle falde acquifere e all'ambiente nel quale l'uomo vive, spesso ideali per far perdere le tracce di qualsiasi schifezza prodotta dall'ingordigia dagli esemplari peggiori della specie.
La notizia di qualche giorno fa di pozzi esausti in Molise riempiti con acque reflue provenienti dalla Basilicata ha riacceso i riflettori dell'opinione pubblica su un problema sul quale mai andrebbero spenti, sul quale noi ci sforziamo di tenrli sempre accesi nonostante la latitanza, l'idifferenza, il silenzio e spesso anche l'irrizione a cui ci sottopongono quelle autorità che per prime dovrebbero vigilare sul fenomeno.
Le domande che dovremmo porci in queste circostanze sono tre:
1) Se numerosi sono gli scandali accertati, quanti immaginiamo che possano essere gli scandali che giacciono a chilometri sottoterra e/o nelle nostre cellule che stanno impazzendo magari aggredite da un cancro che si manifesterà fra decine di anni?
2) Se viene ormai accertato che le acque reflue delle attività estrattive presenti in Basilicata vengono smaltite illegalmente fuori regione, quanti saranno i pozzi di gas e di petrolio chiusi nella nostra regione ad essere attenzionati dal fenomeno?
3) Se le istituzioni preposte al controllo facessero il loro dovere, se almeno mostrassero un'occhio vigile al fenomeno tutto ciò sarebbe possibile?
In questo contesto si situa il caso dei pozzi policoresi, nei confronti dei quali più volte abbiamo chiesto ascolto e attenzione al sindaco, venendo irrisi e ignorati.
Questo il commento dell'avv. Bellizzi su Facebook:
[L'altro] Ieri al tg 2 hanno mandato in onda un servizio su un pozzo di petrolio chiuso nelle Marche [o in Molise? ...non è questo l'importante] e poi utilizzato per lo svernamento di acque reflue provenienti dalla Basilicata.
Oggi i valori della radioattività sono "abnormi". Il sindaco all'epoca ha provato a deliberare contro, ma credo con poca incisività.
Abbiamo sempre detto che i pozzi chiusi sono estremamente pericolosi e non cessano di rappresentare un problema.
Eppure a policoro, la Gas Plus dopo la battaglia portata avanti da Mediterraneo no triv, ha rinunciato all'estrazione e chiuso il pozzo.
Tuttavia, pur presentando le nostre preoccupazioni all'amministrazione comunale di Policoro, il Sindaco ha liquidato rapidamente la questione con un " faccenda chiusa, il pozzo è stato chiuso".
Questo dimostra quanta scarsa sia la conoscenza del problema e anche...la volontà di approfondirla. Nelle Marche dovranno per sempre convivere con un pozzo RADIOATTIVO. Ora lì cominciano a preoccuparsi delle falde acquifere e delle possibili conseguenze. Eppure sarebbe bastato un'ordinanza sindacale a tutela della sicurezza die cittadini e non una delibera.
E a Policoro? A Policoro ci si accontenta della chiusura di Pozzo Morano e senza verificare quanto accaduto nel Pozzo 001 incendiato in passato.
Per Mediterraneo no triv continueremo a verificare e a pretendere controlli incisivi.
Tratto da Karakteria.org

martedì 18 agosto 2015

Appalti truffa , verso la strada della vergogna 2 , ecco la gemella del prolungamento di via siris

 In questi anni , con l'ammnistrazione Leone , non ci siamo fatti mancare nulla in tema di appalti . Dal prolungamento di via Siris , consegnato da circa un'anno e ancora in cerca di un callaudatore , dopo le dimissioni del Ing.re Perrone , alle strade di campagna , ne abbiamo viste di tutti i colori , da variante postume , a strade asfaltate anche se non erano interessate dai progetti , ma interessavano al con sigliere tuttofare . Ma quella del prolungamento di via siris , “La strada della vergogna “ oggi ha una gemella , e sono le strade di campagna dell'ultimo appalto interessate dall'alluvione del 2013 , per una somma vicino al milione di euro.
Parliamo di appalta assegnati dall'amministrazione , non per il moggior ribasso , ma sulla valutazione tutta descrizionale del miglior progetto.

Come potete vedere dalle foto , siamo di fronte a dei lavori , non solo fatti
con criteri che non hanno nessuna ragione , ma si discostano notevolmente dall'ipotesi progettuale previdti. Infatti l'asfalto che doveve avere uno spessore che andava da 3, 5 a 6 centrimentri e da 3, 5 a 8 , in lunghi tratti è sotto questo previsione , con notevoli risparmi per l'impresa e ulteriori danni per l'amministrazione ,

 ma soprattutto e del tutto inesistente la fondazione stradale con misto cementato , che doveva essere stesa con vibrofinitrice con spessori compresi tra 20 e 30 cm costituito da una miscela come si legge nella proposta di miglioria presentata dall'impresa da “ inerti acqua e cemento “ Di Inerti e cemento non se ne vede neanche l'ombra , di acqua molta quella delle piogge di questi giorni.

Inesistenti anche le banchine cementate previste.
In un tratto addirittura (vedi foto) non è stato fatto l'incalanamento previsto
nel fosso nella bonifica , rendendo la situazione peggiore di prima. 


Siamo di fronte a un'opera che è destinata a cedere alla prima sollecitazione seria a cui sarà sottoposta , anche questa destinata ad non essere collaudata , se Leone il Floppino , avesse o si degnasse di non fare il finto tonto , e facesse intervenire immediatamente , l'ufficio tecnico , sempre lo stesso del 

“Non sento non vedo , Non parlo “ o che che il super assessore Bianco , cominciasse a dedicare il suo tempo prezioso , a fare quello che tutti noi ci aspettavamo da lui , fare gli interessi della città.

Attendiamo risposta , ma noi non molliamo.........